ECONOMIA PROGRAMMATA
Devo ammettere che il titolo dell’argomento l’ho sempre sentito sin da quando oltre trent’anni fa ho iniziato a lavorare nel petrolchimico, tutte le volte che si facevano assemblee o riunioni in stabilimento si parlava sempre che la crescita sarebbe avvenuta solo se si sarebbe messa in pratica una economia programmata.
Oggi a distanza di trent’anni mi rendo conto che probabilmente non è mai stata spiegata bene (oppure è stata spiegata bene e chi in qualche modo avrebbe dovuto favorirne l’applicazione a fatto finta di non capire) Vorrei spiegare come secondo me è stata applicata l’economia programmata a Porto Torres .
In buona sostanza se qualcuno apre una fabbrica per la costruzione di bulloni, e se per caso dovesse andare bene, dopo un mese tutti a costruire bulloni; pertanto alla fine succede che non avendo più stramaledetti buchi dove infilare i bulloni tutte le fabbriche chiudono.
Se si va a controllare nel territorio è esattamente quello che è successo.
Iniziammo negli anni sessanta /settanta quando non avevamo professionalità per il petrolchimico, tutti ci buttammo nelle cooperative di servizio (le famose carovane), ne veniva costituita una al mese , alla fine dopo poco più di un decennio chiusero tutte, tranne qualcuna politicamente forte.
Negli anni settanta /ottanta quando cominciammo a capire che cosa fosse un tubo o una lamiera ma soprattutto, quando da buoni Portotorresi ci convincemmo di aver acquisito la professionalità, tutti ad aprire officine meccaniche bastava un numero di partita IVA ed una vettura possibilmente Alfa Romeo e si diventava imprenditori e tutti metalmeccanici.
Negli anni ottanta /novanta il petrolchimico va in crisi e quindi si cominciò sulla strada del granito, in poco tempo si vedevano questi capannoni enormi, sicuramente con finanziamenti pubblici, tutti a lavorare granito, ma quanto cazzo di granito serviva nel mondo? Per farla in breve anche questo fu un sogno.
Potrei continuare a fare esempi, ma non credo sia il caso.
Di una cosa sono certo assumendomene tutta la responsabilità, la colpa non è di chi si improvvisava imprenditore ma di quei politici locali, o presunti tali, i quali e vero che davano una mano ad ottenere i finanziamenti necessari ma e anche vero che non indirizzavano gli imprenditori sulle giuste scelte, perché loro hanno sempre parlato di economia programmata ma non hanno mai capito una sega di cosa volesse dire, il loro interesse era creare posti di lavoro se poi duravano un mese o un anno non era un loro problema, l’importante era racimolare voti per garantirsi lo stipendio Comunale.
CHE VERGOGNA
Ma la cosa più triste di questa polemica è che quello che io in maniera molto elementare ho scritto è noto a tutti tranne ai politici, che ancora oggi non studiano un piano per poter finalmente mettere in pratica sto cazzo di economia programmata e far si che mettendo insieme tutti i componenti di costruzione di ogni azienda si possa realizzare una grande opera.
CHISSA SE SONO RIUSCITTO AD ESSERE CHIARO devo ammettere che con tutto quello che si legge sulla stampa locale un pò di confusione ce l’ho anche io.
