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29 Sep, 2007

Il colloquio

Inviato da cinein 09:49 | Permalink Permalink | Comments Commenti (1) | Trackback Trackback (0) | Generale
Colloquio, dal latino Cum + loquor (loqueris, locutus sum, loqui, verbo deponente della terza), dunque parlare insieme. Se c’è una cosa di cui non mi piace parlare è di lavoro, meno che mai con colleghi, peggio ancora quando un collega “sopraordinato” ti interroga. Cosa che per me era in programma ieri: la casta di cui faccio parte, almeno quella della mia provincia di residenza, nei primi 2 anni di professione verifica a cadenza semestrale la professionalità, chiamiamola così, dei novellini. Io, notoriamente non amo preoccuparmi delle occasioni formali, prova ne sia che sono andato a cotanto colloquio in jeans. Ciò non toglie che, un conto sia bluffare con gente ignara, un altro dissimulare competenze con professionisti di lunga data. Avevo quindi deciso di dedicare le serate di lun-mart-merc ad un pur rapido ripasso generale… Ma io mi domando e dico: quando mi ficcherò in testa una volta per tutte che siamo in Italia? Il mio incontro si è risolto nel giro di 10 minuti, la maggior parte dei quali passati a discorrere di amenità, puntualmente verbalizzate(!) dal cancelliere. Ogni volta mi sembra di aver preso troppo sotto gamba l’impegno di turno. E ogni volta scopro poi di aver fatto anche troppo!Notare che mi presentavo in notevole ritardo sui termini di legge (aprile 2007): avevo infatti chiesto una proroga di 2 mesi per i noti motivi di salute. La qual cosa dovrebbe rappresentare un’eventualità estrema, da attivare solo in casi di forza maggiore. Io non vado tanto a sapere, ma eravamo convocati in 7 per il colloquio ed in 3 esibivamo certificazione medica. Un po’ come quando ci si presentava dal prof di ginnastica con la giustificazione perché quel giorno proprio si aveva voglia di fare altro.. A me è questo che piace del Belpaese: fatta la legge trovato l’inganno. E via di condoni, proroghe, prestanomi, nepotismo, auto blu, inquilini abusivi, evasori e paradisi fiscali, portoghesi, lavavetri.. Di contro, la stessa cosa mi spaventa mortalmente, pensare che tutto il nostro sistema si regga su di uno zoccolo duro di sgobboni e gente per bene, che alle 6 di mattina inizia il turno in fabbrica, che puntualmente paga le tasse, le multe, il canone rai, l’Ici, il mutuo. Costoro sostentano i 3 milioni di impiegati statali, e pagano la pensione di non so quanti milioni di anziani. Se anche una piccola parte di questi morigerati stakanovisti (fessi?) decidesse di passare all’altra sponda, per me facciamo un botto che altro che Argentina. Sei mesi di rivolta fiscale al Nord e diventiamo gli Usa del vecchio continente. Nel mio piccolo, io rimango a metà del guado. Non sono lavoratore dipendente, quindi il datore non trattiene a monte quanto debbo all’Erario. Decido io di anno in anno quanto dichiarare nel modello Unico. In effetti mi scoccia versare contributi per una pensione che non vedrò mai. Sono invece solerte ed attento a pagare tutti i singoli balzelli (bollo auto, Ici, Tarsu, bollette varie): qui non si può sperare di farla franca. Prima o poi verrai beccato, e con sanzioni e interessi l’importo si raddoppia.. Meglio pagare 1000 euro oggi che 2000, pur rateizzati, fra 5 anni, no? Con questo vi saluto, ricordandovi che in questi giorni nelle Terre di Castelli è in programma il Poesia Festival. Amor che a nullo amato amor perdona (porco cane, lo scriverò sui muri e sulle metropolitane. Jovanotti, “serenata rap”;)

19 Sep, 2007

Fructus Fructus

Inviato da cinein 18:34 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Veloce riepilogo della situazione: mercoledì 12 ho finito la raccolta delle pere, altri 2 giorni e anche le mele sono finite nelle mie capienti casse. Dovete sapere che io non vendo tutta la frutta che produco, ma ne tengo una certa parte per autoconsumo. Il mio menù quotidiano ricalca grosso modo quello del “Pranzo è servito” di Corrado: primo (solo a pranzo), secondo (solo a cena), formaggio-dolce-frutta (sempre); quindi è prevista frutta 2 volte al giorno. Sarei un pirla a vendere i miei prodotti a 30 centesimi al kilo per poi ricomprarli a 3 euro in Coop, no?

Ciò si scontra con la constatazione empirica che ognuno di voi avrà sicuramente fatto: la frutta non si conserva tanto a lungo. Cioè, se io “metto da parte” una cassa di pere appena raccolte, quindi ad agosto, anche se stipate nella più buia e fredda cantina al più tardi a Natale saranno marce. Questo è il motivo per cui non vendo direttamente le pere a casa: senza una cella frigorifera la loro conservazione è impossibile. Le mele invece hanno una maggior resistenza. Io a fine settembre ne accatasto più o meno 10 q.li e, magari controllando ogni tanto le casse (verissimo il proverbio della mela marcia che fa marcire tutte quelle vicine), fino a Pasqua sono servito. A maggio poi le prime ciliegie saranno già mature sulla pianta, e via daccapo.

Voi che il 31 dicembre vi affrettate nei supermercati per comprare i 3 benaugurali chicchi d’uva da mangiare a mezzanotte! Esiste una qualità, cosiddetta uva d’inverno, che io vendemmio a fine ottobre e si conserva tranquillamente alcuni mesi, comunque ben oltre Capodanno. E i Kiwi? Premesso che l’Italia ha un clima molto simile a quello NeoZelandese, patria notoria di questo frutto, le mie 3 piante (2 maschi e una femmina, numero minimo per l’auto-fecondazione) mi assicurano macedonia per tutto l’inverno! Insomma, per risparmiare e mangiare frutta sana (altro che il biologico!) mettete alcune piante in cortile. La spesa è modica, l’impegno relativo e la soddisfazione grande: senz’altro vi appassionerete, documenterete, confronterete. E il vostro mini frutteto sarà il vostro orgoglio! Rimango a Vostra disposizione per qualunque suggerimento vi sarà necessario..

 

Aggiornamento clinico: io ce la metto tutta, veh! Vado in campagna, in ufficio, dormo, mangio, molte sere a letto presto. Vita da atleta insomma. Ma le forze ci mettono un attimo ad andarsene e poi giorni a ritornare. Rispetto alla crisi di fine luglio le cose sono certo migliorate, ma non sono ancora io. Speriamo che il tempo sia galantuomo con me, il 2008 deve essere l’anno del mio riscatto.  

5 Sep, 2007

1973 - James Blunt

Inviato da cinein 11:42 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
 

Dopo mesi di “mutismo e rassegnazione”, come diceva Enzo Braschi – il “Paninaro” del mitico Drive Inn -  mi riaffaccio al mondo. Per raccontarvi l’impressione che ne ho avuto mi avvarrò di un pratico elenco puntato alfabetico:

 

A come Alias: Muoia il vecchio te e sorga un cavaliere. Più o meno sono queste le parole che Orlando Bloom pronuncia nel film “Le Crociate”, quando si trova tra le mura di Gerusalemme alla vigilia dell’assedio di Al Saladdin. E’ privo di un esercito, e quelle parole dovrebbero servire a infondere coraggio nei cittadini che si apprestano a fronteggiare il nemico musulmano (molto attuale, direi). Io non saprei dirvi se dalle mie ceneri, cioè da quelle di Thomas Moro, stia sorgendo un cavaliere o un buono da niente. Quel che è certo è che gli ultimi tempi mi hanno cambiato. Ben diverso è vivere alla giornata per necessità e non per scelta. In questo istante sono moderatamente soddisfatto: sono riuscito a lavorare tutta la settimana nei campi e con una certa intensità; sono uscito ben tre sere su sette (a luglio ero uscito 3 sere in tutto!); oggi sono perfino andato a pescare. Ma è nell’approccio alle cose che non mi riconosco più. Se una volta partivo all’avventura, ora non muovo un passo senza essermi prima preparato la ritirata, il paracadute. Chiamiamola sindrome da Pollicino. Non so più quali siano le mie possibilità ed i miei limiti: debbo riscoprirmi partendo da zero. Il mese di Agosto è perfetto in tal senso. Uffici chiusi, amici e conoscenti lontani chilometri: posso sondare il terreno senza il fiato sul collo di chicchessia.

 

B come Bici: ecco la grande assente del 2007. Avevo anche montato pedaliere professionali, regalo di Natale di mio fratello. Il contachilometri è invece rimasto ancorato sui 96, frutto di due giretti primaverili a Modena, mete Parco Amendola e Stadio Braglia. Proprio non c’è stato niente da fare, finora almeno. Ma visto che al letargo mancano ancora 2-3 mesetti, non dispero di agguantare almeno i primi contralti qui alle mie spalle. Per i grandi classici (Sestola e Abetone su tutti), e qui mi rivolgo agli amici R. e C., se ne riparla l’anno prossimo!

 

C come Casa: home sweet home.. Come avrete capito, da maggio ci ho passato un sacco di tempo. Fortunatamente non eravamo nella stagione invernale, perché varie cose contribuiscono a rendere inospitale la mia maison. In aggiunta ad un impianto di riscaldamento di concezione antidiluviana, quindi alimentato a gasolio (qui non arriva il metano) e limitato solo ai primi due piani, si aggiungono finestre con mille spifferi dove ha gioco facile il vento che la notte scende dalle montagne. In compenso in salotto c’è il miglior camino che mai fu costruito: così ho 30 gradi lì, 15 in camera da letto e 10 in solaio.. oh, tutte le stagioni distribuite in verticale! La situazione estiva invece si gradisce (graditur). Le grosse mura impediscono al caldo di entrare deciso, e comunque sempre di notte sarà ventilato. Poi il portico, il parco e… la stalla. Già, quelle poche volte che la canicola ha espugnato casa, tipo estate 2003, io ho calato il jolly. Non c’è posto più fresco di quello che furono le poste delle mucche. E così, tirata l’amaca tra due colonne portanti, si aspetta il temporale che spazzi l’afa. Poca aria condizionata kè!

 

D come Daiana: “Belle e sexy come lei – giuro non ne ho viste mai – ma a me sembra che per te - sia un po’ troppo giovane… Fuggi via da lei – Diana”. Questo pezzo immortale di Celentano e Paul Anka (che si pronuncia Daiana) ci introduce alla novità del Ferragosto incombente: il mio amico più misogino sembra aver trovato la sua musa. E fatalmente trattasi di una ragazza giovane, dove per tale io intendo una under18! Ora si potrebbe aprire una tavola rotonda sull’opportunità, a trent’anni suonati, di frequentare minorenni, pur con tutti i distinguo del caso riguardo al grado di maturità della stessa. Ma a me non va di fare il moralista-bacchettone-perbenista, meno che mai in sede di blog. Mi limito a registrare questa news ed a fare il miglior “in bocca al lupo” al mio amico vekkio storico.

E come Ex, alla ribalta nel mese di Agosto. Dunque, intanto il 26 p.v. si sposa T., quella che fu la prima donna davvero importante della mia vita. Un grande Amore tardo-adolescenziale, cioè assoluto, tipo ci siamo solo io e te e tutto il resto non conta. Il non essere riusciti ad evolvere dalla fase iniziale fece sì che, dopo un primo anno fantastico e tre di alti e bassi, ci lasciammo dolorosamente. Un concorso di colpa, ahinoi, con tanti errori di gioventù. Di lei serbo ancora un bel ricordo e tutte le lettere che ci scambiavamo (che fa molto Brenda Walsh in Beverly Hills), magicamente apparse nel repulisti del mio comò di inizio mese. Ciononostante non andrò al suo matrimonio: le auguro però tutto il bene possibile! Il 9 u.s. ho inoltre avuto il piacere(?) di rivedere N. Casus belli una cena da (ex)amici comuni che non sono riuscito a disinnescare in tempo. Erano 8 mesi che non la incontravo, da quasi altrettanti non la sentivo. Io l’ho trovata un po’ ingrassata, lei mi ha visto un po’ deperito. Nothing else (matter, bella canzone dei Metallica).

 

F come Fata Morgana. Nel breve spazio di una lettera si va dal passato remoto/prossimo al presente. E’ un sollievo scriverne oggi, ora che è rientrata da un periodo di vacanza che ci ha tenuti lontani 15 giorni. A me sono sembrati un’enormità, e questo vale più di ogni sviolinata mediatica. Perché sì, potrei lodarne la cultura dicendo che mi ha battuto a Master Quiz, l’intelligenza e la curiosità vivissima in tutti i discorsi e le cose che facciamo, o la forza di spirito e l’entusiasmo che ha messo in ogni giorno da che la conosco. Ma la sua bellezza e la sensualità, quelle no, le terrò solo per me.

 

G come Gialloblu: qui si passa dal sacro al profano con grande disinvoltura.. Detto che quest’anno non mi sono abbonato (non ho visto la volontà/possibilità di fare un campionato di vertice); aggiunto che il primo obiettivo stagionale, la CoppaItalia, è già sfumato e proprio ad opera del Bologna; tutto questo non significa che i Canarini non siano sempre il mio primo pensiero del sabato pomeriggio: do quindi appuntamento a tutti per il 25 p.v. al Braglia. Battendo il neopromosso Grosseto (che ringrazio a prescindere per aver relegato il Sassuolo in C1) ci isseremo in vetta alla classifica… poi si sa, l’appetito vien mangiando!

 

H come Hidalgo, più precisamente Don Quijote de la Mancha. Prendo spunto dalla trama, che certo conoscerete tutti, per farvi il parallelo tra me e questo nobile cavaliere. Quando una persona finisce per passare troppo tempo da sola, fatalmente perde contatto con la realtà. E così Don Chisciotte, a forza di leggere libri di avventure di cavalieri erranti, si immedesimò a tal punto da partire a sua volta all’avventura. Io mi limiterò a partire, grossomodo a fine ottobre, per un viaggio solitario già ribattezzato “in fuga dall’inverno”. L’idea è puntare verso il sud della Spagna via treno, modalità inter-rail dunque. Percorso minimo Ventimiglia-Valencia (con rientro in aereo low-cost). Prometto ricca documentazione fotografica!

  

I come Ignorant: in questa voce voglio mettere dentro un sacco di persone, a partire da me fino al Re degli Ignoranti (Celentano, da ultimo per la sua polemica superficialona sui mari inquinati della Liguria). “una cosa sola so: di non sapere”, diceva..... Appunto! In realtà la mia mezza cultura va benissimo, perché normalmente la gente che mi circonda ne sa ancora meno! Quindi a seconda delle volte passo per un esperto di diritto, di natura, di lingue, di sport, di food&beverage. Semplicemente, dove non arrivo con la cultura io supplisco con una “sparata ragionata”: ecco, il mio mestiere doveva essere Aestimo. Con i pochi dati in mio possesso riesco sempre a fare una ipotesi verosimile che poi, con innata nonchalance, propino ai presenti… Un po’ mi vergogno a dirlo, ma quanta gente ci casca!

 

J come Johnny: il cagnetto cresce bene. Ancora molto giocherellone (in certi momenti è impossibile lavorare con lui che ti morde le scarpe), troppo amichevole coi forestieri, un appetito da profugo africano (per fortuna che non lo manteniamo a scatolette!). Ormai ha preso pieno possesso del suo territorio, conosce le nostre abitudini lavorative e non: se imparasse a mettere nel cesto la frutta che comunque stacca dalla pianta…

 

L come Lorenzo Lamas: altri non è che il Reno Raines di “Renegade”, ex-poliziotto ingiustamente accusato di omicidio, ora cacciatore di taglie a bordo della sua Harley per California e dintorni. Al anocher questi si contende il mio piccolo schermo con il Teo Mammuccari del sempre divertente “Cultura Moderna”. Per i buongustai segnalo le 2 co-conduttrici Juliana e Lydie.

 

M come Motori: non ci siamo per un cazzo. E non parlo tanto delle impietose classifiche di Ferrari e Valentino Rossi (quest’anno i titoli mondiali prendono altre strade… come l’anno scorso, a pensarci bene!). Qui voglio fare un discorso che tocca tutti e polemizzare contro l’uso dissennato di Autovelox, Photored e diavolerie tecnologiche affini. E’ mai possibile che ogni volta che ti appropinqui ad un semaforo tu debba sperare che questo sia rosso? Sì perché se lo vedi verde in lontananza, non ti resta che pregare che quando ti ci troverai sotto non diventi giallo. La telecamera è lì, pronta ad immortalarti. Seguono a breve 154 Euro di multa e, soprattutto, 6 punti in meno sulla patente. Ora, in teoria passare col giallo è lecito, perché il semaforo dovrebbe rimanere di quel colore circa 4 secondi, sufficienti a sgomberare l’incrocio, prima di diventare rosso. Ma vi garantisco che non è (più;) così. E nemmeno è vero che quando c’è la fila il photored non scatta. E’ l’ennesimo sistema che hanno inventato le amministrazioni per fare cassa, camuffando il tutto con una bella campagna sulla sicurezza stradale. Degli autovelox, fioriti come funghi nelle 2 province di mie competenza, Mo e Bo, nemmeno voglio parlare. Ma vi rammento che essere beccati 40 km/h oltre il limite previsto in quel punto (che sempre saranno i 50/60 km/h, naturalmente in pieno rettilineo), comincia a comportare conseguenze penali che vanno oltre la semplice(?) ammenda.. Dalla mia acidità discende che io sia già caduto sotto tale mannaja: in realtà no, non ancora almeno!

 

N come Note: musicali, of course. In questa lettera voglio dirvi dei miei progressi con la chitarra. Obiettivamente i problemi al costato mi hanno impedito di suonare negli ultimi 4 mesi, ma ormai si è avviato un processo per il quale ogni canzone che mi piace viene ascoltata con orecchio diverso. Di seguito se ne identifica titolo ed autore, la si va a scaricare da internet (e da lì sul mio ricchissimo Ipod) rigorosamente con testo ed accordi. E poi la si prova. Proprio ieri sera mi sono reso conto, quando F. ha abbassato il volume dello stereo perché disturbava i vicini, della fortuna che è vivere in campagna per un aspirante chitarrista. Io posso strimpellare, gorgheggiare, scannare un maiale a qualsiasi ora del giorno o della notte senza che alcuno venga seccato. That sounds good!

 

O come Omicidi: la curiosità della gente trovo che d’estate raggiunga livelli morbosi. Ora, se questa si limita alle “botte di vita” di star e starlette, poco male. Non accetto invece il malcostume di “sbattere il mostro in prima pagina”. Capisco che ad agosto il Belpaese sia chiuso per ferie, quindi fisicamente non possa accadere nulla che riguardi il mondo del lavoro, della politica, della scuola. Da ciò non discende il corollario che alcuni fatti di cronaca debbano assurgere a primaria rilevanza nazionale. Prendi il delitto di Garlasco. A prescindere dal fatto che poi il colpevole sia il fidanzato (ex, pardon), la gemellina del piacere o pincopallino, non vi sembra che un assembramento di giornalisti(?) che inseguono un ragazzo all’uscita da casa rivolgendogli domande del tipo: “ma se non sei tu l’assassino, allora chi è?”, sia grottesco, vigliacco, inutile e non per ultimo illegale?

 

P come Politica. Morissi qua se ho mai cominciato a sfogliare un quotidiano prima di pagina 20: io la politica, in una Repubblica delle Banane come l’Italia poi, proprio non la reggo. Tanti mangiapane a tradimento come quelli che siedono, in Parlamento come sui banchi dei Vostri Consigli Comunali, non esistono in nessun’altra realtà. E poi, l’elettorato! Scommetto che se Corona fondasse un partito, un 2-3% di voti li prenderebbe subito. E con quelli ricatterebbe il mondo. Esattamente come fatto finora dunque, essendo i vip personaggi di un certo peso politico-mediatico, quando non proprio senatori e deputati. Del resto si sa, col nostro sistema anche un Mastella, un Bossi o un Pannella(!!!) possono tener in scacco Maggioranza e Opposizione, figuriamoci Corona-che-non-perdona… ma va a cagher, veh!

  

Q come Quadro. Già ragazzi, la pittura mi appassiona sempre più. Pensate che una delle ultime volte che sono andato in ufficio ho trascorso tutta la mattinata a cercare sul www, per poi ordinarne una stampa, una tela di Pissarro che avevo visto ad Amsterdam. Ad ottobre poi volevo andare a Siena a vedere la mostra tematica su Ingres… qualcuno viene conmigo?

 

R come Roma caput mundi. Non parlo qui della città più bella del mondo, ma della squadra più forte del mondo. O perlomeno quella che gioca il miglior calcio. Quando vedo giocare la Magica io mi diverto sempre, mentre la noia mi pervade mentre vedo Cambiasso o Almiron con la palla tra i piedi, o lo sterile fraseggio del Milan

S come Simoncelli. Por supuesto che pochi di voi lo conoscano. E’ un centauro, corre in 250, che quest’anno propone gare molto più avvincenti di quelle di Valentino, Casey & Co., ma soprattutto è un romagnolo verace. La sua intervista a caldo dopo la caduta ad Assen è finora il momento più entusiasmante del motomondiale: “Cosa posso dire? Lo sappiamo che questa pista è una merda”. Così, in mondovisione!

 

T come Tempo libero. Per me non ha senso una vita tutta di corsa. O meglio, mi piace correre se so che questo mi regalerà poi preziosi attimi di relax (Take it easy, summer hit del carneade Mika). Tipo, torno a casa ai 200 km/h per avere 5 minuti in più per leggere il giornale, guardare la Tv, semplicemente dormire. In settimana lavoro anche dopo cena per poter staccare completamente la spina nel weekend. Capisco che il mio mood of life non sia aderente a quanto richiesto dai guru della società contemporanea, ma io non so ke farmene di Porsche, villa con piscina, cameriera e badante per figli e genitori se poi io non sono mai libero di godermi il tutto. No?

  

U come Unità. Quest’anno facciamo filotto. All’UniBo, che tra l’altro è anche quella Nazionale, sono già stato. All’UniMo andrò al più tardi venerdì 7 p.v. per sentire J.Ax (un urlo per gli Articolo 31) coll’amico C., mentre il primo e unico passaggio a Reggio è fissato per sabato 15: ci sono i Nomadi in concerto! Ma al di là del casus belli che di volta in volta mi schioda da casa, il Festival dell’Unità ha quel certo che di casereccio, di rosso, di gratuito che è un delitto non andarci.

 

V come Vacanze con la propria donna. Io la vedo così: non c’è niente di più bello che prendere su e andare via con la persona che ami. Credo che tutti abbiano sperimentato questa cosa, quindi non mi dilungherò. D’altro canto non c’è niente di più angoscioso che andare via con la tua ragazza se non la ami più o comunque la passione è ormai spenta. Proprio ieri sera uno spassoso Harrison Ford ammoniva la turista in vacanza col fidanzato che “questa è un’isola: se l’amore non ce lo porti tu, qui non lo troverai di sicuro”. Anche a me capitò, dopo mesi in cui si stava insieme ma in pratica ognuno faceva la sua vita, di trovarmi alla vigilia delle ferie con l’incubo di 15 giorni davanti, dover lasciare le mie cose, i miei amici, i miei divertimenti grandi o piccoli per ritirarmi con lei su uno scoglio in mezzo al mediterraneo: non ebbi il coraggio delle mie azioni, ma lo giuro su quanto ho di più caro, non sarò mai più falso e codardo come allora. Tanto più che, sentito da varie colleghe matrimonialiste, l’inizio dell’estate è il periodo nel quale sempre più coppie scelgono di dividersi, non sopportando l’idea di trascorrere 7/15 giorni di niente col proprio partner. Sono certo che a molti di voi fischieranno le orecchie, io, come detto, ho già dato!

 

Z come Zodiaco. Diciamolo chiaro e tondo: fino a qualche anno fa quel poco che sapevo al riguardo mi derivava dalla visione dei “cavalieri dello zodiaco”, cartone animato della mia adolescenza. Pian piano mi resi conto che l’argomento era molto utile nel primo approccio con le ragazze (“sforzandoti al massimo riesci – a dire se toro sta ben con pesci”, Te la tiri, by 883) ma questo ancor non mi bastava: sapete che non riesco ad interessarmi di una cosa solo perché poi ne potrei avere un tornaconto. Ci è voluta la cara F. a dare nuovo impulso alla mia indagine: perché sì, io ho sempre creduto che i pianeti influenzassero il carattere delle persone, ma era una constatazione empirica, e lì moriva. Ora, pur continuando a non leggere gli oroscopi e a diffidare di stregoni e fattucchiere, guardo con vivo interesse al mondo esoterico. Vi terrò aggiornati al riguardo!