29 Oct, 2008
Autumn in Vignola
Tradiscono i decenni / Saranno gli anni fa / Il tempo li fa belli / Questi anni non li avrai / Se non li perderai
Tradiscono i decenni / Vedrai che ti vedrai / Nel taglio dei capelli / Ahi quanti ne tagliai / Nel mare ti vedrai
Nel mentre la canzone / l’estate bella sai / Nel mentre la canzone / E tu scontenta stai / Prestata agli anni tuoi
Poi dopo penserai / Quel certo sole – dov’è mai? / Negli anni - gli anni tuoi / Che vivi dopo - in penombra / Sfogliando foto, riguardando un film
Apertura nostalgica con Amedeo Minghi e la sua Decenni: in attesa della mia futura (eventuale) guarigione, voglio spronare voi tutti ad agire, voi che potete, che la condizione fisica vi sorregge. E non importa in quale direzione: anche l’uscita più stupida sarà sempre meglio che ammuffire in casa, anche la ragazza più insulsa sarà meglio che guardare le veline in tv, la sconfitta più sonora del Modena al Braglia vi rimarrà più di 10 Milan–Juve su Sky, una piadina col friggione sui viali non avrà paragoni con la più succulenta cena nella casa vuota. E così i film visti al cinema piuttosto che sul proprio lettore dvd, una mostra gustata dal vivo e non sui libri di storia dell’arte, i concerti e non l’Ipod, un bicchiere di vino in osteria e non in poltrona.. Persino lavorare in ufficio è meglio che il tele-lavoro!
O almeno, a me manca tutta questo e tanto altro ancora. Soprattutto rimpiango il potermi accordare con gli amici, non dico per le vacanze di Natale, ma almeno da un giorno per quell’altro! E invece Vattelapesca, chissà come girerà domani? E dopodomani?
Trovo che “Il pranzo di ferragosto”, gustato proprio ieri sera con F., sia un’ottima pellicola a sostegno di quanto detto sopra: se vi capita, ci troverete dentro il succo della vita e magari vi predisporrà in modo differente alla brutta stagione ormai arrivata. Hai visto mai che lo spauracchio della vecchiaia, con tutte le sue privazioni, vi motiverà ad uscire anche sotto il diluvio o a meno 15?
ANGOLO DELLA TECNICA
La Cantina: oggi mi sento un po’ come Gesù nel tempio (ciao De Andrè, a 10 anni dalla tua morte), do consigli non potendo più dare il cattivo esempio. A quanti di voi piaccia il vino, sappiate che bastano una trentina di bottiglie, assortite come dirò di seguito, per avere gli abbinamenti giusti ad ogni tipo cena. Ossia, la mia cantina è così composta: 4 rossi piemontesi (Barolo e Barbaresco), 4 toscani (Chianti e Brunello), 4 del triveneto (Amarone e Pinot Nero) e 3 del centro-sud (Salice salentino, Etna e Cannonau). Le 15 bottiglie di bianco le ho scelte così: 2 aromatici da aperitivo (Gewurztraminer e Moscato), 6 da pasto (Pinot grigio del colliio, Verdicchio di Jesi, Orvieto, Greco di Tufo, Fiano d’Avellino, Vermentino di Gallura), 2 di spumante italiano metodo classico, 1 di champagne, 1 Prosecco e 1 Cartizze; 1 Passito di Pantelleria (vino dolce) e 1 Sauternes (per i formaggi tipo camembert) chiudono la mia scelta.
Ma non dimenticate i vini “nostrani”! Una cassa di lambrusco grasparossa (rosso secco), una di pignoletto (bianco secco) e una di trebbiano (bianco dolce) tolgono le castagne dal fuoco in any case! Nunc est bibendum
20 Oct, 2008
SUPERSIC
L’intervento odierno è dedicato allo sport, a campioni celebrati e ad altri appena consacrati tali, al mondo dei motori piuttosto che al Dio Eupalla (citazione da Gianni Brera); prettamente a fruizione maschile quindi, ma spero non per questo eccessivamente pesante per le lettrici.
Le luci della ribalta (anche se in Italia era ancora notte) si accendono su Marco Simoncelli, meglio noto come SuperSic, da poche ore campione del motomondiale classe 250. Per me è un idolo già da tempo, vuoi per il suo modo vincentemente spontaneo di affrontare le corse (come la vita direi, pensate che mocho vileda ha in testa), vuoi per la parlata romagnola o per l’italianissima Moto Gilera che cavalca. Ma da oggi questo 21enne di Coriano (Rn) esce definitivamente dai panni di talento folkloristico per calarsi in quelli di World Champions, al termine di una gara dove ha gestito in modo accorto il vantaggio sull’unico rivale, l’ispanico Alvaro Bautista (Bati-gas, per gli amici). In un momento di italica grande soggezione nei confronti dei cugini iberici, celebriamo la vittoria del Sic con le sue magistrali parole: “Gli spagnoli farebbero meglio a dare più gas e farsi meno pugnette!”
Capitolo Valentino Rossi: salendo di cilindrata (MotoGp) il risultato resta identico: World Champion 2008! In realtà Vale può fregiarsi del titolo già da 2 gare, ma vuoi l’imbarazzante disinvoltura con la quale ha vinto, vuoi il mio umore ai minimi storici, non avevo trovato tempo e modo di elogiarlo adeguatamente. A parte che uno che a 29 anni ha già 8 (diconsi otto) mondiali in bacheca non ha certo bisogno del mio trafiletto… O forse sì, perché se il Dottore (nel paddock è The Doctor, e non certo per la Laurea conferitagli honoris causa) non è ancora stanco di entusiasmare il pubblico, sia nelle gare all’arma bianca che nei fantastici siparietti del dopo-corsa, non sarò io a smettere di festeggiare ogni sua vittoria: che spettacolo! Rossi c’è, Rossi c’è
A differenza delle moto, fortunatamente la stagione calcistica è appena agli inizi; già, perché a guardarle adesso le classifiche ci sarebbe da impiccarsi: Modena e Roma sul fondo, la prima come inevitabile conseguenza di una crisi societaria che si trascina da mesi, la seconda alle prese con l’anno di transizione tra la gestione Spalletti e la nuova gestio (Ancellotti?), entrambe con liste infortunati troppo lunghe per non risentirne pesantemente. E se vincere aiuta a vincere (Mancio docet), sicuramente perdere ti abitua alla sconfitta, quindi… Sveglia Ra-gaz-zi!
ANGOLO DELLA TECNICA
Il lambrusco Grasparossa è un vino rosso, frizzante e a bassa gradazione alcolica. Queste sue caratteristiche lo differenziano grandemente dai rossi più celebrati (chianti toscano, barbera piemontese), bisognosi di abbinamenti adeguati (grandi carni rosse, selvaggina).
Il lambro no, lo si può consumare in ogni momento della giornata, a colazione con un pezzo di gnocco avanzato dalla sera prima (come facevano i miei nonni), nell’antistadio per celebrare una vittoria dei Gialli, fino alla cena con cotechino e zampone, sua vera morte.
Dei 3 tipi di lambrusco, il Grasparossa si fa preferire ai cugini Sorbara e Salamino di Santa Croce soprattutto in virtù della provenienza dei propri uvaggi (minimo 85% di Grasparossa, restante di Malbo gentile e nere comuni), vigneti situati sulla prima collina modenese e quindi al riparo dalle grandi umidità ed escursioni termiche della pianura.
La vendemmia 2008, appena conclusasi in quanto il grasparossa è un’uva nera dura (che quindi matura tardi, tradizionalmente a fine settembre), è stata avara nei quantitativi ma generosa nella qualità: invito tutti a verificare di persona già fra 2 settimane con il Lambrusco Novello della cantina di Settecani di Castelvetro!
11 Oct, 2008
Mi scende la catena
5 Oct, 2008
All you need is already in
Naturalmente dal titolo non discende che io voglia rigettare Dio, in assoluto ed in particolare per non andare contro gli ultimi moniti di Ratzinger.
Voglio solo dire che dal combinato degli esiti di tutti gli esami a cui mi sto sottoponendo (pochi, in realtà
si evince una cosa sola: non ho una malattia “comune” ma nemmeno un virus “strano”, magari tropicale. La zona di indagine che ora stiamo approfondendo è quella neuro-muscolare, che così, a naso, mi sa essere quella giusta. Avrei anche un nome bell’e che pronto da darvi in pasto ma, scottato da recenti disillusioni e rispettoso delle competenze e del lavoro altrui, aspetto che tale patologia mi venga prima diagnosticata: appuntamento al prossimo post per l’alleluja?!
In ogni caso, dopo un anno e mezzo di sofferenza intravedo la possibilità di attuare comportamenti positivi per contrastare la situazione avversa (tradotto dal Nuovissimo Spalletti, fare la giusta terapia) e conseguentemente eliminare i sintomi più dolorosi/fastidiosi della stessa. Ma di tornare quello di prima non se ne parla.
Non è mia abitudine dissertare di cose ipotetiche, tantomeno fasciarmi la testa prima di romperla, ma se abbiamo visto giusto questa malattia “non mi toglierà un’ora di vita, ma potrà rovinarmi ogni giornata”. Il resto dipenderà solo da me, da come saprò adattarmi al nuovo status quo. Voglio dire: se tenterò di ritornare il mammasantissima di prima, cadrò e ricadrò penosamente altrettante volte. Se rinuncerò alla lotta, andrò presto alla deriva di una vita solitaria e senza obbiettivi. Invece io voglio trovare subito il mio nuovo limite, cioè il massimo a cui una corretta terapia, fatta di pochi farmaci, dieta corretta e vita sana possa portarmi. E poi tutti i giorni alzare l’asticella un po’ più in alto, anche solo un millimetro per volta.. Io ci credo: quello che ci serve è già dentro di noi, ora a me tirarlo fuori!
P.S.: sono sempre stato convinto che a una certa età, diciamo sui 35, uno, volente o nolente sia uomo; e come tale debba affrontare e risolvere i problemi che gli si presentano. Anche se di quella cosa non sa niente e nessuno gli dà una mano. Mi domando però perché uno faccia il medico se poi non gli va di curare i malati.. s’et fèv l’ impieghèe l’era mèi par tott!
