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arcobaleno

il pantalone come simbolo del potere maschile

arcobaleno | 30 Aprile, 2007 20:23

Ruggero, (la cuisine du diable), dopo una lunga esposizione, in un suo post, dedicato al femminismo , movimento rivoluzionartio, ma non ancora concluso nella prassi, chiede in  un commento sul mio blog se qualcuno può aiutarlo a ricordare chi sia stata la prima donna a indossare i pantaloni. Istintivamente ho pensato a George Sand, anticonformista artista francese, innamorata di Chopin, rimasta famosa anche perchè indossava  spesso abiti maschili. Ho fatto una ricerca su Internet, ma se ne parla soprattutto in termini di moda e sembra che sia stata Coco Chanel a lanciarla.  Al giorno d'oggi, vedere una donna vestita al maschile è diventato banale, ed è difficile credere che tutto è cominciato da un semplice indumento (il pantalone) e che questo innocuo capo d'abbigliamento sia stato il protagonista assoluto che ha stravolto lo strapotere maschilista.

il mistero di Cogne

arcobaleno | 29 Aprile, 2007 16:20

finalmente i giudici hanno motivato la sentenza alla mamma di Cogne : condannata con l'attenuante della diagnosi di nevrosi isterica. ma come mai non si è data l'importanza dovuta al malessere accusato dalla Franzoni, la mattina del delitto, e come mai la  dott.Satragni non ha riflettuto sui sintomi della Franzoni , liquidandola sbrigativamente con la spiegazione di probabile inizio di disturbi influenzali?  da quando i formicolii, accusati dalla Franzoni, sono sintomi d'influenza? e come mai, il marito della stessa, la stessa mattina esce sbrigativamente come sempre, senza tener conto del malore accusato dalla moglie, che avrebbe potuto non essere in condizioni di occuparsi dei due bambini piccoli, dato che alle cinque del mattino avevano dovuto chiedere l'intervento urgente di un medico?!  all'inizio delle indagini, alcuni cronisti avevano accennato alle possibili difficoltà psicologiche di una giovane mamma, trapiantata in un paese dove non era stata accolta calorosamente, e all'impegno assorbente del lavoro politico e professionale del marito, da cui derivava una  scarsa presenza nella quotidianità familiare.   La nevrosi isterica, di cui risulta soffrire la Franzoni presuppone essere una risposta alle sollecitazioni e agli stress della vita o, addirittura un modo di vivere, ai quali si può far risalire i fenomeni di somatizzazione , conversione, ipocondria, ansia, panico, depressione, riduzione della percezione sensoriale, visiva, uditiva,riduzione del controllo sulle risposte , motorie , amnesia che ne derivano, e che possono essere sfociate , patologicamente, nel delitto.   forse tutto ciò può spiegare il mistero irrisolto di Cogne.

trovare gioia e serenità

arcobaleno | 28 Aprile, 2007 21:15

"L'uomo è un essere orientato verso un significato e solo dedicandosi ai compiti che considera significativi oppure a persone che ama può sentirsi a suo agio e trovare gioia e serenità nella vita. Se la volontà di sgnificato vene fustrata, l'uomo cade in preda del vuoto esistenziale, che si può superare riempiendolo di valori e significati."

prendersi abilmente in giro

arcobaleno | 28 Aprile, 2007 15:39

Frankl aveva spiccatissimo il senso dell'umorismo. Lui lo chiamava autotrascendenza, la capacità di andare al di là di se stessi attraverso la capacità di sorridere dei propri lati deboli e di prendersi abilmente in giro.

..messo in salvo nel passato

arcobaleno | 27 Aprile, 2007 21:00

"Ciò che abbiamo vissuto, nessuna potenza al mondo ce lo può togliere : l'abbiamo messo in salvo nel passato, nessuno lo può revocare, è protetto, custodito e preservato dalla transitorietà. Ciò che abbiamo creato, le azioni che abbiamo compiuto, gli amori che abbamo sperimentato, i dolori che con dignità e coraggio abbiamo sofferto..."

il mistero dell'amore

arcobaleno | 27 Aprile, 2007 09:54

riflessioni di Jung : "Sia nella mia sperienza di medico che nella mia vita, mi sono ripetutamente trovato di fronte al mistero dell''amore, e non sono mai stato capace di spiegare  che cosa esso sia. Paolo di Tarso dice :" L'amore soffre ogno cosa e sopporta ogni cosa." Queste parole dicono tutto ciò che c'è da dire ; non c'è nulla da aggiungere. Perchè noi siamo, nel senso più profondo, le vittime o i mezzi e gli strumenti dell'"amore cosmogonico" (le origini della creazione).

quando si vive la propria vita

arcobaleno | 26 Aprile, 2007 21:52

è sempre Jung che parla :"...In genere gli uomini attribuiscono molta importanza ai legami affettivi, ma questi contengono proiezioni che è necessario respingere per realizzare se stessi e l'oggettività. I rapporti emotivi sono rapporti di desiderio, viziati da costrizioni e mancanza di libertà ; si vuole dall'"altro" qualcosa che priva sia lui che noi della libertà. La conoscenza obiettiva sta al di là della relazione affettiva ; sembra essere il segreto essenziale.    ..avevo la sensazione che ci fosse un errore nel mio atteggiamento, e che perciò in certo qual modo fossi responsabile io stesso dell'infelicità. Ma quando uno segue la via dell'individuazione, quando si vive la propria vita, si devono mettere anche gli errori nel conto : la vita non sarebbe completa senza di essi. Chiunque prende la strada sicura è come se fosse morto. ..capii quanto sia importante dir sì al proprio destino."

lo spirito dell'Oriente, secondo Jung

arcobaleno | 26 Aprile, 2007 15:41

Secondo Jung : "Per gli orientali il problema morale non sta in primo piano, come per noi; per essi il bene e il male sono compresi nella natura, con un loro senso, non sono altro che differenze di grado di una stessa cosa.  Mi fece una grande impressione constatare che la spiritualità indiana contiene altrettanto bene quanto male.  Anche conversando con cinesi colti fui sempre colpito dal fatto che questi popoli sono capaci di integrare il cosiddetto "male", senza "perdere la faccia", così come la spiritualità indiana contiene altrettanto male quanto bene.  Il cristiano lotta per il bene e soccombe al male ; l'indiano si sente al di fuori del bene e del male e realizza tale condizione con la meditazione e lo yoga.  Si potrebbe affermare, paradossalmente, che la spiritualità indiana difetti sia del male che del bene, o che sia a tal punto contradditoria da richiedere il nirvana, la liberazione dagli opposti e dalle mille cose particolari.  Perseguendo questo scopo, cerca nella meditazione l'assenza di immagini e il vuoto.  Io , invece, desidero permanere in uno stato di viva contemplazione della natura e delle immagini psichiche, non voglio essere liberato dagli uomini, nè da me stesso, nè dalla natura, perchè tutte queste cose mi sembrano indescrivibili meraviglie.  La vera liberazione è possibile sola sol quando ho fatto tutto ciò che potevo fare, quando mi sono completamente dedicato a una cosa  e ho partecipato ad essa al massimo."    il resto, alla prossima volta.

 

libertà e libertinaggio

arcobaleno | 25 Aprile, 2007 21:28

Spesso si confonde il concetto di libertà con quello di libertinaggio. Il concetto di libertà è complesso : si può sintetizzare in scelta libera, libero arbitrio, creatività, espressione di ptenzialità, ecc.  Il libertinaggio è una corrente di pensiero e di costumi, nata in Francia, nel secolo XVII, che si propaga in tutta l' Europa, soprattutto in Spagna e in Italia, creando il mito del libertino Don Giovanni e quello di Giacomo Casanova. Il libertinaggio di pensiero si limita a scuotere con prudenza le pratiche e le credenze, restando aderentie all'epicureismo e al razionalismo, mentre il libertinaggio dei costumi si sviluppa in un gioco erotico fondato sulla seduzione."

il balsamo di Seneca

arcobaleno | 24 Aprile, 2007 16:36

"La lettura era il balsamo di Seneca che scriveva :"Mi consola nella solitudine, e mi libera in ogni momento dalle compagnie che m'infastidiscono, smussa le punture del dolore, se questo non è eccessivo e dominante.  Per distrarmi da un'idea importuna non ho che da ricorrere ai libri."

liberi di scegliere l'atteggiamento

arcobaleno | 23 Aprile, 2007 20:48

"Seneca riteneva che la saggezza consiste nella capacità di discernere quando siamo liberi di modificare la realtà e quando dobbiamo invece accettare l'impossibilità di cambiarla.  Il nostra guinzaglio è abbastanza lungo per garantirci una certa libertà di movimento, ma non tanto da consentirci di andare dove ci pare e piace.  Nessun giog è tanto stretto, danneggia chi lo trascina, chi lo rifiuta, lo si allevia invece sopportando e tenendo dietro ai propri obblighi.  Anche quando non abbiamo il potere di cambiare gli eventi siamo infatti liberi di scegliere l'atteggiamento che più ci conviene, e proprio nella spontanea accettazione della necessità consiste la nostra particolare forma di libertà."

il magnetismo delle case

arcobaleno | 23 Aprile, 2007 15:25

Riprendo il filo della mia memoria da un'altra casa, dove ho sostato per un certo tempo, prima che mio padre morisse e prima d'andare a vivere con la nonna e la famiglia del più grande dei miei zii materni. Avrei potuto tralasciare di parlarne, ma mi è tornato in mente che per tanti anni , dopo, sono vissuta in tre appartamenti diversi, tutti stranamente, ubicati in tre traverse della stessa via, e non per scelta, ma per coincidenze. E c'è di più, in un'altra traversa e nella stessa via di sempre, nella mia maturità, mi è capitato di frequentare due associazioni, una delle quali addirittura fondata da me : ambedue hanno segnato profondamente la mia vita. Si sarà trattato di un magnetismo particolare e irresistibile?

felicità secondo Epicuro

arcobaleno | 22 Aprile, 2007 15:48

"Il succo del messaggio di Epicuro è che, se abbiamo molti soldi ma non abbiamo amici nè libertà e non conduciamo una vita ponderata, non saremo mai veramente felici.  Se invece abbiamo tutto questo, tranne i molti soldi, non saremo mai infelici."

analizzare i problemi insieme

arcobaleno | 21 Aprile, 2007 23:21

"Pochi rimedi contro l'ansia funzionano meglio del pensiero.  Mettere per iscritto un problema o dargli voce nel corso di una conversazione significa lasciarne emergere gli aspetti fondamentali ed eliminare la confusione e la sorpresa, sarà quindi utile analizzare i problemi insieme a persone tanto intelligenti quanto sensibili e solidali."

qualcosa dura oltre questo eterno fluire?

arcobaleno | 21 Aprile, 2007 10:24

"Nelle sue opere scientifiche Jung non parla mai di Dio: in esse si sforza di usare il termine "immagine divina nell'anima umana."  Come scienziato Jung è un empirista.  La vita, egli dice, mi ha sempre fatto pensare a una pianta che vive del suo rizoma : la sua vera vita è invisibile, nascosta nel rizoma. Ciò che appare alla superficie della terra dura solo un'estate, e poi appassisce, apparizione effimera. Quando riflettiamo sull'incessante sorgere e decadere della vita e delle civiltà, non possiamo sottrarci a un'impressione di assoluta nullità : ma io non ho mai perduto il senso che qualcosa vive e dura oltre questo eterno fluire.  Quello che noi vediamo è il fiore , che passa, ma il rizoma perdura.  Fino ad oggi, non ho mai pienamente sbrogliato il groviglio dei mieiricori : sono come tanti germogli separati di un unico rizoma, come tappe di un processo inconscio.  sono un solitario, perchè conosco e devo trattare cose che gli altri ignorano, e di solito preferiscono ignorare.  Io pensavo : No, bisogna sperimentare e conoscere."

 
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