29 Jul, 2008
Ty Mai
Dunque, sabato 12 luglio si arriva in stazione a Lannion, capolinea bretone del nostro viaggio. Da lì 20 minuti di macchina, trasporto che la nostra affitta-appartamento include nel pacchetto vacanza, e ci si trova sulla incantevole costa di granito rosa, lembo di terra lungo circa 7 chilometri frastagliatissimo di golfi, rade e spiagge, sabbiose o di ciotoli fini.
Per la cronaca noi abbiamo alloggiato una settimana direttamente sulla Greve Blanche, spiaggia clamorosamente esposta ai venti che da ovest ti portano l’Atlantico in faccia: e la cosa è piacevole se mitiga il solleone, ma quando è nuvolo fa il clima ancor più ostico. Non per i bambini della scuola vela locale, che su barchette classe Optimist imparano a destreggiarsi fra orzate e raffiche di vento.
La giornata tipo prevedeva: sveglia verso le otto (enfants permettendo), abbondante colazione, passaggio obbligato in paese per la baguette (dacci oggi il nostro pane quotidiano, anche perché è immangiabile quello del giorno prima) e gli altri generi di conforto, spiaggia se bel tempo o passeggiata/shopping se nuvoloso, pranzo sempre ricco di formaggi (specialità locale), siesta (io in spiaggia, F. a letto), spiaggia, cena e Tv francese. Debbo ammettere che questi ritmi molto slow, dopo un impatto traumatico (freddo porco i primi due giorni) hanno giovato al mio fisico e dall’umore di tutti, tant’è che abbiamo deciso di prolungare la nostra permanenza in loco a scapito della tanto frenetica quanto tentacolare Parigi…
Ora, con la massima possibile obiettività giornalistica vi darò tra motivi per decidere di venire fin quassù e tre per escludere questa eventualità: 1 PRO) il contesto naturale. Rimandandovi alle foto che ho pubblicato su suxpippo, debbo ammettere che certi scorci mi hanno sbalordito. E’ incredibile come tutto possa mutare in 5 minuti: un raggio di sole accende i colori della miriade di fiori dei curatissimi giardini, riversa frotte di gente in spiaggia, riempie il mare di vele e il cielo di uccelli. E poi sentieri lungomare con strapiombi mozzafiato (a proposito, meglio avere un po’ di fiato&hellip
e quieti entroterra con villette dai tetti d’ardesia; 2 PRO) Ty Mai, creperie di Tregastel paese. Mangiato finora crepes solo in Italia, non potevo immaginare che ne esistessero tante varietà, ma soprattutto che fossero così buone! Da non sottovalutare la possibilità di comprarle e farsele a casa, farcite di marmellata, nutella, zucchero o quant’altro, previa scaldata in padella o al microonde. E non dimenticate la galette, ripiena di salsiccia come main course. 3 PRO) effetto depaysèe. Sei sempre nella civilissima Francia, la sera ti guardi il Tg di France2 ed il meteo de la plage di tuo interesse, i locali parlano un dialetto con velleità di madrelingua comunque comprensibile… Ma in realtà hai l’impressione di trovarti alla fine del mondo, ancora la vita regolata dal sorgere e dal tramontare dal sole, dalle maree e dal vento. Se venite da un anno stressante, un toccasana. Respirare a pieni polmoni un’aria fresca (mai più di 23 gradi) e sferzante.
1 CONTRO) La spartanità: qui la gente ha meno fronzoli, direi meno balle, ma alcune cose possono dare noia. Tipo se ti viene voglia dell’ombrellone in spiaggia; o se devi muoverti coi trasporti locali (il peggior autista di pullman peggio vestito, fino a che non ho visto la sua collega), in media una corsa ogni 3 ore; o biscotti per neonati che non si sciolgono neanche in una centrale nucleare (a proposito, qui vicino ne trovate alcune); o il giornale italiano del giorno prima fotocopiato; 2 CONTRO) La distanza dall’Italia: nell’epoca in cui tutti si ha fretta, o magari solo pochi soldi, non farà piacere constatare che non esiste un volo dall’Italia diretto su Lannion, aeroporto nazionale non servito da pullman o treno. Obbligatorio scalo in France, a Paris nel nostro caso, e poi cambio aereo o via di TGV. Chiaro che confrontato alle 2 ore con volo diretto da Bologna e magari la tariffa low-cost per la Grecia, la Spagna o l’immarcescibile Mar Rosso… 3 CONTRO) quello che ho citato come pro può essere visto dall’altra faccia della medaglia: i posti un po’ estremi richiedono spirito d’adattamento e perfetta sintonia d’intenti tra i viaggiatori.. Diversamente è facile andare in crisi da isolamento.
28 Jul, 2008
Paris je t'aime
Perchè tutto l’amore che prendi – un giorno lo ridai – quel giorno si diventa grandi – o grandi non si è mai – tu vai…
Ciao ragazzi, anzi Bon jour, visto che i francesi ti dicono buongiorno anche alle 10 di sera (e non ti congedano col buongiorno, al massimo un au revoir). Avrete certo saputo o capito che la mia latitanza era data dalla migliore delle ragioni: 2 settimane buone di vacanza, in parte nella Ville, in parte nella autonomistica Bretagna. Preciso che non ero mai stato nel Nord della Francia: finora solo i casinò della Costa Azzurra mi avevano visto protagonista oltralpe. E difatti il mio francese non andava oltre il les jeux sont faites o il rien ne va plus. Adesso no, adesso ho visto Parigi e sono entusiasta come il più provinciale dei provinciali (che vuole portarsi a casa la tour eiffel in miniatura), pur avendone visitato solo il quartiere che ci ospitava (Montmartre, per inciso) ed alcuni dei luoghi culturali imperdibili. Davvero, mi sono trovato benissimo, a dispetto di una condizione fisica che non mi permetteva certo le grandi sfacchinate che tutte quelle bellezze avrebbero meritato. Ma vuoi la metro capillare, vuoi la inesauribile verve della nostra guida (in odore di doping e sulla quale, tutti i culi, il mio fascino decadente ha avuto vita facile), vuoi appunto il mio entusiasmo ed il clima primaverile, quei pochi giorni li ho vissuti intensamente. Ma niente giro sulla torre Eiffel, niente Notre Dame né Versailles… Mi toccherà di tornare, magari l’anno prossimo, sicuramente cambiando alloggio: purtroppo la nostra guida era anche colei che ci ospitava (in modo peraltro squisito), e le sue velate attenzioni nei miei confronti non sono passate inosservate agli occhi di F.; dunque, sfiorato l’incidente diplomatico non converrà tornare sul luogo del misfatto.
Comunque, c’erano solo tre città che avrei voluto vedere ad ogni costo nella mia vita: Londra, Madrid e, appunto, Parigi. Ora mi sento felice, più avanti, ma molto più aventi, vorrò andare a San Pietroburgo.
Nota di cronaca: io odio l’aereo, sia per i tempi di attesa (ma c’entra che per fare un volo di 1h e 40 ti debba presentare in aeroporto 2 ore prima, poi la partenza ritardi di mezzora, poi il pilota fa un decollo che ti sale di 10000 metri in 2 minuti, etc etc), sia proprio per il volo in sé: non sono mai tranquillo se non guido io, in più i vuoti d’aria mi danno proprio la nausea.
Comunque, atterrati al Charles de Gaulle mercoledì 9, siamo ripartiti alla volta della Bretagna 3 giorni dopo, stavolta in treno, un ottimo TGV che ci ha recapitati a Lannion. Ma questo lo leggerete nella seconda e ultima parte…
ANGOLO METEO
Detto che per me fa un caldo porco, dopo 10 giorni a 9 gradi di minima e 22 di massima sotto il sole… Detto ciò appunto, debbo riscontrare una situazione meteo accettabile per il periodo: ieri 19 di minima e 29 di massima con vari scrosci di pioggia nocte temporis. Ma la situatio favorevole muterà rapidamente, portandoci sui 34-35 gradi già dopodomani con aria umida da sud-ovest. Intanto ho cominciato a raccogliere le pere, qualità Guyot: l’Uomo del Monte ha detto sì!
1 Jul, 2008
L'ispettore Derrick
Dopo la mattutina raccolta di albicocche Portici, prezzo di vendita stimato 0,70 €/Kg, mi sono sprofondato in poltrona; in quel momento Mtv passava il video dei Tokio Hotel “Der letzte tag” (l’ultimo giorno, se ho abbinato bene le mie conoscenze automobilistiche – letzte runde = ultimo giro – con quelle dei tram – Sonntag = domenica).
Naturalmente del testo della canzone non ho capito un’acca (anche se potrei passere benissimo per Metzhelder o Mertesacher), ma so che alcuni dei miei lettori spreccano deutsch fluentemente e a maggior ragione li invito ad ascoltarsi il pezzo. Quei Tokio Hotel lì sono proprio forti, sono crucchi d’altronde (e i crucchi arrivano sempre in fondo, Europeo docet), anche se io ignoravo la loro nationality. Ma pur cantando Monsoon nella lingua di Carlo e Camilla, certo non potevano essere anglofoni madrelingua: quando capisco perfettamente l’inglese è perché non lo parla un inglese!
Detto ciò, mi sovviene che oggi è il secondo compleanno del blog: 2 anni esatti orsono andava in scena la notte dei lunghi coltelli, coi quali la reproba N. uccise il mio sogno d’amore(?), generando quale miglior reazione questa ormai sopita verve letteraria. L’occasione è propizia per chiedersi: ma lei, che fine ha fatto? Avrà trovato quel qualcosa di molto meglio cui anelava? Leggerà i miei poveri scritti? Rispondo in stile Bobo Vieri: Boh, non credo, senz’altro no. Certo, se ripenso al nervoso che mi faceva venire quando si stava insieme e metà del tempo lei smessaggiava/riceveva sms, tipo cinno di 12 anni, beh, che Dio l’abbia in gloria!
In tutta onestà, non ho altro da segnalare: la settimana scorsa, causa primo caldo afoso, sono stato male, ma direi di star riprendendo bene. Oggi comincio una cura omeopatica, vi terrò informati.
Ho gradito i numerosi commenti sul mio esperimento poetico, e temo che ne seguiranno altri se non avrete il coraggio di stroncarmi sul nascere. A fine estate c’è il solito Poesia-festival, sarei tentato di partecipare anche se: 1) non concepisco le competizioni dove non vince il migliore ma quello che è ritenuto il migliore da una giuria di pincopallini (che in realtà a me dovrebbe star bene, visto che il migliore non sarei certo io); 2) io sto alla poesia come Angela Merkel alle Veline, per me la sintesi è più importante della forma; 3) c’è una tassa di iscrizione!
Ricominciano i programmi-tv estivi, quindi il title-track Derrick, Renegade con Lorenzo Lamas, l’incorreggibile Lupin, la signora in Giallo, etc etc etc: beh, sempre meglio che I raccomandati e i Fatti Vostri, no?
Comincia la Festa dell’Unità a Castellarano, col mio amico P. e relativa consorte a sfornare gnocco e tigelle: venerdì conto di andare, se qualcuno non ha di meglio da fare…
ANGOLO METEO
Datovi conto del rovinoso temporale che stanotte ha funestato la Bassa Modenese, segnalata la possibilità di repliche su tutta l’Emilia fino a domani, la situazione meteo non presenta cose particolari da rimarcare, se non una profonda depressione che va scavandosi sull’Islanda (Iceland, il miglior paese del mondo per l’European!). Temo che ciò genererà un richiamo di aria Africana sull’Italia proprio a cavallo del weekend: io andrei al mare, ma assolutamente non da Ancona in giù, perché il centro-sud dirà “quaranta”
