29 Mar, 2008
Il mondo che vorrei
L’evento mediatico del weekend, con buona pace della settimana della cultura e relativi cinema ad un euro e musei a gratis, è senz’altro l’uscita del nuovo album di Vasco Rossi, il cui titolo, nonché primo pezzo estratto, lo leggete in cima al mio blog odierno.
Sono passati esattamente 30 anni dagli esordi di “Non siamo mica gli americani” e cosa volete che vi dica: io con Vasco sono cresciuto, e anche oggi che vado avanti con tutti i punti interrogativi di una condizione fisica precaria, sento mia “Non si può, fare quello che si vuole – non si può spingere, solo l’acceleratore – guarda un po’, ci si deve accontentare – qui si può, solo perdere – e alla fine non si perde neanche più”.
Così, alla vigilia di una trasferta in terra sarda (a proposito, vi do appuntamento su queste colonne tra 15 giorni) che in altri tempi avrei valutato poco più che una scampagnata, mi trovo a meditare sulle mille insidie di un viaggio di ore fra macchine e traghetti: badate bene, io non ho paura di crepare, dell’oltretomba e varie cose fatali e ferali. A me spaventa non potere sorvolare le montagne, non poter andare dove vorrei andare (sempre Vasco)… In realtà ogni giorno va un pochino meglio, ma non riesco ancora a fare quelle tirate, che erano poi il mio valore aggiunto, che mi consentivano di intrattenere rapporti con mille persone in altrettanti luoghi diversi. Oggi debbo ancora scegliere, selezionare: chi non mi vede o non mi sente da un po’ non se la prenda, gli amici veri non si perdono.
ANGOLO METEO
Pur se con una mezza giornata di ritardo sulle mie previsioni, la primavera è arrivata. Vi segnalo la “festa della fioritura”, da domani a Vignola con la prima sfilata dei carri infiorati e le campagne circostanti colorate dei bianchi fiori dei ciliegi (ma anche delle susine e delle pere) e del rosa delle pesche, delle albicocche e delle mele. Domenica assolata dunque con massime attorno ai 20 gradi, lunedì si affaccerà una timida perturbazione atlantica.. Ma il gelo dovrebbe ormai essere in archivio, pur rammentandovi il detto “chi ha un buon ciocco (di legna da ardere, ndr) lo serbi per maggio”
26 Mar, 2008
OK computer
Cari amici, è per me un vero sollievo tornare alla scrittura. Risolto il banale quanto insuperabile contrattempo al portatile (da cui il titolo, anche famoso album dei Radiohead) che mi ha appiedato nelle ultime 3 settimane (senza annoiarvi con dettagli tecnici, considerate solo la difficoltà nel reperire pezzi di ricambio per un computer del 2003), vengo subito a bomba.
Buona Pasqua, intanto! Premesso che pure la mia schiena si è bloccata da martedì 18 a sabato 22, quando ho rialzato la cresta grazie anche all’intervento dell’osteopata.. E chi cacchio è l’osteopata? Nello specifico trattasi di Rolff, un tale autoproclamatosi “il macellaio tedesco”, mentre come categoria professionale lo si può definire “tecnico delle ossa”. Astrattamente, è per me la figura giusta, dato che il mio mal di schiena deriva da un problema della colonna vertebrale. Purtroppo, l’osteopatia conosce solo soluzioni drastiche: hai una postura sbagliata? Io ti tiro da tutte le parti finchè le ossa non si rimettono nella posizione corretta.. Io ne ho ricavato un forte dolore all’inguine (ma te c’hai anche la pubalgia, un problema all’anca, qualche ernia… fatti ben una risonanza magnetica), ho abbracciato i rimedi naturopatici (bagni con Sali e oli assortiti, pozioni a base di artiglio del diavolo) ma sabato sera ero pronto per godermi la debacle dell’Inter e la compagnia dell’amico G., quel simpatico ragazzo che l’anno scorso mi ospitò a Madrid e che ora vive (e mi invita) a Istambul, ma già trama per trasferirsi a Coimbra..
Pasqua, resurretio domini. Bene, sapete che io non frequento chiese di sorta, ed in mancanza di un corrispettivo consumistico (tipo l’albero e il presepe a Natale) per me la Festa passa assolutamente indenne. Quest’anno la mutatio libelli ha consistito nel raggiungere la cara F. nell’appennino bolognese, dopo aver pranzato coi miei familiari. Il risveglio del dì di Pasquetta è stato assolutamente fantastico, anche sorprendente per gli altri, ma non per me che sono il meteo impersonificato: io un paesaggio immacolato post una bufera notturna di neve me lo aspettavo proprio. E la mia macchina fotografica era lì pronta ad immortalarlo! Ma te lo fai il Pu-paz-zo-di-neve?
ANGOLO METEO
Io direi che domani, giovedì 27 marzo, sarà una giornata con cielo coperto e buone possibilità di pioggia, magari in mattinata. Si tratta però di un veloce fronte atlantico, che già nelle prime ore di venerdì avrà lasciato il posto a cieli tersi con temperature in crescita. Se qualche mio lungimirante lettore non si sarà fatto infinocchiare dalla gitarella Pasquettale, sarà ripagato da un weekend dal sapore primaverile.
4 Mar, 2008
Trst
Bentrovati amici
Dove eravamo rimasti? Alla mia voglia di bello e di culturale, direi. Detto-fatto: sabato sono andato alla mostra dedicata dal Comune di Trieste al suo Giorgio Strehler.
Trieste, o Trst per gli slavi, è la città dove ho passato il mio primo anno di vita e dove ho comunque gravitato nei 13 successivi. Non vi facevo ritorno da molto tempo e l’emozione è stata forte: tante cose si mischiavano in quel momento. Innanzitutto ci sono andato con F., ad un anno esatto dal nostro primo bacio. Siamo andati in treno, e sbucare tra le rocce carsiche col mare a strapiombo dopo 3 ore di monotonamente nebbiosa pianura padano-veneta, beh, già ti cala in un’altra dimensione. Il naso fuori dalla stazione e l’aria frizzante ti sferza, due passi lungomare ed eccoci in piazza Unità d’Italia, racchiusa su tre lati da palazzi austeri e aperta nel quarto sul mare.
Ora, l’antica colonia romana di Tergeste, che dal 1387 fu sbocco sul mare principe dell’impero austro-ungarico, non può non portare in dote la multirazzialità che l’ha sempre attraversata. Vorrei dirvi della purezza cristallina del dialetto degli indigeni, dello sfavillante luccichio degli interni della chiesa greco-ortodeossa, degli angusti vicoli del ghetto ebraico, dei caldi arredi del caffè del Corso (ritrovo nei secoli dei artisti quali Svevo, Giotti, Saba). Meglio fareste a scoprirli da soli, con una bella gita fuori porta. La mostra su Strehler invece non potrete, giacchè terminava ieri: sinceramente, io ne sapevo ben poco del suo lavoro, praticamente nulla della sua vita. Va dato atto agli organizzatori di averne proposto, in 3 sole stanze, un ritratto scarno ma non freddo, comunque ad ingresso gratuito: superba (mi sento un po’ Sgarbi o Mughini a parlarne) l’autocitazione all’ingresso, dove Strehler si stupisce dei suoi tratti somatici scuri, ipotizza montenegrini, lui figlio di nonni dalmati-ariani e francesi e genitori germanici.. Un perfetto Triestino, dunque!
L’altro grande tema, rimasto sotteso tutto il giorno ed a fruizione esclusivamente individuale, era la verifica della mia condizione fisica: mai da Aprile scorso mi ero spinto altre i confini regionali, mai mi ero sentito bene come nelle 2 settimane precedenti, dove ogni lavoro, d’ufficio o agreste, mi aveva visto protagonista. Esame passato, ma confesso che per le sale del museo del teatro mi sono
trascinato come uno zombie!
ANGOLO METEO
Oggi, martedì 4 marzo, ci aspetta un peggioramento drastico: i 27 gradi della domenica, già diventati 19 ieri, oggi non sforeranno i 13, con venti in rotazione da est (mi sono portato dietro la bora!), scrosci di pioggia e neve nella notte in montagna. Domani 5 marzo sarà semplicemente una giornata invernale, con schiarite verso sera. E se la notte sarà cielo stellato, la mattina di giovedì eccovi brina e meno 1 grado. En amalerev menga!
