Dopo questi giorni di pioggia, che ormai stanno diventando settimane, e che a me non dispiacciono, non fa caldo e quello che si bagna si asciuga, a meno che non sia sale, mi viene spontanea una considerazione. ma anche quest'estate i media ci romperanno le balle con i problemi della siccità, la scarsità d'acqua, ecc. o per quest'anno ci saremo salvati. E di che cosa parleranno per riempire giornali e telegiornali quando le notizie scarseggeranno: dovranno inventarsi qualcosa.
I primi provvedimenti che ha preso il nuovo governo, convincenti per la parte sicurezza, mi hanno invece lasciato perplesso e deluso per quanto riguarda la parte finanziaria. E' stata mantenuta la promessa dell'abolizione dell'ICi sulla prima casa, ma mi rimane un dubbio, relativo all'esclusione di abitazioni di lusso, ville ecc.. Ci sarà sotto qualche fregatura? quello che è previsto per l'altro provvedimento me lo fa pensare: infatti la tanto sbandierata esenzione degli straordinari e dei premi dall'imposizione fiscale è stata realizzata con un'impostazione di governo tipicamente di sinistra (direi comunista) che deve sempre prendere provvedimenti demagogici e penalizzare le classi medie, invece di seguire l'impostazione liberale e consentire a tutti di beneficiare del provvedimento ed avere tassazioni più eque. Infatti la limitazione dell'esenzione alle retribuzioni sotto i 30.000 € annui la rende si utile per coloro che, operai e impiegati di livello basso, possono percepire gli straordinari, ma esclude dal beneficio tutti gli impiegati di medio livello e i quadri, che non potranno usufruirne per i loro premi di produzione (per loro non sono previsti straordinari!) a causa della limitazione di reddito. In questo modo i premi di produzione distribuiti dalle aziende e legati alla loro produttività saranno ancora falcidiati con oltre il 50% fra tasse e contributi. Ma non si voleva premiare la produttività? Ciò dimostra come anche questo governo purtroppo sia lontano da quella che è la vita reale e dai problemi che la classe media, che li ha sempre sostenuti, a avuto e continua ad avere sempre di più compressa fra gli aumenti del costo della vita e una tassazione sempre più penalizzante.
Da questo governo però una cosa del genere non me la aspettavo. per chi dovrò votare la prossima volta, visto che a sinistra non darò mai il voto? la risposta mi sembra ovvia.
Negli ultimi giorni la corsa al rialzo del prezzo del petrolio è diventata sempre più rapida raggiungendo nuovi recodr. Ciò è dovuto a varii fattori,aumento della domanda, instabilità politica, speculazione, ma impone costi sempre più alti a paesi come l'Italia che non hanno autonomia energetica.
Contemporaneamente da molto tempo si lanciano giustificati allarmi contro l'inquinamento dell'atmosfera a causa dei residui derivanti dall'uso di combustibili fossili e inoltre, a torto o ragione, contro il surriscaldamento prodotto nell'atmosfera dall'immissione dei cosiddetti "gas serra", in primo luogo l'anidride carbonica derivata dalla combustione di combustibili fossili, come petrolio o gas.
Per ovviare a questi gravi problemi sono state fatte svariate proposte, da quelle più realistiche a quelle più fantasiose e lontane dalla realtà, oltre che predicare il cosiddetto "risparmio energetico".
Questultimo non ha senso e spesso viene confuso col miglioramento dell'efficienza degli impianti ed apparati. Il vero risparmio significherebbe non usare energia quando ci serve o usarne meno: ma a cosa rinunciare, chi stabilisce il confine fra ciò che è solo piacevole, utile, necessario ed indispensabile. Si potrebbe tornare indietro nel tempo fino ad arrivare alle caverne, senza fuoco, per trovare un limite. Inoltre anche se l'Italia intera non consumesse più petrolio, ecc. questo significherebbe forse allungare di un anno o due la durata delle riserve mondiali. Nel frattempo in Italia si bloccherebbe lo sviluppo, l'economia, l'agricoltura e moriremmo di fame.
Le alternative energetiche più gettonate in quanto all'apparenza piene di fascino sono la fotovoltaica e l'eolica. Apparentemente sembrano la soluzione ideale, ma in realtà sono inutili e costose. Inutili percè producono energia solo di giorno, se c'è ilsole, o se c'è vento. A noi, intendo all'apparato industriale e dei servizi prima di tutto, l'energia serve sempre e non solo quando c'è. Non si può chiudere una fabbrica se non c'è il sole! Inoltre si avrebbe bisogno di sistemi alternativi per produrre energia quando sole e vento non lo consentono. Infine i costi sono altissimi 1 Gw di energia solare (non stiamo parlando dei pochi wat necessari per l'acqua calda!) costa circa 100 volte quella prodotta da un impianto termico o nucleare, e 1 Gw eolico 10 volte. Questo considerando ovviamente tutti i costi di impianto, gestione, manutenzione e combustibile.
L'unica alternativa praticabile per sganciarsi dai combustibili fossili sembrerebbe, almeno a sentire i media, il nucleare. Si tratta di un'energia disponibile a basso costo, la tecnologia è collaudata e non produce inquinanti e gas serra. L'ideale? Fino ad un certo punto: infatti, per quanto gli impianti moderni abbiano fatto enormi progressi, ha ancora 2 problemi: le scorie radioattive, che per quanto prodotte in misura molto ridotta (i reattri moderni le riciclano) esistono ancora e la dismissione dell'impianto stesso che riamane radioattivo per molti anni.
E allora? Non c'è soluzione?
In realtà ci sarebbe. C'è un tipo di energia di cui nessuno parla, se non gli addetti ai lavori e gli appassionati come me. Si tratta dell'energia delle stelle l'energia da fusione nucleare.
Purtroppo già il suo nome terrorizza molta gente che al solo sentir parlare di nucleare la rifiuta e se poi capisce che è la stessa energia che si sprigiona nella "bomba all'idrogeno" non ne vuole sentire più parlare.
In realtà si tratta di un'energia pulita e innovativa, la cui base teorica è stata definita da tempo, ma la cui realizzazione pratica va a rilento per la scarsità di interesse da parte di governi e industria e la conseguente scarsità di finanziamenti.
Il suo pricipio è semplice e si basa su reazioni di fusione di atomi di deuterio e trizio (isotopi dell'idrogeno, il deuterio è quello della "acqua pesante" all'interno di un anello riscaldato ad altissima temperatura. I combustibili utilizzati sono quindi il deuterio, presente nell'acqua in una percentuale di 1 su 10.000, quindi abbondantissimo in natura, e il litio, da cui si ricava il trizio, componente principale delle rocce. Combustibili quindi a bassisimo costo e reperibili ovunque, quello che costa è l'impianto. Nessuna radioattività e nessuna scoria. Ma allora perchè nessuno ne parla, perchè non si persegue questa strada, perchè i suoi piani di sviluppo che negli anni 70 dicevano "l'avremo fra 30 anni" oggi dicono la stessa cosa?
Per oggi credo di aver scritto anche troppo, ne parlerò un'altra volta.
Mi ha ricordato recentemente un'amica una vicenda che già conoscevo, anche se mi era passata di mente, ma che pochissimi sanno.
I lavoratori stranieri che lavorano in Italia, regolarmente retribuiti e con i contributi previdenziali versati, hanno il diritto, una volta che decidano di tornare al loro paese dopo aver lavorato per alcuni anni, di richiedere all'ente pensionistico, INPS o altro, i contributi versati da loro e dal datore di lavoro e portarseli a casa per metter su ad esempio un'attività o comprarsi una casa. Ciò significa che in realtà loro non lavorano per lo stipendio che viene offerto ad un italiano, es. 1.200 €, ma per quasi il doppio, considerando che i contributi ammontano al 35 % del lordo, cioè per circa 200 € nell'esempio fatto. Si spiega così perchè certi lavori gli italiani non li vogliono più fare, mentre gli stranieri si: se fossero retribuiti come gli stranieri forse molti italiani li farebbero Questo diritto è negato invece a tutti i cittadini italiani, che se non raggiungono il minimo contributivo per avere accedere alla pensione, non possono farsi dare indietro i contributi, ma questi vengono incassati dallo stato a fondo perduto. In realtà c'è una categoria di italiani che ha questo diritto: si tratta dei parlamentari, guarda caso, che se non raggiungono il minimo per aver diritto alla pensione (2 anni e 6 mesi, conto 20 anni per i comuni mortali), possono almeno chiedere indietro i soldi che sono stati versati per loro dallo stato (ciè da noi).
Negli ultimi tempi si è parlato tanto, da parte di esponenti del precedente governo, della necessità di costruire numerosi rigassificatori (impianti che convertono il metano liquido trasportato da apposite navi, gassiere, di nuovo in gas) allo scopo di rendere l'Italia indipendente, per le sue forniture energetiche, dai paesi che attualmente la riforniscono con i metanodotti.
Ho però appreso qualche giorno fa (vedi "Il Giornale" di domenica 4 maggio, pag 38, rubrica di Paolo Granzotto, http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=77080&PDF_NUM=1117) che i rigassificatori sono pochissimo diffusi nel mondo, ne esistono solo 50, e noi dovremmo costruirne 12, cioè un quarto di quelli esistenti. Questo senza nessuna garanzia che siano utilizzati in quanto il metano dovrebbe arrivare dagli stessi paesi che già ce lo forniscono con i gasdotti o da altri non ancora individuati. Ma continuando a leggere si scopre il motivo di questa necessità e urgenza. Con la delibera 178 dell'Autorità per l'energia, articolo 13 gli assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari all’80 per cento dei ricavi di riferimento. Anche se non sarà mai rigassificata neanche una molecola di gas (come accadrà visto che nel mondo ci sono meno di 20 impianti di liquefazione). Questo spiega l'arcano e l'impellente necessità di costruire i rigassificatori, naturalmente a spese nostre.
Quasi quasi penso di costruirne uno, se il mio direttore di banca sarà abbastanza lungimirante da concedermi in prestito quei pochi miliardi di euri che servono.
E' da molto tempo che non aggiorno più il mio blog, ma non c'erano cose veramente interessanti da dire.
Sarebbe stato inutile continuare a parlar male di questo governo, ormai gli italiani si rendono conto da soli della sua incapacità e del fatto che si regge in piedi solo per il potere. D'altra parte sarebbe un po' come sparare sulla croce rossa. Oltretutto Prodi sta facendo un ottimo lavoro a favore della CdL; se continua così saranno pochi alle prossime elezioni, quali esse siano, quelli che ancora avranno il coraggio di votare per la sinistra. Quindi meglio lasciarlo lavorare.
In questo periodo ho avuto anche la sfortuna di incontrarlo, molto da vicino, in montagna durante la settimana bianca. Eravamo a sciare vicino a Corvara in un rfugio che si trova in una bellissima radura in mezzo ai boschi, sperduto nella neve alla fine di due piste meravigliose. Sono entrato con i miei figli per mangiare ed a un tavolo era seduto lui con la sua corte. Se i figli non lo avessero riconosciuto io non l'avrei subito notato: aveva l'aspetto di Fantozzi, con una giacca a vento giallina che gli arrivava fin quasi alle gincchia ed un cappellaccio di lana calcato in testa. per fortuna se ne è andato presto. dicono anche che abbia sciato, ma visti i suoi sci, lunghi come si usava 20 anni fa' non doveva essere gran che.
Oggi però è successo qualcosa di importante, sono stti proposti o approvati due provvedimenti legislativi molto preccupanti, che potrebbero limitare fortemente la nostra libertà e che ci fanno fare un doloroso passo indietro sul piano della democrazia.
Domani quando ne saprò qualcosa di più dai media ne parlerò più diffusamente.
Basta con l'incompetenza, l'incapacità, la rapacità e l'improvvisazione di chi decide, regola e controlla il comportamento degli automobilisti.
Gli autombilisti seri, appassionati, capaci di guidare, che apprezzano le auto, il loro mondo e la grande libertà che queste conferiscono a tutti sono stanchi e dicono basta.
Prima di tutto basta con la criminalizzazione della velocità, presentata come causa esclusiva di tutti gli incidenti. E' evidente che se ci si muove ad una certa velocità possono verificarsi incidenti e lo scopo e gli sforzi del legislatore e degli organi preposti al controllo devono tendere ad evitarli. Ma non si può prendersela solo con la velocità, come certi ministri impreparati cercano di fare. Certo che se, per paradosso si ridcesse a zero la velocità si ridurrebbero a zero gli incidenti (matematicamente si potrebbe dire che il limite del numero di incidenti, se questi fossero considerati solo funzione della velocità, sarebbe 0 per la velocità tendente a 0). Ma così si negherebbe il diritto alla mobilità. Inoltre cosa dire degli incidenti avvenuti a passo d'uomo, in manovre di parcheggio o perchè un'auto si è mossa inavvertitamente, in cui sono stati coinvolti spesso dei bambini?
Sanno poi i nostri legislatori e le cassandre che parlano di pericolo a causa della velocità che la maggior parte degli incidenti avviene in città e pochissimi sulle autostrade?
E allora finiamola con questa favola e cerchiamo di capire veramente perchè in Italia avvengono tanti incidenti, considerando però anche il fatto che questi sono in continua diminuzione per la migliore sicurezza attiva e passiva offerta dalle auto attuali.
Innanzitutto la causa prima degli incidenti sono le condizioni delle strade. In Italia da oltre 30 anni non si fa una politica stradale seria e non si costruiscono più strade, mentre il parco circolante è più che raddoppiato arrivando a più di 30 milioni di veicoli. Abbiamo la densità stradale più bassa d'Europa (parlo di quella occidentale) e la più alta densità di auto per abitante e questo significa un maggior numero di auto per km di strada con quindi maggior probabilità di incidenti. Poi la manutenzione della rete stradale esistente è spesso precaria se non disastrosa: buche, avvallamenti e cedimenti non si contano, spesso l'asfalto è inadguato e insieme alla mancanza di pendenze di costruzione non si drena più l'acqua piovana (le strade a schiena d'asino di vecchia memoria servivano a questo, ma chi se ne ricorda oggi?). Questo è causa di numerosi incidenti per perdita di controllo del veicolo. Inoltre la segnaletica è spesso insufficente, confusa e fuorviante. Cosa fanno per ovviare a ciò lo stato e gli enti proprietari delle strade? Semplice: impongono sempre più spesso e a lungo, su tutti i tipi di strade, limiti di velocità sempre più bassi, 70, 60, 40 e 30 kmh, in modo da potersi scaricare le responsabilità di ogni incidente e darle agli automobilisti che non hanno rispettato limiti quasi sempre impossibili da rispettare se non al prezzo come minimo di provocare ingorghi e file spaventose o addirittura incidenti per aver costituito ostacolo alla circolazione. Così c'è anche un vantaggio in più: quello di incassare i soldi delle multe. Durante le vacanze ho percorso vari tipi di strada, dalle autostrade alle statali e provinciali ed ho notato,oltre al proliferare, su statali e provinciali, di questi limiti assurdi, anche in tratti dove si poteva andare tranquillamente ai 90 kmh prescritti dal codice, l'installazione di numerosissimi cartelli che annunciano "controllo elettronico della velocità senza obbligo di contestazione immediata". Su alcune strade ce n'è uno ogni km. Se questi soldi fossero spesi per migliorare la segnaletica non sarebbe meglio? Ma così si incassano pure i soldi delle multe che alcune amministrazioni comunali mettono addirittura a bilancio. Inoltre è molto più comodo per vigili e polizia starsene seduti nascosti in auto, in qualche caso in ufficio, mentre dei dispositivi elettronici fanno il loro lavoro. Ma compito primario delle forze di polizia non è la prevenzione prima della repressione? E allora non dovrebbero essere ben visibili sula strada e fermare il trasgressore (come si fa in paesi più civili) per interrompere il reato (se di reato si tratta?).
Altra causa di gravi incidenti sono le condizioni delle auto: circa il 10 % delle auto circola con pneumatici lisci, nonostante le revisioni, e non sappiamo nulla delle condizioni di freni, sospensioni, sterzo e ammortizzatori. Come reagiranno queste auto in una situazione di emergenza? Probabilmente con un incidente.
Ad aggravare il tutto c'è l'incapacità alla guida della maggior parte degli automobilisti: per conseguire la patente basta un ridicolo esame, con quiz insulsi da imparare a memoria ed una prova pratica, per lo più in città, in cui al massimo si innesta la terza. Cosa sa un nuovo automobilista di come si affronta una curva, una situazione di emergenza, un sorpasso, la guida in autostrada? Nulla, ma purtroppo negli ultimi 30 anni la maggior parte ha imparato da sola, arrangiandosi e se non sono degli appassionati di auto hanno imparato male.
Aggiungiamo a questo l'innata insofferenza e mancanza di rispetto da parte degli italiani di tutte le regole: moltissimi guidano con il telefonino, quasi nessuno si ferma allo STOP o per dare la precedenza ai pedoni, lo stesso per l'uso degli indicatori di direzione e spesso anche i semafori non sono rispettati. Nessuno però si preoccupa di questo, gli organi di polizia non effettuano quasi nessun controllo (e si che da queste infrazioni si potrebbero ricavare tanti soldi) ma ci incolpano solo perchè dicono che andiamo troppo veloci. Ma dove, ma quando? In viali e strade di scorrimento periferiche con gli insulsi limiti di 50 all'ora che spesso non si riescono a rispettare per non rischiare di venire tamponati dal primo TIR che ci raggiuge?
Io per principio sono contrario ai limiti di velocità, almeno in autostrada, perchè sono un controsenso e non rispecchiano le qualità tecniche e di sicurezza delle auto attuali. Ho guidato in molte parti del mondo (USA e Germania comprese) eho constatato che dove i limiti sono fatti rispettare (USA) tutti vanno alla stessa velocità (circa 5 miglia più del limite!) e si formano paurose colonne di auto in cui i guidatori, inserito il cruise control e impugnato un bicchiere di bibita, sono spesso distratti: se avviene un incidente nessuno se ne accrge in tempo e sono coinvolte centinaia di auto. Dove non ci sono limti ognuno va alla sua velocità, mai troppo bassa però, e quelli che vanno più forte della media sono veramente pochi: in compenso ci si distrae di meno e si fa più attenzione alla guida. Da noi, anche volendo rispettare i limiti c'è da impazzire, per i loro continui cmbiamenti: sule statali si trova prima 70, poi cento metri dopo 50, poi ancora 60 e così di seguito. Spesso subito dopo il cartello che abbassa il limite c'è l'autovelox fisso che crea panico e pericolo per le frenate di chi se ne accorge (ho visto una situazione del genere anche in autostrada: limite di 90 in autostrada in cui stai facendo 130 e 50 metri dopo l'autovelox; o paghi la multa o sei costretto a rischiare con un'inchiodata). Così ci si distrae a seguire questo andamento folle dei limiti senza la sicurezza di poterli rispettare.
Per tuti questi motivi dico BASTA e sarebbe ora che gli automobilisti seri appassionati e responsabili cercassero di fare qualcosa per porre fine a questa assurda situazione.
Al rientro dalle ferie, dopo un periodo di meritato riposo, si ritrovano vecchi e nuovi problemi.
Il primo, nuovo è che il collegamento adsl, che ormai utilizzo da 6 anni, non funziona più. Era sopravvissuto a tutti gli incrementi di velocità (da 256 Kb/s fino ai 4 Mb/s) e all'installazione della IPTV (TV via linea telefonica, ma ora non ne vuol sapere. Faccio 4 tentativi a vuoto con il call center del provider, che provvedeva a far riattivare il collegamento che dopo un giorno non funzionava piu. A questo punto, visto che lavoro nell'azienda, provvedevo per linee interne e dopo una segnalazione al responsabile dell'assistenza, finalmente arrivavano a casa mia due persone esperte che hanno ripristinato il collegamento. Per questo la mia assenza dal blog è durata più del previsto e non ho pubblicato i miei consueti scritti. Ma se fossi stato un normale cliente starei ancora ad aspettare? Forse si e questa non è una bella pubblicità per il mio fornitore, e datore di lavoro, che per ovvii motivi non nomino.
Il nostro governo (si fa per dire!) non contento di aver legalizzato gli oltre 300.000 immigrati che erano stati esclusi dalla legge Bossi-Fini del precedente governo per il 2006, spinto dalla folle ideologia delle sue frange più estreme, ha anche emanato un decreto (governano solo con decreto, ma questa è democrazia?) con il quale consente il ricongiungimento familiare compresi zii, nonni, ecc, per gli immigrati attualmente presenti in Italia. Evidentemente sono talmente ignoranti e così accecati dall'ideologia che non si rendono conto di quel che fanno. Le famiglie africane sono numerosissime, le anagrafi sono incerte, basta un'autocertificazione per ricongiungersi. questo significa inizialmente almeno 2 milioni di nuovi immigrati: dove alloggeranno, chi li sostenterà visto che spesso non saranno in condizione di lavorare. In futuro le cose potrebbero peggiorare perchè costoro avranno altri parenti a cui ricongiungersi e così di seguito con una progressione esponenziale infinita: quando si fermerà?
Come conseguenza le condizioni dei parenti che vivono in Italia peggioreranno, le strutture sanitarie subiranno un tracollo sotto la massa di questi nuovi immigrati che senza aver pagato mai una tassa in Italia pretenderanno le cure gratuite. Lo stesso avverrà per la previdenza. aumenterà la richiesta di case popolari a loro assegnate a scapito di quelle per gli italiani. Insomma un disastro, a meno che non sia un piano preordinato per concedere loro infuturo (5 anni?) il diritto di voto in modo che la sinistra possa di nuovo vincere.
Se si volessero aiutare veramente queste popolazioni non è certo questo il modo: gli aiuti devono essere portati il loco in modo da migliorare le condizioni di vita a casa loro e non costringerli ad abbandonare il loro paese, i loro parenti, usi e costumi.
Vado una settimana in ferie, trascorse in un paesino della Toscana, per riposarmi e stare tranquillo, cercando di non seguire per quanto possibil, gli avvenimenti della politica, ma al mio ritorno scopro (in realtà purtroppo già lo sapevo) che le cose vanno sempre peggio per questo disgraziato paese.
Il governo, che i 109 giorni ha chiesto 5 volte la fiducia per approvare 4 decreti legge (cosa assurda e fuori da ogni regola come ha detto anche Napolitano), dopo aver fatto approvare il rifinanziamento della missione in Afghanistan anche con i volti dei pacifisti e ultra sinistri, che con la foglia di fico della fiducia, hanno dimostrato di essere molto più attaccati alla poltrona che ai loro principi, ha fatto approvare pure il decreto Bersani delle cosiddette "liberalizzazioni". Di liberalizzazioni in questo decreto ce ne erano poche e non ne è rimasto nulla, come ho già detto, ma queste pseudoliberalizzioni servivano a coprire alcuni aumenti di tasse e soprattutto la creazione di un "grande fratello fiscale". Questa parte del decreto è stata passata sotto silenzio ed è sfuggita ail più, la maggior parte presi dai mondiali e dalle vicende del calcio. Il decreto prevede che d'ora in poi tutte le transazioni finanziarie, pagamenti o altro fatte a chiunque (professionisti, artigiani, società, ecc.), superiori a 100 ¤ e quindi vietate in contanti, vengano trasesse dagli istituti finanziari (banche, carte di credito) all'amministrazione finanziaria. Per quelle superiori a 1.500 ¤ l'istituto indicherà la motivazione, a sua discrezione ed interpretazione. Così saremo tutti schedati perchè secondo il concetto di chi ci governa siamo tutti potenziali evasori. Lo stato non si organizza per migliorare i suoi servizi verso il cittadino, ma per schedarlo. Ciò ovviamente otterrà l'effetto contrario incentivando le transazioni in nero e mettendo in difficoltà anziani, pensionati o comunque gente con pochi mezzi che un conto corrente o una carta di credito non possono permettersela.
C'è da sperare solo che la cosa non funzioni e che le strutture informatiche del ministero soccombano sotto l'enorme mole di dati giornaliera, 365 giorni all'anno. Da esperto informatico so valutarne l'impatto e conosco anche l'incapacità di tanti sedicenti informatici di oggi che vendono le loro consulenze a caro prezzo.
Assurda e rivoltante la posizione assunta dal governo Prodi e dal ministro D'Alema verso Israele. L'unica democrazia eruropea e occidentale in medio oriente si difende circondata da nemici che vogliono la sua scomparsa quali i gruppi terroristici di Hamas e Hezbollah, spalleggiati da Siria e Iran, e loro parlano di reazione sproporzionata. Devono forse farsi ammazzare tutti e scomparire dalla terra in attesa che l'ONU prenda qualche decisione e per compiacere la nostra sinistra estremista che purtroppo una massa di c.....ni ha mandato al governo?
Sono finiti i campionati del mondo, abbiamo vinto meritatamente e questo ha reso felici tanti, Ai giocatori sono stati tributati trionfi degni del popolo romano, nello stesso ambiente di 2000 anni fa, il Circo Massimo di Roma, come ai gladiatori di una volta. L'accoglienza al loro ritorno forse è stata superiore a quella che ha avuto Giulio Cesare quando ha conquistato la Gallia (e i francesi sono così inc...ati perchè ancora "rosicano" per questo).
Ora forse si risveglieranno e si accorgeranno di tutte le cose assurde che nel frattempo il governo Prodi ha fatto e sta facendo. O forse no: ci sono le sentenze su "calciopoli" e la retrocessione di squadre come Juve, Lazio e Fiorentina a tener banco: ancora circenses, questo vuole il popolo!
Si stanno dimostrando sempre più antipatici e ridicoli, altro che "grandeur", il caso che stanno montando per Zidane lo dimostra.
Tutti abbiamo sempre saputo che chi, per reagire ad un'offesa verbale (nell'ipotesi che ci possa essere stata) usa la violenza passa dalla parte del torto ed è punito dalla legge: in questo caso no, i francesi lo assolvono, lo stesso presidente Chirac invece di chiedere scusa agli Italiani, lo premia. Zidane era un mito ammirato da milioni di persone, compresi bambini come mio figlio. Cosa devono pensare ora i bambini...!
E' assurdo anche che la FIFA gli vada dietro e apra un'inchiesta: ciò significa che qualunque giocatore in futuro si riterrà offeso in campo sarà autorizzato a reagire.
Comunque a me piacciono alcune cose francesi, quali lo champagne, i formaggi e anche le auto (mia moglie ha una Peugeot 107), e mi sono trovato bene in frncia, nonostante quella aria di superiorità che i francesi si danno specialmente nei confraonti degli italiani, ma per il futuro cercherò di farne a meno.
Si sono comportati molto meglio i tedeschi che, ad eccezione di "Der Spiegel" i cui redattori evidentemente devono aver fatto indigestione di pizza con relativa acidità, hanno accettato la sconfitta calcistica senza tante storie.
Il recente provvedimento del governo Prodi in favore delle cosiddette "liberalizzazioni" si sta rivelando sempre di più una bufala mediatica.
Era stato presentato come un provvedimento che finalmente colpiva alcune categorie protette, liberalizzando taxi, vendita dei farmaci, colpendo le società di intermediazione immobiliare, notai, avvocati, ecc, ma... è una fregatura.
Infatti:
1) la liberalizzazione delle licenze di taxi è una presa in giro. Il numero di licenze concesse è sempre deciso dai sindaci che nella maggior parte dei casi si guarderanno bene dall'aumentarlo come hanno fatto finora. Resta l'obbligo dei turni e non si è parlato assolutamente della possibilità di prendere un taxi mentre cammina per strada, come avviene in tutti i paesi civili ed anche in Italia molti anni fa. L'unica innovazione, il cumulo di più licenze per un singolo soggetto, fisico o giuridico, se la sono rimangiata e sembra che non passerà nemmeno la possibilità per un licenziatario di avere due auto. E allora? Ci stanno prendendo in giro!
2) l'abolizione dell'IVA per le compravendite delle società immobiliari e la sua sostituzione con un'imposta di registro, non recuperabile, comporta per queste un aggravio di costi che si rifletterà in un aumento dei prezzi. Quindi come al solito pagheremo noi! I giovani che vorrebbero comprarsi una casa e già non ce la facevano prima ringraziano! Per di più la norma è retroattiva (equivale a dire che il limite di velocità dminuisce da 130 a 100 e cio vale anche per gli anni precedenti, quindi dovrete pagare tutte le multe per ogni volta che in passato avete superato, legalmente, i 100) e questo ha determinato un crollo in borsa delle azioni delle società immobiliari. I risparmiatori ringraziano, specialmente i c.....ni che hanno votato Prodi.
3) Ci sono tante norme nascoste, a cui non è stata data nessuna pubblicità, ma che aumentano tasse e balzelli, fra queste mi ha colpito una in particolare: è stato cambiato il regime di tassazione delle buonuscite elargite dalle aziende per incentivare l'esodo dei dipendenti anziani. Precedentemente questa tassazione era equiparata a quella del trattamento di fne rapporto, cioè con una percentuale variabile dal 22 al 28 % che si dimezzava se il soggetto aveva più di 55 anni (dall'11 al 14 %)come nella maggior parte di queste situazioni. Adesso ci si deve pagare l'IRPEF, quini quasi certamente il 39 %, cioè il triplo. Complimenti, così si aiutano i soggetti più deboli già messi in difficoltà dall'incapacità delle aziende a risolvere i loro problemi senza licenziare dipendenti!
In conclusione un provvedimento inutile, vessatorio, ch creerà non poche difficoltà, che non porta quasi nessuna liberalizzazione, ma ch si sono venduti bene.
Come volevasi dimostrare...
Il recente provvedimento del governo Prodi in favore delle cosiddette "liberalizzazioni" si sta rivelando sempre di più una bufala mediatica.
Era stato presentato come un provvedimento che finalmente colpiva alcune categorie protette, liberalizzando taxi, vendita dei farmaci, colpendo le società di intermediazione immobiliare, notai, avvocati, ecc, ma... è una fregatura.
Infatti:
1) la liberalizzazione delle licenze di taxi è una presa in giro. Il numero di licenze concesse è sempre deciso dai sindaci che nella maggior parte dei casi si guarderanno bene dall'aumentarlo come hanno fatto finora. Resta l'obbligo dei turni e non si è parlato assolutamente della possibilità di prendere un taxi mentre cammina per strada, come avviene in tutti i paesi civili ed anche in Italia molti anni fa. L'unica innovazione, il cumulo di più licenze per un singolo soggetto, fisico o giuridico, se la sono rimangiata e sembra che non passerà nemmeno la possibilità per un licenziatario di avere due auto. E allora? Ci stanno prendendo in giro!
2) l'abolizione dell'IVA per le compravendite delle società immobiliari e la sua sostituzione con un'imposta di registro, non recuperabile, comporta per queste un aggravio di costi che si rifletterà in un aumento dei prezzi. Quindi come al solito pagheremo noi! I giovani che vorrebbero comprarsi una casa e già non ce la facevano prima ringraziano! Per di più la norma è retroattiva (equivale a dire che il limite di velocità dminuisce da 130 a 100 e cio vale anche per gli anni precedenti, quindi dovrete pagare tutte le multe per ogni volta che in passato avete superato, legalmente, i 100) e questo ha determinato un crollo in borsa delle azioni delle società immobiliari. I risparmiatori ringraziano, specialmente i c.....ni che hanno votato Prodi.
3) Ci sono tante norme nascoste, a cui non è stata data nessuna pubblicità, ma che aumentano tasse e balzelli, fra queste mi ha colpito una in particolare: è stato cambiato il regime di tassazione delle buonuscite elargite dalle aziende per incentivare l'esodo dei dipendenti anziani. Precedentemente questa tassazione era equiparata a quella del trattamento di fne rapporto, cioè con una percentuale variabile dal 22 al 28 % che si dimezzava se il soggetto aveva più di 55 anni (dall'11 al 14 %)come nella maggior parte di queste situazioni. Adesso ci si deve pagare l'IRPEF, quini quasi certamente il 39 %, cioè il triplo. Complimenti, così si aiutano i soggetti più deboli già messi in difficoltà dall'incapacità delle aziende a risolvere i loro problemi senza licenziare dipendenti!
In conclusione un provvedimento inutile, vessatorio, ch creerà non poche difficoltà, che non porta quasi nessuna liberalizzazione, ma ch si sono venduti bene.
Come volevasi dimostrare...