buchi neri
arcobaleno | 12 Giugno, 2007 23:22
anch'io, come tanti, ho dovuto lottare per sopravvivere, come quando durante la mia adolescenza entrai in un buco nero, di cui avrei visto la fine soltanto verso i diciott'anni. intorno ai tredici anni, la mia nevrosi dilagò, prendendo altre strade come la paura della malattia, accompagnata sicuramente anche dalla depressione. fra l'altro, la figlia del mio tutore si sposò con un medico che viveva in provincia, ed io rimasi senza nemmeno questo minimo punto di riferimento, costituito dalla sua presenza in famiglia. soltanto un'altra libreria , scoperta al piano superiore della casa di città, mi salvò ancora una volta nella mia quotidianità, estraniandomi da quella enorme nebbia grigia, esteriore ed interiore, dove con un sottile, costante e struggente dolore, cercavo soltanto una madre mai, come tale, vissuta e goduta. mi sono poi chiesta perchè non pensassi piuttosto d'incontrare , prima o poi, un fidanzatino, come sognano di solito le adolescenti. avvenne, invece, verso i quindici anni, quando la mia compagna di collegio preferita si fidanzò, lasciando gli studi, dopo la conclusione del ginnasio. anch'io pensai di prendere la stessa decisione, sperando e desiderando, finalmente, qualcuno che mi volesse bene e mi portasse con sè, via dalla nebbia oscura in cui ero immersa e mi dibattevo tra collegio e casa. ciò non avvenne e, invece,si aggiunse la guerra, che cambiò in peggio la vita di tutti.