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Acta diurna

23 May, 2008

Nucleare e nuova energia

Politica — Inviato da FrancescoC @ 14:11
Il nostro nuovo governo, nel suo primo consiglio dei ministri, ha deciso di intraprendere nuovamente la strada del nucleare per risolvere il problema energetico italiano. Questa sembrerebbe una buona scelta in quanto l'energia nucleare ci affrancherebbe dalla necessità di importare petrolio o gas per produrre energia elettrica e non produce gas serra che, a torto o a ragione, alcuni ritengono responsabili del riscaldamento del pianeta.
Purtroppo per la seconda volta in due giorni non posso essere d'accordo con le scelte del nuovo governo che anche io ho votato. Non sono d'accordo sulla scelta nucleare e questo non per le vecchie paure della gente.
Infatti il problema fondamentale dell'energia nucleare usata attualmente, cioè quella basata sulla fissione dell'uranio, è che è UNA TECNOLOGIA VECCHIA. Questo lo sanno bene molti scienziati e ricercatori, ma nessuno lo dice e ne informa la pubblica opinione. Oltre a ciò la tecnologia delle centrali basate sull'uranio ha due inconvenienti che si cerca di minimizzare, uno superabile ed un altro assolutamente no: uno sono le scorie radioattive che bisogna smaltire in un luogo apposito e sicuro, non facilemente individuabile in Italia, l'altro il fatto che la centrale quando sarà dismessa per obsolescenza rimarrà in parte radioattiva e non si potrà eliminare ne riutilizzarne il luogo, rimanendo per secoli come un monumento morto nel paesaggio, pur richiedendo costante sorveglianza e manutenzione.
Perchè gli impianti nucleari basati sulla fissione sono una tecnologia vecchia e superata? Cercherò di spiegarlo.
la tecnologia della fissione (rottura) degli atomi di uranio su cui si basano è stata sviluppata nei primi anni 40 del secolo scorso (1942) dal gruppo guidato da Enrico Fermi. Fu subito impiegata per scopi militari (Hiroshima e Nagasaki) e solo dopo la guerra si pensò di usarla per scopi civili con i primi impianti realizzati neglia nni 50 (in Italia nel 1963 con 4 impianti attivi eravamo i secondi nel mondo). Quasi subito dopo la fissione gli scienziati presero a studiare la possibilità di ottenere una quantità molto più elevata di energia da un processo di fusione di atomi leggeri, idrogeno, come avviene nelle stelle. La tecnologia venne sviluppata subito per scopi militari, la bomba H, ma la sua realizzazione per scopi civili era molto più difficile che quella per l'energia derivante dall'uranio. Gli studi sono andati avanti per decenni, a partire dagli anni 60, anche in Italia per la quale è coinvolto l'ENEA con i laboratori ed il Tokamak di Frascati. Oggi sappiamo che è possibile realizzare centrali per produrre energia dalla fusione e siamo arrivati a definire una tecnologia realizzabile, basata sull'utilizzo come materia prima combustibile di acqua e rocce (deuterio isotopo dell'idrogeno e litio). Si tratta di una tecnologia non inquinante, che non produce scorie radioattive e che usa quantità limitate di combustibili largamente disponibili e a basso costo, con la quale potremmo disporre di energia quasi illimitata per un tempo quasi illimitato ad un basso costo e senza gli inconvenienti dell'attuale nucleare. Purtroppo i piani di realizzazione della prima centrale sperimentale prevedono tempi lunghi a causa della scarsità di finanziamenti, nonostante l'interesse manifestato dall'Europa al riguardo. Posso capire che paesi che hanno ampiamente investito nell'attuale tecnologia nucleare come Francia o Germania o altri che dispongono di risorse petrolifere come l'Inghilterra siano poco interessati ad investire in questa tecnologia, ma che in Italia dove abbiamo fame  di energia si proponga piuttosto di investire ancora nel nucleare e non per realizzare la fusione mi sembra assurdo. Oltretutto, nonostante quello che titolano i giornali "Nuove centrali entro 5 anni" in realtà entro 5 anni se ne porrà solo la "prima pietra", ma non si sa quando saranno disponibili. Si dice che dovranno essere di 4a generazione per ridurre scorie e rischi, ma queste centrali non saranno disponibili prima di 20 anni e ancora devono essere condotti studi e sperimentazioni per realizzarle per i quali sarnno necessari ingenti investimenti. Ma allora! Non sarebbe meglio investire sulla tecnologia del futuro, la fusione, per la quale i tempi previsti per la realizzazione della prima centrale sono paragonabili (2030), e se si disponesse di ulteriori investimenti potrebbero essere ridotti.
Ma gli scienziati che sanno queste cose le dicono ai politici o anche loro difendono interessi personali e carriere a scapito dell'interesse comune? Nemmeno i giornali e i media in genere accennano a questa forma di energia e a questi studi, c'è come una congiura del silenzio su di essi e quando si chiede qualcosa ad un "esperto" ci si sente rispondere: è una cosa del futuro. Così da 30 anni! Perchè?
Dopo la mia visita, lanno scorso, ai laboratori dell'ENEA di Frascati dove si studia la fusione e dopo aver parlato di questo con alcuni ricercatori del progetto mi sento sempre più preso in giro da chi deve decidere.

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