LA LEGGENDA DI CABU DI LEGNA (finalmente)
3° Puntata
Il Sig. Cabu di Legna, oggi potrebbe essere un signore benestante, con un' età compresa fra i 60 e 65 anni, non è altro che un impresario edile baciato dalla fortuna (se così vogliamo chiamarla) di circa quaranta anni fa.
Cabu di Legna nasceva da una famiglia piuttosto numerosa, e pare fossero tutti maschi , la famiglia a quei tempi risultava essere scarsa di risorse economiche e culturali, come d’altronde il 95% delle famiglie di quel periodo, pertanto potrei dire un fatto comune.
Il Sig. Cabu di legna, nell’età adolescenziale iniziò la sua carriera lavorativa nei vari cantieri della Città, come “ carra cantoni” (blocchi di tufo da circa 50 kg.) era dunque un ragazzotto forte, e con un bel fisico da palestrato, anche se, a quei tempi l’unica palestra era quella del pugilato, che comunque lui non la frequentava, lui era un timido e parlava poco (anche oggi), in compenso lavorava come un dannato e quindi tutti gli volevano bene , ma!! Soprattutto, gli voleva bene un imprenditore con il vizietto alla Lelle Mora, a quei tempi la cosa suscitava molto scalpore, e tutto l’ambiente ne parlava, premesso che, forse non c’era niente di vero, però questo e quello che si raccontava .
Poi fece molto scalpore il fatto che, negli anni dal 1965 al 1970 lui esplose come imprenditore, e non, facendo muri di recinzione o piccoli interventi , ma, con dei lavori importanti, questo fatto fece crescere ancor di più il dubbio fra la gente, naturalmente, poi come tutte le cose passo in secondo piano, in quanto Cabu di Legna conobbe una bella ragazza e si sposò, mettendo al mondo dei figli.
Questo vuole essere un esempio molto crudo, per manifestare al meglio cosa si doveva fare per progredire sia economicamente, che nella vita sociale.
Ovviamente il nome ed il contenuto non è riconducibile a nessuno, in quanto frutto della mia fantasia.
(a meno che qualcuno non ci si riconosca)In quel periodo a porto Torres ci fu, l’invasione dei forestieri, i così detti Continentali, i quali arrivavano dai posti più disperati d’Italia, però!! Quando arrivavano in Sardegna, bisognava solo vederli, Mamma mia!!quante arie, la cosa che più ci divertiva è che, quando parlavamo ci dicevano di non capire il Sardo, se è per questo neanche noi capivamo il Sardo, in quanto parlavamo in Italiano, magari sbagliando i congiuntivi , però sempre Italiano era, Il vero problema è che, ancora oggi, questi Signori non dicono due parole in croce di italiano, figuriamoci all’ora.
I Continentali li riprenderemo nella prossima puntata (ci sarà da ridere)