arcobaleno

parola d'ordine : "sfollare"

arcobaleno | 14 Giugno, 2007 16:39

durante la guerra che attraversò la mia adolescenza, i miei diciasstte anni furono i peggiori, tanto da indurmi a riprendere gli studi abbandonati, per uscire dalla mia nevrosi, dal mal di vivere, dalla noia, dalla fame del tesseramento di pochi viveri, dal freddo, dalle scoraggianti notizie dal fronte, dall'ansia, dall'angoscia e dalle corse diurne e notturne ai rifugi, finchè stanchi, in molti, preferimmo restare a casa o a letto, e sfidare le bombe lanciate dagli aerei,  che distruggevano tutto e tutti. ma i bombardamenti sulla mia città s'intensificarono, fino al punto che il mio tutore. come chiunque altro che potè farlo, decise di trasferire la famiglia in campagna.  poichè mi rifiutai di trasferirmi con loro, una mia compagna di collegio si offrì di ospitarmi in un paese dell'Etna, con la sua famiglia.  nel'attesa che i bombardamenti finissero, arrivò, invece, lo sbarco degli americani in Sicilia, per cui un giorno, improvvisamente, ci toccò cercare rifugio in un bosco, inseguiti da colpi di cannone  e quant'altro succede durante una battaglia.  portavamo con noi soltanto una pentola di patate bollite e un uovo sodo da dividere in quattro.  trascorremmo la notte in una stalla abbandonata e l'indomani, fummo avvolti dal silenzio, interrotto finalmente da altri profughi, che ci avvertirono della fine della battaglia.  rientrammo in paese, dove i primi americani ci accolsero con sigarette e cioccolata.  ci fu facile rinunziare alle sigarette ,poichè nessuno di noi fumava, ma più difficile fu rinunciare alla cioccolata per dignità ed orgoglio.