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27 Aug, 2006

la mitopoiesi

Inviato da cinein 10:52 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
LA MITOPOIESI – 27/8/06 La mitopoiesi, ossia dal greco, che beninteso non conosco, l’origine del mito. Oggi però non voglio parlarvi di un mito classico, di quelli appunto che risalgono all’antica Grecia, dei quali tutti avrete già nozione; ma di un mito moderno: l’eterna giovinezza. Ovverosia del bisogno, un po’ connaturato nell’essere uomini (e donne), e un po’ – molto – indotto dalla società, di apparire, anzi di sentirsi sempre giovani. Quindi dinamici in primis, poi belli ed alla moda, ma soprattutto mai in disarmo. Capisco che il tema si presti a banalizzazioni tipo “è sabato e vado al centro commerciale, e il mio problema è solo dove parcheggiare” (Articolo 31, l’italiano medio), ma io mi sforzerò di affrontarlo ugualmente. E partirò dal mio caso personale: a 32 anni sono rimasto single, cioè la ragazza mi ha mollato. Per la società attuale non c’è problema, anzi: si è in tempo fino a 60 anni, ma anche oltre (magari col Viagra) a trovare la propria strada, a farsi una famiglia, semplicemente a divertirsi. Basta darsi un look giovanile (io dovrei dunque rasarmi i miei 3 capelli a zero e lampadarmi 365 giorni all’anno), scollegare il cervello e frequentare posti cool. Ed il tempo, con il suo trascorrere lento ma inesorabile, è bello che fregato. Io vi dico di no: le cose vanno fatte quando è ora. E per me è ora adesso. Quindi basta tempo perso, lavoro un tot di ore al giorno ed il restante tempo lo dedico alle cose che mi va di fare, tipo uscire con gli amici, scrivere, giocare a calcetto, imparare nuove cose (suonare la chitarra, i balli latini, la lingua francese). Ma innanzitutto, vero punctum pruriens, inseguo l’amore: e non certo quello platonico (tipo innamorarsi di una donna che non corrisponde i tuoi sentimenti); e nemmeno quello fisico (tipo abbordare e poi uscire con fighe che a malapena sopporti solo per l’eventuale guzzata, magari alle 4 di mattina): No, io cerco il sogno (of course non Campioni-il-sogno, inverosimile reality berlusconiano), quella cosa che ti riscatta di giornate sempre uguali, quella sì che ti fa sentire pieno di energia e voglia di fare, giovane dunque, pur rimanendo semplicemente te stesso. Io non so se ce la farò, so che dopo un luglio all’arma bianca ho deciso di rigettare tutte le ragazze poco belle o comunque insulse. E mi è rimasta solo S., che però resta un bel quadro appeso nel mio salotto, cioè io posso rimirarla ogni giorno (sms e telefonate a iosa) ma non toccarla, viverla. Quindi sono al palo. E l’esperienza mi insegna che il modo migliore per trovare una cosa è non cercarla. Perciò nel frattempo coltivo le mie passioni (a proposito, ieri rilevante giro in bici a Serramazzoni: dislivello notevole, tempo di percorrenza breve, clima primaverile; sono in forma, Deogratias), la sera esco spesso, perché comunque la fortuna va aiutata, e poi si vedrà. Perché vedete, il mito moderno è proprio questo, per me: rimanere se stessi, anche quando i risultati non arrivano (Qui è logico, cambiare 1000 volte idea, ed è facile, sentirsi da buttare via. Vasco, gli angeli), quando vedi i tuoi amici e coetanei sistemati che quasi ti inducono a ridimensionarti pur di accasarti, quando non 6 nessuno per nessuno. Io ormai ho un età che non cambio più. E che Dio me la mandi buona (e bona!). PERSONAGGIO calcistico odierno Michael SCHUMACHER: è anche calciatore, nazionale piloti, e ciò mi permette di inserirlo in questa rubrica. Ma io lo cito per la gara che ha fatto domenica: tutti i corridori in pista sorpassavano alla staccata della curva 8; quindi avevano preso la scia di chi li precedeva, cosa che comporta una momentanea perdita di aderenza e quindi di sicurezza. Ma passavano, porco cazzo. Schumi invece ha avuto paura, è rimasto dietro Alonso, pilota bravissimo ma non un campione, che ora vincerà il mondiale. Schumi, mio idolo dell’ultimo decennio, rischia o ritirati: 6 sempre il più veloce, ma non basta. Fai l’ultima impresa e poi smetti: Briatore, Alfonso e le Michelin, davvero, io non li voglio vedere esultare mai più….Merdeeeeeeeeeeeee!
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