5 Jul, 2007
Zero Assoluto
Inutile dire che per un po’ avevo pensato che anche per te potesse esserci tra di noi qualcosa di più di baci e fuggevoli rapporti in auto. Eri carino simpatico e intrigante. Ma evidentemente non era. Ad ogni modo, c’è un tempo per ogni cosa e il tempo è chiaramente scaduto. Un ultimo saluto. (Omissis)
Ciao ragazzi! Come è cominciato il vostro luglio? Il mio col bel messaggio d’addio che leggete qua sopra. Non vorrei drammatizzare, erano alcuni mesi che con questa M. non ci si vedeva. Sapete che dal mio viaggio ad Amsterdam l’unica ragazza che frequento è la cara F.; probabilmente, visto che la settimana dopo mi sono ammalato, non l’avrei rivista comunque. Ad ogni buon conto, registro che la mia millantata agenda piena di ragazze disponibili va dimagrendo (un po’ come me!) di giorno in giorno.
Ma oggi è giornata campale per un altro motivo: mi sono arrabbiato. Di brutto e col mondo intero. Sfortunatamente ero in ufficio da solo e il cestino ha dovuto subire il mio raptus. Per la cronaca, non ha avuto scampo, ma almeno non ha sofferto.. Perché adesso è ufficiale: la situazione mi è completamente sfuggita di mano. Mettiamola così: mi sono ammalato, e ho dovuto fare delle scelte, dei sacrifici dolorosi, un po’ come le piante d’estate quando non trovano più acqua nel terreno per nutrirsi. Prima sacrificano alcuni frutti, poi perdono tutte le foglie. Infine la scelta più dolorosa: lasciar cadere i frutti, che rappresentano la possibilità di proseguire la vita in nuove piante (in teoria gli uccelli mangeranno i frutti e sputeranno i semi, dai quali le nuove piante, in giro) o sacrificare se stessa cedendo ai frutti, che qui potete vedere come figli, la poca linfa vitale. Io sono arrivato a questo punto, e poiché non mi va di crepare a 33 anni, debbo tirare i remi in barca a tempo indeterminato lasciando che tutto il resto intorno a me vada a puttane. Di questo mio dolore al costato finora non ci hanno capito nulla, soprattutto non intervengono con decisione per capire perché ormai faccia fatica anche a digerire un riso in bianco o perché abbia mancamenti quasi quotidiani. In questa condizione anche i rapporti che ero riuscito a preservare sono più che a rischio. In campagna semplicemente non ho forza per lavorare: ho provato a farlo sabato, fino al lunedì mattina non stavo in piedi. In ufficio tengo botta, solo che la parte più importante del mio lavoro non si svolge dalla scrivania.. Rapporti interpersonali, beh, ai minimi storici. Vorrei essermi rotto una gamba: Almeno la gente saprebbe che sono a letto ingessato e non mi cercherebbe. Così invece finisco per rifiutare tanti di quegli inviti che prima o poi la gente si stancherà di invitarmi, visto che la mia malattia è poco chiara e uno la scambia per sfaticatezza..
Oggi, all’ennesima richiesta di un cliente se gli avevo fatto quel lavoro, e alla mia ennesima risposta negativa, lui mi ha congedato, io ho riagganciato il telefono, l’ho buttato nel cestino e ho calciato il cestino contro al muro. Non ne posso più!
Prima di ciò avevo fatto delle ricerche su internet per provare a capirci io qualcosa e di conseguenza a chi rivolgermi per avere aiuto: oh, coi miei sintomi potrei avere di tutto, dal diabete, all’Aids, alla pleurite, a stress da lavoro(!). Quindi sono punto e a capo. Non so nemmeno perché sia qui a scriverlo. Ma fra 15 giorni comincio a raccogliere la frutta, lì non posso defilarmi. E sono già nel panico..
POST SCRIPTUM: onde non annoiare nessuno con altri post medico-piagnucolosi, comunico che il blog è sospeso fino a data da destinarsi, cioè fino alla mia guarigione. Domani sera sarà un’altra giornataccia: dovrò dire a F. che non me la sento di prenotare per Copenhagen
1 Jul, 2007
Buon Compleanno
Yo se que no he sido un santo, pero lo puedo arreglar amor – No solo de pan vive el hombre y no de excusas vivo yo – solo de errores se aprende, y hoy se que es tuyo mi corazon..
Il fantastico duetto Alejandro Sanz – Shakira ci introduce al weekend, e non è un fine settimana qualsiasi: QUESTO BLOG COMPIE UN ANNO (ED IO COMPIO UN ANNO DA SINGLE)!
Correva il primo luglio 2006, sabato sera, quando la mia mujer ordinò la resa dei conti davanti a 4 tigelle e 2 sottaceti. Molta acqua è passata sotto i ponti, molte le cose che ho fatto, le persone che ho conosciuto, i luoghi che ho visitato. Ma lo smarrimento di quella sera è ancora scolpito nel mio cuore. Perché io non ho rimpianti, ho sempre fatto quello che volevo: non ero in effetti pronto a sposarmi, e meno che mai a metter su casa e famiglia. Non con lei almeno, per quanto le volessi un gran bene. Inevitabile arrivare al punto di non ritorno.
Solo che non si è mai pronti per dirsi addio, meno che mai dopo aver fatto un pezzo di strada così lungo insieme. E così, se “quando nasce un amore è l’universo che si svela, mille parole in una sera” (F. Mannoia), quando finisce è l’esatto contrario: non c’è più un cazzo da dirsi. Ed io non ho proprio più parlato con lei da quella sera, se non di amenità in occasione dello scambio di auguri per le feste comandate. La cosa è sommamente triste, perché non è che dovesse finire per forza così: so che la cara F. ad esempio mantiene rapporti cordiali coi propri ex, mentre G. mi va in depressione dopo la fine di una storia. C’è chi ha ritorni di fiamma, magari anche per una sola sera.. Noi niente! Insomma, per riallacciarmi all’incipit musicale, non posso nemmeno dire: “ay amor, fue una tortura perderte”.
Peraltro io non credo alle coincidenze: esattamente un anno fa vidi in televisione “Il santo”, film con Val Kilmer nei panni di un ladro internazionale che ad ogni colpo cambia identità, cioè travestimento e soprattutto nome, sempre però quello di un santo Cattolico. Qui nella fattispecie è Tommaso Moro (francesizzato in Tomà Morò
, personaggio che mi colpì a tal punto da diventare il mio pseudonimo in questo diario on-line. Beh ieri sera, in occasione del primo anniversario, Rai3 me lo ha giusto mandato in onda..
Altro assolutamente positivo da segnalare nel weekend in corso: Valentino Rossi ha battuto alla grande Stoner, rilanciando la propria candidatura nel mondiale. Guardate, è stata una liberazione. Quest’anno il binomio Ducati-Bridgestone è più performante del duo Yamaha-Mìchelin. Il titolo è destinato ad andare a Casey Rolling-Stoner (così soprannominato per la sua innata tendenza, fino all’anno scorso almeno, a finire gambe all’aria), e la cosa sembra già pacificamente acquisita dagli altri piloti. Ma non da Vale, che tiene la fiammella accesa con classe e grinta. Proprio quello che ho cercato di mettere in campo io negli ultimi due mesi, per fare le mie cose sopperendo alla totale mancanza di forza. E venerdì ho messo a segno un colpo professionale che da solo può riscattare tutto il primo semestre 2007.. Speriamo bene!
