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La Religione nell'Antico Egitto

Generale — Inviato da elgendiart @ 18:35

La Religione nell'Antico Egitto Mito della Creazione del mondo Nella religione egiziana sono diversi i miti che riguardano la creazione del mondo; ciascuna delle grandi città sede di culti religiosi tendeva con un proprio mito a far prevalere se stessa (il proprio dio "patrono") sulle altre. Eliopoli (oggi Tell Hist, un sobborgo de Il Cairo) Al principio sono le acque di Nun, il caos nelle cui profondità giace addormentato lo spirito del creatore. Da Nun emerge una collinetta sabbiosa (rappresentazione dell'Egitto), sulla quale, prendendo l'aspetto di una fenice, si posa il creatore, Atum-ra, il Sole. Atum-ra, "tenendo il fallo in pugno ed eiaculando diede vita ai gemelli Shu (dio dell'aria) e Tefnut (dio dell'umidità)". Versioni meno esplicite dicono che fu uno sputo o uno starnuto a dare vita ai gemelli. Dai due gemelli nascono Nut (il cielo) e Geb (la terra). Dice il mito che Geb e Nut, innamorati, se ne stavano tutto il tempo abbracciati, impedendo alla vita di germogliare. Atum-ra allora comanda a Shu di separarli. Shu calpesta Geb e con le mani solleva Nut (che infatti é sempre rappresentata inarcata e con le mani ed i piedi aggrappati a Geb). Da Geb e Nut nascono Osiride, Seth, Iside e Nefhti che con Horus (figlio di Osiride ed Iside) ed i quattro dei loro progenitori formano l'Enneade. Ermopoli (oggi El-Aschmuneim, anticamente era Khmum) Esiste una materia primordiale nella quale nuotano otto creature: Nun e Nanhet, le acque primigene, Het e Hanhet, lo spazio infinito, Kek e Hehet, l'oscurità, Amon e Amanuet, l'ignoto. Assieme formano l'Ogdoade. Essi fecero nascere il sole e crearono Atum. Si fusero in un grande uovo dal quale nacque il creatore. Dopo di ciò si estraniarono dall'universo creato. Questi otto dei quindi precedono l'Enneade. Menfi (oggi Mithahina) Dal caos (Nun) nasce l'idea di Atum-ra che prende corpo nel cuore divino di Ptah. Quindi l'idea viene espressa dalla bocca di Ptah. Segue la creazione di tutta l'Enneade. Teologia Predinastica Neith (in seguito signora dei mestieri) stende il cielo nel suo telaio. Con la navetta pazientemente vi tesse il mondo. Ultimata la tessitura Neith intreccia alcune reti con le quali pesca gli esseri viventi dalle acque primigene. Quindi inventa il parto e lo esperimenta su di sè per dare vita a Ra. Ra Personificazione del dio solare, associato ad Atum (il tutto) è, secondo le teologie Eliopolita ed Ermopolita, il creatore dell'universo. Viaggiava nel cielo con il suo equipaggio su due barche: quella del giorno e quella della notte. Veniva ingoiato la sera da Nut e partorito la mattina. Da lui era stata emanata una figlia, Maat. Atum Dio principale di Eliopoli, creatore per eccellenza, fu poi identificato con il sole la sera I suoi animali sacri erano il leone, il serpente e l'icneumone. Shu Dio dell'aria secca, figlio di Atum-ra e gemello di Tefnut. Genera Geb e Nut. Nell'iconografia separava Geb da Nut. Tefnut Dea dell'aria umida, figlio di Atum-ra e gemella e sposa di Shu. Dea di Oxyrhynchos. Nut Dea del cielo, sorella e sposa di Geb, madre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi. Ingoia il sole a tramonto e lo partorisce al mattino. Geb Dio della terra, sposo e fratello di Nut, padre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi. Osiride Dio di Busiride. Figlio di Nut e Geb, é il dio-re dell'Egitto, lo sposo-fratello di Iside e il padre di Horus. Dopo la morte regna sull'aldilà dove, oltre che sovrano, é giudice supremo. Come dio della vegetazione viene spesso rappresentato in forma di mummia da cui germogliavano delle piante. Iside Figlia di Nut e Geb, é la grande maga, la dea madre e regina. Osiride ne é lo sposo-fratello, Horus il figlio. Il suo nome significa "il trono". Seth Dio di Ombos. Figlio di Nut e Geb, fratello di Osiride, Iside e Nefthi, di quest'ultima anche sposo. Dio della siccità e del cattivo tempo, in senso lato potenza distruttrice, simbolo del male. Secondo la leggenda fu l'uccisore di suo fratello Osiride. Nefthi Dea di Diospolis Parva. Figlia di Geb e Nut, sorella di Osiride, Iside e Seth, di quest'ultimo anche sposa (pur non innamorata) e madre di Anubi. E' la dea della casa. Horus Dio di Behdet. Dio falco sdoppiato in Horus il Grande (Haroeris) e in Horus Bambino (Arpocrate). Figlio di Iside e Osiride, regna sull'Egitto dopo la morte del padre. I faraoni sono considerati suoi discendenti. Ptah Dio di Menfi e, secondo la teologia Menfita, creatore dell'universo. La sua esistenza avrebbe preceduto quella di Atum-ra. Patrono degli scultori e dei forgiatori, il suo animale sacro era il toro Apis. Sekhmet Dea di Rehesu, era la dea della salute e del male nello stesso tempo, patrona della guerra e della medicina. E' raffigurata in forma leonina ed é ritenuta sposa di Ptah. Era legata a Bastet, la dea gatta, nella quale si riteneva si fosse trasformata. Nefertum Dio della regione di Menfi. Era figlio di Ptah e Sekhmet. Thot Dio di Hermopolis. Dio della saggezza, messaggero degli dei. Nell'oltretomba assiste alla pesatura del cuore del defunto. E' generalmente rappresentato con al testa di ibis. E' il dio della scienza, della scrittura, delle arti magiche e delle fasi lunari. Anubi Dio sciacallo di Cinopolis, assiste Horus e Thot nella pesatura del cuore dei defunti, preposto ai segreti. E' figlio illegittimo di Osiride e di Nefthi. Hathor Dea di Afroditopolis e di Dendera. Dea dell'amore, patrona della musica e della danza, generalmente rappresentata nell'aspetto di vacca. Il suo emblema era il sistro. Sokar Dio della necropoli menfita, patrono della metallurgia e dei fabbri. Khnum Dio caprone di Hypselis, Esna ed Elefantina, inventore degli uomini (modellati al tornio del vasaio) e, come "Signore della cascata", regolava le piene del Nilo. Satet Dea di Elefantina e sposa di Khnum. Anuket Dea dell'isola di Sehel e della prima cateratta; veniva raffigurata con un copricapo di strana foggia, forse di origine straniera. Assieme a Khnum e Satet, di cui era forse figlia, formava la triade di Elefantina. Maat Divinità astratta, simbolo della verità e della giustizia. Figura nella cerimonia del giudizio del defunto. Dea della "regola" a cui dovevano attenersi uomini, re e dei. Neith Dea di Sais. Il suo culto, di derivazione tribale, continua in età storia, quando diventa la divinità funeraria nota con il nome di Mehurt. Dea creatrice della guerra, in seguito dea della caccia. A Esna era compagna di Khnum. Amon In origine una delle otto divinità primordiali adorate ad Ermopoli. Diviene poi il dio supremo, la divinità solare Amon-ra. La città di Tebe é il centro principale del suo culto. Il suo nome significa "il misterioso", assieme alla moglie Muth e al figlio Khons forma la triade di Tebe. Il suo animale è l'ariete, come si può intuire dal viale cerimoniale del suo tempio principale a Karnak, uno dei più grandi ed importanti del paese. Muth Dea di una località vicino a Karnak, dove si eleva il suo tempio. La si raffigura sotto forma di donna o di avvoltoio. I copricapi delle regine, che presentano spesso le ali e una testa di avvoltoio, si intitolano alla dea, sposa di Amon. Khons Dio di Tebe associato alla luna. Con Amon e Muth formava la triade di Tebe. Sobek Dio coccodrillo del Fayum e di Kom Ombo, connesso alle acque ed alla fertilità. Più tardi dio creatore. Hapi Divinità rappresentante il Nilo. Non si tratta del fiume divinizzato, ma piuttosto del suo spirito, della sua essenza dinamica. Veniva rappresentato come uomo dai seni pesanti e dal ventre prominente, a simboleggiare abbondanza; la divinità portava sempre doni, fiori e piante. Bes Nume protettore della casa e dei bambini. Serket Appartiene alla cerchia delle dee maghe, associate a Iside. Dea scorpione, era rappresentata come scorpione a testa di donna o come donna con uno scorpione in testa. Secondo le leggende locali era la madre di Harakhte (il sole all'orizzonte) e sposa di Horus. Nun Massa liquida primordiale da cui é emerso il dio-sole Atum-ra. Oltre che nei miti della creazione compare in quello della distruzione del genere umano come la divinità che consigliò a Ra di inviare il proprio occhio contro i ribelli. Upuaut L'apritore di strade. Apis Toro sacro, considerato incarnazione di Ptah. Apofi Nome del serpente che nel regno di Duat (oltretomba) lotta contro il dio sole per contrastarne l'approdo a oriente. Heh Milioni, associato ad altri Heh presenta le pervasività dell'aria. Min Dio della terra e della fecondità, appellativo di Horus. Era il dio locale di Coptos e della regione desertica tra il Nilo ed il mar Rosso, come pure di Panopolis. Veniva sempre rappresentato come dio itifallico. Montu Dio guerriero, patrono della guerra e delle sue arti. Tueret Dea ippopotamo, protettrice della casa e della gravidanza. Seshat Dea del destino. Khepri Nome che indica l'aspetto mattiniero del sole, generalmente rappresentato come scarabeo. Imset Figlio di Horus, dalla testa umana. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente il fegato. E' posto sotto la protezione di Iside. Hapy Figlio di Horus, dalla testa di babbuino. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente i polmoni. E' posto sotto la protezione di Nefthi. Quebhsenuf Figlio di Horus, dalla testa di falcone. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente l'intestino. E' posto sotto la protezione di Selket. Duamutef Figlio di Horus, dalla testa di sciacallo. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente lo stomaco. E' posto sotto la protezione di Neith. Bastet Dea di Bubasti. Raffigurata con testa di gatta, fa parte di un mito che la vede ultima trasformazione del ciclo: l'occhio del sole, figlio di Ra, si era infuriato e, trasformatosi in leonessa (Sekhmet) era fuggita in Nubia; qui, raggiunta da Thot, era stata calmata dal dio. Più tranquilla, si trasformò in donna dalla testa di gatta, dall'indole pacifica. Nekhbet Dea avvoltoio di El Kab. Era associata alla regalità. Uaget Dea serpente di Buto, era patrona della regalità e associata a Nekhbet nei titoli del faraone. --------------------------------------------------------------------------------

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Usi e costumi Egizi

Generale — Inviato da elgendiart @ 18:31

Usi e costumi Egizi

Alimentazione

Attraverso le scene affrescate sulle pareti delle tombe, si é potuto ricostruire le abitudini alimentari degli antichi Egizi. Sulla tavola sia del ricco che del povero non mancavano i cereali e il pane era modellato in forme diverse. Le zuppe di verdure erano il piatto ricorrente, arricchite con gallette di pane. Per completare il menu, dolci a base di mandorle e frutti tropicali come il mango e l'avocado. Il clima caldo creava qualche problema per la conservazione della carne che veniva riservata alle grandi occasioni. Il pesce era molto gradito ed era disponibile in abbondanza. Era presente anche presso le case più modeste, conservato in salamoia. Nelle case più ricche i servizi da tavola erano di materiale pregiato, come l'alabastro. Il cibo veniva portato alla bocca con le mani (senza l'utilizzo di posate), che venivano deterse in appositi catini pieni d'acqua. Eleganti ancelle servivano alle mense dei ricchi. Nell'antico Egitto venivano consumate bevande alcoliche come la birra ed il vino, ma anche superalcolici ricavati dalla lavorazione del dattero.

Casa

Quel che é rimasto dell'edilizia civile egizia consente agli archeologi osservazioni interessanti. All'esterno della valle del Nilo, sono venuti alla luce numerosi insediamenti, mentre lungo il Nilo l'alto tasso di umidità ne ha impedito la conservazione nel tempo. Si tratta di abitazioni che variavano nelle dimensioni in base alla crescita in altezza della popolazione; la casa tipo del funzionario era caratterizzata da un piano terra destinato alle attività commerciali, il primo piano al ricevimento degli ospiti, il secondo alle stanze da letto ed agli allogi per le donne dell'harem. I vari piani erano collegati da una scala che arrivava fino al granaio. Nella parte alta spesso trovavano posto anche poveri alloggi per i servi. Ad Amarna, dove i lavori di scavo hanno evidenziato l'esistenza di una vasta area abitativa, le case degli amministratori del faraone erano caratterizzate da un vasto cortile d'accesso rettangolare occupato da una piscina, popolata di pesci e decorata da piante acquatiche galleggianti. I muri interni erano decorati da affreschi. I costruttori di tombe di Deir El Medina, vivevano invece in case realizzate in mattoni crudi. Le stanze erano solo quattro, di modeste dimensioni. L'arredamento della casa egiziana era essenziale: panche, stuioe, letti in vimini e poggiatesta, ma solo per i più ricchi. Nelle ore buie venivano utilizzate delle ciotole di ceramica riempite di olio su cui galleggiava uno stoppino in fibra vegetale.

Condizione della donna

La donna egizia era considerata "la signora della casa"; se si trattava di una donna del popolo, si occupava della macinatura dei cereali e della preparazione della birra, della filatura e della tessitura del lino; se apparteneva alla nobiltà, invece, sovrintendeva al lavoro delle ancelle. La donna condivideva con il marito la vita sociale e disponeva di un patrimonio che portava in dote allo sposo, ma che un contratto le restituiva in parte in caso di vedovanza. Per legge il marito era tenuto a mantenere la propria moglie. La sua posizione giuridica non differiva da quella dell'uomo. Si preoccupava assieme allo sposo dell'educazione dei figli ed in particolare le era affidata l'educazione della figlia femmina. Si sposava molto giovane, spesso con un uomo più anziano di lei. Solitamente il matrimonio era combinato dai genitori. I due sposi potevano essere consanguinei e appartenevano sempre allo stesso ceto sociale. Colui che sposava una schiava, viveva al di fuori della legalità e i loro figli erano considerati schiavi. All'interno dell'harem, la donna in apparenza godeva di molti agi, ma in realtà era costretta in uno stato di confinamento. Il matrimonio era una semplice festa tra le due famiglie e si concludeva con il trasferimento della sposa a casa del marito. Contratti scritti sono riferibili solo all'età tarda. In caso di divorzio il marito passava degli alimenti alla moglie nella misura di un terzo rispetto alla quota definita nell'accordo iniziale. Cause principali di divorzio erano l'adulterio e la sterilità. Se l'infedeltà del marito era tollerata era possibile che egli prendesse una seconda moglie, al contrario se l'adultera era la moglie veniva frustata e subiva l'amputazione di un orecchio o del naso. La donna aveva diritto dopo la morte ad una tomba tutta sua al pari dell'uomo.

Cosmesi

La cura del corpo era molto importante per gli antichi egizi. Essi utilizzavano creme, unguenti e profumi per ammorbidire e profumare la pelle. Le donne si schiarivano la pelle con un composto cremoso ricavato dalla biacca, disponibile in colori diversi, dalla più pallida alla più ambrata generalmente destinata alle labbra. Evidenziavano il contorno degli occhi con il kohl nero o verde, rispettivamente estratti dalla golena e dalla malachite. Le unghie venivano tinte così come le palme delle mani e dei piedi e a volte anche i capelli con una pasta a base di hennè. Utilizzavano specchi, pinzette per la depilazione e attrezzi per la manicure. I profumi (utilizzati da uomini e donne come le creme), venivano estratti da fiori, fatti macerare e pigiati. Tutte le essenze odorose avevano nel dio Shesmu il loro protettore. Venivano prodotti in laboratori associati ai templi e conservati in vasetti di pasta vetrosa, la faience.

Medicina

I medici dell'antico Egitto erano molto numerosi, per questo motivo ognuno di loro si occupava quasi esclusivamente delle malattie che meglio conosceva. I medici ordinari erano affiancati dai professionisti di grado superiore, gli ispettori ed i sovrintendenti. Ad assisterli era del personale paramedico di sesso maschile. Essi dovevano le loro conoscenze anatomiche all'osservazione degli animali durante il macello, e non all'imbalsamazione del defunto che era riservata ai sacerdoti devoti ad Anubi. Il cuore era considerato sede delle emozioni e dell'intelletto. Il benessere del corpo si doveva, a loro avviso, allo scorrimento dei suoi liquidi nei metu, i vasi che lo attraversavano. Se uno di questi vasi si ostruiva si manifestava la malattia. La polmonite e la tubercolosi erano tra le malattie più diffuse a causa dell'inalazione di sabbia o di fumo dei focolari domestici. Le malattie parassitarie erano altrettanto comuni a causa della mancanza di igiene. Gli attrezzi più comuni di un medico erano: pinze, coltelli, fili di sutura, schegge, trapani e ponti dentari.

Educazione

La scuola egiziana fu fondata attorno al 2000 a.C. con lo scopo di formare giovani esperti da destinare alle funzioni amministrative dello Stato. Era una scuola rigida e poco permissiva, spesso venivano inflitte punizioni corporali. Le lezioni si svolgevano generalmente all'aperto. Gli alunni stavano accovacciati su stuoie intrecciate ed erano muniti di pennelli o cannucce e di cocci di terracotta sui quali scrivevano. Allo studio delle lettere erano ritenuti funzionali l'esercizio ripetuto della ricopiatura e della dettatura. Il giovane che voleva avere accesso ai più alti gradi dell'amministrazione doveva conoscere almeno una lingua straniera, così come chi voleva intraprendere con successo la carriera diplomatica doveva conoscere il babilonese. Importante era anche la preparazione fisica, curata mediante esercizi ginnici.

Navigazione

Il Nilo era la più importante via di comunicazione, la più rapida e la più facile. Anche nella stagione della siccità, quando le acque del Nilo erano basse, la sua navigazione era resa possibile dal vento di tramontana. Le imbarcazioni del periodo più antico erano zattere in fibra di papiro intrecciato. Erano leggere, ma poco adatte al trasporto di grandi quantitativi di merci, per questo furono sostituite con barche di legno, generalmente in cedro del Libano. Lo scafo era rettangolare o triangolare ed era spesso decorato. In particolare venivano raffigurati sul moscone gli occhi che consentivano alla barca di "vedere". Numerose barche solari furono ritrovate affiancate a tombe reali, infossate in grandi buche. Erano destinate a crociere ultraterrene. La più famosa é quella di Cheope. Oggi l'imbarcazione più usata per la navigazione sul Nilo é la Feluca, piccolo veliero con lo scafo di legno.

Il contadino

Il contadino era analfabeta e la considerazione sociale di cui godeva era del tutto impari alla fatica profusa. Gli strumenti da lui utilizzati erano diversi, tra questi lo Shaduf, una sorta di traliccio che sorreggeva un'asta, da una parte veniva appeso un contrappeso e dall'altra un secchio che, calato nell'acqua e riempito, poteva essere rapidamente trasportato dove necessitava. La terra che il contadino coltivava non era mai sua, ma della corona o di un'ordine sacerdotale. Il suo lavoro era condizionato dalla piena del fiume. Egli veniva aiutato da un seminatore che spargeva i semi nei solchi tracciati. Spesso era presente un funzionario del proprietario della terra. Il periodo più duro per il contadino era il momento della raccolta, doveva infatti lavorare sotto lo sguardo degli ispettori del Faraone, impegnati a determinare la quota di prodotto che gli sarebbe stata sottratta. Dopo la raccolta, si presentava lo scriba per definire l'ammontare delle tasse.

L'artigiano

Solo pochi tra gli artigiani riuscivano ad uscire dall'anonimato ed a firmare le proprie opere. I piccoli artigiani raramente potevano contare su una sede di lavoro stabile in prossimità del villaggio in cui abitavano. Spesso erano costretti a faticosi e prolungati spostamenti. Il materiale più usato era l'oro, disponibile in abbondanza nelle miniere della Nubia e del deserto orientale. L'oro veniva sbalzato e punzonato con uno strumento appuntito, venivano utilizzate delle fornaci, indispensabili per la fusione dell'oro quando si doveva realizzare un manico o un becco da aggiungere ad un vaso. Molto abili erano i falegnami ed i mobilieri, anche se l'Egitto era costretto ad importare dal Libano il legname di cui scarseggiava.

Il soldato

L'Egitto, per tutta la durata dell'Antico Regno, non dispose di un esercito organizzato, ma nel Medio Regno si andò formando un'esercito permanente, affidato al comando di ufficiali di vario rango ed impegnato nelle campagne di conquista della Nubia. Il soldato era costretto a lunghi turni di addestramento, all'uso delle armi ed all'obbedienza della rigida disciplina. L'esercito era diviso in vari reparti, ogni reparto obbediva ad un sovrintendente che doveva rendere conto ad un generale. Una squadra di scribi provvedeva ad inventariarne perdite, forniture, prigionieri. Le armi utilizzate erano lance e frecce per i combattimenti a distanza, il pugnale, la spada, la clava, il bastone per il corpo a corpo. Dagli Ittiti gli Egizi appresero l'uso del carro da guerra, che permise loro di vincere lo scontro con gli Hyksos.

I servi, gli schiavi

Il popolo Egizio era costituito da uomini liberi, sebbene compresi in una gerarchia sociale rigida dove tutti dovevano contribuire al benessere del paese. Esistevano i cosiddetti dipendenti, non si trattava di schiavi, ma di uomini del popolo che alle tradizionali attività agricole alternavano corvées obbligatorie. Il lavoro coatto era finalizzato alla costruzione dei complessi funerari o a spedizioni militari in Nubia o nel vicino Oriente. Da qui provenivano i prigionieri di guerra ai quali venne applicata l'etichetta di schiavi. Nel Medio Regno, il divario tra lavoratori liberi e coatti si fece più ampio, dato che gli individui si identificarono sempre più con il mestiere svolto, i lavoratori si emanciparono e non furono più costretti a rispondere alla chiamata del Sovrano.

Lo scriba

La figura dello scriba nacque con la necessità di inventariare con precisione gli enormi ammassi di derrate alimentari in entrata ed in uscita dalla casa del Faraone. I tempi di formazione dello scriba erano lunghi, si andava dalla copiatura dei testi redatti in geroglifico corsivo, alla compilazione di miscellanee da opere letterarie. Solo gli alunni più dotati, quelli che apprendevano la difficile arte del geroglifico monumentale, quello più complicato, riuscivano ad arrivare a corte. Lo scriba, consapevole del ruolo che ricopriva, custodiva gelosamente i segreti della sua professione e li tramandava di generazione in generazione. I suoi tradizionali strumenti di lavoro erano uno stilo, un'astuccio con gli incavi per contenere l'inchiostro in pasta, una cordicella e, appeso, un piccolo contenitore per l'acqua in cui intingere e ripulire i pennelli. Gli scribi scrivevano sul papiro, facile da raccogliere e trasportare e che, opportunamente lavorato, formava fogli resistenti e morbidi allo stesso tempo. Gli scribi provvedevano ad incollarli uno all'altro in caso di testi estesi. Inutile dire che la professione di scriba era la più difficile ed ambita di tutto l'antico Egitto.

Il sacerdote

La casta sacerdotale aveva un ruolo importante nella gestione del potere, affiancando i Faraoni e minacciandone a volte la supremazia. Il sacerdote aveva il compito di officiare i numerosi e complicati riti imposti dagli Dei. Potevano inoltre avere l'accesso alla parte più interna del tempio, qualla in cui era conservata la statua del Dio, dopo preventive pratiche purificatorie. La circoncisione, la rasatura del corpo, l'astensione da cibi come le verdure a foglia verde o i pesci di mare, il divieto periodico di rapporti sessuali (ai sacerdoti era consentito sposarsi) costituivano la regola. Dopo essersi purificato, il sacerdote faceva il suo ingresso nel tempio rivestito di una tunica di lino purissimo, mentre il corteo degli officianti si fermava davanti alla porta della cella centrale, in attesa della rottura dei sigilli. Tolti i sigilli, compariva il simulacro del Dio. Durante la celebrazione dei giorni di festa, spesso la statua del Dio veniva trasportata su barche solari.

Il funzionario

La professione di funzionario era piuttosto ambita anche se spesso avveniva solo tramite trasmissione ereditaria. Il Visir, braccio destro del Faraone, veniva anche detto "sovrintendente a tutti i lavori del sovrano", in quanto direttore del cantiere finalizzato a dargli onorevole sepoltura. Era giudice supremo e riceveva periodicamente postulanti che venivano ad esporgli le loro lagnanze. A lui si doveva la trasmissione degli ordini del Faraone agli scribi di palazzo, l'imposizione di tasse e corvées, la gestione delle trattative diplomatiche.

Il Faraone

Il Faraone era la suprema autorità della piramide sociale Egizia. La parola "Faraone" significa "grande casa". Il faraone veniva raffigurato con la barba, ricurva o fissata al mento da un nastro. Altri simboli dichiaravano il suo potere, come la corona, bianca quella dell'Alto Egitto, rossa quella del Basso Egitto, doppia quella del Paese unificato. Attaccata alla cintola del gonnellino aveva una coda di animale, variamente identificata in una coda di cane o di toro. Il Re impugnava un bastone pastorale ricurvo ed il flagello. Sulla sua testa compariva spesso l'Ureos, il serpente cobra femmina, rappresentazione dell'occhio del dio solare; sulle spalle era appollaiato il falco Horus, il figlio di Iside ed Osiride. Al sovrano ci si poteva avvicinare solo nell'atto del suddito che si prostra sino a baciare la terra. La sua nascita era preceduta da apparizioni miracolose che ne anticipavano la consacrazione. La giornata tipo del Faraone era minuziosamente organizzata, da una parte gli impegni ufficiali, dall'altra le occupazioni domestiche. Quanto si sa dei Faraoni vivi, dei loro pensieri, dei sentimenti é nulla rispetto a quello che si sa di loro da morti, unica eccezione quella del Faraone Akhenaton che pitture di gusto insolitamente realistico ritraggono in scene di vita familiare che ne testimoniano l'attenzione verso le figlie e la moglie.


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La storia Egizia - Periodo Predinastico

Generale — Inviato da elgendiart @ 18:27

La storia Egizia - Periodo Predinastico

In Europa si distingue molto nettamente il periodo neolitico, in cui l'uomo usa soltanto strumenti di pietra, dall'Eneolitico, che è caratterizzato dall'apparizione del metallo, prima l'oro, poi il rame, e infine il bronzo. In Oriente, e soprattutto in Egitto, la distinzione è spesso delicata, in molti siti eneolitici non c'è traccia di metallo. Non per questo ci si deve immaginare un avvenimento traumatico (per esempio un'orda di invasori che mettano a ferro e fuoco il paese e assoggettino la popolazione locale forti del loro armamento di metallo, per spiegare il passaggio da un periodo all'altro. La transizione, infatti, è stata "dolce" e, anche se è possibile che il metallo sia stato portato dall'esterno, niente fa supporre che ciò sia avvenuto tramite un'invasione. L'apparizione del rame, d'altronde, non cambia in nulla la tecnica del taglio della selce, che rimane lo strumento principe, e tutto lascia supporre che l'uso del metallo si sia diffuso pacificamente: la civiltà eneolitica continua l'opera di quella neolitica. Ma, se il Neolitico egiziano aveva dei punti di contatto con il Neolitico in generale, nel periodo eneolitico l'Egitto si trova in una posizione diversa e si distingue sempre più dalle culture che lo circondano perché, nel momento del suo maggior sviluppo, l'Eneolitico si confonde con la civiltà "storica" che ne è il compimento. Il periodo eneolitico è la continuazione del Neolitico, e perciò presenta inizialmente due culture diverse, una a nord e l'altra a sud, ma la caratteristica dell'Eneolitico sta nel fatto che, dopo un certo tempo, queste due culture si fondono e da esse nasce la lunga civiltà Faraonica. Per quanto riguarda il periodo anteriore alla fusione, l'Eneolitico è conosciuto soltanto grazie ai siti dell'Alto Egitto, di cui il più antico è Badari. Le capanne sono ovali e di materiale leggero, l'arredamento costituito da stuoie, cuscini in cuoio, letti di legno. La necropoli, come quelle del Neolitico, è situata un po' discosto dal villaggio, le fosse sono ovali, come le case, e i morti vi sono posti in posizione fetale, circondati da vasi che contenevano sicuramente delle offerte. Le novità sono costituite dalla presenza di figurine femminili nude, in avorio o argilla, e dalla presenza di un'intelaiatura di vimini che isola il cadavere dal riempimento della fossa. L'industria badariana resta caratterizzata dall'impiego della selce, il rame è presente ma soltanto in piccoli pezzi ottenuti per martellamento, mentre per i tessuti viene impiegato il lino, ma anche il cuoio continua a essere utilizzato. Sanno lavorare il legno, la ceramica è in netto progresso rispetto al periodo precedente e, anche se le forme sono meno numerose di quelle che si trovano nel nord del paese, sono molto più belle: è l'epoca della ceramica egiziana. All'inizio dell'Eneolitico appare per la prima volta lo smalto verde-blu che sarà una delle caratteristiche dell'arte egiziana, anche se, in questo primo periodo il suo impiego è limitato. È interessante notare che a Badari non si trovano i vasi in pietra dura presenti, già nel Neolitico, nel Basso Egitto, mentre le palette di scisto sono già presenti e le vedremo evolversi fino in epoca storica. Infine, si sono trovati a Badari alcuni animali seppelliti avvolti in stuoie o stoffe, sciacalli, tori, montoni, gazzelle e ciò potrebbe prefigurare un culto di alcuni animali considerati sacri, che si ritroverà alla base della religione egiziana in epoca storica. A partire dal V millennio iniziano ad apparire una serie di cambiamenti: le capanne diventano rettangolari e anche le tombe, facendo così intendere chiaramente che venivano considerate come dimore, concezione che rimarrà nell'arco di tutta la civiltà egiziana. La lavorazione del rame, che fino ad allora era stato impiegato poco, si sviluppa: appaiono i vasi in pietra; la ceramica, che prima era a tinta unita, ora imita i vasi in pietra oppure ha decorazioni di tipo naturalistico. Queste modifiche sono frutto dell'unione delle due culture di cui abbiamo parlato; in effetti tutti gli elementi di novità che appaiono nell'Alto Egitto, preesistevano al nord. Le mazze a forma di pera, presenti nel nord sin dal Neolitico, si trovano anche a sud a partire dal V millennio, e soppiantano la forma a disco, e anche i vasi in pietra, sconosciuti a Badari, sono invece conosciuti al nord sin dal Neolitico. Ci sono quindi gli elementi per dire che le novità che si notano nella cultura meridionale provengono dal nord, ma ciò che ci preme far notare è che, anche se le due civiltà prima della fusione erano differenti, questo non vuol dire che fossero estranee. Entrambe sono a pieno titolo africane, ma quella situata a nord è avvantaggiata negli scambi, a ovest, tramite l'oasi di Siua, e a est tramite il Sinai, ed è probabilmente da lì che è giunto in Egitto il rame. Per spiegare la fusione tra nord e sud si è parlato di un'invasione e si è creduto di riconoscere individui stranieri nelle tombe dell'Alto Egitto databili a un periodo successivo, ma non è affatto sicuro che questi individui caratterizzati da teste piccole (brachicefali), non siano mediterranei e inoltre, anche se fossero stranieri, non sarebbero così numerosi da legittimare l'ipotesi di un'invasione o di una conquista.

Nel predinastico recente, la fusione è ormai avvenuta e questa civiltà è molto più evoluta rispetto a quella che esisteva in Alto Egitto all'inizio dell'Eneolitico. Per le costruzioni vengono usati i mattoni crudi, i silos sono in terracotta, e quindi meno umidi, nelle necropoli le fosse sono rettangolari, a imitazione delle case, e testimoniano l'inizio di una vera e propria architettura funeraria: la tomba è costituita da una muratura in terra sormontata da un tetto e vi sono delle stanzette laterali che fungono da magazzini per le provviste del morto. Il defunto in un primo periodo fu chiuso in una cesta di vimini, poi in un vaso di terracotta e, da ultimo fu seppellito in una bara di legno. Sembra che le necropoli fossero situate soprattutto sulla riva occidentale del Nilo e che il morto avesse la testa rivolta a nord e il corpo a est; insomma, si assiste, almeno sul piano puramente materiale, alla creazione della religione funeraria egiziana. Un'industria lirica si perfeziona ulteriormente e la figura umana appare per la prima volta, sia sulla ceramica con il fondo marrone chiaro, sia in figurine d'avorio o d'argilla, sui manici di certi coltelli e anche su un affresco. Sui monumenti figurati e sulle palette di scisto, vediamo spesso apparire edifici o personaggi che portano delle aste sormontate da un animale o un oggetto, le stesse insegne che si ritroveranno in epoca storica come simboli dei Nomi. Sembra legittimo dedurne che, già alla fine dell'Eneolitico, l'Egitto conoscesse un'organizzazione sociale e inoltre la frequente presenza del falco e del bucranio sulle palette sembra indicare che la religione si è già costituita: culto di Horus per il falco e di Hathor per il bucranio. Gli abitanti della valle del Nilo hanno quindi in mano tutti gli elementi di quella civiltà che ora inizierà a svilupparsi a un ritmo molto più rapido.

Per delineare la storia di questi secoli oscuri si può usare anche un altro tipo di fonti, meno precise e più difficili da interpretare; la continuità della civiltà egizia, non essendo mai stata interrotta bruscamente, potrebbe conservare, nei testi redatti in epoca storica, le tracce di tradizioni che risalgono a molto prima dell'unificazione avvenuta nel 3100. Questi testi, chiamati testi delle Piramidi, non si trovano nelle grandi piramidi di Giza, ma sulle pareti interne di piramidi molto più modeste appartenenti a re della V e VI dinastia (tra il 2350 e il 2200) e si è pensato che potessero riferirsi ad avvenimenti accaduti all inizio dell'Eneolitico nella zona nord (della quale non abbiamo alcuna testimonianza archeologica). Secondo questi testi l'Alto Egitto sarebbe stato il regno di Seth, mentre il delta sarebbe stato diviso in due gruppi di Nomi (in greco nomoi) contrapposti, uno a est e l'altro a ovest. Osiride, re del nord, li avrebbe unificati e poi Horus, il suo successore, avrebbe attaccato il regno di Seth, creando cosi una monarchia unificata che avrebbe regnato su tutto l'Egitto già prima del 3100. Questo stato di cose, però, non sarebbe durato a lungo, e presto si sarebbero creati due regni, uno con capitale nell'Alto Egitto, a el-Kab, e uno con capitale nel Basso Egitto, a Buto. L'egittologo tedesco Kurt Sedie, autore di quest'ipotesi, riteneva che il calendario solare fosse stato adottato durante il primo periodo d'unificazione, nel 4200 circa, e che la capitale dovesse trovarsi a Eliopoli (vicino al Cairo). Se questa ipotesi si rivelasse esatta, la storia della civiltà egizia si potrebbe cosi riassumere:

1) dal 5000 al 3800 circa - periodo neolitico e inizio dell'eneolitico, l'Egitto ha due focolari di cultura, uno al nord, l'altro al sud;

2) verso il 3700 - apparizione del metallo, il nord si unifica e, all'inizio del IV millennio conquista il sud;

3) verso il 3600 - una monarchia venuta dal nord governa tutto l'Egitto, con capitale a Eliopoli, ma, ben presto, il paese si divide un'altra volta in due parti, una con capitale a sud, a el-Kab, una con capitale a nord, a Buto;

4) intorno al 3000 - i re del sud assoggettano quelli del nord e Menes, re del sud, governa tutto l'Egitto.

Questa ricostruzione degli avvenimenti è affascinante, ma sono in molti a sottolineare la fragilità degli argomenti in suo favore. Si pensa invece che l'unificazione sia stata compiuta dal sud, mentre il regno eliopolitano unito in epoca preistorica non sarebbe mai esistito. Tuttavia, poco prima del 3100, ci sono stati sette faraoni che hanno governato tutto l'Egitto e che costituiscono quella che oggi viene chiamata la "dinastia zero". A Ieracompoli, che sembra fosse la capitale del sud in quel periodo, si sono trovati monumenti che raffigurano un re, chiamato il re Scorpione, che combatte gli egiziani. Sembra che il potere del re Scorpione si sia esteso fino a nord di Menfi, mentre il re che unificò l'Egitto sarebbe stato Narmer, il suo successore. Questo re è rappresentato su una paletta mentre combatte contro gli egiziani, ma, in questo caso, già indossa le insegne di re del sud e del nord e quindi riassume nella sua persona l'unità del paese: lo Scorpione e Narmer sarebbero gli ultimi faraoni della "dinastia zero".

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La storia Egizia - Neolitico

Generale — Inviato da elgendiart @ 18:25

La storia Egizia - Neolitico

Gli scavi hanno provato l'esistenza dì un Neolitico egiziano; l'arte della pietra lavorata e della ceramica, come l'agricoltura e l'allevamento, vi erano conosciuti già molto tempo prima che fosse utilizzato il rame. Durante il Neolitico l'aspetto della valle cambia completamente: il clima diventa sempre più simile a quello attuale, il Nilo si restringe e non occupa più tutta la valle, l'Egitto si popola stabilmente poiché l'inaridimento dei territori limitrofi e la loro trasformazione in deserto fa si che la popolazione si concentri sulla stretta striscia di terra resa fertile dal Nilo. Queste popolazioni neolitiche si possono a tutti gli effetti considerare gli antenati diretti degli egiziani di epoca dinastica. Essi non appartenevano a un'unica razza, erano già il risultato di una mescolanza tra individui di tipo mediterraneo (i Cusciti-Camiti) e il tipo negroide, che proveniva anch'esso dalle razze del Paleolitico recente. Il primo nucleo dell'Egitto è costituito da contadini, ed è interessante notare che questo nucleo, alla base di tutto, era già presente in epoca neolitica, cioè intorno al VI millennio a.C.. Queste date servono solo a dare un'idea di massima, le uniche precise sono quelle fornite dal carbonio 14 per la cultura di el-Fayum (5500-5000 a.C.), e di el-Omari (4000 a.C.). Gli strumenti di questi primi egiziani erano in pietra, la selce si distingue per la precisione con cui è lavorata, e questo è un tratto che caratterizzerà sempre la lavorazione della pietra in Egitto. La maestria degli artigiani delle epoche successive può essere spiegata soltanto attraverso una lunga tradizione di tagliatori di selce di cui erano i continuatori, per non dire i discendenti, al punto che continuarono a creare le stesse forme. Questi primi abitanti della valle vivevano in capanne collettive, allevavano animali domestici (tra essi il bue, il montone e la capra) e avevano addomesticato il cane, che probabilmente li aiutava nel controllo del gregge e nella caccia, attività che, assieme alla pesca, dava un apporto non secondario all'alimentazione della comunità. Essi sapevano anche coltivare, conoscevano il grano e l'orzo e abbiamo anche ritrovato alcuni dei loro strumenti, zappe a pietra e falcetti di selce. Il grano era conservato in silos d'argilla e veniva frantumato con macine piatte, molto simili, come del resto i falcetti, a quelle che si useranno in epoca storica. Infine, già in questo periodo, si conciavano le pelli, si tessevano stuoie o stoffe, si cuciva, si intrecciavano cesti e panieri. Si fabbricava anche una ceramica molto grossolana e si facevano arpioni, braccialetti e aghi d'osso. C'era già un culto dei morti, che venivano interrati nelle vicinanze del villaggio, in fosse ovali, su un fianco e in posizione fetale. La cultura neolitica, insomma, pone le basi, fornendo tutti gli elementi materiali, alla civiltà egiziana vera e propria, e delinea il paesaggio umano della valle del Nilo, fondandovi i primi siti permanenti e dissodando i terreni di coltura. Si conoscono tre tipi di culture neolitiche in Egitto, due al nord, ai confini del delta, vicino al Fayum e nel Medio Egitto, il terzo a sud, nell'Alto Egitto. E importante notare che, già in questo periodo, il paese presentava due focolari di culture differenti, uno al nord e uno al sud, e questo potrebbe spiegare perché gli egiziani sono rimasti fedeli cosi a lungo alla divisione in due parti del loro paese, anche se, geograficamente, non si tratta di due zone nettamente distinte; tra l'altro, la zona marittima del delta, caratterizzata da un clima mediterraneo, probabilmente non era nemmeno abitata in quest'epoca, quindi la distinzione fra nord e sud era ancora meno giustificata, e si può perciò supporre che abbia avuto origini etniche o semplicemente storiche.

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La storia Egizia - Paleolitico

Generale — Inviato da elgendiart @ 18:21

La storia Egizia - Paleolitico

Per molto tempo si è creduto che l'Egitto non avesse conosciuto "l'età della pietra"; invece, non soltanto è esistito il Neolitico egiziano, ma anche il Paleolitico, anche se è impossibile, allo stato attuale delle conoscenze, vedere qualche legame tra gli occupanti della valle del Nilo durante questo periodo e quelli delle epoche successive. Le condizioni di vita, d'altronde, erano totalmente differenti, il clima non era lo stesso, era più umido e, senza dubbio, più vicino all'attuale clima equatoriale; il Nilo copriva tutta la valle, che ora occupa soltanto a metà, permettendo così di vivere anche nelle zone che adesso sono desertiche. Solo alla fine del Paleolitico il clima ha subito quella degradazione progressiva che ha portato, nel Neolitico, a condizioni di vita molto simili a quelle dell'epoca moderna. Ci sono prove che la valle del Nilo è stata sempre abitata dall'uomo e alcuni studi tenderebbero a dimostrare che gli antenati di questo popolo, in anticipo rispetto agli altri popoli mediterranei, avrebbero coltivato nell'Alto Egitto orzo e grano sin dall'epoca paleolitica (13000 a.C. circa). Questa ipotesi è stata scartata ma sembra comunque sicuro che l'orzo era consumato, se non coltivato, a ovest della valle del Nilo sin dall'VIII millennio a.C..

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Fonti Storiche delle Dinastie Egizie

egitto — Inviato da elgendiart @ 18:14

Fonti Storiche delle Dinastie Egizie

Manetone
Era un sacerdote egizio contemporaneo dei primi due Tolomei. Questi si assunse l'onere di redigere una cronaca dei re egizi della quale, salvo alcuni passi molto rimaneggiati e conservati dallo storico ebreo Giuseppe Flavio (70 d.C.), rimane solo un ingarbugliato riassunto nelle opere dei cronografi cristiani Sesto Giulio Africano (inizio del III secolo d.C.) ed Eusebio (inizio del IV secolo d.C.). Nell'opera di Manetone, dopo il regno attribuito a dei e semidei, tutta la storia egizia era stata suddivisa in trentuno dinastie, che iniziano con Menes e finiscono con la conquista di Alessandro Magno nel 332 a.C.. Nella forma in cui ci è pervenuto il libro è pieno di errori madornali, culminanti nella sequenza dei re della XVIII dinastia i cui nomi nell'esatto ordine cronologico ci è ora noto attraverso le fonti indiscutibili dei monumenti. Di qualche dinastia a volte ci vengono dati solo il numero dei sovrani e la città di origine, così pure i nomi sono spesso distorti in maniera incredibile. Di frequente la durata dei regni è differente nelle due versioni e spesso si scostano in misura notevole dalle cifre definitivamente accertate.

Canone di Torino
Nel cosiddetto Canone di Torino (Papiro dei Re), abbiamo i frammenti di un'attendibile cronaca che non si discosta molto da quella di Manetone. Si dice che questo papiro ieratico risalga pressappoco al regno di Ramses II (1290-1224 a.C.). La cronaca inizia, come quella di Manetone, con i nomi degli dei e dei semidei, ai quali sono attribuiti regni di leggendaria lunghezza. Anche qui Menes è considerato il fondatore della monarchia egizia. Il resto del documento è un semplice elenco dei nomi dei re, ciascuno seguito dal numero di anni di regno; la monotonia è solo a tratti interrotta da un totale che serve a suddividere le dinastie e, sebbene il punto in cui inizia il regno di una nuova famiglia non sempre coincida con Manetone, il numero dei sovrani è più o meno lo stesso nei due documenti.

Tavola di Abido
Questo documento, il più importante elenco di re rinvenuto, è inciso sulle pareti del grande tempio che costituisce uno dei luoghi di maggiore interesse per chi visita l'Egitto. La scena rappresenta il re Sethi I accompagnato dal figlio maggiore Ramses in atto di fare offerte a settantasei antenati non effigiati in persona, ma rappresentati dai cartigli contenenti i loro nomi in scrittura geroglifica; anche qui Menes figura a capo dell'elenco.

Tavola di Saqqara
Fu scoperta nel 1861 in una tomba di Menfi e recava in origine i cartigli di cinquantasette sovrani cui rendeva onore il discendente Ramses II, ma guasti alla parete ne hanno ridotti il numero a una cinquantina.

Tavola di Karnak
Questa tavola, incisa nel grande tempio di Karnak, risale al regno di Tuthmosi III e conteneva sessatun nomi di cui quarantotto ancora leggibili per intero o in parte all'epoca del suo rinvenimento (1825); ma questo elenco, interessante perché cita sovrani omessi dagli altri, ha il difetto di non collocare i re nell'esatto ordine cronologico.

Pietra di Palermo
Si tratta di un importantissimo documento purtroppo diviso in più frammenti. Il frammento principale è chiamato pietra di Palermo dalla città che lo ospita attualmente, ed è un pezzo di diorite dall'aspetto insignificante che non misura più 43 centimetri d'altezza per 30,5 di larghezza. Altri frammenti furono recuperati più tardi e si trovano ora al museo del Cairo. Il testo, inciso sia sul fronte che sul retro del documento, consisteva in un lungo elenco di re, dei nomi delle loro madri, e di anno in anno il livello raggiunto dalla piena del Nilo.

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EGITTO

Generale — Inviato da elgendiart @ 18:00

Geografia e territorio

 

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Situato nell'estremità nord-orientale del continente africano (942.247 kmq) e in una piccola porzione della vicina Asia costituita dalla penisola del Sinai (59.202 kmq) il territorio della Repubblica Araba d'Egitto confina a N con il Mar Mediterraneo, a E con Israele e Mar Rosso, a S con il Sudan (1100 km) e a O con la Libia (1160 km). Nel complesso, il territorio dell'Egitto può considerarsi articolato in regioni ben distinte: la Valle del Nilo che dal Sudan fino al Cairo copre ca.1200 km di lunghezza per una larghezza media che va dai 10 ai 15 km; il Delta, l'antico Basso Egitto, con una linea costiera orlata di lagune; la penisola del Sinai, montuosa ed arida, separata dal resto dell'Egitto dal Golfo e dal canale di Suez; il Deserto Orientale o Arabico, territorio montuoso ed arido compreso fra Nilo e Mar Rosso dove termina con una costa generalmente rettilinea e bassa, interrotta dai promontori di Ras Zeit e Ras Banas; il Deserto Occidentale o Libico che occupa tutta la zona ad ovest del Nilo, arido e sabbioso e che si affaccia al mare con una bassa fascia costiera.

Popolazione

Le caratteristiche etniche degli antichiegizi, essenzialmente camiti, non dovevano essere molto diverse da quelle attuali appartenenti comunque allo stesso ramo dei Libici e dei Berberi. Il tipo più puro di egiziano si ritiene sia rappresentato dai fellahin delle campagne. I beduini costituiscono la grande maggioranza degli oltre 200.000 abitanti della penisola del Sinai; Nubiani si trovano nel sud del Paese. I copti occupano posti importanti nel commercio, nella medicina, nelle arti e nell'amministrazione; gruppi di europei, siriani, armeni, turchi, indiani hanno bassa consistenza numerica ma sono importanti per la vita economica del Paese.

La popolazione egiziana, in forte accrescimento causato da un'altissima natalità, oltre che in un gran numero di villaggi risulta concentrata (40%)nelle grandi città come Il Cairo che ha ormai superato i 12 milioni di abitanti. Più della metà degli egiziani ha meno di 20 anni e più di un terzo è sotto i 12.

Clima

Il clima dell'Egitto ha caratteri desertici mitigati un poco solo sulla costa mediterranea: estrema scarsità o mancanza assoluta di piogge, serenità del cielo, temperatura elevata tutto l'anno, notevoli scarti termici tra giorno e notte. Caratteristica assai temuta del clima egiziano è il khamsin, vento desertico che spira per 50 giorni dopo l'equinozio di primavera provocando un immediato innalzamento della temperatura e, nel deserto, pericolose tempeste di sabbia. Anche sul Mar Rosso il clima è generalmente di tipo desertico, con piogge praticamente inesistenti, spesso ventoso e con elevata escursione termica notturna.

Ora

Al suo arrivo in Egitto il turista italiano deve spostare il proprio orologio avanti di 1 h (quando in Italia sono le 12 in Egitto sono le 13). Durante l'estate anche in Egitto entra in vigore l'ora legale e quindi la differenza rimane la stessa.

Lingua

Lingua ufficiale dell'Egitto è l'arabo. Tra le lingue europee l'inglese è la più diffusa in particolare tra gli operatori turistici, molto meno tra la gente comune; francese e italiano sono compresi e parlati da chi ha a che fare con gli stranieri.

Religione

La maggioranza della popolazione è musulmana di rito sunnita mentre un quinto degli egiziani è copto-ortodosso dipendente dal patriarca di Alessandria. Altre minoranze sono integrate nella comunità nazionale e professano liberamente le loro credenze: sciiti, ortodossi, melchiti, protestanti, cattolici romani ed ebrei.

Storia

Menfi, testa del colosso di Rames II

All'inizio del periodo storico (3200-2920 a.C.) l'Egitto era diviso in due regni, l'Alto Egitto comprendente la Valle del Nilo fino ad Assuan e il Basso Egitto comprendente i territori del Delta. Alto e Basso Egitto furono riuniti da Menes (o Narmer), fondatore della monarchia egizia, intorno al 2850 a.C.. Il periodo che va dalla II alla VI dinastia è denominato Antico Regno (2635-2140 a.C.): è l'epoca delle piramidi di Saqqara (Zoser, III dinastia) e di Giza (Cheope, Chefern e Mykerinos, IV dinastia).

Dopo la VI dinastia, il Paese cadde in 200 anni di anarchia (Primo Periodo Intermedio; VII-X dinastia). Dall'XI alla XIII dinastia, con l'egemonia dei principi di Tebe, si sviluppò il periodo detto del Medio Regno (2100-1150 a.C.; XI-XII dinastia) caratterizzato da un clima fortemente imperialistico. La debolezza delle ultime dinastie favorì l'invasione dell'Egitto da parte di nomadi asiatici chiamati Hyksos (Secondo Periodo Intermedio; 1750-1550 a:C.; XIII-XVII dinastia).

Con il Nuovo Regno (1550-1076 a.C.; XVIII-XX dinastia) l'Egitto raggiunse l'apogeo della sua potenza: le necropoli tebane, i templi di Luxor e Karnak, il tempio di Abu Simbel appartengono a quest'epoca. La fase di ascesa vide faraoni del calibro dei vari Thutmosi, di Amenofi II, di Hatshepsut, unica donna faraone; poi iniziò un progressivo indebolimento che culminò con Amenofi IV/Akhenaton seguace dell'unico dio Aton. Tutankamon (XVIII dinastia) restaurò il culto di Amon, l'antica religione finchè, con la XIX dinastia, si giunse allo splendido periodo dei Ramses.

Dalla XXI alla XXX dinastia la decadenza fu sempre più evidente e culminò nella dominazione assira, persiana e greco romana. Dopo il periodo bizantino (395-640 d.C.), il periodo islamico vide le grandi dinastie degli Omayyadi, Abassidi, Tulunidi, Fatimidi e Ayyubidi (640-1250). Nuova grandezza e prosperità vennero all'Egitto dai sultani mamelucchi mentre gli ottomani imposero al Paese un loro governatore (pascià). Con Napoleone ci fu una "riscoperta" dell'Egitto da parte dell'Europa e nel 1914 l'Egitto diventò protettorato inglese. Solo nel 1953 avvenne il passaggio dalla monarchia alla Repubblica: prese il potere dapprima Nasser poi Sadat che riaprì gli scambi commerciali con l'Occidente. L'attuale Presidente è Hosni Mubarak.

Costituzione

La Repubblica Araba d'Egitto è sorta in seguito alla rivoluzione che abbattè il regime corrotto di re Faruk (1953). Secondo la Costituzione del 1971, il capo di questa Repubblica presidenziale viene eletto dal popolo su proposta dell'Assemblea Nazionale e resta in carica per 6 anni; il Presidente nomina poi i membri del Governo e il primo ministro, propone le leggi e promulga i decreti, detiene il comando supremo delle Forze Armate. L'Assemblea Nazionale detiene il potere legislativo ed è composta da 372 membri eletti ogni 5 anni per suffragio universale. Amministrativamente il Paese è diviso in 25 governatorati.

Situazione politica

Travolto da un colpo di stato, re Faruk fu costretto all'esilio e il 18 giugno 1953 venne proclamata la Repubblica Araba d'Egitto. La lotta per il potere si risolse a favore del colonnello Nasser, fautore di un governo di tipo militar-rivoluzionario. Eletto Presidente egli diede il via al decollo industriale del Paese con la costruzione della diga di Assuan e, di lì a poco, annunciò la nazionalizzazione del Canale di Suez.

L'avvento di Sadat a seguito del fallimento della politica nasseriana segnò un rapido e profondo cambiamento di rotta: l'Egitto si aprì ai capitali stranieri e iniziò una politica di distensione con Israele dopo la Guerra del Kippur e gli accordi di Camp David. Ma la politica di Sadat non diede i frutti sperati e il contrasto sempre più violento terminò con l'assassinio del Presidente. Al suo successore Mubarak l'arduo compito di risanare una situazione economica e sociale difficile conciliando le esigenze del mondo arabo a una politica di pace indispensabile al Paese.

Economia

Saqqara, affresco della mastaba di Merereuka

L'enorme accrescimento della popolazione e la sua concentrazione su un territorio limitato e vincolato da determinati fattori naturali condiziona il recente sviluppo dell'economia egiziana mirante ad accrescere le superfici coltivabili e la produzione agricola, a sviluppare gli scambi commerciali e l'industria. In quest'ultimo ambito si è dato impulso alla siderurgia, alla produzione di cemento e fertilizzanti, all'industria tessile e a quella in grado di esportare i propri prodotti.

In declino le tradizionali fabbricazioni artigianali mentre in progressivo sviluppo è l'industria turistica. La popolazione attiva è al 50% dedita all'agricoltura che appare dominata dalla produzione del cotone, assai ricercato sui mercati mondiali per le sue caratteristiche; seguono la canna da zucchero, i cereali (frumento, riso, orzo), gli ortaggi, i legumi, il lino e il sesamo. Il patrimonio zootecnico, a causa della scarsa disponibilità di pascoli e di foraggi, è assai modesto così come lo sono le risorse minerarie.

Dal Sinai proviene la maggior parte della produzione petrolifera cui si affianca quella di gas naturale, proveniente dai giacimenti del Delta e del Deserto Occidentale e che costituisce la maggiore prospettiva di sviluppo economico per il futuro. Complessivamente il Paese è caratterizzato da un'economia mista dove al controllo statale di alcuni settori di vitale importanza si affianca il capitale privato che controlla piccole e medie imprese.

Festival e tradizioni popolari

Come in tutti i paesi musulmani, le festività religiose seguono il calendario lunare e quindi cadono ogni anno in periodi diversi. Le più importanti festività sono: il Capodanno islamico, la fine del Ramadan, la Festa del sacrificio di Abramo, l'Anniversario della nascita di Maometto.

Come per gli altri cristiani, le due maggiori feste copte sono il Natale e la Pasqua che si celebra 8 giorni dopo quella cattolica. Un giorno di festa molto popolare è il Sham an-Nessim o Festa di primavera che cade il lunedì dopo la Pasqua copta e che è festeggiato con grandi scampagnate.

Feste civili sono il 1° gennaio, il 7 gennaio (Natale copto), il 22 febbraio (Festa dell'Unione), l'8 marzo (Festa nazionale siriana), il 25 aprile, il 1° maggio, il 18 giugno, il 23 e il 26 luglio, il 6 ottobre (Festa nazionale), il 24 ottobre e il 23 dicembre.

Tra i festival più interessanti ricordiamo il Festival dei cammelli del Sinai meridionale che si tiene ad aprile-maggio, il Festival internazionale di danza orientale (luglio, Il Cairo) e il Festival di musica araba (novembre, Il Cairo).

 (Continua)

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Generale — Inviato da elgendiart @ 18:29
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