30 Sep, 2006
LA VENDEMMIA – 30/9/06
Fine settembre.
Fine dell’estate (ma oggi non si direbbe proprio!), fine delle ragazze semi-svestite nei locali all’aperto, fine delle vacanze e delle città deserte.
E, per quel che più mi riguarda da vicino, inizio della vendemmia.
Sicuramente molti di voi già si saranno imbattuti/ubriacati in una delle locali sagre dell’uva. Che dalle mie parti è rigorosamente lambrusco (lambrusco e popcorn/e via sopravvivere/perché prima e dopo il sogno c’è/la vita da vivere, vivere. Ligabue, attento cantore della nostra terra). Temo però che, nonostante la grande partecipazione popolare a questi eventi, ai più ne sfugga finanche il passaggio principale: come si faccia il vino! Più in generale molti rituali della società contadina, dalla quale tutti discendiamo, vanno perdendosi: e così vedi le scolaresche in visita alle fattorie, ed i bambini non riuscire più a distinguere un gallo da un tacchino, una prugna da un’albicocca. E via dicendo. E’ un processo in atto da tempo, così che siamo alla fase successiva della riscoperta della natura, della vita all’aria aperta. Ma non è assurdo? Il nonno contadino ha fatto studiare il figlio, che ha fatto l’impiegato, ed il nipote oggi fa dei corsi a pagamento per imparare quello che il nonno gli potrebbe facilmente spiegare. E TRAMANDARE. Per me c’è qualcosa che tocca, comunque…
Così oggi è molto cool darsi arie da sommelier, girare per cantine/enoteche/mescite varie, addirittura crearsi la propria cantina.
Approfitto della mia duplice esperienza in materia per fare l’avvocato del diavolo e sfatare alcuni luoghi comuni:
N°1: vendemmiare non è affatto una cosa piacevole. Spero che a nessuno sfugga che il vino si ricava dalla pigiatura dei grappoli di uva, che appunto vanno colti, vendemmiati, dalla vite. Premesso che ci sono mille attività prodromiche alla raccolta (dalla potatura in inverno con un freddo che ti gelano le mani, all’irrigazione estiva viceversa con un caldo bestiale, ai trattamenti anticriptogamici – cioè dare dei veleni alla pianta per debellarne le malattie); se anche il nostro neofita venisse calato nel vigneto solo il giorno stesso della raccolta, comunque dovrebbe guardarsi da:
- api/vespe/tafani, cioè tutti quei simpatici insetti che non gradiscono il fatto che tu vada a portargli via il cibo. E quindi ti pungono (attenzione ai mortali choc anafilattici);
- insidie del terreno, che vanno dalla pendenza dello stesso – in collina l’uva “fa più gradi”, quindi teoricamente un vino più buono – e ciò incentiva a piantumare veri e propri calanchi; per finire con la vegetazione che ricopre il terreno stesso: quest’ultima può risultare assente (scuola di pensiero di chi tiene i filari arati/zappati), e quindi in caso di pioggia trasformarsi il terreno in una palude; o essere eccessiva e fastidiosa (ortiche, ma soprattutto ogni genere di erbe che ti si attaccano addosso)
- altezza del vigneto: vi garantisco che vendemmiare una pianta alta 50 cm da terra è mortale. Schiena kaputt. Al contrario se la pianta è troppo alta serve sistematicamente la scaletta ed è una cosa un tantino faticosa.
N°2: l’uva non costa niente: finito il tempo delle vacche grasse, siamo al limite di un’attività antieconomica! Assestatosi sui 30 euro al quintale il prezzo corrente dell’uva lambrusco doc (pochi anni fa eravamo sulle centomilalire) a fronte di spese crescenti per produrla; somme pagate dalle cantine (sempre che non falliscano nel mentre) ai soci conferitori un anno per quell’altro. La verità è che c’è troppa uva rispetto alla richiesta del mercato di vino lambrusco (in campagna va spesso così: se qualcosa – ciliegie piuttosto che kaki – un anno dà buone rese, tutti a piantare quel genere di frutta. Peccato che questi impianti non entrino in produzione l’anno dopo, ne servono almeno 3. E a quel punto magari il mercato è già saturo!); Prova ne sia che la Comunità Europea sta approvando contributi per chi decide di espiantare vigneti: io sono già in fila..
N°3: vinificare: se pensate alla pubblicità del Tavernello dove belle ragazze sgualciscono a piedi nudi nel tino, siete completamente fuori strada: A parte che ha poco senso per un contadino produrre lambrusco (tranne che per auto-consumo, s’intende), quando la cantina cui conferiamo le Ns uve ne produce uno ottimo a neanche 2 euro a bottiglia, mentre io vedo che quello dei miei vicini, pur costando un filo meno, fa letteralmente schifo e non è meno “chimicamente manipolato” del vino industriale: ma qui passiamo al rilievo 3 bis
N°3bis: il vino del contadino non è genuino. Tutti oggigiorno si avvalgono di un enologo il quale, avvalendosi dei prodigi della tecnica (leggi addizionare il composto con sostanze chimiche ad hoc), riesce a ricavare anche da uva marcia un vino comunque bevibile. Per tacere di quanti spacciano per lambrusco (o pignoletto, trebbiano, souvignon) il loro prodotto, pur avendo “importato” l’uva da zone non doc, quindi dalla malsana pianura. E quanti si fanno infinocchiare, magari pagando cifre assurde per l’illusione di bere un vino “fatto come una volta”!
Rileggendo, credo di aver reso l’idea di cosa realmente accada in campagna, depurandolo dalla visione bucolico-georgica che i mass-media vorrebbero attribuirle. Da ciò consegue che io passi per fesso a scannarmi tra campagna e ufficio per un’attività poco redditizia: è il rilievo che tutte le mie ragazze, ma anche semplici conoscenti, finora mi hanno fatto. Dopo una prima fase di ammirazione del lavoratore indefesso, tutte a chiedersi se valga la pena sottrarre tempo ed energie al lavoro (e, fatalmente, a loro) per questo che viene percepito come un hobby o poco più. Io non so dare una risposta razionale, del resto è chiaro che quel che faccio è per passione. E’ altrettanto chiaro che a non dare mai ascolto a chi ti sta accanto si finisce per restare soli. Ma questa è un altro paio di maniche. Io una vita ufficio-casa-famiglia non la voglio. E fare il contadino a tempo pieno è un delirio. Quindi continuo a far convivere le due cose, finche non farò un botto che lo sentiranno in Venezuela. (“Maracaibo, mare a forza nove, fuggire sì ma dove. Zazà”. Mitica Lou Colombo)
NUOVA RUBRICA: cosa succede in città
A suggerirmi questa idea è la stagione delle re-inaugurazioni dei locali al chiuso. Merc sera siamo andati al S&T di ReggioEmilia: per i miei più assidui lettori è, sic et simpliciter, il M. al coperto. La variante è che qui non si balla ma nemmeno ci si muove: il posto è angusto, la gente tanta e, se non altro, di bella presenza. Se decidete di andare, ricordate che comunque sarete i meno firmati ed abbronzati… io sono sopravvissuto uguale, ma se volete abbordare una ragazza, una lampada me la farei. Non si sa mai!
24 Sep, 2006
marlon brando è sempre lui
MARLON BRANDO E’ SEMPRE LUI – 24/9/06
Oggi sono malato: la cosa è anzichenò disdicevole, essendoci un meteo che mi avrebbe consentito qualsiasi attività sportiva, o semplicemente una proficua vendemmia. Comunque, lungi dal prendermela con mio fratello che da una settimana semina per casa germi ammalatori, approfitto di questa formidabile cassa di risonanza che è il blog per ringraziare il mio fisico. Nonostante io negli ultimi 3 mesi lo abbia sottoposto a strapazzi di vario genere, non mi ha mai “lasciato a piedi”: oggi ho deciso di rimanere in casa, pur annoiandomi mortalmente, al fine di aiutarlo a superare questa (speriamo) lieve affezione delle vie respiratorie.
La cronaca della domenica è quindi nulla; passiamo al venerdì sera – sabato giorno, legati da un unico filo conduttore: A.
Trattasi della ragazza di cui al post “ubi maior minor cessat”, pseudo-collega nella cui tenuta si era svolta la grigliata de qua: quella sera sbagliai clamorosamente l’oggetto dei miei approcci (strano!), focalizzando sulle sue due amiche apparentemente disponibili… in realtà queste erano fidanzate, mentre quella libera era proprio A.
Ma il tempo è galantuomo per noi single, nel senso che anche se non concretizzi la sera stessa, qualsiasi altro giorno (o notte) della settimana dopo, o di quelle venture, ti si ripresenti l’occasione, tu sei lì pronto a sfruttarla. Che differente operatività da quando avevo la morosa! Allora il venerdì sera dovevi conoscere la ragazza e minimo ottenerne il numero di telefono (chiaramente l’ideale era concretizzare in loco, ma giova ricordare che non sono Brad Pitt, né ho risorse finanziarie rilevanti). Perché poi il weekend era tutto per la tua donna, il lunedì se esci è solo Walle, mart-giov è ancora morosa. Insomma, campa cavallo prima di rivedere la potenziale preda.
Ora mi basta seminare qual novello Pollicino… addirittura, negli ambienti dei balli latini gli avventori sono sempre i medesimi. Mister P., fresco fondatore dell’omonima scuola di ballo, sostiene che la prima volta che fai un latino con una ragazza manco devi parlarle.. la volta dopo sarà lei a chiederti di ballare, ed in pratica sei già in gol. Mah..
Tornando al venerdì sera, fantastico(?) concerto dei MondoMarcio: premesso che lui quando canta sembra avere una patata in bocca, quello che ho capito dei suoi testi è condivisibile (rifiuto di un certo tipo di società), politicamente siamo allineati. Ma soprattutto trasmette una grande energia nel suo pubblico, rigorosamente composto da under 18 (nonostante io e C. alzassimo l’età media di molto): ecco, magari ci crede un po’ troppo, ma sono difetti di gioventù.
Andando a casa verso le 2, chi ti trovo all’uscita dell’Unità, seduta su un muretto amiciscumque? La suddetta A.: andiamo alle rispettive macchine insieme, giusto il tempo di accertarmi che l’indomani verrà al mare con noi.
Sabato: Rimini-day. Premesso che mai ero stato a Rimini(!), non che la cosa turbasse i miei sonni, comunque. Detto che lo scopo di cotanta spedizione era una mangiata di pesce con pseudo-colleghi, risultato centrato con spesa irrisoria (25¤) in rapporto alla qualità e quantità del mangiato. Ora voi vi aspetterete di sapere come ho sfruttato l’intera giornata (the whole day) a mia disposizione per stringere con A.: spiacente di deludervi, ma a parte ottenerne il cellulare non ho combinato un bel nulla. Se poi debbo essere sincero, questa fanciulla è di quelle lunatiche, che si accende per nulla, ma altrettanto rapidamente si spegne. I suoi tratti somatici (bionda, magra, occhi azzurri) non mi fanno impazzire. Non sai mai cosa pensa…
Oh, corrisponde proprio alla descrizione che farei di me stesso! Ecco perché non le ho tirato addosso la prima volta, né ho forzato il gioco ieri: io nelle donne ora cerco equilibrio (quello che manca a me) e feeling a prima vista. Vado sul sicuro dicendovi che il capitolo A. termina qui.
Dunque, riassumendo, bilancio del fine settimana sicuramente deficitario (e sta per finire un altro weekend/se ne va coi cori in tele il weekend/così poi aspetteremo il weekend/convinti che sarà il migliore dei weekend: by 883), non il miglior viatico per un lunedì (io odio il lunedì, odio quel giorno lìììììììì. Omonimo di Vasco) di grande impegno professionale: ma chissenefrega?!
FANTACAMPIONATO: probabilmente ho vinto anche oggi, e devo dire grazie all’Inter: Crespo, Samuel e Stankovic sono miei e hanno segnato… Strana la vita!
22 Sep, 2006
il silenzio - when you say nothing at all
IL SILENZIO – WHEN YOU SAY NOTHING AT ALL – 22/9/06
Preambolo: il contenuto di questo scritto è più che personale, introspettivo direi. A quanti dunque non intendano addentrarsi nei meandri della mia mente malata, do fin da ora appuntamento al post di lunedì, che preannuncio ricco di spunti di cronaca: avendo terminato oggi la raccolta delle pere, vedrò di sfruttare la libertà da impegni lavorativi per realizzare qualche exploit nel weekend.
Io sono un buon giocatore di carte, direi: so bluffare, spesso sono fortunato, amo il rischio. Se avessi anche dei capitali da sputtanare, sono certo che i casinò di mezz’Italia e Cote d’Azur conoscerebbero il mio nome. Ma non è qui che voglio arrivare. Quando in una partita il gioco ristagna, c’è sempre quello impaziente/sclerotico/assonnato che chiede: in du el ferem al zogh (dove è fermo il gioco)? Ecco, questo mi chiedo io in questi giorni, ben sapendo la risposta. Sono bloccato davanti al niente, al silenzio di S., proprio come un qualsiasi cittadino che abbia fatto una richiesta ad un ente pubblico, e non abbia ottenuto né l’approvazione ma nemmeno un diniego. Che fare? La tematica dei “silenzi della pubblica amministrazione” è diffusamente trattata nei manuali istituzionali, e non serve che io aggiunga niente. E’ ovvio che se non hai un provvedimento pur negativo, non hai nulla da impugnare. Allora, o ripeti la tua istanza, o passato un certo tempo si consolida un silenzio dissenso, questo sì impugnabile (oggi la disciplina è in parte cambiata, ma ai nostri fini non rileva).
Ma io cosa impugno? Il fatto che nell’ultima settimana Lei mi abbia mandato un unico sms (dopo un mese di crescente diluvio telefonico) va interpretato come rigetto della mia istanza d’amore? O ha semplicemente terminato la summer card? Da una parte mi sento finanche stupido a parlarne: nulla mi è dovuto (ti sei accorta di me/quasi per caso/quasi per caso hai deciso poi/che potevi commettere anche un piccolo peccato. Vasco “Brava”

, non c’è tribunale che mi riconoscerebbe un briciolo di diritto a veder soddisfatta la mia bramosia. A Lei potestà, a me soggezione. Questi erano i patti nemmeno tanto taciti fin da principio. Debbo rispettarli.
Questa situazione mi fa tanto Notthing Hill, film con Hugh Grant e Julia Roberts, ambientato nell’omonimo quartiere di Londra. Purtroppo siamo alla scena in cui lui, proprietario assieme ad un rincoglionito di una libreria, si ritrova sedotto e abbandonato dopo alcuni giorni che sembravano il principio di tutto. Da qui in poi, realtà e finzione si biforcano maledettamente (per me). Intanto i suoi amici, segnatamente la coppia con lei in carrozzina, lo invitano ad un sacco di cene a quattro per fargli conoscere altre donne (a proposito, grazie a P. per il suo tentativo domenicale, pur se morto sul nascere).
E poi c’è quella fantastica scena nella quale lei, alias Anna Scott, super diva di Hollywood, si presenta in libreria e gli fa un discorso del tipo: “vedi, la fama, i soldi, il successo sono solo apparenza. Dietro a questo c’è anche una ragazza, che sta chiedendo ad un ragazzo, semplicemente di amarla”. E ovviamente lui fa in tempo a dire no, capire di essere stato un “cazzone avariato”, rincorrerla e poi il lieto fine.
Io, che pur essendo un sognatore, capisco che posso accamparmi in studio fino alla fine dei miei giorni, ma un discorso così non me lo verrà mai a fare nessuna; Vorrei darmi risposte razionali, tipo che eravamo arrivati ad un punto per cui Lei o si separava subito, o impazziva sdoppiandosi o faceva un (bel) passo indietro. Buona la terza, ma due parole di spiegazione ci stavano, secondo me.
Però condivido appieno Hugh Grant quando rifiuta dicendo “il mio cuore non potrebbe sopportare una tua nuova partenza”: perché questa è l’unica cosa che mi è chiara dopo i primi 2 mesi e mezzo da single: ora il mio cuore batte più forte. Non so se sia mai successo a qualcuno di voi, ma da quando non ho più nessuna ogni emozione è violenta. Che so io, Frezzolini para il rigore a Tarana? Ormai facevo l’infarto. Mi lancio in bici in discesa da Castagneto e mi accorgo che di fianco a me un falco pellegrino (poiana) sta planando a valle? Mi metto quasi a piangere. Oggi abbiamo finito di raccogliere? E’ dalle 14 che offro da bere a tutti per festeggiare una cosa che è accaduta indefettibilmente nei precedenti 32 anni.
Il non avere un progetto con qualcuno, una casa dove tornare e ti aspettano col bacio sulla porta, beh, mi rende ancora più smanioso di fare, a tal punto da vivere di più anche le sciocchezze come un giro in bici o i 32esimi di Coppa Italia. Già sento i mugugni in sottofondo: ti abituerai anche a stare da solo, e ti appiattirai con tutti i valium che somministra la società. (Certo è un peccato però sai/allora ero puro/allora avrei potuto anche amarti/davvero./E invece adesso non ci credo più/non credo più a niente/e la mia vita non la rischio più/per nessuno e per niente. Fine di “Brava”

Ma vaffanculo!
In attesa di una nuova rubrica, visto che ho fatto indigestione di pallone, vi informo comunque del fantacalcio: Crespo-Spinesi-Riganò, snobbati dagli altri, mi issano in vetta a 78 punti. Haec ornamenta mea
19 Sep, 2006
FANTACALCIO – 19/9/06
19/9 Calderoni Chimenti Peruzzi – Canini Cioffi Cudini Kaladze Lucarelli Materazzi Pfertzel Samuel Stovini Zapata – Ambrosini Caserta Cozza Figo Gattuso Kosowski Ledesma Muntari Pirlo Stankovic – Asamoah Caracciolo Crespo Floccari Pandev Riganò Spinesi Vieri.
Questi 31 uomini (3 portieri, 10 difensori, 10 centrocampisti e 8 attaccanti) compongono la rosa con la quale affronterò il Fantacampionato 2006-07. Per vostra comodità ho evidenziato gli undici acquisti più onerosi, che dovrebbero rappresentare anche la mia formazione base. Crespo è ulteriormente sottolineato in quanto mio terminale offensivo: per intenderci, se Crespo non segnerà una ventina di gol, io non vincerò questo gioco (per le mie lettrici, e comunque per chi non si interessi di pallone, il Fantacalcio si basa sulle prestazioni che domenicalmente i giocatori fanno nelle rispettive squadre di appartenenza – Milan, Roma, ecc. – prestazioni che al lunedì vengono valutate sulla Gazzetta dello Sport; ad esempio, Peruzzi domenica ha preso 6, al quale vanno detratti i 2 gol subiti: voto totale 4. Sommato ai voti degli altri 10 da me selezionati, si ha il totale domenicale, e così, al termine delle 38 giornate di campionato, il fantallenatore col totale globale più alto – che verosimilmente sarà quello con gli attaccanti più prolifici: ogni gol fatto vale +3 – è decretato vincitore). In palio, oltre all’onore o, rovescio della medaglia, salve di sfottò, un capitale di 95 Euro. Io sono campione uscente (classifica per scontri diretti) e voglioso di riconfermarmi tale. Gli amici di mio fratello sono i miei avversari. Che dire… vinca il migliore!
Avrete capito che se l’acquisto di Hernan Valdanito Crespo è stato il momento più alto del mio weekend, già non ci sarebbe bisogno di dire altro: il diluvio universale di sabato e domenica ha vanificato ogni mia velleità lavorativa agreste, al pari di salubri escursioni ciclistiche, ma anche di semplici passatempi serali (disco all’aperto) o diurni (ogni tipo di sagra o festa è in programma in questa seconda metà di settembre).
Ovviamente non mi sono perso d’animo per le bizze del meteo, peraltro già annunciate da giorni, ed ho deciso di sfruttare proficuamente il mio tempo per sbrigare alcune tonnellate di lavoro arretrato dell’ufficio: non mi sarò messo in pari, ma psicologicamente ho avuto un bel tornaconto. Perché vedete, il mio principale problema è l’essere dispersivo. Qualsiasi cosa mi porta via con la testa, e se a 32 anni suonati il mio futuro è ancora un grosso punto interrogativo, la colpa va ricercata proprio qui: non riuscire a dare continuità agli exploit, o anche a semplici colpi di fortuna, che invece so ottenere. In quest’ottica l’essere andato sabato in studio, o l’essermi portato del lavoro a casa per la domenica, mi rinfranca: e, notate bene, ciò non è dovuto alla mancanza di alternative di interesse per un uomo single. La Snai mi aspettava con la diretta di tutte le partite di serie A e B, la M. (quella ragazza cui aggiustai il cambio della bicicletta) mi accoglieva nella sua maison per una domenica “acrobatica”…
Ma io nada! Quest’anno ho deciso: o si fa l’Italia o si muore. Di partite ne ho viste abbastanza, e di donne insulse anche. Mirare al bersaglio grosso vuol dire focalizzare al centro: per ora ho il concetto chiaro, se un giorno dovessi riperdere la bussola spero di ritrovarla leggendo questo post!
CALCIATORE del giorno
Oggi mi sento Francesco TOLDO: è chiaramente un frustrato (da 2/3 milioni di euro l’anno s’intende); del resto fare la riserva ad un mediocre come Julio Cesar scoccerebbe anche me. Peccato che quando viene chiamato in causa non riesca mai a sfruttare l’occasione per rilanciarsi: la voragine di Gialappiana memoria che lo ha risucchiato in porta martedì a Lisbona è da manuale del fallito. E allora perché accostarsi a lui? Per il rispetto ai compagni con la quale si accomoda in panchina la domenica, e comunque per la costanza nell’aspettare la prossima occasione: mai accontentarsi di brillare di luce riflessa! Vai Poldo (o Poldo vattene? Mah)
14 Sep, 2006
E’ IL FUTURO – 14/9/06
Se-per te-il sabato sera/non-c’è mai-una donna sicura/se-non hai-sulla tua rubrica/una-che-sia più di un’amica/Comprami, io sono in vendita.. (omonimo e unico? successo di Viola Valentino).
Chi o cosa può avermi evocato una tale canzone? Facile, sembra che uno dei miei migliori amici sia “entrato nel giro giusto”; e che abbia trovato la terza via, tra l’amore ed il professionismo.
Da che mondo è mondo, un uomo sufficientemente adulto (e quindi soprattutto finanziariamente autonomo) prima o poi nella vita si trova davanti a questo dilemma: andare a donne o direttamente a puttane? Se quest’ultimo è il mestiere più antico del mondo ci sarà un perché, e non intendo andare a spiegarlo, e meno che mai a giustificarlo, in questa sede. Però va capita una cosa (e mi rivolgo specialmente alle mie lettrici che non si fossero ancora accorte di questo): l’uomo, in quanto tale, prova desiderio sessuale a prescindere; quindi fare sesso semplicemente per la voglia di farlo, che sia con Jessica, Kimberly (e tutte quelle altre monelle, piene di perle ma vuote sotto la pelle: many thanks to Gemelli Diversi) o Pinco Pallina, poco cambia in quel momento: è quanto di più naturale ci sia al mondo, mi sembra di una evidenza lapalissiana.
Ora, qui si innesta la prima vostra obiezione: fare sesso quando c’è sentimento è meglio/più bello (svegliarsi affamati/rifarlo per ore/passare dal sesso/a fare l’amore. “Selvatica” dei Negrita). Ok, va bene, daaaaccordo. Chiaramente se uno/a è innamorato perso non è materia di interesse di questo mio sproloquio quotidiano.
Seconda obiezione (da intenditori): con la puttana “standard” non puoi fare quello che puoi invece ottenere da una donna “troia”: che va dal bacio in bocca alle evoluzioni più strampalate (in realtà mi risulta che con una battona da 30 Euro sia possibile solo la più canonica delle penetrazioni, mentre crescendo di tariffa anche le fantasie più bizzarre possono venire soddisfatte). Ma sempre ti resterà la sgradevole sensazione di avere “comprato” qualcosa: per me finora questo è stato uno scoglio insuperabile; ed unito alla mia cronica indigenza, hanno impedito che diventassi un puttaniere matricolato. Senza falsi moralismi, beninteso: io non ho nulla da opinare ad uno che va con le prostitute, come non mi faccio caso che i miei nonni andassero nelle case chiuse. E non credo che questa mia posizione sia inconciliabile col sognatore che fantasticava fino a ieri una poetica relazione con S.: la vita, la natura umana è complessa, mica serve il mio blog per scoprirlo, no?
Arriviamo quindi alla soluzione trovata dal mio amico: ammucchiate tra selezionata gente consenziente. Direte voi: dove sta la novità? La tua regione, caro Thomas, pullula di club “privè”, cioè luoghi di incontri per scambisti e single.
E no, ragazzi! Per entrare in questi “templi della perdizione” il povero single pagherà cifre esorbitanti, sperando poi di infilarsi in mezzo ad una matassa umana ansimante. Salvo poi scoprire che le coppie (che entrano pressoché gratis) sono in realtà formate da un uomo e da una prostituta, assoldata dal primo per alcune ore. Quindi eccoci al paradosso: vari uomini hanno pagato oltre cento euro a crapa per guzzare in gruppo una puttana. Sicuramente non va sempre così, anzi mi dicono un gran bene dello scambismo in Italia, ma io nel dubbio (e per mille altri motivi) ho sempre preferito astenermi da questi posti.
Il mio amico invece mi garantisce, riferendomi circostanze che depongono a favore della sua versione dei fatti, che lui è entrato in un giro di perversione assolutamente gratuito (al di là dell’affitto dei locali che va ripartito tra i presenti…

, dove le soddisfazioni sono assolutamente genuine (ed irripetibili su queste colonne). I miei complimenti (omonimo successo di Marina Rei), vekkio storico!
Calciatore del giorno
D. YORKE e J. COLE, meglio noti come “calypso boys”, duo di punta del Manchester United che a fine millennio maramaldeggiavano negli stadi europei della Champions. In realtà io li ho qui citati per le loro prestazioni fuori dal campo, sempre irripetibili in questo spazio, ma dettagliatamente raccontate dalle loro partner…
P.S.: dopo questa profonda riflessione serale mi sento proprio un fallito! Oooooooooookey
11 Sep, 2006
JUST ADD GAS – 11/9/06
Oggi non saprei proprio da dove iniziare, ma il titolo riassume tutto. Proviamo punto x punto
- Amore: con S. ho sputtanato tutto. Un autogol clamoroso, solo per chi non mi consce però. Come avrete capito la nostra storia era in bilico (da “dimentica” di Raf), e tutto si giocava sulla mia intelligenza e tatto. In pratica credo che avrei dovuto rimanere alla finestra in attesa che lei, anche forte del fatto di avere me, si separasse dal marito. Ora, io per un mese esatto ho tenuto botta, ma è bastato che sabato alzassi la cresta, cioè le mandassi un sms tra il geloso ed il sarcastico, dopo che già giovedì mi ero lamentato per un nostro incontro, da lei fissato ed a causa sua sfumato, e puff, addio S.
Non cerco la comprensione di nessuno: aver voluto credere in una storia con una donna sposata, residente e lavorante in un posto dove le chiacchiere di paese riescono ancora a condizionare la gente (lei in primis), è stata una mia scelta. Giocare a carte scoperte non è stato sufficiente. Appunto è bastato dare gas, ma solo un filo veh, ed il pezzo più importante è volato via, si è staccato ed ora è irrimediabilmente perso. QUE LASTIMA!
- Lavoro: sono cazzi! Settembre è il classico mese in cui tutti i nodi vengono al pettine. La mia collega non viene in studio fino al 26 p.v., e la mia campagna vede a maturazione le ultime pere (qualità abate, che raccolgo da 5 giorni, e kaiser) e la prima uva (bianca tenera). Entrambi i luoghi di lavoro avrebbero bisogno della mia presenza assidua: io sto privilegiando la campagna, ma sono sicuro che rimpiangerò presto di aver trascurato il mio core business. Del resto, anche dando gas, le ore del giorno restano sempre 24…
- Sport praticato = bici: 10+… Domenica, con la delusione amorosa ancora fresca ho scalato Verica (sì, il paese dal quale origina il famoso Pan dla Vrica: panificio Verichese, per i non indigeni). Freddo pungente in quota, soprattutto nella discesa da Castagneto. Fatica lasciatami dalla giornata agreste. Beh, non ho fatto una piega, anzi ho completato il giro in un tempo inferiore a quello che mi ero prefissato. La condizione c’è (qui dare gas fa solo bene!). Se l’estate resiste, tenterò i grandi classici: Sestola, Abetone, Castel d’Aiano.
- Sport da tifoso: 9.. Schumi vincente, riapre il mondiale ed annuncia il suo ritiro; Vale Rossi vincente, beffa Capirossi e si avvicina minaccioso a Nicky Hayden; Roma debutto casalingo ok contro il Livorno. 10, direte voi. Eh no! Il Modena si è fatto battere a domicilio da un ordinato Verona, sfagiolando una prestazione tremebonda, sia sul piano del gioco che della convinzione (e condizione psicofisica)… Oh Zoratto salta la panchina!
Calciatore del giorno
Riccardo FERRI: riallacciandomi alla mia debacle con S., approfitto per ricordare che il ns eroe del giorno detiene il record di tutti i tempi di autogol in serie A. Tra parentesi ricordo anche una sua topica in una semifinale mondiale (Italia ’90) quando, grazie alla collaborazione fattiva di Zenga, Caniggia agguantò il pari per l’Argentina di Maradona. Che poi ci eliminò ai rigori. Insomma, un perdente si successo! Sei un cesso!
8 Sep, 2006
LE METEO’ – 8/9/06
Nessun dubbio: se non avessi fatto giurisprudenza, l’unica facoltà universitaria che mi avrebbe attirato a sé sarebbe stata… Già, quale sarebbe stata? Cosa deve studiare una persona per diventare il nuovo Bernacca o, per andare ai giorni nostri, Guido Caroselli?
A lume di candela tutti coloro che si presentano in televisione a parlare del meteo sono colonnelli, maggiori, tenenti: militari insomma, appartenenti all’aeronautica. E io a chiedermi: ma vuoi vedere che debbo mettermi una divisa per dire alla gente che domani arriva una perturbazione dall’atlantico? Perché la questione è proprio questa: io odio i militari (ovviamente ho fatto l’obiettore di coscienza), ed in genere tutto ciò che è ordine imposto con la forza, le armi, l’ignoranza. Così non posso esimermi dall’inveire contro i carabinieri ogni volta che passo davanti ad una caserma, e allo stadio non mi perdo un coro contro gli sbirri (quando indossa la divisa un leone è, nella vita ma che uomo è? Di-mer-da), le sbirre (mestiere da mignotta, la-po-li-ziotta), i bastardi col casco blu (mestiere da assassino, il-ce-le-rino).
Addirittura apro una parentesi per le guardie giurate (guardiozzi o sbirri ad ore), la quintessenza del marcio che c’è in Italia. Ma ci fate caso che quando un cornuto sorprende la moglie con l’amante, ed ammazza uno od entrambi, è spesso uno di loro? Perché dare una pistola in mano a gente che a fatica fa una o col bicchiere? E quando viene fatto un furto “su commissione” nella vostra zona di residenza, verificate se di servizio non sono sempre quei 2 o 3 individui. Praticamente, ben lungi dal vigilare, fanno da “palo” ai ladri. Se ci aggiungete che il 99% dei guardiozzi è anche meridionale, beh, avete il quadro della situazione.
Oh, il mio è un odio viscerale, ma poi se pensate che vivono alle nostre spalle, magari cominciate a odiarli anche voi!
Tornando al tema di questo mio sproloquio odierno (che non è casuale, nel senso che se non fosse venuto il diluvio universale ora sarei in campagna e non qui a computer), avrete capito che i fenomeni atmosferici mi hanno sempre interessato parecchio. Come ogni persona che vive e cresce in campagna, sapere che tempo farà oggi, domani, dopodomani (meglio non spingersi oltre, la meteorologia è una scienza “a breve”: le previsioni a lunga durata sono pure ipotesi) è fondamentale per programmare i lavori agresti.
Ma non è solo questo: i miei pittori preferiti non sono i grandi del rinascimento italiano, né Goya, né VanGogh, nè altri altrettanto famosi. Io adoro i paesaggisti inglesi. Avete presente il tipico quadro con la famigliola che fa il picnic, sullo sfondo il temporale che avanza preannunciato dal vento che già fa volar via la tovaglia? La forza degli elementi ha sempre esercitato un fascino enorme sul sottoscritto. Quando nevica voglio che sia tormenta, e la mattina alzarmi con 1 metro di neve. Anche se poi amo il caldo ed il sereno.
L’estate sta finendo, un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va. E coi Righeira vi saluto
6 Sep, 2006
SONO IL RE DEL NIENTE – 6/9/06
Sto rimirando da qualche minuto il mio abbonamento al Modena F.C.
Non è tanto l’immagine dei 2 bambini che dipingono “W il Modena” sul muro dello stadio a colpirmi, ma il mio nome scritto in basso a destra.
Questo abbonamento è l’unica tessera che ho. Cioè, tolte Patente-Carta d’identità-Bancomat, non c’è altro nel mio portafoglio che mi faccia sentire legato a qualcosa. Riflettendo, è una mia scelta molto meditata.
Io sono di sinistra, lo sanno tutti, voto Quercia da una vita, leggo Repubblica, vado all’Unità, e via dicendo. Ma non ho mai voluto tesserami per il partito, sebbene il mio amico Assessore abbia spiegato più volte l’importanza di fare numero per avere maggior peso politico. Nemmeno ho la tessera della Coop, dove esclusivamente vado a fare spesa fin dalla nascita: e trattasi di tessera gratuita, alla quale sono abbinati sconti e premi fedeltà (che ben mi spetterebbero). Persino nei locali che frequento, se richieste, fornisco false generalità: cosa ovvia se vai in un bordello, ma in un club dove si ballano i latino-americani non c’è motivazione logica per tale comportamento.
Ma in realtà sì: io sono un cane sciolto. Sto bene in mezzo al branco, anzi cerco la compagnia della gente, ma quando viene il momento di condividere una idea, un progetto, beh il mio progetto è sempre un filino diverso. E quindi rimango in quell’orbita, ma senza schierarmi apertamente.
Dirò di più: essere inseriti nelle cose, nei circoli, negli ambienti di lavoro, è una schiavitù, necessaria quanto volete, ma sempre schiavitù rimane. E gli orari, e le relazioni interpersonali. Mi fa sentire non adulto, ma vecchio. Intendiamoci: se sto in casa 2 sere di fila, la terza mi suicido. Sono il tipico uomo che non basta a sé stesso, ho bisogno della gente. Ma quando va a me.
Capisco l’obiezione: Thomas sei troppo furbo; se tutti facessero come te.. Ooooooooook, vaaaaaa bene, d’aaaaaaaaaaccordo. Non è davvero importante quanto ho scritto finora, e forse neanche ho reso l’idea di come sono realmente. Magari ci torno su. O magari no. E’ il mio blog questo, no?
CALCIATORE del giorno:
Banale e doveroso al tempo stesso: Giacinto FACCHETTI, che non ricorderò qui per i suoi meriti sportivi (titoli vinti, gol segnati, ecc), né per i demeriti (essere interista). A me, troppo giovane per averlo visto giocare, ha sempre dato l’idea di un uomo sereno, infinitamente meno rosicone, a parità di fiaschi e debacle, di quei soggetti che lo attorniavano (Prisco, Moratti junior, Pellegrini, Corno. E chi + ne ha + ne metta). Tanto gli basta per meritarsi il mio estremo saluto
4 Sep, 2006
ARE YOU READY? GET READY – 4/9/06
Gli innamorati lo sono per sempre, e ancora lo siamo io e te.. (omonimo successo di Umberto Tozzi): questa è la prima cosa che mi è passata per la testa quando ho rivisto S. venerdì sera; un abbraccio intenso, e un lungo bacio quasi liberatorio.
Perché sì, mi sono cacciato in un casino, ma ragazzi, che bel casino! Per tutta la sera non ho potuto evitare di baciarla e rimirarla: era così bella, e così dolce pure… tutto quello che un uomo cotto e stracotto (patocco, nel mio dialetto) può desiderare.
Le chiacchiere stanno a zero; e io, dopo essere arrivati in un posto romantico al quale pensavo fin dal primo pomeriggio, sono riuscito giusto a dirle “quanto sei bella” e “ti voglio bene”: venti giorni senza vederci erano stati una infinità, avevo bisogno del contatto fisico; parole se ne erano sprecate anche troppe, soprattutto da parte mia, bisognava carpire tutto quello che quelle fugaci ore potevano offrire. Già, è inutile nasconderlo, mi ero presentato al nostro appuntamento non certo brillante come lo ero stato al mare (il sentimento era già un po’ troppo denso, e son restato. Lucio Battisti), portandomi dietro 2 grossi punti interrogativi:
- il primo, connaturato al mio essere uomo e quindi desideroso di concupire la donna amata, era proprio questo: fin dove potrò spingermi (nei baci, con le mani.. specifico per chi fosse ancora più a digiuno di me dell’argomento)? Perché poi rovinare tutto è un attimo. Facile, direte voi, sono le donne in questi casi a decidere per noi. E non nego che sia andata così. E nemmeno la cosa mi preoccuperebbe se non temessi di averla vista per l’ultima volta. Ma questo ci porta al mio secondo dubbio;
- l’andamento della serata avrebbe determinato il prosieguo della nostra storia? O comunque quello che già c’è tra noi era una garanzia per il futuro “a prescindere”? Sappiate solo che l’indomani ho atteso con trepidazione il suo messaggio: tanto bene o tanto male. Dal mio punto di vista era stato un incontro fantastico, da bissare quanto prima.. Ma io sono libero e innamorato, non posso basarmi sulle mie sensazioni; e sui miei sogni.
Comunque sì, è andata bene, e lei, con la sua viva voce mi ha detto di essere felice e di stare da Dio. Posso sperare di rivederla ancora.
Questo lungo incipit vi fa capire come possa essersi snodato il resto del mio weekend.
Sabato 2 settembre: lavori agresti alla mattina, pomeriggio in bici. Giro demenziale come itinerario e chilometraggio: per andare a Pavullo da Vignola, praticamente sono andato a voltarmi a Fanano. In realtà ho risalito la valle dello Scotenna (che, insieme al Leo, sono i 2 affluenti del fiume Panaro), e poi, passando da Renno, pieve romanica del decimo secolo, mi sono presentato nel capoluogo del Frignano. Ben presto mi sono reso conto che stavo compiendo una cronoscalata, ma non lottavo contro un altro ciclista, bensì contro il tempo: e il buio, complice i crampi che mi hanno rallentato nella discesa, stava per sopraffarmi.
Arrivato a casa alle 20.40, cena-doccia-Italia. E poi fuori: perché, quando io dico ubi maior minor cessat, provo un grande senso di ingiustizia a pensare che maior debbano essere le donne, e quindi l’amore, e minor gli amici. Come se l’amicizia fosse una sottospecie dell’amore, un sentimento di serie B. E siccome avevo boicottato gli amici la sera di venerdi per vedere S., sabato, pur non reggendomi in piedi, ho raggiunto C. e P. al baile. E buonanotte al secchio.
Domenica 3 settembre: mattinata da spazzacamino, in quanto i miei camini hanno la spiacevole consuetudine di prendere fuoco, specialmente quando a fine inverno i venti li investono da oriente. Quindi va fatta annua pulizia prima di cominciare ad accendere il fuoco, speriamo sia il più tardi possibile (vi ho già detto che amo l’estate come me stesso, vero?)
Pomeriggio a pesca, nel nostro lago, bacino artificiale grazie al quale irrighiamo i campi e le varie colture; in realtà, di 4 ore, 2 le ho passate al telefono con S.;
Serata di totale relax, viatico per una settimana da leoni, tra studio, campagna e festival de l’Unità: domani sera concerto gratuito di Gianluca Grignani. Venite numerosi
CALCIATORE DI OGGI
Adesso mi sento Bobo VIERI: quando è innamorato (diciamo quando corre dietro alle veline, forse è meglio) non capisce un cazzo.. Poteva scegliere mille squadre, fare un reality, ed è tornato all’Atalanta a 1500¤ al mese.. Io paradossalmente ho apprezzato, non perché creda nella sua romantica scelta di chiudere la carriera nella città che lo ha lanciato, ma perché anche Bobo è un uomo: anzi, se ricordo bene, è più uomo lui di tutti noi messi assieme! Boh!?
1 Sep, 2006
UBI MAIOR MINOR CESSAT – 1/9/06
Sottotitolo: uscire con una donna sposata.
Inutile dire che il problema si pone allorquando S. mi chiede di vederci stasera. Premetto che, nonostante io abbia una morale abbastanza forte, nel corso degli anni mi è capitato varie volte di uscire con ragazze mentre ero “impegnato”. Non cerco giustificazioni. Tanto vi ho spiegato più volte di essere per natura un centravanti; e se mi capita la palla-gol in area devo, I must, I ought, segnare (to score).
In pratica però, io gestivo la cosa in questo modo: la mia fidanzata era di Modena? Portavo “l’amante” a fare un giro a ReggioEmilia. La mia donna era di Bologna? Me ne andavo a zonzo a Ferrara. Chiaramente onde evitare “spiacevoli” incontri. E sempre salvo il fortunato caso nel quale non ci fosse da andare in nessun posto, visto che la donna di turno viveva sola (e quindi la guzzavo a domicilio), oppure si agiva in macchina in un qualche ciglio della strada(“per fare insieme in qualche posto accosterò”: Ligabue, Ballando sul mondo).
Stasera però sono io quello libero e lei quella impegnata: dove vorrà andare? Sarebbe astuto dirigersi in qualche ameno paese del nostro appennino, ma ciò andrebbe a scapito del fattore tempo. Cioè, se ci incontriamo alle 9 e lei a mezzanotte deve essere a casa, non posso sputtanare un ora di macchina tra andata e ritorno. Insomma, io subodoro la fregatura, nel senso che il mio romanticismo andrà a discapito del pragmatismo che si deve avere quando si esce con una donna che non è la tua. Ma questa è un’altra storia..
Stavo sottovalutando una possibilità tutt’altro che remota in questi casi: la defezione dell’ultimo minuto! Qualsiasi cosa può far saltare il nostro incontro, paradossalmente anche una mia scelta, che da 20 giorni non chiedo altro che rivederla.
Scusa Ciotti, sono Ameri, qui al Ceravolo è cambiato il risultato: Roma in vantaggio.. S. mi ha appena confermato che viene lei nella mia città dove, sempre secondo lei, non conosce nessuno. Peccato non vivere già da solo. Ma questo dipende da me, quindi niente recriminazioni.
Vi domandate dunque, perché ubi maior minor cessat? perché nel pomeriggio avevo detto al mio amico C. che sarei andato con lui all’UniRe; queste sono quelle cose comprensibili, ma che a me dispiacciono. Uno filosofeggia giorni, poi appena la tipa ti chiama tu cali le braghe e tutto il resto non conta più. Chiamo C. e mi scuso: è il minimo
CALCIATORE del giorno:
Antonio CASSANO (Fantantonio): tornato in Nazionale, dovrà combattere mille pregiudizi, sull’uomo prima ancora che sul giocatore. Io, che è una vita che mi sento in dovere di dimostrare qualcosa, pur sapendo che razionalmente non ce n’è motivo, voglio dirgli: Vai Antonio, 2 dribbling, 3 finte, e possibilmente il gol, che per noi attaccanti è poi l’unico metro di valutazione, e il passato viene cassato (gioco di parole).