Andavamo a festeggiare, l’amica single tornata a respirare.
Al ristorante avevamo deciso di iniziare, per inaugurare la libertà da gustare.
Per noi donne il modo preferito è quello davanti a un piatto imbandito.
Era venuto il selenzio d’un pezzo, come sapeva spinar bene il merluzzo.
Quel cameriere con pacco colossale, tanti ormoni faceva stimolare.
Alla domanda cosa ordinate, gli si rispose il tuo pacco colossale.
Son tanti gli elementi, facile intendere se apparenti.
Se son fagotti di fazzoletti, o magnifici fioretti.
La mano è rivelatrice, della misura dell’appendice.
è inutile che dicano basta saperlo usare, ciò che piace è la dimensione eccezionale.
Ci pensiamo noi a trasformare il pugnale, in scettro imperiale.
A far crescere in gioiello, quel che vien chiamato uccello.
Cosa sarebbe il culo o il pettorale, senza l’attrezzo orale.
Come muscolo non è nato, ma più duro può essere trasformato.
E se di viso è orribile, mettigli un sacchetto in testa e diventa passabile.
In tanti modi può essere nominato, ma io preferisco volatile umano.
Non vogliamo respirare, solo la carne vogliamo mangiare.
Questa canzone non femminista, è solo un inno al volatile maschilista.
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