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Acta diurna

03 Jun, 2008

Onu, chiesa e immigrati

Politica — Inviato da FrancescoC @ 15:00
Fra ieri e oggi tutti i media hanno dato grande rilievo alle critiche dell' ONU all'Italia, nella persona della commisaria per i diritti umani Louise Arbour, per l'ipotesi di introduzione del reato di immigrazione clandestina, accusandola di razzismo e xenofobia. Peccato per la suddetta "signora" che nello stesso giorno il presidente iraniano Ahmadinejad abbia affermato che Israele deve essere cancellato dalle carte geografiche senza che leiabbia fatto nemmeno una piega. Peccato che invece di preoccuparsi per una articolo di legge che il parlamento italiano non ha ancora nemmeno discusso e che è già in vigore in Francia, Germania, Regno Unito e in tanti altri paesi, non si preoccupi delle condanne a morte, del lavoro forzato e in schiavitù in Cina, delle sistematiche violazioni dei diritti umani in Cina, Birmania, Iran, Sudan e tanti altri paesi dell'Africa e dell'Asia. Ciò dimostra l'ipocrisia di certi personaggi lautamente pagati per dire assurdità del genere e fa venire il sospetto che l'imput a queste affermazioni venga da qualcuno di casa nostra che ha interesse a sfruttarne la risonanza mediatica. Idovinate chi? La sinistra.
Sempre ieri abbiamo sentito e letto di un'analoga condanna della chiesa, ad opera del segretario del pontificio consiglio per i "migranti" mons. Agostino Marchetto. La prima considerazione che viene in mente è che l'organizzazione della Caritas si tiene in piedi con gli aiuti agli immigrati e quindi è parte in causa e interessata che questi continuino a venire a maggior ragione se clandestini. La seconda è la meraviglia a vedere la reazione di tutta la sinistra italiana, che plaude all'iniziativa della chiesa. Ma come? Fino ad ieri quando la chiesa parlava di problemi altamente morali quali la salvaguardia della famiglia e l'aborto, riconfermando quello che è il suo insegnamento (è suo diritto farlo e poi ognuno è libero di crederci o no), veniva accusata di ingerenza negli affari dello stato. Ora che critica apertamente una legge, ancora da approvare, che non ha nulla a che fare col suo insegnamento, ma che riguarda esclusivamente la sicurezza dei cittadini, si plaude a ciò. Questo dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno l'ipocrisia e la falsità di tutta la sinistra italiana e dei suoi esponenti che farebbero qualsiasi cosa pur di "combattere", come dicono loro, la destra e l'attuale governo.
Da notare infine che le osservazione e critiche che ho esposto non compaiono in nessuno dei maggiori quotidiani italiani, tranne che su "Il Giornale", che si adeguano alla linea di conformismo acritico della sinistra.

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