4 Sep, 2006
ARE YOU READY? GET READY – 4/9/06
Gli innamorati lo sono per sempre, e ancora lo siamo io e te.. (omonimo successo di Umberto Tozzi): questa è la prima cosa che mi è passata per la testa quando ho rivisto S. venerdì sera; un abbraccio intenso, e un lungo bacio quasi liberatorio.
Perché sì, mi sono cacciato in un casino, ma ragazzi, che bel casino! Per tutta la sera non ho potuto evitare di baciarla e rimirarla: era così bella, e così dolce pure… tutto quello che un uomo cotto e stracotto (patocco, nel mio dialetto) può desiderare.
Le chiacchiere stanno a zero; e io, dopo essere arrivati in un posto romantico al quale pensavo fin dal primo pomeriggio, sono riuscito giusto a dirle “quanto sei bella” e “ti voglio bene”: venti giorni senza vederci erano stati una infinità, avevo bisogno del contatto fisico; parole se ne erano sprecate anche troppe, soprattutto da parte mia, bisognava carpire tutto quello che quelle fugaci ore potevano offrire. Già, è inutile nasconderlo, mi ero presentato al nostro appuntamento non certo brillante come lo ero stato al mare (il sentimento era già un po’ troppo denso, e son restato. Lucio Battisti), portandomi dietro 2 grossi punti interrogativi:
- il primo, connaturato al mio essere uomo e quindi desideroso di concupire la donna amata, era proprio questo: fin dove potrò spingermi (nei baci, con le mani.. specifico per chi fosse ancora più a digiuno di me dell’argomento)? Perché poi rovinare tutto è un attimo. Facile, direte voi, sono le donne in questi casi a decidere per noi. E non nego che sia andata così. E nemmeno la cosa mi preoccuperebbe se non temessi di averla vista per l’ultima volta. Ma questo ci porta al mio secondo dubbio;
- l’andamento della serata avrebbe determinato il prosieguo della nostra storia? O comunque quello che già c’è tra noi era una garanzia per il futuro “a prescindere”? Sappiate solo che l’indomani ho atteso con trepidazione il suo messaggio: tanto bene o tanto male. Dal mio punto di vista era stato un incontro fantastico, da bissare quanto prima.. Ma io sono libero e innamorato, non posso basarmi sulle mie sensazioni; e sui miei sogni.
Comunque sì, è andata bene, e lei, con la sua viva voce mi ha detto di essere felice e di stare da Dio. Posso sperare di rivederla ancora.
Questo lungo incipit vi fa capire come possa essersi snodato il resto del mio weekend.
Sabato 2 settembre: lavori agresti alla mattina, pomeriggio in bici. Giro demenziale come itinerario e chilometraggio: per andare a Pavullo da Vignola, praticamente sono andato a voltarmi a Fanano. In realtà ho risalito la valle dello Scotenna (che, insieme al Leo, sono i 2 affluenti del fiume Panaro), e poi, passando da Renno, pieve romanica del decimo secolo, mi sono presentato nel capoluogo del Frignano. Ben presto mi sono reso conto che stavo compiendo una cronoscalata, ma non lottavo contro un altro ciclista, bensì contro il tempo: e il buio, complice i crampi che mi hanno rallentato nella discesa, stava per sopraffarmi.
Arrivato a casa alle 20.40, cena-doccia-Italia. E poi fuori: perché, quando io dico ubi maior minor cessat, provo un grande senso di ingiustizia a pensare che maior debbano essere le donne, e quindi l’amore, e minor gli amici. Come se l’amicizia fosse una sottospecie dell’amore, un sentimento di serie B. E siccome avevo boicottato gli amici la sera di venerdi per vedere S., sabato, pur non reggendomi in piedi, ho raggiunto C. e P. al baile. E buonanotte al secchio.
Domenica 3 settembre: mattinata da spazzacamino, in quanto i miei camini hanno la spiacevole consuetudine di prendere fuoco, specialmente quando a fine inverno i venti li investono da oriente. Quindi va fatta annua pulizia prima di cominciare ad accendere il fuoco, speriamo sia il più tardi possibile (vi ho già detto che amo l’estate come me stesso, vero?)
Pomeriggio a pesca, nel nostro lago, bacino artificiale grazie al quale irrighiamo i campi e le varie colture; in realtà, di 4 ore, 2 le ho passate al telefono con S.;
Serata di totale relax, viatico per una settimana da leoni, tra studio, campagna e festival de l’Unità: domani sera concerto gratuito di Gianluca Grignani. Venite numerosi
CALCIATORE DI OGGI
Adesso mi sento Bobo VIERI: quando è innamorato (diciamo quando corre dietro alle veline, forse è meglio) non capisce un cazzo.. Poteva scegliere mille squadre, fare un reality, ed è tornato all’Atalanta a 1500¤ al mese.. Io paradossalmente ho apprezzato, non perché creda nella sua romantica scelta di chiudere la carriera nella città che lo ha lanciato, ma perché anche Bobo è un uomo: anzi, se ricordo bene, è più uomo lui di tutti noi messi assieme! Boh!?