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10 Jan, 2008

LARD DISC

Inviato da cinein 11:16 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Richiamandomi alla nuova, esilarante pubblicità di Valentino Rossi per Fastweb, vengo tosto a introdurre il tema dello sproloquio odierno: PERCHE’ LE BADANTI ARRIVANO IN ITALIA CHE PESANO 50 CHILI E DOPO UN PO’ TE LE RITROVI SUL QUINTALE?

 

Il fenomeno è stato da me riscontrato, personalmente, un numero di volte tale da poter ottenere la certificazione Istat e del Ministero della Salute. Ma io mi domando e dico: se anche hai fatto la fame tutta la vita, è indispensabile che appena trovi una tavola imbandita ti sbrani persino posate e tovaglia? Cioè, non ti rendi conto di diventare uno schifoso barile di lardo?

La parabola standard della badante è presto riassunta: provenienza est europa (90% dei casi), età over 40 (diversamente scelgono(?) modi più remunerativi e meno impegnativi di impiegare il proprio corpo), almeno un ex-marito e qualche figlio in patria a cui mandare tutto il proprio guadagno (ricordiamo che il loro vitto e alloggio è a carico della famiglia dell’anziano cui “badano”).

 

Preciso di non voler esprimere un giudizio negativo sul fenomeno badanti: se la società non è più in grado di fornire assistenza domiciliare ai propri vegliardi, inevitabile che figli e nipoti impieghino una parte (cospicua) del proprio stipendio per far assistere il vecchietto. Capisco che il tema faccia meno rumore di Pacs, coppie di fatto, bamboccioni e company, ma si riallaccia allo stesso filone: il collasso del modello di famiglia italiana, quella di tipo patriarcale intendo. Io non ricordo che un mio avo abbia mai avuto la badante, essendo questo “guardato” da figlie e nuore che abitavano sotto lo stesso tetto. Quanti di voi oggi hanno i nonni in casa? Chi li ha presi con sé quando non sono stati più autosufficienti?

 

Comunque, tornando a bomba, siamo arrivati al punto in cui l’anziano ha bisogno di assistenza e si decide di mettergli in casa uno di questi angeli del focolare. Che innanzi tutto magari non parla italiano, o comunque non capisce il dialetto, lingua madre unica di espressione del nonnino. Supponendo che per questa Irina sia la prima esperienza del genere in Italia, inizialmente la vedrai remissiva e premurosa, in una parola attiva. Man mano che acquisirà sicurezza, inizierà a chiedere ai parenti sempre più soldi, o un maggior numero di ore libere. Comunque vedrai vacillare le tue convinzioni riguardo all’affectio di lei verso il tuo caro(?). E fin qui io ci posso anche arrivare.

 

Ma non posso comprendere 2 sviluppi, o meglio aberrazioni, standard.

Di donne trattasi, quindi distingueremo quella ancora piacente, che cercherà di farsi un compagno in Italia (sempre che il proprio assistito non sia ancora in grado di provare un minimo di desiderio sessuale, nel qual caso le nozze tra badato e badante sono certe al 99%), da quelle che si buttano sul cibo. Nel primo caso, Dio ve ne scampi: la badante di mia zia I. è un esempio lampante di donna, look anni 30 al suo arrivo, ora super-tirata grazie al 70enne arzillo che la porta a spasso nel weekend (eh già, l’iniziale pomeriggio libero del mercoledì si è un po’ dilatato…). Noi siamo alla fase in cui lei chiede a mia zia il permesso di portare in casa (di mia zia) il suo uomo: beh ma et  sema? Ti farai chiavare in macchina come ogni tua concittadina troia sulla via Emilia!

Tuttavia, mi fa molto, ma molto più schifo l’ipotesi sub b), che chiameremo operazione omino Michelin. I cari amici di famiglia A. e A. sono l’ultimo caso che ho scoperto: sono arrivati al punto che devono andare a fare la spesa loro perché altrimenti la badante della madre di lei si compra tanta di quella roba da sfamare un reggimento (e la vecchietta non mangia quasi nulla..). Per farla breve, è lievitata da 50 a 90 chili di peso in un anno e mezzo, un lavaur c’an sa guerda mia (una betoniera, n.d.r.). Ma la dignità, dove l’avete persa? (Vasco, gli spari sopra)

 

Orribile dictu, esiste anche una combinazione delle 2 degenerazioni appena viste. Lei badante ad un novantenne, mangia come un maiale, quando il vecchietto muore si mette col figlio single (perché già vedovo, o magari putto storico) rimanendo quindi aggrappata con le unghie (più coi denti, direi) a quella casa… Amico C., mio potatore-vendemmiatore di lungo corso, torna sui tuoi passi: non tanto perché sei diventato lo zimbello del paese, ma perchè questo non è amore, è solo fame.

Ultimo aneddoto, poi chiudo che mi sto auto-nauseando. Badante polacca 50enne, cerca di circuire il 70 cui “bada”, ma è veramente troppo grassa, il vecchietto glissa, lei fa venire in Emilia la figlia 20enne che si fa subito mettere incinta dal canuto Casanova. Chiaro? Puah!

 

Da tutto quanto sopra si deduce che io provi ribrezzo per le persone grasse, ma non è proprio così. Ok, quando qualche tempo fa vidi la cara B. (ricordate la sfuggevole anguilla?) camminare per Modena insieme ad un mio, ahimè, collega, uno che a 30 anni sembra il 280 grammi di Mac Donald con una oliva sopra, solo pensare che lui le potesse montare sopra mi è venuto il vomito, tale che ho dovuto simulare una telefonata per congedarmi al volo.

Ma pensandoci, l’obesità è un guaio serio, non è giusto giudicare situazioni che non si conoscono: magari dietro c’è una disfunzione ormonale, un problema psicologico, o che ne so.

Ma le badanti che ti mangiano di traverso fino a scoppiare io non le posso soffrire.

 

Più poeticamente, vi invito a visitare il mio sito http://suxpippo.spaces.live.com/, dove troverete sempre nuove foto scattate da questo indegno Oliviero Toscani, più le Vostre che deciderete di condividere mecum

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