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24 Mar, 2009

Guns vs Scorpions

Inviato da cinein 18:37 | Permalink Permalink | Comments Commenti (9) | Trackback Trackback (0) | Generale

Shed a tear 'cause I'm missin' you - I'm still alright to smile - Girl, I think about you every day now 

Was a time when I wasn't sure - But you set my mind at ease - There is no doubt - You're in my heart now

Said, woman, take it slow - It'll work itself out fine - All we need is just a little patience

Said, sugar, make it slow - And we come together fine - All we need is just a little patience

 

Questo post è un pò come la finanziaria o il decreto milleproroghe: ci sta dentro di tutto e qualsiasi titolo avrebbe potuto avere. Magari Patience, come la canzone dei Guns di cui sopra, oppure Still loving you (degli Scorpions, che trovate a fondo pagina). Oppure ancora Rock Ballads, in onore dei grandi gruppi rock (vedi pure gli AC/DC con memory remains) che quando trovano ritmi più soft e le parole d’amore giuste, entrano nel cuore di tutti, rockettari e non.

 

Lo scopo originario del post era, da principio, celebrare i 120mila chilometri percorsi dalla mia fiat stilo 1.9 jtd (vedi foto) e da questo dato partire in amene considerazioni. Tipo che sommati questi 120mila ai 230mila km della mia (unica) macchina precedente, ford fiesta 1.3 sx, e ad alcune decine di migliaia che ho macinato al volante della Opel Corsa 1.5 td di mio padre, si raggiunge una distanza superiore al diametro della terra: ho dunque fatto il giro del mondo su 4 ruote!?

 

Oppure e più pecorecciamente, considerare che il sedile passeggero di tali vetture, e più raramente il divano posteriore, sono stati testati dal sottoscritto nelle condizioni più hard (voto 4 al ribaltabile della Fiesta, compromesso dopo 6 mesi dall’acquisto!), attorcigliandomi con donne possedute in senso biblico, ansimando con altre dove mi sono (dovuto) fermare “prima”, e masticando amaro con quelle che mi hanno rispedito al mittente (la maior pars).

Infine, è inevitabile pensare ai luoghi dove mi ha portato la macchina: mi piace ricordare il primo lungo viaggio a Trieste (360 km) e il penultimo, travagliato a Riomaggiore, passando per le stive dei traghetti per l’Elba e la Sardegna, per tutte le province e molti comuni della Toscana, sino al micidiale Nizza-Bologna sulla Fiesta. Per non parlare dei parcheggi, mia arte indiscussa, vuoi sui marciapiedi delle città come sulle sponde di qualche lago dove andavo a pesca. E la grandinata del luglio 2000, che dopo aver letteralmente sfrondato la pianta sotto la quale avevo posteggiato (previdentemente) l’auto, ridusse la carrozzeria del Bolide ad uno scolapasta?

Se i modenesi sono identificati coi motori, ebbene io ne sono il campione: e dàg dal gas, imbambì!

 

If we'd go again - All the way from the start

I would try to change - The things that killed our love

Yes, I've hurt your pride, and I know - What you've been through

You should give me a chance - This can't be the end - I'm still loving you - I'm still loving you, I need your love

I'm still loving you

 

14 Mar, 2009

Tutti i colori del giallo

Inviato da cinein 23:29 | Permalink Permalink | Comments Commenti (7) | Trackback Trackback (0) | Generale

Graditur, si gradisce. La primavera, s’intende. Volevo condividere questa mia impressione cromatica, cioè che il risveglio della natura passi attraverso il colore giallo. Innanzitutto, il giallo del sole (si sa “marzo libera il sol di prigionia, april di bei colori orna la via), che finalmente franco da brume, nebbie e foschie splende forte nel cielo per sempre più ore. 2 settimane e scatta l’ora legale, allungando a noi le giornate ma assolutamente irrilevante per la natura: luce dalle 6 alle 19 o dalle 7 alle 20 cambia nulla per un fiore. Ecco, i fiori. La progressione che si ha nel mio cortile è grossomodo questa: a Natale c’è un'unica pianta in fiore e per giunta super-profumata, il calicantus. A gennaio il gelsomino d’inverno riempie i propri esili rametti di mille stelline colorate e, indovinate un po’, sono gialle. Ma un giallo vivo, comunque più dei fiori del calicantus. Seguono in buon ordine le primule e le giunchiglie, entrambe assolutamente autoctone, cioè “di bosco”, ed entrambe di un bel giallo intenso. Ma chi abbina al giallo sgargiante un profumo inebriante è la mimosa, quest’anno in ritardo causa le ripetute nevicate (e quindi l’otto marzo nessuna mimosa a gratis per le mie signore) ma ormai pronta ad esplodere.

Da qui in poi cominceranno a sbocciare gli alberi da frutta: l’antesignano è sempre il mandorlo, a ruota ho fiorite le albicocche, oggi notavo peschi e susini con gemme grosse e gonfie. E come sono i fiori di queste piante? Bianchi o di un rosino tenue, come poi le margherite che punteggiano i miei prati.

L’idea di fondo che accompagna questa mia riflessione sta tutta qua: un lento e dolce risveglio. Come se i primi a destarsi non volessero disturbare quanti ancora sonnecchiano, e si alzano da letto senza fare casino, che poi nella nostra metafora sono i colori forti. Così dicembre è il letargo e gennaio non si discosta di molto: il gelo è il bianco-azzurrino della neve, dei lastroni di ghiaccio sui laghi, della galaverna e, perché no, dei nostri volti intirizziti. Febbraio è un giallino tenue, marzo un giallo ormai sgargiante. Di qui in poi sarà un crescendo, sino all’apoteosi dei mille colori chiassosi dell’estate (dove c’è acqua in abbondanza, altrimenti torneremo al giallo acre dell’erba secca e dei calanchi aridi).

Spero di aver reso l’immagine fruibile anche a chi non può godere “live” di tutto ciò. Non dubito invece che abbiate capito dove passi le mie giornate: in campagna! Tutti i giorni lavoro un sacco e, trascurando i magri guadagni, accresco la fiducia nei miei mezzi fisici, e con essa la voglia di fare.

Tuttavia mordo il freno: non voglio ripropormi sulle scene fino ad ottobre, l’estate caldissima e afosa dirà quali sono le mie reali future potenzialità ed aspettative. Calma piatta in studio, piedi di piombo nei rapporti umani. Guai a illudere e disilludere ancora chi mi vuol bene. Quel che è certo è che nelle mille difficoltà e privazioni sono diventato uomo e, all’alba dei 35 anni, magari era anche l’ora!

7 Mar, 2009

Le repubbliche marinare

Inviato da cinein 20:37 | Permalink Permalink | Comments Commenti (6) | Trackback Trackback (0) | Generale

Amalfi, Genova, Venezia e... Pisa! Proprio così, la città della torre pendente nel medioevo era un porto di mare. Ora tra Campo dei Miracoli e la spiaggia di Marina di Pisa ci stanno 5 km buoni, causa i detrini portati a mare dall'Arno e sedimentatisi vicino alla foce del medesimo fiume.

Se sono così documentato sulla cittadina toscana è perchè lo scorso weekend mi ci sono recato (la sapete "io sono Luisa, la rana di Pisa? ). In realtà noi si alloggiava a Tirrenia, residence da 30 euro a notte direttamente sul Tirreno. Sabato il clima soleggiato ha consentito vita da spiaggia, la domenica plumbea ci ha fatto propendere per spedizioni culturali nel capoluogo. Preciso per i futuri visitatori che salire sul campanile, id est la Torre di Pisa, costa 15 euro a crapa e non sono previsti sconti famiglia. Primo di pesce e secondo di terra la sera, lunedì mattina ritorno in Emilia. Foto on line del litorale; per Duomo, Battistero e lungarni compratevi una guida della città, perchè avevo dimenticato sul comodino cellulare e macchina fotografica!

Oggi e in parte domani, complice un meteo da prima-VERA, mi dedico ai classici lòm a mèrz, cioè alla bruciatura degli stecchi e dello sfalcio after potatura. Sono appena andato a controllare il fuoco: c'è un sereno ed una tale luna piena che ho girato per campagna senza pila o torce di sorta, ed una alta lingua di fuoco si innalza al cielo spandendo nell'aria (da sud, a quest'ora) falistre scintillanti.

Fatto i dovuti auguri a tutte le lettrici per l'imminente 8 marzo, altro da segnalare non ho, tranne l'immancabile critica al Cavaliere: questa settimana un bel provvedimento per rilanciare l'edilizia e la cementificazione selvaggia con condoni e sanatorie camuffate! Io penso che, almeno dalle mie parti, di case sfitte (o immobili tenuti a disposizione) ce ne siano migliaia. Invece di vaneggiare che lo Stato mantenga tutti i disoccupati figli della crisi, perchè quel sèmo di Franceschini non propone di assegnare tutte le case vuote a chi ne ha davvero bisogno, e quindi in primis a quanti, avendo perso il lavoro, non riescono più a pagare l'affitto? Non sarebbe una iniziativa davvero di sinistra?

Per scontato non do - niente di quel che ho - you are the one - my moon, my star, my sun (Pausini feat J. Blunt)