La cronaca ci ha raccontato l'ennesimo episodio di intolleranza all'università La Sapienza di Roma dove i "collettivi" degli studenti di sinistra, una minoranza, hanno impedito con la violenza che si tenesse una conferenza che riguardava le stragi delle foibe commesse dagli iugoslavi alla fine della seconda guerra mondiale ai danni degli italiani. Hanno parlato di provocazione di fascismo di attentato alla democrazia, ecc.. Come al solito loro si arrogano il diritto di giudicare che è democratico e chi no, non rendendosi conto che comportandosi così i primi ad essere antidemocratici sono loro.
Molto più grave è stato, nel gennaio scorso sempre a La Sapienza, l'episodio in cui è stato impedito al Papa di tenere un'allocuzione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico. In questo caso ad opporsi fu una minoranza di professori di sinistra, da noi le minoranze violente se di sinistra hanno sempre ragione, con motivazioni simili a quelle precedenti. Anche in questo caso erano loro i depositari della verità e si arrogavano il diritto di decidere chi poteva parlare e chi no.
Questi episodi non sono isolati, ma riflettono una mentalità comune alle persone che si proclamano di sinistra, tranne pochissime eccezioni: loro sono i depositari della verità che è solo quella che conoscono loro e si arrogano il diritto di impedire di parlare a chiunque voglia esporre delle idee diverse dalle loro o delle verità che non siano quelle che loro condividono. Ciò avviene a tutti i livelli. Professori universitari, studenti e cittadini comuni, anche apparentemente di buona cultura ed educazione.
Ne ho un esempio avvenuto recentemente in un ambiente insospettabile: qualche domenica fa ero invitato a pranzo da un amico insieme ad altri comuni amici, tutti persone di cultura, professori, professionisti stimati e con un lungo curriculum alle spalle. Dopo il pranzo purtroppo la conversazione è stata portata dal padrone di casa su argomenti politici. Inizialmente sembrava che la discussione procedesse tranquillamente nonostante la nota e accesa simpatia per la sinistra di uno dei partecipanti. Poi però mentre un altro degli interlocutori stava per raccontare alcuni fatti, con risvolti politici, di cui era stato protagonista, il simpatizzante di sinistra, a cui evidentemente l'ascolto di queste cose non piaceva, ha incominciato a riscaldarsi, ad inveire, a dire che "lui" sapeva la verità e che non permetteva a nessuno di farlo fesso, concludendo con l'accusa di fascisti rivolta a me che cercavo di mettere pace e alla persona che era stata zittita mentre parlava che è eventualmente un simpatizzante dei verdi.
Eppure chi si è comportato così è una persona di grande cultura e normalmente gentile ed educata. Evidentemente però chi è di sinistra si considera, magari inconsciamente, superiore a chi non lo è ed unico depositario e detentore della verità. E' quindi impossibile intrattenere con costoro una discussione politica basata sul reciproco rispetto delle idee di ciascuno anche se, apparentemente, ci si considera amici.
Tutto ciò per me è molto triste.
Il nostro nuovo governo, nel suo primo consiglio dei ministri, ha deciso di intraprendere nuovamente la strada del nucleare per risolvere il problema energetico italiano. Questa sembrerebbe una buona scelta in quanto l'energia nucleare ci affrancherebbe dalla necessità di importare petrolio o gas per produrre energia elettrica e non produce gas serra che, a torto o a ragione, alcuni ritengono responsabili del riscaldamento del pianeta.
Purtroppo per la seconda volta in due giorni non posso essere d'accordo con le scelte del nuovo governo che anche io ho votato. Non sono d'accordo sulla scelta nucleare e questo non per le vecchie paure della gente.
Infatti il problema fondamentale dell'energia nucleare usata attualmente, cioè quella basata sulla fissione dell'uranio, è che è UNA TECNOLOGIA VECCHIA. Questo lo sanno bene molti scienziati e ricercatori, ma nessuno lo dice e ne informa la pubblica opinione. Oltre a ciò la tecnologia delle centrali basate sull'uranio ha due inconvenienti che si cerca di minimizzare, uno superabile ed un altro assolutamente no: uno sono le scorie radioattive che bisogna smaltire in un luogo apposito e sicuro, non facilemente individuabile in Italia, l'altro il fatto che la centrale quando sarà dismessa per obsolescenza rimarrà in parte radioattiva e non si potrà eliminare ne riutilizzarne il luogo, rimanendo per secoli come un monumento morto nel paesaggio, pur richiedendo costante sorveglianza e manutenzione.
Perchè gli impianti nucleari basati sulla fissione sono una tecnologia vecchia e superata? Cercherò di spiegarlo.
la tecnologia della fissione (rottura) degli atomi di uranio su cui si basano è stata sviluppata nei primi anni 40 del secolo scorso (1942) dal gruppo guidato da Enrico Fermi. Fu subito impiegata per scopi militari (Hiroshima e Nagasaki) e solo dopo la guerra si pensò di usarla per scopi civili con i primi impianti realizzati neglia nni 50 (in Italia nel 1963 con 4 impianti attivi eravamo i secondi nel mondo). Quasi subito dopo la fissione gli scienziati presero a studiare la possibilità di ottenere una quantità molto più elevata di energia da un processo di fusione di atomi leggeri, idrogeno, come avviene nelle stelle. La tecnologia venne sviluppata subito per scopi militari, la bomba H, ma la sua realizzazione per scopi civili era molto più difficile che quella per l'energia derivante dall'uranio. Gli studi sono andati avanti per decenni, a partire dagli anni 60, anche in Italia per la quale è coinvolto l'ENEA con i laboratori ed il Tokamak di Frascati. Oggi sappiamo che è possibile realizzare centrali per produrre energia dalla fusione e siamo arrivati a definire una tecnologia realizzabile, basata sull'utilizzo come materia prima combustibile di acqua e rocce (deuterio isotopo dell'idrogeno e litio). Si tratta di una tecnologia non inquinante, che non produce scorie radioattive e che usa quantità limitate di combustibili largamente disponibili e a basso costo, con la quale potremmo disporre di energia quasi illimitata per un tempo quasi illimitato ad un basso costo e senza gli inconvenienti dell'attuale nucleare. Purtroppo i piani di realizzazione della prima centrale sperimentale prevedono tempi lunghi a causa della scarsità di finanziamenti, nonostante l'interesse manifestato dall'Europa al riguardo. Posso capire che paesi che hanno ampiamente investito nell'attuale tecnologia nucleare come Francia o Germania o altri che dispongono di risorse petrolifere come l'Inghilterra siano poco interessati ad investire in questa tecnologia, ma che in Italia dove abbiamo fame di energia si proponga piuttosto di investire ancora nel nucleare e non per realizzare la fusione mi sembra assurdo. Oltretutto, nonostante quello che titolano i giornali "Nuove centrali entro 5 anni" in realtà entro 5 anni se ne porrà solo la "prima pietra", ma non si sa quando saranno disponibili. Si dice che dovranno essere di 4a generazione per ridurre scorie e rischi, ma queste centrali non saranno disponibili prima di 20 anni e ancora devono essere condotti studi e sperimentazioni per realizzarle per i quali sarnno necessari ingenti investimenti. Ma allora! Non sarebbe meglio investire sulla tecnologia del futuro, la fusione, per la quale i tempi previsti per la realizzazione della prima centrale sono paragonabili (2030), e se si disponesse di ulteriori investimenti potrebbero essere ridotti.
Ma gli scienziati che sanno queste cose le dicono ai politici o anche loro difendono interessi personali e carriere a scapito dell'interesse comune? Nemmeno i giornali e i media in genere accennano a questa forma di energia e a questi studi, c'è come una congiura del silenzio su di essi e quando si chiede qualcosa ad un "esperto" ci si sente rispondere: è una cosa del futuro. Così da 30 anni! Perchè?
Dopo la mia visita, lanno scorso, ai laboratori dell'ENEA di Frascati dove si studia la fusione e dopo aver parlato di questo con alcuni ricercatori del progetto mi sento sempre più preso in giro da chi deve decidere.
Dopo questi giorni di pioggia, che ormai stanno diventando settimane, e che a me non dispiacciono, non fa caldo e quello che si bagna si asciuga, a meno che non sia sale, mi viene spontanea una considerazione. ma anche quest'estate i media ci romperanno le balle con i problemi della siccità, la scarsità d'acqua, ecc. o per quest'anno ci saremo salvati. E di che cosa parleranno per riempire giornali e telegiornali quando le notizie scarseggeranno: dovranno inventarsi qualcosa.
I primi provvedimenti che ha preso il nuovo governo, convincenti per la parte sicurezza, mi hanno invece lasciato perplesso e deluso per quanto riguarda la parte finanziaria. E' stata mantenuta la promessa dell'abolizione dell'ICi sulla prima casa, ma mi rimane un dubbio, relativo all'esclusione di abitazioni di lusso, ville ecc.. Ci sarà sotto qualche fregatura? quello che è previsto per l'altro provvedimento me lo fa pensare: infatti la tanto sbandierata esenzione degli straordinari e dei premi dall'imposizione fiscale è stata realizzata con un'impostazione di governo tipicamente di sinistra (direi comunista) che deve sempre prendere provvedimenti demagogici e penalizzare le classi medie, invece di seguire l'impostazione liberale e consentire a tutti di beneficiare del provvedimento ed avere tassazioni più eque. Infatti la limitazione dell'esenzione alle retribuzioni sotto i 30.000 € annui la rende si utile per coloro che, operai e impiegati di livello basso, possono percepire gli straordinari, ma esclude dal beneficio tutti gli impiegati di medio livello e i quadri, che non potranno usufruirne per i loro premi di produzione (per loro non sono previsti straordinari!) a causa della limitazione di reddito. In questo modo i premi di produzione distribuiti dalle aziende e legati alla loro produttività saranno ancora falcidiati con oltre il 50% fra tasse e contributi. Ma non si voleva premiare la produttività? Ciò dimostra come anche questo governo purtroppo sia lontano da quella che è la vita reale e dai problemi che la classe media, che li ha sempre sostenuti, a avuto e continua ad avere sempre di più compressa fra gli aumenti del costo della vita e una tassazione sempre più penalizzante.
Da questo governo però una cosa del genere non me la aspettavo. per chi dovrò votare la prossima volta, visto che a sinistra non darò mai il voto? la risposta mi sembra ovvia.
Negli ultimi giorni la corsa al rialzo del prezzo del petrolio è diventata sempre più rapida raggiungendo nuovi recodr. Ciò è dovuto a varii fattori,aumento della domanda, instabilità politica, speculazione, ma impone costi sempre più alti a paesi come l'Italia che non hanno autonomia energetica.
Contemporaneamente da molto tempo si lanciano giustificati allarmi contro l'inquinamento dell'atmosfera a causa dei residui derivanti dall'uso di combustibili fossili e inoltre, a torto o ragione, contro il surriscaldamento prodotto nell'atmosfera dall'immissione dei cosiddetti "gas serra", in primo luogo l'anidride carbonica derivata dalla combustione di combustibili fossili, come petrolio o gas.
Per ovviare a questi gravi problemi sono state fatte svariate proposte, da quelle più realistiche a quelle più fantasiose e lontane dalla realtà, oltre che predicare il cosiddetto "risparmio energetico".
Questultimo non ha senso e spesso viene confuso col miglioramento dell'efficienza degli impianti ed apparati. Il vero risparmio significherebbe non usare energia quando ci serve o usarne meno: ma a cosa rinunciare, chi stabilisce il confine fra ciò che è solo piacevole, utile, necessario ed indispensabile. Si potrebbe tornare indietro nel tempo fino ad arrivare alle caverne, senza fuoco, per trovare un limite. Inoltre anche se l'Italia intera non consumesse più petrolio, ecc. questo significherebbe forse allungare di un anno o due la durata delle riserve mondiali. Nel frattempo in Italia si bloccherebbe lo sviluppo, l'economia, l'agricoltura e moriremmo di fame.
Le alternative energetiche più gettonate in quanto all'apparenza piene di fascino sono la fotovoltaica e l'eolica. Apparentemente sembrano la soluzione ideale, ma in realtà sono inutili e costose. Inutili percè producono energia solo di giorno, se c'è ilsole, o se c'è vento. A noi, intendo all'apparato industriale e dei servizi prima di tutto, l'energia serve sempre e non solo quando c'è. Non si può chiudere una fabbrica se non c'è il sole! Inoltre si avrebbe bisogno di sistemi alternativi per produrre energia quando sole e vento non lo consentono. Infine i costi sono altissimi 1 Gw di energia solare (non stiamo parlando dei pochi wat necessari per l'acqua calda!) costa circa 100 volte quella prodotta da un impianto termico o nucleare, e 1 Gw eolico 10 volte. Questo considerando ovviamente tutti i costi di impianto, gestione, manutenzione e combustibile.
L'unica alternativa praticabile per sganciarsi dai combustibili fossili sembrerebbe, almeno a sentire i media, il nucleare. Si tratta di un'energia disponibile a basso costo, la tecnologia è collaudata e non produce inquinanti e gas serra. L'ideale? Fino ad un certo punto: infatti, per quanto gli impianti moderni abbiano fatto enormi progressi, ha ancora 2 problemi: le scorie radioattive, che per quanto prodotte in misura molto ridotta (i reattri moderni le riciclano) esistono ancora e la dismissione dell'impianto stesso che riamane radioattivo per molti anni.
E allora? Non c'è soluzione?
In realtà ci sarebbe. C'è un tipo di energia di cui nessuno parla, se non gli addetti ai lavori e gli appassionati come me. Si tratta dell'energia delle stelle l'energia da fusione nucleare.
Purtroppo già il suo nome terrorizza molta gente che al solo sentir parlare di nucleare la rifiuta e se poi capisce che è la stessa energia che si sprigiona nella "bomba all'idrogeno" non ne vuole sentire più parlare.
In realtà si tratta di un'energia pulita e innovativa, la cui base teorica è stata definita da tempo, ma la cui realizzazione pratica va a rilento per la scarsità di interesse da parte di governi e industria e la conseguente scarsità di finanziamenti.
Il suo pricipio è semplice e si basa su reazioni di fusione di atomi di deuterio e trizio (isotopi dell'idrogeno, il deuterio è quello della "acqua pesante" all'interno di un anello riscaldato ad altissima temperatura. I combustibili utilizzati sono quindi il deuterio, presente nell'acqua in una percentuale di 1 su 10.000, quindi abbondantissimo in natura, e il litio, da cui si ricava il trizio, componente principale delle rocce. Combustibili quindi a bassisimo costo e reperibili ovunque, quello che costa è l'impianto. Nessuna radioattività e nessuna scoria. Ma allora perchè nessuno ne parla, perchè non si persegue questa strada, perchè i suoi piani di sviluppo che negli anni 70 dicevano "l'avremo fra 30 anni" oggi dicono la stessa cosa?
Per oggi credo di aver scritto anche troppo, ne parlerò un'altra volta.
Ogni giorno veniamo informati da tv, radio, giornali che il prezzo del petrolio aumenta (in $, in € molto di meno!) e di conseguenza aumenta il costo dei carburanti, toccando nuovi record, con conseguente aggravio delle spese delle famiglie.
Tutto questo sucita in me qualche curiosità ogni volta che mi fermo ad un distributore per fare rifornimento: infatti io da anni, da quando è disponibile il self-service, mi fermo solo a questo tipo di stazioni di servizio. E' un'abitudine che ho preso in USA dal lontano 1985 dove già allora la situazione era come da noi adesso, cioè metà self-service e metà servito (attualmente è solo self con pagamento con carta direttamente sull'erogatore). Eppure mi accorgo che nonostante il caro carburanti la maggior parte delle auto preferisce scegliere le colonnine del servito. Evidentemente quel risparmio di 2,5-3 centesimi al litro, che si traduce in 1,5-2 € ad ogni pieno non interessa o viene valutato meno della fatica necessaria per fare da soli. Sarà una questione di pigrizia oppure agli italiani piace, come mi disse a suo tempo un amico di orientamento di sinistra, pagare ma essere "serviti e riveriti"?
Certamente un risparmio del genere non cambia la vita, ma si è fatto tanto clamore sui media per il fatto che è scaduto il decreto che diminuiva di 2 cent le accise sui carburanti e che era opportuno rinnovarlo e poi buona parte degli automobilisti ignora completamente una possibilità di risparmio analoga disponibile. Devo dire allora che il governo fa bene a non rinnovarlo, tanto gli automobilisti possono permettersi di pagare.
Domani finalmente la camera voterà la fiducia al governo e dopodomani il senato. Così a un mese di distanza dalle elezioni finalment il governo potrà operare con pieni poteri. Spero che nel frattempo i ministri non siano stati ad aspettare ed appena operativi abbiano pronti i primi decreti urgenti su sicurezza, economia e tasse da proporre nel primo consiglio dei ministri del 16 che si terrà a Napoli. Ma perchè si è dovuto aspettare un mese per avere un governo, e ci è andata bene! perchè i meccanismi costituzionali e burocratici, la stessa prassi parlamentare, sono farragginosi e fatti per perdere tempo, come ho scritto due settimane fa'. A questo si è aggiunto l'ultimo ritardo che dalla scorsa settimana ci ha fatto arrivare a questo mercoledì per votare la fiducia. Questo perchè i nostri parlamentari, a fronte di un lauto stipendio superiore a quello di tutti gli altri colleghi europei, in realtà lavorano solo 3 giorni a settimana, a differenza dei comuni mortali che ne fanno almeno 5. Infatti loro arrivano a Roma il martedì mattina, con comodo, e ripartono il venerdi in giornata, frettolosamente. Cos' per lavorare, cioè presenziare alle sedute del parlamento, delle commissioni, elaborare proposte di legge, ecc. rimangono 2 giorni interi e due mezze giornate. E infatti la fiducia si vota mercoledì e giovedì, poi dovranno tornare a casa per riprendersi dalle fatiche del voto.
Mi ha ricordato recentemente un'amica una vicenda che già conoscevo, anche se mi era passata di mente, ma che pochissimi sanno.
I lavoratori stranieri che lavorano in Italia, regolarmente retribuiti e con i contributi previdenziali versati, hanno il diritto, una volta che decidano di tornare al loro paese dopo aver lavorato per alcuni anni, di richiedere all'ente pensionistico, INPS o altro, i contributi versati da loro e dal datore di lavoro e portarseli a casa per metter su ad esempio un'attività o comprarsi una casa. Ciò significa che in realtà loro non lavorano per lo stipendio che viene offerto ad un italiano, es. 1.200 €, ma per quasi il doppio, considerando che i contributi ammontano al 35 % del lordo, cioè per circa 200 € nell'esempio fatto. Si spiega così perchè certi lavori gli italiani non li vogliono più fare, mentre gli stranieri si: se fossero retribuiti come gli stranieri forse molti italiani li farebbero Questo diritto è negato invece a tutti i cittadini italiani, che se non raggiungono il minimo contributivo per avere accedere alla pensione, non possono farsi dare indietro i contributi, ma questi vengono incassati dallo stato a fondo perduto. In realtà c'è una categoria di italiani che ha questo diritto: si tratta dei parlamentari, guarda caso, che se non raggiungono il minimo per aver diritto alla pensione (2 anni e 6 mesi, conto 20 anni per i comuni mortali), possono almeno chiedere indietro i soldi che sono stati versati per loro dallo stato (ciè da noi).
Oggi, a differenza degli altri giorni, non scrivo per criticare qualcosa, segnalare qualche problema o altro, ma perchè sono contento. Infatti questa mattina ho provato la M3. Alla maggior parte di chi mi legge, se c'è qualcuno, questa sigla non dirà nulla, ma agli appassionati di automobilismo, quelli veri, moltissimo.
M3 è il modello supersportivo della Serie 3 BMW. E' un'auto fantastica, eccezionale, unica. Guidarla per un appassionato da sempre di auto come me è il top. Le sue caratteristiche sono al di sopra della maggior parte delle auto e può essere paragonata solo alle supersportive. La linea è quella dei modelli serie 3 da cui deriva, ma abbellita e incattivita da prese d'aria e scarichi sportivi e dagli enormi cerchi in lega da 19, per cui l'aspetto risulta estremamente aggressivo. Il motore poi è eccezionale, 8 cilindri a V, 4000 di cilindrata e 420 CV. Il cambio di quella che ho provato era automatico, ma non dei soliti che si trovano sulle altre auto. Questo è un vero cambio meccanico, rapidissimo e silenziosissimo a cambiare. Quando si va nel traffico conviene lasciare fare tutto a lui, ma se si vuole guidare sportivamente ci sono due levette dietro il volante per innestare le marce a una velocità che solo una F1 può battere. Impressionante la prova partendo da fermo fatta nella superstrada: l'istruttore accanto a me mi dice "metti la prima, fermati e poi schiaccia a fondo l'acceleratore e tienilo premuto mentre cambi" Il V8 ruggisce, partiamo a razzo e dopo due secondi mi dice "cambia... cambia" Innesto la 2a e capisco che per sapere quando cambiare basta vedere, con la coda dell'occhio, la corona di led attorno al contagiri, che mentre il motore sale di giri si illuminano, senza staccare gli occhi dalla strada, che non è il caso. Quando dopo i led gialli si accende il primo rosso si è al massimo dei giri, 8200, e si deve cambiare. Non ho visto bene a che velocità siamo arrivati con la 5a, ma sicuramente oltre i 200 e di marce ce n'erano ancora 2: da ritiro patente a vita, ma è bellissimo!
Peccato che la prova sia durata poco, ma resta un bellissimo ricordo.
Per fortuna in maggio ne ho in programma altre due altrettanto interessanti di cui riferirò.
Negli ultimi tempi si è parlato tanto, da parte di esponenti del precedente governo, della necessità di costruire numerosi rigassificatori (impianti che convertono il metano liquido trasportato da apposite navi, gassiere, di nuovo in gas) allo scopo di rendere l'Italia indipendente, per le sue forniture energetiche, dai paesi che attualmente la riforniscono con i metanodotti.
Ho però appreso qualche giorno fa (vedi "Il Giornale" di domenica 4 maggio, pag 38, rubrica di Paolo Granzotto, http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=77080&PDF_NUM=1117) che i rigassificatori sono pochissimo diffusi nel mondo, ne esistono solo 50, e noi dovremmo costruirne 12, cioè un quarto di quelli esistenti. Questo senza nessuna garanzia che siano utilizzati in quanto il metano dovrebbe arrivare dagli stessi paesi che già ce lo forniscono con i gasdotti o da altri non ancora individuati. Ma continuando a leggere si scopre il motivo di questa necessità e urgenza. Con la delibera 178 dell'Autorità per l'energia, articolo 13 gli assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80 per cento dei ricavi di riferimento. Anche se non sarà mai rigassificata neanche una molecola di gas (come accadrà visto che nel mondo ci sono meno di 20 impianti di liquefazione). Questo spiega l'arcano e l'impellente necessità di costruire i rigassificatori, naturalmente a spese nostre.
Quasi quasi penso di costruirne uno, se il mio direttore di banca sarà abbastanza lungimirante da concedermi in prestito quei pochi miliardi di euri che servono.
Le elezioni si sono svolte il 13 e 14 aprile. I risultati proclamati ufficialmente il 15.
Quel giorno stesso Berlusconi poteva essere proclamato nuovo presidente del consiglio, in quanto scelto dai cittadini. Così avviene nei paesi più civili.
Invece da noi si è dovuto aspettare due settimane perchè, con comodo, si riunissero le camere e poi un'altra sttimana perchè fossero eletti presidenti, vice, ecc e fossero definiti i "gruppi parlamentari". Solo adesso possono cominciare le "consultazioni" di Napolitano per decidere a chi dare l'incarico di formare il nuovo governo, che non sarà dato prima di domani sera. Ma cosa deve consultare il presidente della repubblica, perchè perdere altro tempo. Ormai il presidente del consiglio non lo sceglie più lui, né i partiti, ma gli elettori, che lo hanno già fatto quasi un mese fa. Per rispetto a loro non dovrebbe perdere ulteriore tempo, ma si sa quanto valutano le istituzioni il rispetto dei cittadini, considerando anche la situazione di estrema emergenza in cui l'Italia si trova e la necessità di prendere urgentissimi provvedimenti per la sicurezza, la riduzione delle tasse e il rilancio dell'economia.
La realtà è che questi meccanismi erano stati studiati per il sistema politico della "prima repubblica" in cui chi aveva la maggioranza relativa, la DC, doveva trattare, negoziare, mercanteggiare, come in un suk levantino con gli altri partiti e partitini, per decidere come spartirsi il potere e i soldi. Ma ora tutto questo è stato cancellato, spazzato via, per cui sarebbe ora di rivedere questi assurdi meccanismi, modificando opportunamente la costituzione, per evitare queste inutili e costose perdite di tempo.