9 Jan, 2009
Natale a Rio(maggiore)
Fatto il verso al puntualissimo cinepanettone dei Vanzina, passo a raccontarvi delle mie vacanze di Natale. Queste si sono svolte in due location diverse, alto appennino bolognese e cinque terre, con altrettanti contesti climatici, rispettivamente rigido inverno ed inizio primavera.
Il giorno di Santo Stefano mi sono dunque presentato a C., dove F. e relativa famiglia passano abitualmente tutto il periodo natalizio: sono infatti proprietari di una bella casa colonica, ristrutturata con gusto e dotata di ogni confort (in realtà fino al 28 il riscaldamento a pianterreno non ha funzionato, ma faceva sempre più caldo che a casa mia). L’unica vera controindicazione del posto è questa: se viene a nevicare sul serio si fa dura raggiungerlo (o abbandonarlo, of course). Non essendo un luogo sciistico, la pulizia delle strade è assolutamente tardiva ed approssimativa; se poi il sottoscritto, confidando in previsioni meteo errate, dimentica a casa le catene da neve… Insomma, tra mangiate pantagrueliche e foto a paesaggi immacolati, giochi di società e film d’autore, il lungo weekend mi è passato bene, anche perché i ritmi lenti si sposano da Dio con la mia malattia.
Il 31 sono nuovamente a C. per recuperare F., passare il Capodanno assieme e scollinare l’indomani in Liguria. Stupiti di come la neve, copiosa a Roncobilaccio, sia già una sconosciuta ad Aglio, veniamo accolti nelle 5 terre da sole e tramontana, in un appartamento tanto bello ed economico quanto ostico da raggiungere. Per chi non fosse habituè di Riomaggiore (SP) e non intenda guardarsi le foto su “suxpippo”, spiego che il paese si stende da metà collina (dove i non residenti debbono lasciare la macchina) al mare (e noi stavamo “alla marina&rdquo
, tipica calata ligure di case alte e strette aggrappate al lato sud della montagna. Questa seconda parte di vacanza, seppur più faticosa, mi ha gustato mucho, vuoi per il mare davanti agli occhi e nelle nari, vuoi per il pesce in tavola o per gli ulivi e gli agrumi tutt’intorno; ma anche per le passeggiate romantiche al tramonto (celeberrima la via dell’amore da Rio a Manarola), col sole che si spegne nel grande fratello blu.
Rientrato il 5, giusto in tempo per schivare la quarta nevicata in 10 giorni (26 e 28 dic, 1 e 6 gennaio), ho fatto stamane il mio rientro in studio. Purtroppo la titolare si materializzerà solo lunedì 19, congelando la mia posizione fino ad allora…
ANGOLO DELLA TECNICA: LO SCIACCHETRA’
Dei terrazzamenti, tecnica ligure di coltivazione degli aspri pendii locali, avrete ricordi di scuola, Della difficoltà di ricavare uva (o quant’altro) in un tale contesto è facile immaginare. Che da a) e b) discenda c) = 33,50 €, è meno ovvio. Tale è infatti il prezzo di una bottiglia da 0,375 litri di Sciacchetrà, nettare da “grappoli scelti di uva Bosco, Vermentino ed Albarola, lasciati per alcuni mesi sui graticci, all’ombra, al riparo dall’azione diretta dei raggi solari. Da giovane accompagna bene i formaggi piccanti e i dolci di buona consistenza”. Così recita la sua etichetta, io lo trovo semplicemente superbe!
