4 Mar, 2008
Trst
Bentrovati amici
Dove eravamo rimasti? Alla mia voglia di bello e di culturale, direi. Detto-fatto: sabato sono andato alla mostra dedicata dal Comune di Trieste al suo Giorgio Strehler.
Trieste, o Trst per gli slavi, è la città dove ho passato il mio primo anno di vita e dove ho comunque gravitato nei 13 successivi. Non vi facevo ritorno da molto tempo e l’emozione è stata forte: tante cose si mischiavano in quel momento. Innanzitutto ci sono andato con F., ad un anno esatto dal nostro primo bacio. Siamo andati in treno, e sbucare tra le rocce carsiche col mare a strapiombo dopo 3 ore di monotonamente nebbiosa pianura padano-veneta, beh, già ti cala in un’altra dimensione. Il naso fuori dalla stazione e l’aria frizzante ti sferza, due passi lungomare ed eccoci in piazza Unità d’Italia, racchiusa su tre lati da palazzi austeri e aperta nel quarto sul mare.
Ora, l’antica colonia romana di Tergeste, che dal 1387 fu sbocco sul mare principe dell’impero austro-ungarico, non può non portare in dote la multirazzialità che l’ha sempre attraversata. Vorrei dirvi della purezza cristallina del dialetto degli indigeni, dello sfavillante luccichio degli interni della chiesa greco-ortodeossa, degli angusti vicoli del ghetto ebraico, dei caldi arredi del caffè del Corso (ritrovo nei secoli dei artisti quali Svevo, Giotti, Saba). Meglio fareste a scoprirli da soli, con una bella gita fuori porta. La mostra su Strehler invece non potrete, giacchè terminava ieri: sinceramente, io ne sapevo ben poco del suo lavoro, praticamente nulla della sua vita. Va dato atto agli organizzatori di averne proposto, in 3 sole stanze, un ritratto scarno ma non freddo, comunque ad ingresso gratuito: superba (mi sento un po’ Sgarbi o Mughini a parlarne) l’autocitazione all’ingresso, dove Strehler si stupisce dei suoi tratti somatici scuri, ipotizza montenegrini, lui figlio di nonni dalmati-ariani e francesi e genitori germanici.. Un perfetto Triestino, dunque!
L’altro grande tema, rimasto sotteso tutto il giorno ed a fruizione esclusivamente individuale, era la verifica della mia condizione fisica: mai da Aprile scorso mi ero spinto altre i confini regionali, mai mi ero sentito bene come nelle 2 settimane precedenti, dove ogni lavoro, d’ufficio o agreste, mi aveva visto protagonista. Esame passato, ma confesso che per le sale del museo del teatro mi sono
trascinato come uno zombie!
ANGOLO METEO
Oggi, martedì 4 marzo, ci aspetta un peggioramento drastico: i 27 gradi della domenica, già diventati 19 ieri, oggi non sforeranno i 13, con venti in rotazione da est (mi sono portato dietro la bora!), scrosci di pioggia e neve nella notte in montagna. Domani 5 marzo sarà semplicemente una giornata invernale, con schiarite verso sera. E se la notte sarà cielo stellato, la mattina di giovedì eccovi brina e meno 1 grado. En amalerev menga!
