CHIEDERE
arcobaleno | 16 Agosto, 2008 15:01
Spesso il modo più semplice per ottenere una cosa consiste nel chiederla.
IMPOSSIBILE LETTURA COMMENTI
arcobaleno | 16 Agosto, 2008 12:13
Per favore, qualcuno può aiutarmi a capire perchè non riesco a leggere i commenti sul mio blog? grazie.
arcobaleno
COMMENTI IMPOSSIBILE LETTURA
arcobaleno | 16 Agosto, 2008 12:08
Per favore, qualcuno può spiegarmi perchè non riesco a leggere i commenti sul mio blog? grazie.
arcobaleno
Essrere civile..
arcobaleno | 16 Agosto, 2008 10:49
"Perchè essere civile; esser civile, vuol dire proprio questo - dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in bocca miele."
L. Pirandello
RITORNARE
arcobaleno | 14 Agosto, 2008 12:12
Sono commossa di rientrare ad azpoint, ma ho trovato subito una difficoltà : sono segnalati due commenti al mio precedente "Citazioni", ma non riesco a cliccare per leggerli. ho sbagliato io qualcosa?!
arcobaleno
citazioni
arcobaleno | 14 Agosto, 2008 11:58
"Faccio dire agli altri quello che non so dire bene, talvolta per debolezza del mi linguaggio talaltra per debolezza dei miei sensi." Montaigne
pluralismo
arcobaleno | 19 Giugno, 2007 10:37
"Un pluralismo autentico non riconosce soltanto l'esistenza di più religioni e la loro differenza, ma anche una loro intrinseca uguaglianza di valori."
le conseguenze dell'amore
arcobaleno | 18 Giugno, 2007 15:21
ricordiamoci di non sottovalutare le conseguenze dell'amore.
quiete e movimento
arcobaleno | 17 Giugno, 2007 18:59
"E l'eterna quiete è, insieme, movimento vivente e il movimento vivente è la stessa eterna quiete. Chi ama per amare ama incessantemente, agire è la sua natura, la sua essenza, la sua vita, la sua beatitudine"
intelligenza
arcobaleno | 16 Giugno, 2007 23:56
"L'intelligenza è semplicemente l'abilità di rispondere, perchè la vita è un flusso. Dobbiamo stare attenti a che cosa ci viene richiesto, qual è la sfida posta dalla situazione contingente, mentre la persona stupida si comporta in base a risposte prefabbricate. Lasciamo che ogni cosa nasca dalla nostra esperienza. Un compito adulto maturo non può mai esser fatto di accettazione passiva e acritica, dev'esser fatto di valutazione costruttiva.
parola d'ordine : "sfollare"
arcobaleno | 14 Giugno, 2007 16:39
durante la guerra che attraversò la mia adolescenza, i miei diciasstte anni furono i peggiori, tanto da indurmi a riprendere gli studi abbandonati, per uscire dalla mia nevrosi, dal mal di vivere, dalla noia, dalla fame del tesseramento di pochi viveri, dal freddo, dalle scoraggianti notizie dal fronte, dall'ansia, dall'angoscia e dalle corse diurne e notturne ai rifugi, finchè stanchi, in molti, preferimmo restare a casa o a letto, e sfidare le bombe lanciate dagli aerei, che distruggevano tutto e tutti. ma i bombardamenti sulla mia città s'intensificarono, fino al punto che il mio tutore. come chiunque altro che potè farlo, decise di trasferire la famiglia in campagna. poichè mi rifiutai di trasferirmi con loro, una mia compagna di collegio si offrì di ospitarmi in un paese dell'Etna, con la sua famiglia. nel'attesa che i bombardamenti finissero, arrivò, invece, lo sbarco degli americani in Sicilia, per cui un giorno, improvvisamente, ci toccò cercare rifugio in un bosco, inseguiti da colpi di cannone e quant'altro succede durante una battaglia. portavamo con noi soltanto una pentola di patate bollite e un uovo sodo da dividere in quattro. trascorremmo la notte in una stalla abbandonata e l'indomani, fummo avvolti dal silenzio, interrotto finalmente da altri profughi, che ci avvertirono della fine della battaglia. rientrammo in paese, dove i primi americani ci accolsero con sigarette e cioccolata. ci fu facile rinunziare alle sigarette ,poichè nessuno di noi fumava, ma più difficile fu rinunciare alla cioccolata per dignità ed orgoglio.
buchi neri
arcobaleno | 12 Giugno, 2007 23:22
anch'io, come tanti, ho dovuto lottare per sopravvivere, come quando durante la mia adolescenza entrai in un buco nero, di cui avrei visto la fine soltanto verso i diciott'anni. intorno ai tredici anni, la mia nevrosi dilagò, prendendo altre strade come la paura della malattia, accompagnata sicuramente anche dalla depressione. fra l'altro, la figlia del mio tutore si sposò con un medico che viveva in provincia, ed io rimasi senza nemmeno questo minimo punto di riferimento, costituito dalla sua presenza in famiglia. soltanto un'altra libreria , scoperta al piano superiore della casa di città, mi salvò ancora una volta nella mia quotidianità, estraniandomi da quella enorme nebbia grigia, esteriore ed interiore, dove con un sottile, costante e struggente dolore, cercavo soltanto una madre mai, come tale, vissuta e goduta. mi sono poi chiesta perchè non pensassi piuttosto d'incontrare , prima o poi, un fidanzatino, come sognano di solito le adolescenti. avvenne, invece, verso i quindici anni, quando la mia compagna di collegio preferita si fidanzò, lasciando gli studi, dopo la conclusione del ginnasio. anch'io pensai di prendere la stessa decisione, sperando e desiderando, finalmente, qualcuno che mi volesse bene e mi portasse con sè, via dalla nebbia oscura in cui ero immersa e mi dibattevo tra collegio e casa. ciò non avvenne e, invece,si aggiunse la guerra, che cambiò in peggio la vita di tutti.
rancori, ricordi, nostalgie
arcobaleno | 11 Giugno, 2007 16:22
mi è successo d'incontrare una cardiologa che, alla fine della visita di controllo, nel salutarla, mi ha chiesto di darmi un bacio, ringraziandomi per essere stata, a suo dire, un raggio di sole nel suo ambulatorio. per quanto mi riguarda, avendola trovata gentile e gradevole, avevo instaurato con lei un dialogo sereno, non assillante e interessato anche alla sua persona, oltre che alla mia salute. avevo avuto un un incontro difficile con uno dei miei nipoti, e mi ero sentita agitata e nervosa, per cui le sue parole affettuose mi hanno gratificata e appagata. talvolta mi trovo incattivita e depressa, stati d'animo che voglio superare, perchè non si addicono a questi anni della mia vita. tornando al nipote, il primo di quattro nati dai miei due figli, mi ha reso nonna a quarant'anni, mentre sua madre, mia figlia, ne aveva sedici, portando un grande trambusto nella vita di famiglia. avevo comunque accettato quel bambino, come un figlio mio, anche perchè sentivo che avrebbe preso il posto di un altro figlio mio, non nato. ho assistito al parto di mia figlia, soffrendo per lei più di quanto io l'avevo messa al mondo. ho dato a questo nipote-figlio amore incondizionato, cure, attenzioni, disponibilità, dialogo, aiuto, pazienza, ma ho dovuto rivedere il nostro rapporto. adesso è un uomo, ma i suoi atteggiamenti e comportamenti sono decisamente autodistruttivi e distruttivi, facendo scempio dei suoi rapporti e della sua vita. ho concluso che non posso e non devo permettergli di attentare alla mia dignità, mancandomi di rispetto e abusando del mio affetto, anzi devo assumermi il diritto-dovere di dargli uno stop, indicandogli limiti da non varcare, nella speranza che questo possa farlo riflettere, e spingerlo ad una svolta positiva. sto soffrendo molto, come succede, sempre, quando s'interrompe o finisce un amore, familiare o di altro genere. alla fine, insieme al rancore per il male soferto, riemergono anche i ricordi dei momenti belli, e la triste nostalgia di questi diventa più forte del rancore, che li ha lucidamente e ncessariamente sostituiti."
la pazienza delle onde
arcobaleno | 10 Giugno, 2007 20:10
da "imparare dal vento" tiromancino
"Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricomniciare a fluire.."
precetto cinese
arcobaleno | 09 Giugno, 2007 21:02
"IL DENARO
puo comprare una casa ma non un focolare;
può comprare un letto ma non il sonno;
può comprare un orologio ma non il tempo;
può comprare un libro ma non la conoscenza;
può comprare una posizione ma non la salute;
può comprare l'anima ma non la vita;
può comprare il sesso ma non l'amore."