Tipi sinistri
La cronaca ci ha raccontato l'ennesimo episodio di intolleranza all'università La Sapienza di Roma dove i "collettivi" degli studenti di sinistra, una minoranza, hanno impedito con la violenza che si tenesse una conferenza che riguardava le stragi delle foibe commesse dagli iugoslavi alla fine della seconda guerra mondiale ai danni degli italiani. Hanno parlato di provocazione di fascismo di attentato alla democrazia, ecc.. Come al solito loro si arrogano il diritto di giudicare che è democratico e chi no, non rendendosi conto che comportandosi così i primi ad essere antidemocratici sono loro.
Molto più grave è stato, nel gennaio scorso sempre a La Sapienza, l'episodio in cui è stato impedito al Papa di tenere un'allocuzione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico. In questo caso ad opporsi fu una minoranza di professori di sinistra, da noi le minoranze violente se di sinistra hanno sempre ragione, con motivazioni simili a quelle precedenti. Anche in questo caso erano loro i depositari della verità e si arrogavano il diritto di decidere chi poteva parlare e chi no.
Questi episodi non sono isolati, ma riflettono una mentalità comune alle persone che si proclamano di sinistra, tranne pochissime eccezioni: loro sono i depositari della verità che è solo quella che conoscono loro e si arrogano il diritto di impedire di parlare a chiunque voglia esporre delle idee diverse dalle loro o delle verità che non siano quelle che loro condividono. Ciò avviene a tutti i livelli. Professori universitari, studenti e cittadini comuni, anche apparentemente di buona cultura ed educazione.
Ne ho un esempio avvenuto recentemente in un ambiente insospettabile: qualche domenica fa ero invitato a pranzo da un amico insieme ad altri comuni amici, tutti persone di cultura, professori, professionisti stimati e con un lungo curriculum alle spalle. Dopo il pranzo purtroppo la conversazione è stata portata dal padrone di casa su argomenti politici. Inizialmente sembrava che la discussione procedesse tranquillamente nonostante la nota e accesa simpatia per la sinistra di uno dei partecipanti. Poi però mentre un altro degli interlocutori stava per raccontare alcuni fatti, con risvolti politici, di cui era stato protagonista, il simpatizzante di sinistra, a cui evidentemente l'ascolto di queste cose non piaceva, ha incominciato a riscaldarsi, ad inveire, a dire che "lui" sapeva la verità e che non permetteva a nessuno di farlo fesso, concludendo con l'accusa di fascisti rivolta a me che cercavo di mettere pace e alla persona che era stata zittita mentre parlava che è eventualmente un simpatizzante dei verdi.
Eppure chi si è comportato così è una persona di grande cultura e normalmente gentile ed educata. Evidentemente però chi è di sinistra si considera, magari inconsciamente, superiore a chi non lo è ed unico depositario e detentore della verità. E' quindi impossibile intrattenere con costoro una discussione politica basata sul reciproco rispetto delle idee di ciascuno anche se, apparentemente, ci si considera amici.
Tutto ciò per me è molto triste.
Molto più grave è stato, nel gennaio scorso sempre a La Sapienza, l'episodio in cui è stato impedito al Papa di tenere un'allocuzione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico. In questo caso ad opporsi fu una minoranza di professori di sinistra, da noi le minoranze violente se di sinistra hanno sempre ragione, con motivazioni simili a quelle precedenti. Anche in questo caso erano loro i depositari della verità e si arrogavano il diritto di decidere chi poteva parlare e chi no.
Questi episodi non sono isolati, ma riflettono una mentalità comune alle persone che si proclamano di sinistra, tranne pochissime eccezioni: loro sono i depositari della verità che è solo quella che conoscono loro e si arrogano il diritto di impedire di parlare a chiunque voglia esporre delle idee diverse dalle loro o delle verità che non siano quelle che loro condividono. Ciò avviene a tutti i livelli. Professori universitari, studenti e cittadini comuni, anche apparentemente di buona cultura ed educazione.
Ne ho un esempio avvenuto recentemente in un ambiente insospettabile: qualche domenica fa ero invitato a pranzo da un amico insieme ad altri comuni amici, tutti persone di cultura, professori, professionisti stimati e con un lungo curriculum alle spalle. Dopo il pranzo purtroppo la conversazione è stata portata dal padrone di casa su argomenti politici. Inizialmente sembrava che la discussione procedesse tranquillamente nonostante la nota e accesa simpatia per la sinistra di uno dei partecipanti. Poi però mentre un altro degli interlocutori stava per raccontare alcuni fatti, con risvolti politici, di cui era stato protagonista, il simpatizzante di sinistra, a cui evidentemente l'ascolto di queste cose non piaceva, ha incominciato a riscaldarsi, ad inveire, a dire che "lui" sapeva la verità e che non permetteva a nessuno di farlo fesso, concludendo con l'accusa di fascisti rivolta a me che cercavo di mettere pace e alla persona che era stata zittita mentre parlava che è eventualmente un simpatizzante dei verdi.
Eppure chi si è comportato così è una persona di grande cultura e normalmente gentile ed educata. Evidentemente però chi è di sinistra si considera, magari inconsciamente, superiore a chi non lo è ed unico depositario e detentore della verità. E' quindi impossibile intrattenere con costoro una discussione politica basata sul reciproco rispetto delle idee di ciascuno anche se, apparentemente, ci si considera amici.
Tutto ciò per me è molto triste.
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