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19 Sep, 2006

fantacalcio

Inviato da cinein 11:04 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
FANTACALCIO – 19/9/06 19/9 Calderoni Chimenti Peruzzi – Canini Cioffi Cudini Kaladze Lucarelli Materazzi Pfertzel Samuel Stovini Zapata – Ambrosini Caserta Cozza Figo Gattuso Kosowski Ledesma Muntari Pirlo Stankovic – Asamoah Caracciolo Crespo Floccari Pandev Riganò Spinesi Vieri. Questi 31 uomini (3 portieri, 10 difensori, 10 centrocampisti e 8 attaccanti) compongono la rosa con la quale affronterò il Fantacampionato 2006-07. Per vostra comodità ho evidenziato gli undici acquisti più onerosi, che dovrebbero rappresentare anche la mia formazione base. Crespo è ulteriormente sottolineato in quanto mio terminale offensivo: per intenderci, se Crespo non segnerà una ventina di gol, io non vincerò questo gioco (per le mie lettrici, e comunque per chi non si interessi di pallone, il Fantacalcio si basa sulle prestazioni che domenicalmente i giocatori fanno nelle rispettive squadre di appartenenza – Milan, Roma, ecc. – prestazioni che al lunedì vengono valutate sulla Gazzetta dello Sport; ad esempio, Peruzzi domenica ha preso 6, al quale vanno detratti i 2 gol subiti: voto totale 4. Sommato ai voti degli altri 10 da me selezionati, si ha il totale domenicale, e così, al termine delle 38 giornate di campionato, il fantallenatore col totale globale più alto – che verosimilmente sarà quello con gli attaccanti più prolifici: ogni gol fatto vale +3 – è decretato vincitore). In palio, oltre all’onore o, rovescio della medaglia, salve di sfottò, un capitale di 95 Euro. Io sono campione uscente (classifica per scontri diretti) e voglioso di riconfermarmi tale. Gli amici di mio fratello sono i miei avversari. Che dire… vinca il migliore! Avrete capito che se l’acquisto di Hernan Valdanito Crespo è stato il momento più alto del mio weekend, già non ci sarebbe bisogno di dire altro: il diluvio universale di sabato e domenica ha vanificato ogni mia velleità lavorativa agreste, al pari di salubri escursioni ciclistiche, ma anche di semplici passatempi serali (disco all’aperto) o diurni (ogni tipo di sagra o festa è in programma in questa seconda metà di settembre). Ovviamente non mi sono perso d’animo per le bizze del meteo, peraltro già annunciate da giorni, ed ho deciso di sfruttare proficuamente il mio tempo per sbrigare alcune tonnellate di lavoro arretrato dell’ufficio: non mi sarò messo in pari, ma psicologicamente ho avuto un bel tornaconto. Perché vedete, il mio principale problema è l’essere dispersivo. Qualsiasi cosa mi porta via con la testa, e se a 32 anni suonati il mio futuro è ancora un grosso punto interrogativo, la colpa va ricercata proprio qui: non riuscire a dare continuità agli exploit, o anche a semplici colpi di fortuna, che invece so ottenere. In quest’ottica l’essere andato sabato in studio, o l’essermi portato del lavoro a casa per la domenica, mi rinfranca: e, notate bene, ciò non è dovuto alla mancanza di alternative di interesse per un uomo single. La Snai mi aspettava con la diretta di tutte le partite di serie A e B, la M. (quella ragazza cui aggiustai il cambio della bicicletta) mi accoglieva nella sua maison per una domenica “acrobatica”… Ma io nada! Quest’anno ho deciso: o si fa l’Italia o si muore. Di partite ne ho viste abbastanza, e di donne insulse anche. Mirare al bersaglio grosso vuol dire focalizzare al centro: per ora ho il concetto chiaro, se un giorno dovessi riperdere la bussola spero di ritrovarla leggendo questo post! CALCIATORE del giorno Oggi mi sento Francesco TOLDO: è chiaramente un frustrato (da 2/3 milioni di euro l’anno s’intende); del resto fare la riserva ad un mediocre come Julio Cesar scoccerebbe anche me. Peccato che quando viene chiamato in causa non riesca mai a sfruttare l’occasione per rilanciarsi: la voragine di Gialappiana memoria che lo ha risucchiato in porta martedì a Lisbona è da manuale del fallito. E allora perché accostarsi a lui? Per il rispetto ai compagni con la quale si accomoda in panchina la domenica, e comunque per la costanza nell’aspettare la prossima occasione: mai accontentarsi di brillare di luce riflessa! Vai Poldo (o Poldo vattene? Mah)
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