19 Apr, 2007
What's on
Tema del mio intervento odierno è IL CINEMA
Approcerò il tema con sano disincanto: per me film è sinonimo di azione, risate, culi (la mia personale Palma d’oro per Tinto Brass, grazie al quale sono assurte all’onore della cronaca, tra le altre, Claudia Koll, Stefania Sandrelli, Laura Antonelli, Francesca Dellera).
Niente di strano dunque se i film che ho visto il maggior numero di volte sono: 1) Altrimenti ci arrabbiamo, cult movie con la coppia, italianissima a dispetto dei nomi d’arte, Terence Hill e Bud Spencer; 2) Lo chiamavano Trinità, medesimi attori protagonisti, “venticello” guest star; 3) Attila il flagello di dio (A come atrocità, doppia T come tempesta e terremoto, I come ira di Dio, L come laco di sangue e A come adesso vengo lì e ti spezzo le corna), un Diego Abatantuomo prima maniera; 4) Fantozzi, con Paolo Villaggio costretto alla visione della Corazzata Potionkin (non si scrive così, ndr) durante una sfida mondiale dell’Italia; 5) Rocky Balboa, la maschera di sangue di Sylvester Stallone che invoca Adrianaaaaaaa sul ring; 6) un titolo a vostra scelta dove recitassero(?) contemporaneamente Renzo Montagnani, Alvaro Vitali ed Edvige Fenech.
A tutt’oggi aborro le pellicole lente: quindi una croce va posta sui registi “nordici”, da Lars Von Trier a Cronenbergh, passando per tanti semi-sconosciuti danesi e norvegesi. Massimo grado di pericolo anche per un certo cinema francese, vado retro aprioristico per i film “orientali” (cinesi, giapponesi, coreani: fate dei transistor, c’le mèi!).
Ho addirittura elaborato una teoria per la quale ha senso investire 7,50 Euro in un cinema con maxi schermo e 57mila dolby surround solo per vedere film d’azione, con effetti speciali e colpi di scena a go-go. Una pellicola girata in uno sgabuzzino, con 4 attori e 3 dialoghi in croce, può tranquillamente essere goduta sul divano di casa: il vostro televisore sarà più che idoneo allo scopo!
Ciò non toglie che ultimamente, sarà che di “boiate” ne ho già viste abbastanza, sarà anche e soprattutto grazie ad F. e M., io stia spostando la mia attenzione su spettacoli un minimo più impegnati. Sabato, ad esempio, mi sono sciroppato “Centochiodi”, ultimo (temo in senso assoluto, visto l’età anagrafica del regista) lavoro di Ermanno Olmi, dove anche un Raz Degan (non bevevo Jagermeister perché… sono fatti miei!) fa la sua porca figura.
Per giunta mi piace sempre più andare a teatro, nonostante i biglietti abbiano prezzi non modici (30 euro sono un trentesimo di uno stipendio medio, eh!), e lì, dall’avan-teatro al Lago dei Cigni, non ho davvero preclusioni di sorta. Noto che la mia ignoranza in materia è evoluta prima in curiosità ed ora in interesse. Con l’arrivo della bella stagione faccio conto anche di vedermi alcuni concerti (io stesso suono più volentieri all’aperto): Vasco all’Heineken Jammin Festival, quest’anno a Venezia, unica mia data certa!
Hasta luego, amigos
12 Apr, 2007
Westlandgracht
Sottotitolo: Io ed F. ad Amsterdam
Considerata la meta del nostro viaggio, prevengo subito le vostre 2 più scontate domande: sì, ho guardato con interesse le famose “vetrine” della città, ma non ho consumato; no, nei coffee-shop non ho nemmeno messo piede. Dunque, che cakkio ci sono andato a fare fin là in cima?Andiamo con ordine: intanto si trattava, per usare una metafora calcistica (tra l’altro poche soddisfazioni in questo campo in mia assenza), del classico pallone che spiove verso di te al limite dell’area. Palla carica d’effetto, sì insidiosa che 9 su 10 o la lisci o la calci in tribuna, ma troppo invitante per tirarsi indietro!
Peraltro io lo so che, non possedendo qualità particolari o una volontà di ferro, cioè quelle cose che fanno emergere un uomo sulla distanza, per “fare del bello” debbo giocoforza puntare tutto sull’exploit; e sulla mia innata capacità di cavalcare l’onda, cioè sul capire quando passa quella giusta. Ora posso dirlo, anche stavolta ho visto bene. Del resto, ricorderete, avevo un solo vero dubbio al riguardo: il viaggio in treno, 19 ore con cambi a Bologna, Milano e Basilea, che poteva spezzarmi le reni ancor prima di toccare il suolo olandese. Non è stato così (sentito ringraziamento alla mia schiena), e anzi, due ore dopo l’arrivo in stazione centrale già mi aggiravo per l’Hortus Botanicus di A’dam. Nei giorni a seguire abbiamo visitato i musei dedicati a VanGogh (gli “Iris” il suo quadro più bello in esposizione, n.d.r.), a Rembrandt (ma non solo, al Rijskmuseum trovate tra gli altri un certo Vermeer) e ad Anna Frank (sì, proprio la bambina autrice del diario che leggevate alle medie, l’ebrea nascosta in una casa, ora museo, di Amsterdam, alfine scoperta e poi morta nel campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen); abbiamo fatto una romantica crociera in battello lungo i canali, ammirando palazzi e rasentando house-boat (case galleggianti) in un ingegnoso sistema di dighe e chiuse; abbiamo mangiato le prelibatezze della cucina olandese a mezzogiorno, mentre la sera veniva dedicata ai menù internazionali (Tibet ed Indonesia, segnatamente). Il sistema dei trasporti è efficientissimo (anche il nostro hotel, lontano ma pulito, era ben servito), il clima frizzante (temperature da fine inverno ma con cieli sereni), la gente educata e poliglotta. Insomma, le giornate mi sono passate da Dio, e di questo va dato il giusto merito ad F. Io non sono un piantagrane, mi ritengo anzi un tipo accomodante, ma ciò non basta a giustificare la perfetta intesa che si è creata tra di noi. Notate che con F. avevo finora passato “solo” varie belle serate, ma questi 6-giorni-6 trascorsi insieme mi hanno fatto conoscere una persona di cultura, bella a tutto tondo (riferimento voluto alle rotondità anatomicheA beneficio di chi intenda recarsi nei Paesi Bassi, pubblico i nomi dei giorni della settimana in olandese, abbreviazioni fondamentali per capire gli orari dei tram: ZAterdag (sabato), ZOndag (dom), MAandag (lun), DInsdag (mar), WOensdag (mer), DOnderdag (gio), VRijdag (ven). BUON VIAGGIO!
4 Apr, 2007
Paolo Fresu chi?
Cominciamo da qui: come troppo spesso ancora mi capita, ho millantato qualità/possibilità che non ho o comunque tutte da verificare. Trattasi nella fattispecie del Cd di Paolo Fresu; quando mi è stato chiesto se potevo scaricare dal web alcune canzoni di tale autore e farne un cd, io ho prontamente risposto di sì. Solo dopo ho scoperto che stiamo parlando di un Jazzista e soprattutto che suoi brani on-line se ne contano sulle dita di una mano. Nessuno dei miei amici, ovviamente direi, sa manco chi sia Paolo Fresu. Morale, o mi compro il cd originale (vade retro Satana) e lo masterizzo, oppure dico: scusa, mi sono sbagliato, sono un parolaio
. Trattasi di sega mentale direte voi, ma serva quantomeno a far capire che non è che on-line ci sia proprio tutto…
“Ti regalo le mie scarpe, sono nuove, prendi anche qualche libro, può servire, saprò alzarmi in volo, e vedere dove sei, ti manderò, a dire goodbye”. Parole e musica dei Nomadi per salutarvi before I go. Venerdì in tarda mattinata si parte per Amsterdam, e per varie (invero guzzanti) circostanze credo che non riuscirò a salutare personalmente che pochi amici: lo faccio dunque con queste due righe, accludendovi i miei migliori Auguri di una serena Pasqua.
Vi dirò, intanto ho serenamente superato lo choc del lungo viaggio in treno, tant’è che anche il pur breve tragitto da casa mia alla stazione di Bologna lo faccio by train! Poi noto che questa spedizione sta diventando tanto estemporanea quanto carica di significati. Premesso che sono un provinciale, quindi uno che non prende su e va in Olanda come andrebbe alla Coop a fare spesa. Considerato che è la prima volta che “vado in vacanza” con cotanta compagnia e ciò può riservare sorprese, io credo positive. Detto che ad Amsterdam non cerco niente di particolare, ma la città e la situazione offrono tanto, sì che io immagino di tornare indietro con qualcosa (non l’Aids, un kilo di droga o un quadro di VanGogh trafugato,
).
Necessitas non habet legem, espressione sempre di moda quando si ha voglia di fare una cosa e la si giustifica dicendo che in quella situazione non si poteva fare diversamente, anche se poi la legge quella cosa la vieterebbe… Vi dice niente?
