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26 Feb, 2007

Bentrovati

Inviato da cinein 11:33 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Giochi coi miei sogni – dimmi perché - Straccio quel numero – e senza di te – Diventerò una star, una celebrità – La gente intorno a me – dovrà capire che – Diventerò una star…

 

Questo breve incipit musicale (hit dei Finley) per far capire che il progetto “Thomas Moro” va avanti. Tranquillizzati dunque i miei attenti lettori, e scusatomi al contempo per il disorientamento arrecato loro dal cambio di indirizzo (many thanks a iobloggo.com, che mi ha ospitato nei 7 mesi precedenti), riprendo da dove ci eravamo lasciati: un bacio d’autore in un tiepido giorno d’inizio febbraio. Ora, sarò all’antica io, o forse (chissà con che diritto poi: bambolina barracuda, Liga) mi illudo che le ragazze con le quali esco debbano essere per forza romantiche, ma c’è qualcosa che non mi torna. L’equazione è invero facile, ma io mi ci perdo sempre: corteggi (mia tròp, an, c’a ne’s sa mai) la donna, crei una situazione gol, magari segni anche (il bacio di cui sopra), e poi? Nella mia testa sei già “a campo vinto”, devi solo lasciare che le cose seguano il loro corso, e ti ritrovi la cosa più bella del mondo tra le mani.. SAI NO? Preferisco ammantare nel dubbio tutto il resto, il nome di quella che mi ha ridotto in ambasce, ciò che osta alla “naturale prosecuzione” del nostro rapporto (chiaramente ho elaborato varie teorie), financo il racconto delle mie ultime “mosse”. Preferisco riprendere il mio ruolo di cronista, ovviamente di me stesso e di ciò che mi circonda, ma sempre in terza persona. Disincantato e disilluso come dev’essere un ometto della mia età.

E dunque, dove può andare a sbattere la testa un bravo ragazzo come me il sabato sera? Ma in centro a Bo (“Bologna per me provinciale – Parigi minore – mercati all’aperto, bistrot – della rive gauche l’odore” omonima di Guccini), zona universitaria, per respirare un’aria un po’ più internazionale, quasi una fuga dalla retorica quotidianità padana. E così ci siamo mischiati ai tifosi del Madrid nel pub a guardare il derby con l’Atletic (1-1 per la cronaca, il sottoscritto col berrettino dei colchoneros in testa); e poi S.P., crogiuolo di razze diverse in 50 mq, rum&fruit ancora assestato sui 3 euro, fino a che mi trovo schiacciato contro Serena, 19 anni, francese dei Pirenei: sai, studio ingegneria… Avrei voluto dirle di quando ero bambino, e portavo il letame dalla stalla alla concimaia. Creavo dei veri grattacieli di sterco, e mi immaginavo un domani ingegnere edile. Ma non mi è sembrato il caso, e non solo perché non avrei saputo tradurlo in francese. Ho lasciato che la calca mi sospingesse più in là, fin verso l’uscita. Oggi, domenica 25 febbraio, ennesima ripartenza di chi non ha poi una meta ben precisa in testa, relax totale: domani c’è da andare a Malpensa a prendere un amico reduce da 15gg di spiagge esotiche. Vecchio storico!

 

MOTTO LATINO DEL GIORNO: Parva sed apta mihi. Trattasi della mia Opel Corsa, che sin da maggio 2000 mi accompagna nei posti più ostici (che sia il centro di una città, dove la parcheggio in un fazzoletto, o le adiacenze del M., dove ispezionano le vetture – do you remember? – in cerca di droga). Magari non fa colpo sulle donne, ma considerato che con un litro di gasolio fa 25 km…

 

 

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