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arcobaleno

precetto cinese

arcobaleno | 09 Giugno, 2007 21:02

"IL DENARO

puo comprare una casa ma non un focolare;

può comprare un letto ma non il sonno;

può comprare un orologio ma non il tempo;

può comprare un libro ma non la conoscenza;

può comprare una posizione ma non la salute;

può comprare l'anima ma non la vita;

può comprare il sesso ma non l'amore."

 

 

la casa sul ponte

arcobaleno | 08 Giugno, 2007 23:15

il mondo è un ponte.   attraversalo ma non costruirci la casa.

arcobaleno

il figlio del colonnello

arcobaleno | 07 Giugno, 2007 20:08

continuerò presto a parlarvi delle mie vacanze in campagna, ma sono stata sollecitata,( indovinate da chi?!) a iniziare a parlare, finalmente, della mia "educazione sentimentale".  e va bene!   fino ai dodici anni, nonostante gli scrupoli ossessivi di carattere religioso, ero abbastanza serena, confortata dalle letture e dall'ascolto della radio, anche quando quand'ero in città , tra casa e collegio.   i pomeriggi domenicali erano segnati da rituali visite alla famiglia di un fratello di mia zia.   lui era un ex colonnello dell'esercito, caratterizzato da un elegante monocolo, la moglie una bruna corvina di origine napoletana, con un naso altrettanto corvino, il figlio un adolescente dalla pelle olivastra e un simpatico neo sulla guancia, era bello, ma decisamente ruvido.   si era, probablmente, incapricciato di me, ma essendo timido, l'unica maniera in cui riusciva a comunicare consisteva nel provocarmi e spaventarmi, buttandomi addosso il gatto di casa che, certamente non gradiva questi contatti obbligati, infatti reagiva miagolando disperatamente e tirando fuori gli artigli. comunque, alla fine, io mi astraevo totalmente perchè, per tenermi occupata, mi offrivano in lettura una collezione di intere annate della "Domenica del Corriere", l'indimenticabile settimanale di quegli anni, e io mi ci tuffavo con il solito goloso e avido interesse, che ha sempre caratterizzato il mio rapporto con la conoscenza e l'informazione.

un rito suggestivo

arcobaleno | 06 Giugno, 2007 20:33

verso luglio, come ho raccontato, ci si trasferiva in campagna, in auto, attraversando  il paese raggiunto dalla città.    chi arrivava veniva accolto, immancabilmente a sassate quasi sempre innocue, da parte dei monelli scalzi, disturbati , nei loro giochi di strada.  ci si andava un po' per villeggiatura e un po' per seguire la mietitura e la trebbiatura del grano.  i contadini guidavano i muli in cerchio sull'aia, per calpestare con i loro zoccoli, il frumento, facendolo uscire dalle spighe.  era un rito agricolo suggestivo, ricordo ancora la cosiddetta "spagghiatura", con i tridenti, con i quali i contadini separavano abilmente, facendola volare al vento, la paglia dal frumento.    la paglia ne risultava ammonticchiata in covoni e il frumento veniva versato in grossi contenitori cilindrici fatti di canne.  nel frattempo, io mi godevo la piccola libreria che avevo scoperto nel salotto della casa, di cui divorai golosamente un volume dopo l'altro.   ricordo un libro di un certo Lanza, un signorotto del paese , che descriveva quei luoghi natali.   trascorrevo le giornate soprattutto leggendo ed ascoltando la radio.   leggevo ed ascoltavo di tutto, arrivai a farmi una cultura anche musicale, lirica e teatrale.

 

arcobaleno | 04 Giugno, 2007 21:38

arcobaleno | 04 Giugno, 2007 11:56

la mia "on the road"

arcobaleno | 03 Giugno, 2007 23:29

in questi giorni, un amico pittore mi ha regalato un disegno che raffigura il volto delicato di una giovane donna che tiene, simbolicamente in grembo, un caseggiato rustico e isolato.   ne sono rimasta stupefatta, mi è sembrato che fosse entrato, telepaticamente, in contatto e in sintonia con i imiei ricordi, dei quali vi ho detto che il loro filo conduttore potrebbe essere la descrizione delle varie case in cui ho vissuto. pensavo infatti di parlarvi, a questo punto,di due case di villeggiatura, dove ho trascorso le estati della mia infanzia e della mia adolescenza. una delle due apparteneva alla famiglia del mio tutore, e la terra che la circondava era coltivata a frumento, a mandorle e a ulivi. ci si andava nel mese di luglio, anche per seguire i lavori di mietitura e trebbiatura.   di quel posto mi piaceva, in particolare, un viottolo in salita che finiva in cima ad una collinetta sovrastante la strada provinciale, su cui si avvicendavano auto, carretti e bestie da soma, muli ed asini.  questa vista mi dava sempre una bella sensazione : mi sembrava che la vita si snodasse davanti a me, aprendomi ad un futuro diverso e più interessante.   ora mi accorgo che la vivevo come la mia "on the road" personale e mi aspettavo d'imboccarla. prima o poi, per viverla, quando il mio momento fosse arrivato. 

fecondi legami con la realtà

arcobaleno | 03 Giugno, 2007 15:37

l"L'individuo umano non è completo in se stesso. La sua sopravvivenza poggia sul continuo ricorso a risorse esterne al suo corpo, al suo essere legato in un modo o nell'altro al proprio ambiente. Una vita ricca e felice è una vita che si sviluppa attraverso fecondi legami con la realtà."

dove gli aquiloni non volano più

arcobaleno | 02 Giugno, 2007 14:41

mi hanno regalato un best seller attuale :"Il cacciatore di aquiloni" di Hosseini, autobiografia di un iraniano che, ad un certo punto della sua vita, fa una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e crudele, dove gli aquiloni non volano più.     l'avete letto anche voi?

 

l'uomo libero

arcobaleno | 31 Maggio, 2007 21:11

"La capacità dell'uomo libero è ugualmente grande nell'evitare e nel superare i pericoli.  Sia la fuga, sia la lotta vengono considerate segno di grande fermezza d'animo. L'uomo libero sceglie la  fuga con la medesima forza d'animo con cui sceglie il combattimento."  B. Spinoza,  Etica

amarezza e sollievo

arcobaleno | 28 Maggio, 2007 15:14

completo il racconto dell'esperienza di convivenza e accudimento di mio fratello che, pur essendo più grande di me e maggiorenne, il mio tutore mi aveva imposto, per liberarsene.   io ero adolescente, non avevo alcuna esperienza di casalinga, mi sentii sopraffatta e non servì a nulla, perchè mio fratello continuò la sua vita disordinata.  più tardi, poco prima di sposarmi, mio zio lo sistemò in una mia casa attorniata da vigneti e frutteti, che facevano parte della mia eredità paterna, dandoglieli arbtrariamente in gestione, con il risultato che mio fratello, in breve tempo, devastò tutto, vendendo anche le piante dalle quali veniva ricavato carbone.    finchè lui visse, anche quando mio marito ed io non ne avevamo a sufficienza per la nostra famiglia, dovemmo sempre aiutarlo dandogli costantemente denaro, poichè viveva di espedienti e nel degrado.   ho subito questo rapporto con grande sofferenza, fino alla sua morte, che mi arrivò con amarezza e sollievo insieme, intorno ai suoi cinquant'anni.   ma non è riuscito neanche tutto questo a scofiggermi ed annientarmi, nella mia lunga lotta per la sopravvivenza.

amarezza e sollievo

arcobaleno | 28 Maggio, 2007 15:14

completo il racconto dell'esperienza di convivenza e accudimento di mio fratello che, pur essendo più grande di me e maggiorenne, il mio tutore mi aveva imposto, per liberarsene.   io ero adolescente, non avevo alcuna esperienza di casalinga, mi sentii sopraffatta e non servì a nulla, perchè mio fratello continuò la sua vita disordinata.  più tardi, poco prima di sposarmi, mio zio lo sistemò in una mia casa attorniata da vigneti e frutteti, che facevano parte della mia eredità paterna, dandoglieli arbtrariamente in gestione, con il risultato che mio fratello, in breve tempo, devastò tutto, vendendo anche le piante dalle quali veniva ricavato carbone.    finchè lui visse, anche quando mio marito ed io non ne avevamo a sufficienza per la nostra famiglia, dovemmo sempre aiutarlo dandogli costantemente denaro, poichè viveva di espedienti e nel degrado.   ho subito questo rapporto con grande sofferenza, fino alla sua morte, che mi arrivò con amarezza e sollievo insieme, intorno ai suoi cinquant'anni.   ma non è riuscito neanche tutto questo a scofiggermi ed annientarmi, nella mia lunga lotta per la sopravvivenza.

così semplice, ma poi..

arcobaleno | 27 Maggio, 2007 20:05

"L'amore sembrava così semplice, ma poi arrivarono le pene."  Hafez, poeta sufi.

la meraviglia

arcobaleno | 27 Maggio, 2007 12:04

"La persona innocente esperimenta la meraviglia, la bellezza dell'esistenza e della vita. Si stupisce in continuazione di tutto ciò che esiste, ma non si pone interrogativi. E' un sentimento che sorge nel cuore. Ci si stupisce ad ogni istante. E si è sempre pronti per una sorpresa più grande."

la realtà romanzesca

arcobaleno | 24 Maggio, 2007 23:11

mi spiace continuare ad affliggervi con la tristezza della mia storia, anche se so che state aspettando che io vi racconti finalmente qualcosa di allegro, ma è una storia vera, voi fate finta che sia un romanzo. una volta c'era un settimanale che si chiamava "la domenica del corriere", ( forse Nesia lo ricorda), e una sua rubrica s'intitolava, se non sbaglio, "la realtà romanzesca", voi leggetela in questo senso, tanto ormai fa già parte del vissuto, del passato, e  non mi fa neanche tanto male raccontarlo.   a proposito delle domeniche, di cui vi ho parlato, voglio parlare un po' di mio fratello, di cui ho detto poco, perchè in realtà è stata una figura più che assente, negativa, nella mia vita.  per non smentirsi aveva la cattiva abitudine di rovinarmi le feste, mettendomi terribilmente in ansia, facendosi attendere a lungo, per il pranzo domenicale, creando un'atmosfera  di nervosismo e tensione generale negli altri e di insopportabile sofferenza per me, perchè nonostante tutto gli volevo bene.  era il preludio della sua vita disordinata, del rapido e totale spreco della sua parte di eredità, delle sue aggressive, violente, continue rivendicazioni di denaro, fino al punto di essere costretta dal mio tutore, ( mio fratello era diventato maggiorenne), a trasferirmi con lui , in subaffitto, presso una dirimpettaia, per liberarsene, affidandone a me, impreparata e inerme, il suo accudimento.
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