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Gavino Petretto

LA LEGENDA DELL’ INVASIONE DEGLI ITALICI

Generale — Inviato da gavinop @ 19:17
 

Correva l’anno 1970 ( circa),

In quel periodo subivamo l’invasione dei forestieri i così detti (CONTINENTALI) arrivavano con la nave della TIRRENIA, tutti i giorni ne arrivava una  piena. A quei tempi io ero un ragazzo poco più di un adolescente, e mi ricordo queste figure spavalde che arrivavano a Porto Torres, alcuni con la valigia di cartone legata con lo spago, altri con gli scarponi legati a filo di ferro, e comunque tutti disperati in cerca di fortuna , ma!! Loro pensando di essere arrivati in una regione dell’africa, si sentivano importanti, anche se alcuni di loro hanno conosciuto il gabinetto dentro casa,  in Sardegna,  e pur vero che alcuni di questi ci hanno insegnato a lavorare, le tecniche della saldatura ed altro ancora, ma l’ottanta per cento erano dei manovali peggio di noi, e la cosa più triste è che non sapevano parlare in Italiano, e quando noi non li capivamo , si incazzavano come bestie, noi giustamente ci mettevamo a ridere, e quando noi ridevamo loro pensavano che eravamo degli idioti. (Cose da pazzi), per farla in breve , riuscimmo ad imparare prima, noi i loro dialetti, che loro l’Italiano, era l’unico modo per comunicare.

In quel periodo eravamo molto ospitali con gli stranieri, pertanto venivano ospitati nelle nostre case, e eravamo talmente ignoranti che, ci sentivamo fieri di averli come amici, soprattutto le ragazzine di allora,(oggi donne grandi) però a quei tempi!! Volete mettere, una che si sposava con un continentale, anche se mezzo scemo ma!! Con un accento diverso, e bhe!! Era tutta un’altra musica.

Mi ricordo che nel 1973 circa, iniziai a lavorare all’interno del petrolchimico, allora SIR, per tornare al ragionamento di prima, ogni giorno in cantiere ci dovevamo subire i commenti poco galanti dei continentali, i quali quotidianamente si vantavano di castigare sessualmente, questa o quell’ altra ragazza, Voi non potette immaginare quanto io potessi soffrire, considerando la mia giovane età, io li vedevo come degli idioti e non riuscivo a capire come mai tutte gli cadevano ai piedi.

 

Comunque gli anni passavano e i forestieri cominciarono a dimezzarsi, insomma ci fu una specie di selezione naturale, alcuni si accasarono in Città, sposando alcune ragazze del posto, tanti sono delle belle persone, che si sono integrate benissimo nella comunità, soprattutto sposando delle ragazze per bene, altri (quelli più spavaldi ) provate ad immaginare con quali ragazze si sono sposati?? Si!! Avete indovinato, proprio con quelle ragazze di cui si vantavano di castigare, o che le avevano sottratte a qualche bel ragazzotto del posto.

Siamo sicuri che abbiano fatto un buon affare???

 

Adesso qualcuno penserà che io abbia dei rancori nei confronti degli Italici, Vi assicuro che non è così, ho solo raccontato quello che succedeva, ed aggiungo che oggi a distanza di tanti anni, riesco a capire perché erano così spavaldi,  in effetti ancora oggi l’unica cosa che ci distingue dal terzo mondo è che,

 NON CI LANCIANO GLI AIUTI UMANITARI CON L’ELICOTTERO. 

Perché per il resto ci siamo, ma la cosa più triste di tutto e che, oggi siamo noi gli spavaldi, convinti di aver capito tutto.

 Consiglio un po’ di riflessione da parte di tutti, prima che anche noi diventiamo Italici.

MARATONA DI ROMA

Generale — Inviato da gavinop @ 18:52

 Preview

Con grande soddisfazione ho corso la maratona di Roma la quale mi ha dato tre grandi soddisfazioni e purtroppo una grande delusione.

 

1° soddisfazione: Ovviamente è quella di essere riuscito a prepararmi atleticamente per poter correre 42.195 Km. Se consideriamo che, il mio medico sportivo è un geriatra.

 

2° soddisfazione: è quella di aver corso tutta la maratona in un tempo di  03:52:49 quindi abbattendo il muro delle 4 ore e migliorando il mio personale , conseguito a Roma nel 2006 che era di 04:00:24.

 

3° soddisfazione: Se avete notato alla partenza si reggeva uno striscione con la scritta (LIBERATE DANIELE) L’idea di essere uno dei 15.000 che in qualche modo chiedevano la liberazione del nostro connazionale mi rendeva fiero, ancor di più lo sono stato quando Lunedì ho appreso la notizia del rilascio di Daniele, è ovvio che non è stato liberato perché 15.000 anime lo hanno chiesto, però e bello pensarlo, ti fa sentire bene.

 

Adesso veniamo alla delusione , come tutti ben sapete, dal mese di Settembre del 2006 un nostro conterraneo è in mano a dei banditi che lo hanno sequestrato,  ed è già un  pò di tempo che se ne parla sempre meno. La delusione maggiore me la da il Governo (o chi lo rappresenta), o meglio ancora,  le leggi che probabilmente sono fatte male.

Quando ci fu il sequestro di Titti Pinna, le autorità applicarono immediatamente il protocollo, bloccando i beni della famiglia, per evitare che i sequestratori potessero in qualche modo averla vinta, e soprattutto per evitare di creare un precedente che ci renda tutti vulnerabili nei sequestri anche per piccole  somme,  questo ci hanno raccontato, e noi Sardi (Popolo ubbidiente) ci crediamo.

Però io credo che ci sia qualcosa che non va bene , e che ci fa un po’ incavolare, perché, per Daniele non solo non è stato usato lo stesso protocollo, ma , addirittura si e mobilitato tutto il Governo, dando in cambio per la liberazione cinque terroristi pericolosi , che a loro volta potranno sequestrare altri Italiani, visto che noi siamo i più remunerativi, e forse hanno dato anche del denaro, e comunque stiamo parlando di uno che se l'é cercata, a differenza del nostro Titti che aveva solo la pretesa di dare da mangiare il bestiame.

 

Questi sono i fatti.

Adesso ognuno faccia la propria considerazione, io la mia me la sono fatta.

 

CHE VERGOGNA!!!  

 

 


MARATONA DI ROMA

Generale — Inviato da gavinop @ 09:43

Cari amici (insomma quelli che ogni tanto entrate a curiosare nel mio blog) purtroppo per questa settimana non ci saranno nuovi articoli in quanto sto completando la preparazione atletica per la maratona di Roma, che si svolgerà Domenica  18 Marzo, dopo il mazzo che mi sono fatto a prepararla, spero di ottenere dei buoni risultati, ovviamente i miei buoni risultati sono comunque quelli di un amatore di 52 anni che corre da tre anni e mezzo, prima di allora non avevo mai corso neanche un centimetro, pertanto fate voi le vostre considerazioni.

 

Questa sarebbe la mia quarta maratona, è la seconda a Roma,  devo dire che comunque l’emozione e tanta, e trovarsi in mezzo a circa 16.000 atleti di tutte le età ma soprattutto di tante nazioni, in più mettici che comunque corri a Roma in uno scenario unico al mondo, Bhe !!  credetemi e una sensazione meravigliosa.

 

Spero che  altri come me, inizino a correre, credetemi e possibile per tutti, basta pensare che quando avevo deciso di iniziare a correre, circa tre anni fa, mi ricordo che mi alzai presto mi misi le scarpe da ginnastica e mi  incamminai per la strada, dopo esattamente cento metri sono crollato al suolo distrutto, a quel tempo fumavo circa 30 sigarette al giorno, potete immaginare , ad ogni colpo di tosse venivano fuori i pacchetti di sigarette, a quel punto ho capito che, non andava bene.

Mi misi di impegno ed iniziai a correre facendo piccole distanze, con pause programmate, fino ad arrivare a coprire distanze da 5 km , per poi allungare progressivamente, seguendo una tabella di   Orlando Pizzolato  (scaricata da internet) fino ad arrivare a portare a termine la maratona di km 42 ,195  in un tempo di 04:02:28 ovviamente capisco che non è un gran chè, e solo per dimostrare che lo possono fare tutti(se lo vogliono) Sapete cosa pensavo quando vedevo le persone correre per le strade?? Ma è possibile che non abbino altro di più importante  da fare?? e quando li vedevo sotto la pioggia, pensavo: ma guarda sto scemo.

 

Adesso lo scemo sono io, però sono felice di averlo fato,  soprattutto perché ho smesso di fumare.

 

VI AGGIORNERO’ al mio rientro


IL TRENO DEI DESIDERI

Generale — Inviato da gavinop @ 14:41
 

Adesso qualcuno penserà che, vi voglio parlare della trasmissione televisiva della Clerici, ma non è così, anche se  dopo   tutto quello che è successo negli anni a Porto Torres, a proposito di treni,  penso proprio che la Clerici abbia preso spunto da Porto Torres  per intitolare la sua trasmissione.

 

Ma veniamo all’ultima trovata degli uomini più intelligenti del mondo, (quelli che amministrano  Porto Torres), alle volte penso che certe cose le studino apposta per fa si che la gente ne parli, ed aggiungo che , più che pensarlo  lo spero, provate ad immaginare se questae cazzate le fanno con convinzione? “siamo messi male”.

 

Parliamo del passaggio a livello di Via ponte Romano.

Quando arriva il treno da Sassari, giustamente il passaggio a livello si chiude, e fin qua, niente di anormale,  la cosa strana,  ma più che strana  che un po’ rompe i coglioni  sto cazzo di treno, che  si ferma venti metri più avanti, proprio di fronte all’ingresso della stazione marittima provvisoria.

 

LA STAZIONE MARITTIMA     struttura realizzata nel 2001, ancora oggi utilizzata solo ed esclusivamente per incontri culturali, e mostre di ogni genere, ma anche questo non è un problema, dal momento che,  sicuramente non sarà nè la prima e nè l’ultima,  di struttura pubblica ad essere usata per scopi sociali e comunque diversi da quelli originari.  

ma la cosa che mi chiedo è, ma per sto cazzo di incontri culturali, tutta sta gente arriva in treno  da Sassari?? .

 

Ho notato in più occasioni che, dal treno scendono due o tre disperati (perché oggi giorno con il servizio che offrono le ferrovie solo de disperati prendono  il treno), questi sono costretti a tornare indietro di venti metri per poi raggiungere le proprie destinazioni , in quanto non ci fanno nulla davanti ad una struttura dimenticata da DIO.

 

Allora io mi chiedo?  Che sia una strategia per far si che tutti i passeggeri del treno possano ammirare la struttura, o forse permettere ai passeggeri di usufruire dei servizi della struttura marittima, dal momento che la stazione ferroviaria essendo inutilizzata, da l’impressione per chi arriva per la prima volta di trovarsi, in una Città vittima di  un attacco nucleare, o meglio ancora cercano di dimostrare che,  lo scempio compiuto tanti anni fa sventrando un parco archeologico per far passare la ferrovia,  si stata un’idea giusta,  come quella della ferrovia del petrolchimico, oppure vogliono dimostrare che la stazione marittima serve a qualcosa?.

 

Ovviamente tutte queste domande non avranno mai risposte, almeno fino a quando,  continueremo ad essere amministrati da personaggi , che gestiscono la Città senza tener conto delle esigenze dei Cittadini ,  detto questo non ci aspettiamo chissà che cosa, però vi prego,  limitate le rotture di Coglioni a questi cittadini, che già  hanno i loro problemi.

 

Un Consiglio, se volete che in Città, tutto funzioni bene , non toccate nulla e  lasciate tutto come lo avete trovato.

Almeno evitate di fare danni.


LA LEGGENDA DI CABU DI LEGNA (finalmente)

Generale — Inviato da gavinop @ 16:15

                                                                            3° Puntata

 

Il Sig. Cabu di Legna, oggi potrebbe essere  un signore benestante,  con un' età compresa fra i 60 e 65 anni, non è altro che un impresario  edile baciato dalla fortuna (se così vogliamo chiamarla) di circa quaranta anni fa.

 

Cabu di Legna nasceva da una famiglia piuttosto numerosa, e pare fossero tutti maschi , la famiglia a quei tempi risultava essere scarsa di risorse economiche e culturali, come d’altronde il 95% delle famiglie di quel periodo, pertanto potrei dire un fatto comune.

 

Il Sig. Cabu di legna,   nell’età adolescenziale  iniziò la sua carriera lavorativa nei vari cantieri della Città, come “ carra cantoni” (blocchi di tufo da circa 50 kg.) era dunque un ragazzotto forte,  e con un bel fisico da palestrato,   anche se,  a quei tempi l’unica palestra era quella del pugilato, che comunque lui non la frequentava,  lui era un timido e parlava poco (anche oggi), in compenso lavorava come un dannato e quindi tutti gli volevano bene , ma!! Soprattutto, gli voleva bene  un imprenditore con il vizietto alla Lelle Mora, a quei tempi la cosa suscitava molto scalpore, e tutto l’ambiente  ne parlava, premesso che,  forse non c’era niente di vero, però questo e quello che si raccontava .

 

Poi fece molto scalpore il fatto che, negli anni dal 1965 al 1970 lui esplose come imprenditore, e non, facendo muri di recinzione o piccoli interventi , ma, con dei lavori importanti, questo fatto fece crescere ancor di più il dubbio fra la gente, naturalmente, poi come tutte le cose passo in secondo piano, in quanto  Cabu di Legna conobbe una bella ragazza e si sposò, mettendo al mondo dei figli.

 

Questo vuole essere un esempio molto crudo, per manifestare al meglio cosa si doveva fare per progredire sia economicamente, che nella vita sociale.

 

Ovviamente il nome ed il contenuto non è riconducibile a nessuno, in quanto frutto della mia fantasia.

 (a meno che qualcuno non ci si riconosca)  

 In quel periodo a porto Torres ci fu, l’invasione dei forestieri, i così detti Continentali, i quali arrivavano dai posti più disperati d’Italia, però!! Quando arrivavano in Sardegna, bisognava solo vederli, Mamma mia!!quante arie, la cosa che più ci divertiva è che, quando parlavamo ci dicevano di non capire il Sardo, se è per questo neanche noi capivamo il Sardo, in quanto parlavamo in Italiano, magari sbagliando i congiuntivi , però sempre Italiano era, Il vero problema è che, ancora oggi, questi Signori non dicono due parole in croce di italiano, figuriamoci all’ora.

 I Continentali li riprenderemo nella prossima puntata (ci sarà da ridere)   

Risposta al commento di sconcia giochi. del 21/febbraio

Generale — Inviato da gavinop @ 14:55

Egregio sig. Sconcia Giochi.

 

Io non so chi lei possa essere, e onestamente non capisco perché sta nell’anonimato.

 

 Vorrei precisare che il suo commento e stato cancellato in quanto troppo politico , come già spiegato nella mia intitolata COMMENTO del 13 Febbraio.

 

Lei dice di conoscermi di fama, mi viene da ridere perché l’unica cosa che mi spinge a scrivere queste cazzate è proprio dovuta al fatto che io ho sempre sofferto la fame e non la fama.

 

Lei mi definisce un simbolo di imprenditore,  a parte il fatto che,  io sono semplicemente un dirigente di azienda e non un imprenditore, il merito del mio “successo” va sicuramente attribuito ai proprietari della azienda per la quale io lavoro.

 

Per farla in breve a me non piacciono tutti  questi complimenti che lei mi fa, anche perché come già spiegato questo blog non serve ad esaltare le qualità di nessuno, ne tanto meno le mie, ma lo definirei in blog di satira e critica (con un po’ di ironia) nei confronti di tutti quelli che si arrogano il diritto di amministrarci, e che poi fondamentalmente non sanno neanche amministrare il proprio portafoglio.

 

Spero che lei comprenda e non si offenda, in quanto non è sicuramente questo il mio intento.

 

La prego di continuare a commentare, su tutti gli argomenti, mi farebbe piacere,  l’importante è seguire lo spirito del mio blog  


LA FONTANA DI BABELE

Generale — Inviato da gavinop @ 17:27

Avrei tanto voluto non ritornare sull’argomento della fontana, ma purtroppo sono costretto a farlo, dal momento che per arrivare in Città sono costretto passarci davanti tutti i giorni.

 

Intanto mi devo complimentare con il commento di cacasenno,” lo sottoscrivo in pieno”.

 

Io capisco che tutti hanno diritto di lavorare , tanto più quelli che tutte le mattine trovo a lavorare su quella rotonda, pensate che quando gli ho visti la prima volta da lontano tutti vestiti di arancione , il mio primo pensiero è stato: ma non avranno messo davvero i nani? Poi avvicinandomi ho capito che erano persone che lavoravano .

 

Adesso io mi domando , ma non sarebbe ora di finirla con questa pagliacciata ? se proprio devono impegnarli a lavorare per via di qualche scambio di voto, ma che li  mandino da un’altra parte, anche perché  credo che ci sia solo l’imbarazzo della scelta, dal momento che questa Città è tutto un casino, ha ma certo che stupido! Sulla rotonda li vedono tutti, e quindi pensano : ma guarda come sono ordinati e puliti a Porto Torres, mentre invece nelle zone a bassa densità di traffico, chi se ne frega, anzi continuiamo a scaricare di tutto dalle lavatrici ai frigoriferi, addirittura anche dei bagni chimici.

Però li il forestiero non ci passa, pertanto va bene così.

 

AVVISO a tutti i cittadini di Porto Torres.

 

Se avete dei materassi pisciati, non dovete vergognarvi, metteteli pure nei pressi dei cassonetti di Città, non scaricateli in campagna come dei ladri nella notte, perché li ci rimangono decenni, o meglio, finchè non risulterà finita la      FONTANA DI BABELE  


PIAZZA VERDI

Generale — Inviato da gavinop @ 15:07

                                                                               2° puntata

 

Correva l’anno 1965 circa, la Città di Porto Torres in quel periodo era per lo più concentrata al centro, dove ancora oggi si vedono alcune abitazioni  di quel periodo, altre invece sono state sostituite da nuove costruzioni di dubbio gusto, i quartieri oggi popolarissimi tipo: Viale delle Vigne; Villaggio satellite; Villaggio Verde, Oleandro; li Lioni ed altri non esistevano proprio,  La via Ettore Sacchi la stavano asfaltando e dove oggi si trova il Distributore della IP c’era  una grossa buca di discarica, la maggio parte delle strade erano sterrate, tanto è, che era solito vedere per le strade dei cumuli di pietre scaricate dalle TUMBARELLE,  e un gruppo di persone ,( solitamente anziane) sedute per terra con del cartone, i quali con una piccola mazzetta spaccavano le pietre, per poi riempire le buche che si creavano con le piogge o con il passaggio dei carri, se non ricordo male l’unica strada asfaltata risultava la Via Sassari, tra l’altro con un catrame diverso da quello che si usa oggi, in estate con il calore del sole diventava piuttosto morbido.

Nel mio quartiere il traffico non esisteva proprio, tranne la sera al rientro dei carro matto  (carro trainato da cavallo con quattro ruote di cui due sterzanti) i quali venivano presi di assalto da noi ragazzi,  attaccati dietro per un tratto fino alle stalle, situate in piazza Verdi , Piazza Verdi era una piazza di circa sessanta metri per venti in terra battuta, che da  un lato confinava con la via  Sassari i resto da file di case basse e vecchie, sull’estremità alta c’era una fontana circondata da quattro alberi  di cui uno grosso e tre piccoli, la fontana  veniva utilizzata dalla comunità per l’ approvvigionamento dell’acqua (quando c’era) e dissetare i cavalli, per dissetare i cavalli mettevano un grosso secchi per terra ed aprivano il rubinetto, erano talmente assetati che il secchio non si riempiva mai. Ma torniamo alla piazza la quale più che una piazza per noi era un po’ come un pianerottolo condominiale, in quanto ci si svolgevano tutte le attività  di una comunità ad esempio, per noi ragazzi era il campo di giuoco:

si cercava di fare delle squadre di calcio quando si recuperava il pallone, (quasi mai) solitamente chi possedeva il pallone si arrogava il diritto di decidere chi giocava, anche se di solito  era sempre il più sfigato, allora se veniva escluso qualcuno succedeva il casino e la partita finiva anzi tempo.   Un’altro giuoco molto diffuso era quello dell’acetilene, il quale consisteva nel far saltare per aria dei barattoli, per fare questo, bisognava recuperare delle pietre di carburo, (a quei tempi abbastanza comune, si usava per le lampade) si praticava una nicchia per terra, si riempiva di acqua, poi  si mettevano a bagno le pietre di carburo le quali iniziavano a friggere, a quel punto si prendeva un barattolo, tipo pelati  e si praticava un foro dal lato chiuso,  si poggiava sulla nicchia e si chiudeva ermeticamente con il fango, dopo di ché si appoggiava la fiamma sul foro praticato precedentemente, e se il barattolo era saturo di gas saltava per aria altrimenti si accendeva una fiammella, a quel punto bisognava ripetere  il tutto.

La domenica di solito si sentiva un’aria di festa, non perché c’era qualcosa  da festeggiare ma semplicemente perché nella piazza condominiale succedeva questo:

Chi aveva la radio, la sintonizzava sul canale rai Sardegna il quale trasmetteva canzoni in Sardo per tutta la mattina , e ovviamente chi possedeva la radio la metteva a tutto volume per esibire la loro emancipazione, altra cosa caratteristica della domenica era l’odore dell’arrosto che si cucinava per strada con il braciere, alle volte erano sardine , altre volte  zerri oppure zimino ma comunque piatti poveri, del tipo tanto fumo e niente arrosto.

Le attività della comunità del quartiere erano le più normali di quel periodo, se non mi ricordo male c’erano alcuni che lavoravano al porto, qualche muratore il calzolaio , mio padre falegname qualcun’altro lavorava in campagna come bracciante,  poi c’erano quelli che lavoravano a chiamata , per meglio specificare al porto o in Comune  solo quando necessitavano,  altrimenti cacciavano e pescavano di frodo, insomma si arrangiavano come potevano. Poi c’era sig. Gavino che aggiustava le biciclette, anche se non erano in tanti ad averla però lui oltre al quartiere serviva anche il resto della Città, c’era un  negozio di generi alimentari che era gestito da due coniugi di Sennori, eco perché  si diceva (vai da lu Sinnaresu a piglia lu pani)

I pagamenti avvenivano a libretto, il libretto solitamente era nero, probabilmente per manifestare meglio la situazione economica dell’individuo, una delle attività più prolifere era sicuramente LU VINDIOLU (bettola) perché,  nonostante la miseria alla sera tutti gli uomini, all’uscita del lavoro facevano la prima sosta alla bettola a bere vino e mangiare uova bollite con il sale,  ovviamente più uova mangiavi e più si tracannava.  Quindi ad una certa ora si poteva notare nell’oscurità  delle strade queste ombre barcollanti da una parte all’altra, i personaggi erano i più singolari , c’era chi cantava a squarcia gola sempre la stessa frase (FORZA TURRIS ALE) altri che se la facevano addosso ancora prima di arrivare a casa, quelli più fortunati gli accompagnavamo noi ragazzi, tutti in gruppo  a sorreggerli ,  ma soprattutto per vedere la moglie che quando si presentava sull’uscio, lo agguantava per il bavero della giacca e lo scaraventava dentro, ovviamente non per cattiveria ma per evitare l’imbarazzo, premetto che questa situazione apparteneva al novanta per cento delle famiglie.

 

Avevo promesso di parlare di CABBU DI LEGNA ma pur sintetizzando al massimo non sono riuscito a descrivere il quartiere in due parole.

 

Spero di riuscire in futuro a sintetizzare ancora di più per far si che non diventi troppo palloso il racconto.


QUARANTA ANNI DI STORIA TURRITANA RACONTATI DA UN COMUNE CITTADINO

Generale — Inviato da gavinop @ 11:38
 

PORTO TORRES

 

                                                                        1° PUNTATA

 

Premessa:

Cari Amici l’idea di scrivere questo racconto nasce da un fato molto comune a tutti e cioè:  raccontare tutto quello che ci si ricorda  in maniera molto ironica più o meno come si fa quando ci si riunisce per gli spuntini, per rendere la cosa più divertente userò nomi di fantasia e cercherò  di condire con  simpatia i vari racconti.

 

L’adolescenza:

Il ricordo degli anni tra il 1965 e il 1970 e quello di una Città che si stava  preparando all’industrializzazione, ovviamente solo con il pensier,  perché  ancora in quel periodo nei vari quartieri popolari della Città, la miseria ed il degrado erano piuttosto evidenti , basta pensare che al vecchio mercato alle volte i ragazzi facevano a cazzotti per un tronco di cavolo, oppure quando le rare volte che si riusciva ad avere per merenda un panino con la mortadella era meglio mangiarlo in casa  e non per strada perché  si rischiava di rimanere a digiuno.  Oggi vediamo le persone scandalizzate per il lavoro minorile ed assistiamo a programmi  TV dove gli intellettuali condannano pesantemente i paesi del terzo mondo per lo sfruttamento minorile, e fanno vedere le immagini di bambini che confezionano palloni di calcio.

Nel quartiere dove abitavo io (che purtroppo non esiste più  poiché è stato trasformato in parco) si  iniziava a lavorare a dieci anni subito dopo la quinta elementare, se per caso non prendevi la licenza elementare  per quella età, andavi comunque a lavorare e la quinta elementare si prendeva con la scuola serale, il lavoro che si andava a fare non era sicuramente cucire palloni, ma fare il manovale muratore, quindi portare calce sulle spalle tutto il giorno, tanto è che se non avevi la casciaddina (escoriazione da caldarella) non eri considerato un buon lavoratore, ma soprattutto dovevi iniziare a fumare a dieci anni se volevi far parte dei duri. Gli impresari di allora erano una diecina , mi ricordo di due fratelli oggi molto ricchi ma allora agli inizi, quando andavi a prendere lo stipendio settimanale ti accoglievano in una casa senza mobili o quasi,  buia e con il soffitto di canne, l'immagine e di un uomo seduto  su di una poltrona a fiori tutta consumata (modello discarica ) che per darsi ancor di più importanza, si mettevano la vestaglia da camera bordò con il cordino a frange (che squallore )   

In quel periodo cresceva notevolmente la richiesta di nuove abitazioni  poiché l’economia era in crescita  grazie al petrolchimico pertanto dato che i primi impresari erano ormai diventati benestanti, per fare i piccoli lavori occorrevano nuovi impresari, eco che entrarono in azione le leve nati dal 1948 al 1950 e con questi comincia l’era imprenditoriale di cui ancora oggi ne stimo pagando le conseguenze.

Come sono cambiate le cose, oggi per essere impresario edile e sufficiente avere il numero di partita I.V.A. un Mercedes, due telefonini, e possibilmente al sabato mattina frequentare la piazza del Comune per i commenti. Allora era un pò più semplice perché  dovevi avere l’automobile,  minimo la cinquecento Fiat oppure la SIMCA, dopo di che un elmetto bianco da mettere sul ripiano del lunotto  un metro di legno ed un blocco notes da esibire sui sedili  posteriori, al quel punto eri impresario,

 

Fine della prima puntata:

 

Nella prossima puntata vi parlerò di un impresario che chiameremo CABU DI LEGNA .

 

Vi prego di non giudicare come scrivo poiché anche io faccio parte di quei ragazzi di cui sopra.


COMMENTI

Generale — Inviato da gavinop @ 16:52
VORREI PRECISARE LO SCOPO DI QUESTO BLOG.ho notato che l'ultimo commento su ECONOMIA PROGRAMMATA non è stato firmato e per lo più aveva uno sfondo tropo politico, questo e stato il motivo della cancellazione.Ci terrei a precisare che lo scopo di questo BLOG è semplicemente poter sfogare in scrittura e con un pò di ironia le cose che secondo noi non vanno bene in questa Città e/o in campo Nazionale.Non pensavo e non voglio minimamente accettare COMMENTI filo politici ma sopra tutto senza nessuna vena ironica, altrimenti ci mettiamo a fare politica assieme ai gia tanti convinti di essere politici.Spero di ricevere sempre tanti commenti, anche perché è un modo come un' altro per sdrammatizzare e per prendere  per il Cu... i politici cosi detti (gli uomini più intelligenti del mondo)  

 


ECONOMIA PROGRAMMATA

Generale — Inviato da gavinop @ 17:16
 

Devo ammettere che il titolo dell’argomento l’ho sempre sentito sin da quando oltre trent’anni fa ho iniziato a lavorare nel petrolchimico,  tutte le volte che si facevano assemblee o riunioni in stabilimento si parlava sempre che la crescita sarebbe avvenuta solo se si sarebbe messa in pratica una economia programmata.

Oggi a distanza di trent’anni mi rendo conto che probabilmente non è mai stata spiegata bene (oppure è stata spiegata bene e chi in qualche modo avrebbe dovuto favorirne l’applicazione a fatto finta di non capire) Vorrei  spiegare come secondo me è stata applicata l’economia programmata  a Porto Torres .

In buona sostanza se qualcuno apre una fabbrica per la costruzione di bulloni, e se per caso dovesse andare bene, dopo un mese tutti a costruire bulloni;  pertanto alla fine succede che non avendo più stramaledetti buchi dove infilare i bulloni tutte le fabbriche chiudono.

Se si va a controllare nel territorio è esattamente quello che è successo.

Iniziammo negli anni sessanta /settanta quando non avevamo professionalità per il petrolchimico, tutti ci buttammo  nelle cooperative di servizio (le famose carovane),  ne veniva costituita una al mese , alla fine dopo poco più di un decennio chiusero tutte, tranne qualcuna politicamente forte.

Negli anni settanta /ottanta quando cominciammo a capire che cosa fosse un tubo o una lamiera ma soprattutto, quando da buoni Portotorresi ci convincemmo di aver acquisito la professionalità, tutti ad aprire officine meccaniche bastava un numero di partita IVA ed una vettura possibilmente Alfa Romeo e si diventava imprenditori e  tutti metalmeccanici.

Negli anni ottanta /novanta il petrolchimico va in crisi e quindi si cominciò sulla strada del granito, in poco tempo si vedevano questi capannoni enormi, sicuramente con finanziamenti pubblici, tutti a lavorare granito, ma quanto cazzo di granito serviva nel mondo? Per farla in breve anche questo fu un sogno.

Potrei continuare a fare esempi, ma non credo sia il caso.

Di una cosa sono certo assumendomene tutta la responsabilità, la colpa non è di chi si improvvisava imprenditore ma di quei politici locali, o presunti tali, i quali e vero che davano una mano ad ottenere i finanziamenti necessari ma e anche vero che non indirizzavano gli imprenditori sulle giuste scelte, perché loro hanno sempre parlato di economia programmata ma non hanno mai capito una sega di cosa volesse dire, il loro interesse era creare posti di lavoro se poi duravano un mese o un anno non era un loro problema, l’importante era racimolare voti per garantirsi lo stipendio Comunale.

 

CHE VERGOGNA   

 

Ma la cosa più triste di questa polemica è che quello che io in maniera molto elementare ho scritto  è noto a tutti tranne ai politici, che ancora oggi non studiano un piano per poter finalmente mettere in pratica sto cazzo di economia programmata e far si che mettendo insieme tutti i componenti di costruzione di ogni azienda si possa realizzare una grande opera.

 

CHISSA SE  SONO RIUSCITTO AD ESSERE CHIARO   devo ammettere che con tutto quello che si legge sulla stampa locale un pò di confusione ce l’ho anche io. 


LA FAVOLA DELLA FONTANA

Generale — Inviato da gavinop @ 16:05

Finalmente possiamo chiudere il caso della fontana, grazie a cacasenno abbiamo scoperto che fine ha fato la fontana , ma la cosa più importante e che veramente in questa città stiamo vivendo un cartoni animato, in effetti sembra di vivere in una favola per bambini.

 

Diciamo che i miei commenti volevano essere provocatori per vedere se qualcuno si sarebbe reso conto della scarsa fantasia che hanno i nostri amministratori nel gestire i beni pubblici .

Per fare un esempio qualche giorno fa sono stato in una Città della penisola e ho notato due cose molto importanti per migliorare le condizioni di una Città, e non è che sono più intelligenti , ma é semplicemente che sono delle cose elementari.

La prima e che le rotonde il Comune le affida in gestione (per mezzo di gara di appalto) alle aziende locali, i quali dopo l’aggiudicazione presentano un progetto artistico secondo il tema assegnato dal Comune , il quale successivamente approva la realizzazione ,   l’azienda che si aggiudica lo spazio deve garantirne la gestione e la manutenzione per un periodo precisato ‘ l’unico vantaggio della azienda e quello di poter usufruire degli spazzi pubblicitari, ovviamente contenuti per far si che l’opera artistica comunque non perda il suo splendore.

Quindi eliminare dalla Città quei pochi semafori che tra l’altro non funzionano e costruire delle rotonde a costo zero, e magari con i soldi che spendono per realizzare fontane, vasi di fiori e piscine per nani, potrebbero investirli per le scuole , che mi risulta siano abbastanza abbandonate come gestione, ( ma di questo ne parleremo in un'altra occasione).

Mi rendo conto che mentre scrivo sto fantasticando, e se per caso si realizzasse sarebbe proprio vivere una favola per bambini da un anziano che non smette di sognare.


IL MISTERO DELLA FONTANA

Generale — Inviato da gavinop @ 11:22

Il mistero della fontana (torta nuziale) si tinge di giallo.

Nella giornata di ieri 15/01/2007 ho notato con grande stupore che la fontana è scomparsa, al suo posto stanno cercando di realizzarne una artigianale (o almeno credo), al momento si nota un muretto circolare realizzato con blocchi di cemento, non voglio nemmeno immaginare che cosa hanno in mente, spero solo che non si intromettano gli ingegneri del comune ma lascino spazio alla fantasia del muratore che ci lavora, (SICURAMENTE LA VENA ARTISTICA E MIGLIORE )

Onestamente non credo che la fontana sia stata rimossa per via delle critiche da me mosse qualche giorno fa, anche perche sono sicuro che le cazzate che scrivo al massimo le leggiamo in due io e il mio Amico che lo fa solo per compiacermi.

Però sicuramente qualcuno da lassù,  si è accorto delle cazzate che stavano combinando ed e intervenuto misteriosamente.

 

 Il giallo continua ma, adesso bisogna scoprire che fine ha fatto la torta nuziale:

1)      E stata restituita ?;

2)      E finita nel giardino del solito furbo di turno?;

3)      Hanno intenzione di montarla in qualche quartiere, di periferia e magari con inaugurazione in pompa magna del Sindaco?;

4)      O forse nel campo nomadi dato che ci sono lavori in corso?.

5)      Varie ed eventuali.

 

L’aggiornamento sarà nei prossimi giorni se si scoprirà il mistero.

 

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Porto Torres ARTE e ARCHEOLOGIA

Generale — Inviato da gavinop @ 17:25

Da nativo di Porto Torres mi trovo in una situazione di imbarazzo nel dover criticare l’animo artistico e l’amore per l’archeologia dei miei paesani.

Cercherò di essere il più chiaro possibile  magari partendo da lontano e parlando delle cose più evidenti (quelle che ne tolgono gli occhi ad un cieco).

Prima iniziarono con l’intonacare la Torre Aragonese del porto, la giustificazione fu che la salsedine costituiva un pericolo di erosione per  le pietre, io credo che l’unica cosa che sta rovinando in Città e lu zaibeddu (il cervello), poi si misero a costruire un meraviglioso ponte per la ferrovia a servizio del petrolchimico, premesso che in quei binari il treno sarà passato  al massimo dieci volte compresi i collaudi, e vi chiederete: Chi se ne frega del ponte, perché probabilmente non sapete che questo meraviglioso ponte è stato costruito davanti al ponte Romano, un ponte di rara bellezza che con i suoi circa 2000 anni ha fatto la storia della Città, ma non è tutto, i geni che lo hanno approvato hanno preteso che ci fosse sul lato a vista un tubo di color violetto perché altrimenti sarebbe stato brutto da vedere. (OH MIO DIO)

Ma non vi voglio annoiare più di tanto parlando delle piazze stupende, degli incroci con semafori assurdi ed altro ancora, l’ultima in ordine di tempo riguarda la rotonda all’ingresso della Città, devo dire che quando l’ hanno costruita mi sono addirittura compiaciuto in quanto niente male, poi sono cresciute le erbacce e quindi hanno cominciato i lavori di sistemazione, e mi sono detto adesso tolgono le erbacce fanno un bel prato, voi vedere che finalmente siamo sulla strada giusta?  No signori miei , perché  entrano in azione gli artisti del Comune, per prima cosa ci scrivono il nome della Città con le piantine (nel caso qualcuno non sapesse dove cavolo sia arrivato), ma la cosa più spaventosa e la fontana a due piani modello torta nuziale, mancano solo  sette nani da giardino e l’opera e completa , sicuramente chi ha avuto questa idea pensava al giardino della propria abitazione .

La cosa che fa veramente incazzare il Cittadino è che chi prende queste iniziative e pure pagato bene e magari e anche Ingegnere  .

Nella giornata odierna ho notato che è sparito un piano della torta nuziale, non si capisce bene se stanno cercando di limitare i danni e/o se qualcuno se le fregato, se fosse vera la seconda ipotesi bisognerà premiare il ladro che più che un ladro io definirei un genio.

 

Vediamo cosa succederà nelle prossime settimane.


MARATONA DI REGGIO EMILIA

Generale — Inviato da gavinop @ 08:46

Maratona Di Reggio Emilia 10/12/2006

  

Innanzi tutto voglio dire di essere molto contento di aver partecipato alla Maratona del Tricolore, l’organizzazione e la cortesia degli Emiliani e disarmante ed in certi casi emozionante, qualcuno penserà che esagero , ma credetemi e la verità.

 

Passiamo alla maratona, vorrei dire che ho iniziato la preparazione per questa maratona il primo di Ottobre con una tabella appropriata per poter eseguire la maratona in 3 h 45 minuti, purtroppo per un errore di valutazione di scarpe il 5 Novembre è stato il mio ultimo allenamento  di 32 Km con una media costante di 5, 25 , Costretto successivamente ad un riposo forzato per una infiammazione   al tallone, da qui  l’inizio di ultra suoni e ghiaccio per recuperare la condizione andavo in bici.

Dopo una visita dall’ortopedico Dott Moi Giuseppe (il quale ringrazio) mi ha prescritto dei plantari correttivi i quali mi sono stati consegnati il giorno 7 Dicembre pertanto non avevo tempo per provarli.

 

Il 9 dicembre sono partito alla volta di Reggio Emilia abbastanza zoppicante  anche per via dei plantari ai quali non ero abituato, però la voglia di partecipare era altissima, pertanto il 10 dicembre alle 7,50 mi trovavo in Viale Matteotti per la partenza, ovviamente con la consapevolezza che mi sarei potuto ritirare in qualsiasi momento.

 

Alla mezza maratona sono passato in 1 h e 57 quidi stavo tranquillamente sotto le 4 ore purtroppo al 36° km  sono iniziati i dolori al tallone quindi ho rallentato e al traguardo sono arrivato in 4 h 4 min e 36 sec

 

Tutto questo è stato possibile grazie allo studio Fisioterapeutico BETA di Sassari e dei fisioterapisti Ugo D’Alessandro E Francesco Cossu, ma soprattutto alla caparbietà dei cinquantenni che non mollano mai.

 Grazie a tutti   (Continua)

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