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19 May, 2008

Les choses de la vie

Inviato da cinein 10:46 | Permalink Permalink | Comments Commenti (16) | Trackback Trackback (0) | Generale
 

L’una e mezza e non mi passa – l’una e mezzo adesso esco -  sono cotto, catturato – sono come mi hai conciato (Ligabue, E’ più forte di me)

Segnalata l’uscita del nuovo album del rocker di Correggio (“Secondo tempo”, non vi aspettate 12 inediti), mio downlodato sottofondo musicale durante il puzzle serale (sapete dell’opera omnia che sto realizzando, un paesaggio tropicale da duemila pezzi quasi tutti blu tra cielo e mare), veniamo alle dolenti note: ho più ernie nella schiena che capelli in testa!

Questo ha stabilito la risonanza magnetica lombosacrale, che comunque non ha evidenziato una situazione così drammatica da richiedere intervento chirurgico immediato. Ora dipenderà dagli specialisti che interpellerò, e da me in ultima istanza, perché è chiaro, avessi 80 anni tirerei a campare con massaggi, terapie farmacologiche e cremine varie, ma sono ancora un filo troppo giovane per rinunciare all’attività fisica. Per esempio, tra un mese maturano le albicocche (che emozione, è il primo anno che raccolgo i frutti di un impianto fatto tutto da me, dalla “squadratura” del terreno alla piantumatura dello stesso): le lasciamo alle cornacchie? Mangeremo tutta la vita verdura Coop o riuscirò (Ho ancora la forza, Liga) a piegarmi nell’orto? E non andremo più in bicicletta? Ah no, bisogna che rimetta a posto la colonna vertebrale, i relativi dischi e le altrettante ernie. Se dovrò operarmi lo farò, se basterà ginnastica correttiva tanto meglio.

Guardando al bicchiere mezzo pieno (il cielo è vuoto o il cielo è pieno, il giorno che ci guarderemo si saprà;), cioè all’otium, visto che i negozia mi sono preclusi, posso affermare che la mia vita culturale è ai suoi apici.

Giovedì sera, previo doping farmacologico, mi sono gustato un raffinato spettacolo sulla vita di Romy Schneider, che nell’immaginario collettivo sta alla principessa Sissi come Luca Zingaretti al commissario Montalbano. Schematizzando, ha funzionato così: 5 minuti di recita dei 2 attori (Romy e compagno), una canzone in tedesco/francese della protagonista (voce intonata e consapevole del testo) a fare da cesura colla successiva parte filmata (spaccati di vita di Romy con voci commentanti in sottofondo). Il tutto ripetuto per 4-5 volte.

Sarà stato l’ambiente molto raccolto, o magari il voluto contrasto tra l’escalation professionale dell’attrice e le sue parallele angosce personali (fino al tragico epilogo), fattostà che a sipario calato si respirava un’atmosfera particolare, col pubblico presente (o meglio, assente, e mai come stavolta a torto) che sembrava non volersi più alzare.

Per chiudere, ma penso che nessuno sia ancora ignaro, l’Inter si è aggiudicata lo scudetto al fotofinish, lasciando a me l’amaro in bocca ed ai parmensi una bella serie B. Fortunatamente il trionfo di Valentino in motogp, la grande rimonta di Simoncelli in 250 e, soprattutto, il risveglio del Modena sul baratro della C, hanno reso affatto sopportabile il weekend sportivo.

ANGOLO METEO

Incredibile visu, acqua a catinelle nel triangolo della gnocca (Mo-Bo-Zocca i 3 vertici, ndr). In realtà alla pioggia si è mischiata un po’ di grandine, sicuramente sgradita a chi ha frutta rossa, ma la cosa è nelle logiche di maggio. Come pure è plausibile che nei prossimi giorni l’instabilità atmosferica ci regali nuovi acquazzoni… chiudere i finestrini delle automobili, please, anche se parcheggiate sotto al sole della mattina!

12 May, 2008

Toffee

Inviato da cinein 11:37 | Permalink Permalink | Comments Commenti (1) | Trackback Trackback (0) | Generale

Oh Toffee Toffee Toffee, oh Toffee Toffee Toffee.. Hai già preparato il caffé – Mmmm - Saresti proprio una brava moglie – eh

  Apertura, anzi Ouverture, d’obbligo per la mia F.: causa schiena, la mia s’intende, non ci si vedeva da 5 giorni (che tra l’altro martedì si era andati a teatro, quindi non si stava insieme soli da molto più tempo). Ieri mi sono dopato di cremine omeopatiche e sono andato da lei.

Nota a margine: nel lungo percorso da casa mia a Bologna cercavo di non guardare ai lati della strada perché temevo di veder spuntare crocchi di persone che festeggiavano lo scudetto dell’Inter. Davo la cosa per scontata, tanto che in macchina ascoltavo l’Ipod e non “tutto il calcio minuto per minuto”: quando l’Inter deve vincere vince, in un modo o nell’altro. Ed invece…  Il modesto e pure  demotivato Siena ha bloccato la corazzata nerazzurra a SanSiro, davanti ad una folla festante chiamata a raduno proprio da quel Materazzi che si sarebbe incaricato di sperare addosso a Manninger l’ennesimo rigore-regalo di una stagione “Juve-style”. Roma, la mia Roma, ad un solo punto di distacco a 90 minuti dalla fine del campionato: aspetto con ansia domenica prossima meditando gesti clamorosi!

Ha seguito una passeggiata tardo-pomeridiana per la città, da Porta Sant’Isaia a Porta San Donato, svolgendo al contempo un illegalissimo (ai sensi dell’art 663 c.p.) lavoro di attacchinaggio (del resto non basta fare un buon prodotto, se poi nessuno ne è a conoscenza). Ritornati a casa cenetta Francese a base di soup aux poireaux e quiche aux champignons, meritato relax sul divano con zapping tra pellicole d’autore, baci ed effusioni assortite.

 Don’t crt at all – poi volammo giù – e miseri – noi, guardammo il blu (Zucchero, dune mosse)  La settimana era passata in posizione orizzontale per i motivi di cui sopra, con parecchie letture e riflessioni profonde. Tipo: non ritengo il blog il mezzo di comunicazione più adatto a me in questo momento. Lo era certo quando cominciai a scrivere: rimasto senza vento in mezzo al mare (mentre N. era saltata giù dalla barca, verso chissà quali lidi), divoravo i tasti del Pc per dare sfogo alla mia delusione, per fare il punto della situazione, per passarmi l’eccessiva dose di tempo libero e, perché no, per testare le mie capacità di scrittore. Lo è stato pure nei mesi a seguire, quando uscivo tutte le sere e, tra amici e ragazze, viaggi e bicicletta, spiagge e pallone, amenità da raccontare ne avevo un sacco. Ma pure nello sventurato 2007 il blog mi è stato compagno fedele, raccogliendo la frustrazione di chi, per un assurdo malanno, si vedeva precipitare di giorno in giorno dalle stelle alle stalle.

Adesso non so. Non è che non abbia più niente da dire (my inspiration has run dry, per dirla con Natalie Imbruglia e la sua Thorne), è che la fase che sto vivendo adesso è assolutamente interiore, di nessunissimo interesse per chiunque sia rimasto in ascolto in tutti questi mesi (e vi ringrazio di cuore, perchè scrivere è bello di per sé, ma saper di avere un lettore, anche uno solo e magari distratto, è una gioia immensa). Ormai ho realizzato un centinaio di scritti, che sto considerando di raccogliere, rivedere e pubblicare, naturalmente solo ad uso personale, magari attraverso il sito www.ilmiolibro.it. Ho già in testa titolo, copertina fronte e retro. Poche decine di euro e in mezzo ai miei stupidi libri di diritto, alle guide di paesi lontani ed ai fumetti di ragazzo ci sarà anche una cosa davvero mia, e non solo perché autobiografica. Ah, l’autore è Tommaso Moro, casomai lo voleste ordinare.

 ANGOLO METEO

 Dunque, giovedì 8 maggio è stata la giornata più calda dell’anno (finora), con una massima di 26,4 gradi. Nei giorni a seguire, con imbarazzante precisione, abbiamo quotidianamente calato di un grado, sì che oggi il termometro si è fermato a 22,4. Domani, martedì 13, avremo cielo nuvoloso e verosimilmente il campo termico ne risentirà. A livello di precipitazioni invece, poche speranze per noi agricoltori di rimpinguare falde e bacini idrici. Quando il minimo depressionario si colloca sul basso tirreno, sono appunto le regioni tirreniche ed il mezzogiorno a bagnarsi: noi (novità;) si resta a bocca asciutta!

 

4 May, 2008

Ivangarage

Inviato da cinein 02:14 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Se la mia chitarra – piange dolcemente – stasera non è sera – di vedere gente

e i giochi nella strada – che ho chiusi dentro al petto – li voglio ricordare..

io penso ad un barcone – rovesciato al sole – un giorno in pieno agosto – le biciclette in riva al mare

Agnese mi parlava – nella sabbia infuocata – ed io non so perché – non l’ho dimenticata…

 

Amici vicini e lontani (spero per voi la seconda, con questo lungo ponte..), apertura d’obbligo con Ivan Graziani e la sua Agnese, anche colonna sonora del film “Non pensarci” del regista  mio conterraneo Gianni Zanasi. Segnatevi la top five delle canzoni del cantautore abruzzese (ora defunto, il suo repertorio viene riproposto da una ottima cover-band, gli Ivangarage di cui sopra) e magari scaricatevele: dunque, Lugano Addio al primo posto, Canzone Triste (meglio nota come Firenze) al secondo, Signora bionda dei ciliegi al terzo, Agnese al quarto e Dada al quinto. In realtà a me ne piacciono altre meno conosciute, tipo Paolina o il prete di Anghiari, ma va beh.

L’antico adagio suggerisce che, quando comincio un pezzo col testo di una canzone, non ho poi molto da dire di mio: in effetti questa fase della stagione richiede poche parole e molti fatti. Debbo da una parte mettermi avanti col lavoro di studio, dall’altra entrare in forma fisica: ricorderete la tremebonda estate 2007, quando mi ruppi la costola a maggio, rimanendo fermo nei 2 mesi successivi e infine presentandomi alla raccolta delle prime pere completamente debosciato. E’ una riflessione molto semplice, e ieri sera Sir Alex Ferguson (allenatore del Manchester) l’ha riassunta brillantemente parlando del suo giocatore Paul Scholes (match-winner della semifinale di Champions): “non possiamo pretendere che faccia 10-15 gol a stagione, come quando era ragazzo..” Mi vado a vedere la carta d’identità di Scholes: classe ‘74, like me. Dunque, se per rimanere sulla cresta dell’onda a dispetto degli anni l'unica ricetta è il duro lavoro, io mi regolo di conseguenza. Piano d’azione dei 4 giorni di Ponte  1 maggio primo taglio dell’erba; 2 semina e trapianto nuove piantine nell’orto; 3 mattina da muratore, pomeriggio stadio Braglia; domenica 4 meritato relax sulle sponde del mio lago a pesca.

Nel ponte del 25 Aprile ho invece fatto una spedizione marittimo-culturale insieme a F. e P. Sapete che ho una casa ai Lidi ferraresi, e saprete anche che Ferrara dedica a Mirò una mostra intitolata “la terra”. Sinceramente, l’ho apprezzata molto, sia per la qualità dei dipinti esposti (direi che l’artista catalano sia stato uno degli ultimi, cronologicamente, a sforzarsi di dare un senso comprensibile ai propri arabeschi), che per il limitato numero degli stessi.

Magari non sapete che i marciapiedi della città estense possono diventare una trappola micidiale.. Per farvela breve, ho dovuto cambiare una gomma (e notate che la mia macchina ha il “ruotino” di scorta, naturalmente sul fondo del baule, per l’occasione strapieno) e fare ritorno ai 70 all’ora per la strada statale… Piccole contrarietà, quando hai passato delle così belle giornate!

ANGOLO METEO

 Confermo in toto quanto al post precedente: l’anticiclone si va affermando sull’Italia, garantendo all’Emilia sole e caldo (massime sui 25 gradi) fino a tutta domenica. Lunedì un fronte freddo lambirà le Alpi, ma io non me ne preoccuperei troppo. Buona tintarella, amici!

25 Apr, 2008

La lavagna

Inviato da cinein 19:25 | Permalink Permalink | Comments Commenti (6) | Trackback Trackback (0) | Generale

E’ molto difficile dare giudizi obiettivi su sé stessi, sia in generale che su singoli aspetti della persona. Ad esempio potrei dire di me che sono bravo a lavorare (in entrambi i miei lavori), ma se paragonato a Taormina o a mio nonno ecco che mi faccio piccolo, come legale e come contadino!

Comunque oggi analizzeremo solo la mia capacità espositiva, e cioè: sono chiaro quando parlo (e quando scrivo)? Likever, e qui più che mai, attendo vostri commenti ed eventuali suggerimenti in merito. A me sembra già di esprimermi in un italiano corretto, senza termini desueti o astrusi, sempre privilegiando la sintesi alla descrizione prolissa dei fatti. Credo che al giorno d’oggi, che c’è poco tempo per ascoltare e meno per analizzare, essere diretti sia l’unico modo di comunicazione. Sia chiaro, io amo anche la precisione e la minuzia: i miei quadri preferiti sono vedute rifinite in ogni dettaglio, dal capitello della colonna al boccolo dell’angelo. Due righe in verticale come 2 persone, un tondo dentro un quadrato, un cesso rovesciato in mezzo a una strada saranno anche messaggi diretti, ma che siano arte…

 Ma non divaghiamo, appunto. Appurato che parlo correttamente la lingua del caso, prevalentemente italiano o dialetto; Ricordato che la mia dizione è imperfetta, siccome la natura non mi ha dotato della lettera erre (invero frequente nel lessico comune), con conseguente Guccinizzazione o francesizzazione di molte parole; Chiarito che non compio inutili perifrasi e non ricorro a strane figure retoriche; Con tutto ciò mi sembra comunque di aver bisogno di migliorare la mia esposizione, soprattutto in ambito professionale-legale.

Ben lungi da me voler tenere i clienti nella semi-ignoranza delle loro questioni (cioè quel margine di non detto utile, se la causa andasse male, a pararsi il culo con cose del tipo: “io te l’avevo detto, sei tu che non hai capito – voluto capire”), ho pensato di affiggere all’unica parete vuota del mio ufficio (sugli altri tre lati si trovano la laurea, il master e la finestra) una lavagna. Lì per lì avevo pensato ad un modello retrò, come quelle dei miei tempi di scolaro, con gesso scricchiolante e cancelletto polveroso. Poi, sia per gli ingombri che per la praticità intrinseca, ho deciso di adottare  una di quelle a pennarello cancellabile.

Credo che esporre un problema magari complesso, con varie implicazioni giuridiche e non, possa beneficiare di qualche schemino visivo, con tanto di frecce (vettori, in linguaggio fisico-matematico) e sottolineature a fermare le mie parole sulla parete, casomai l’interlocutore si fosse perso. E’ un’idea di merda? Comunque la metterò in pratica questa settimana, che la mia collega (e titolare di studio) è in vacanza; così quando torna si trova il fatto compiuto. Magari non le piacerà (ma la deontologia dell’ordine non dice nulla al riguardo); o magari adotterà la lavagna (anche rinomata località ligure) a breve anche lei. Del resto io la penso così: in claris non fit interpretatio. E buonanotte al secchio (“trattenere il fiato era stata dura, fermo lì a guardare dietro la fessura” Baglioni d’annata)

 

ANGOLO METEO

 

Sottotitolo: la grande estate. Ragazzi, le balle stanno in poco posto: rompete gli indugi e approfittatene per andare al mare. Sul ponte del 25 Aprile potete metterci la mano sul fuoco, ma non vedo grandi perturbazioni nemmeno per il Primo Maggio. Quando le correnti atlantiche cominciano a girare a nord delle Alpi è un segnale inequivocabile: se becco qualcuno bianco cadaverico il 5 maggio (Interista diventi pazzo) gli tiro le orecchie!

 

19 Apr, 2008

Vengo dopo il Tiggė

Inviato da cinein 00:02 | Permalink Permalink | Comments Commenti (79) | Trackback Trackback (0) | Generale

Vengo e mi metto lì, per star vicino a tì… ti ho detto sì, vengo dopo il tiggì… I “meno giovani” tra i miei lettori ricorderanno questo ritornello, sigla di apertura di una fortunata trasmissione televisiva del duo Renzo Arbore e Nino Frassica (Indietro tutta, fine anni ‘70). E adesso vi dico pure perché l’ho riesumata. Mi è capitato di vedere il TG5 in edizione notturna, tipo all’una di notte, e la conduttrice ha catalizzato la mia attenzione.

 Naturalmente non sulle notizie, che già sono sempre quelle con l’aggravante del punto di vista berlusconiano, bensì sul suo generoso decoltee (e non ho mai guardato, più in giù della cintura, perché è di sopra che si esprime la natura.. Ivan Graziani, Poppe, poppe, poppe). Cristina Bianchino, questa me la segno. E la mattina, dal computer dello studio, ho inserito il nome su internet: vecchio storico, google mi ha trovato un lavoro di siti che neanche la Nasa!

 

Ora, capisco che il mio approccio alla questione risulterà banale, ma per leggere 3 righe in croce prima di altrettanti servizi non credo ci voglia Einstein. Riconosco comunque esserci giornalisti/e più bravi/disinvolti/competenti di altri. Ma non sono questi i criteri (rectius, le query) per trovare Cristina Bianchino sul www: il suo biglietto da visita è una quinta di seno astutamente strizzata dall’alto loco Mediaste. Cosa che fa parte del gioco. Piuttosto mi lasciano perplesso queste persone, che si piazzano sistematicamente davanti ai TG sperando che a condurlo ci sia questa o quell’altra giornalista (notare che tutte, anche le più impensabili tipo Tiziana Ferrario, Mariolina Sattanino o Lucia Blini, hanno i propri fans), pronti a registrare la puntata ed a trasporla in tempo reale su internet..

Boh, io sono rimasto indietro, da ragazzo aspettavo Colpo Grosso con le ragazze Cin Cin, le famose docce di Edwige Fenech nei film di Pierino, qualche filmetto soft-core sulle reti private.. Mai avrei pensato che “Vengo dopo il tiggì” si potesse interpretare in senso letterale!!

ANGOLO METEO

  Premesso che il ritorno a casa è stato reso più traumatico dal meteo inclemente (martedì 15 neve in montagna e 7 gradi da me), posso dirvi che questa nuova fase, caratterizzata da venti meridionali (e quindi piogge abbondanti a nord del Po’ e sulle coste Tirreniche, molto meno da noi) continuerà anche nei prossimi giorni. Dovremmo dunque avere una variabilità spiccata, ma con ampi rasserenamenti nel weekend e temperature miti, comunque comprese tra 10 e 20 gradi. Io una puntatine in Romagna me la farei!

13 Apr, 2008

SardegnaBeach

Inviato da cinein 18:12 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
 Dunque, eccomi reduce da una settimana di relax totale nel Golfo di Marinella (situato in Gallura, tra Golfo Aranci e Porto Rotondo). Volendo fare la pagella a questa spedizioncella fuori stagione, direi: compagnia voto 10, location 10 (villaggio da nababbi a 193 euro per 8 giorni), natura 10 (immaginate una lingua di sabbia bianchissima con mare color smeraldo, e tutt’intorno gigantesche mimose in fiore), meteo 9 (pioggia la mattina del primo giorno, poi sole e vento, temperatura minima – sic – 18 gradi), salute mia 9 (lieve mal di schiena sul finale), cucina 10 (con riferimento sia ai manicaretti di F, sia all’abbuffata all’agriturismo Padula che ai prodotti locali – latticini, pane, cannonau – acquistati al supermarket), servizi 6 (la stagione non è ancora cominciata, quindi il voto è la media ponderata tra la gentilezza degli esercizi già aperti e la latitanza di tutti gli altri), traversata notturna 4 (se c’è un buon motivo per non andare in Sardegna in primavera è questo: il Tirreno è spesso agitato, e non vi farà piacere esser svegliati dal  comandante che bofonchia dagli altoparlanti “Mmm.. a ghè un problema, stiamo affondando. Ciao”)

Allargando un po’ l’immagine, trovo che piazzare una vacanza i primi di Aprile voglia dire star bene, sia in senso psicofisico che lavorativo. Oddio, considerato che sono un libero bi-professionista, organizzandomi, qualche giorno libero me lo posso sempre ritagliare: ma ciò dipende comunque da un approccio positivo alle situazioni che vengono poi a crearsi (frase estratta da una qualsiasi intervista di Luciano Spalletti, headcoach A.S. Roma). Tradotto: lo sanno tutti che esistono i voli (e i traghetti) low-cost, che le strutture alberghiere in bassa stagione praticano prezzi stracciati, e che di contro, quando sovraffollati, anche i luoghi più pieni di fascino diventano ingodibili. Eppure questa settimana al SardegnaBeach eravamo solo 8 persone (a fronte di 500 appartamenti disponibili). Quindi, mi ritengo davvero felice di aver colto questa occasione e vi esorto a fare altrettanto: io domattina mi riproporrò alla scrivania rigenerato, ed abbronzato per giunta, per la disdetta di chi avrà marcito tra le scartoffie dell’umida Emilia. Rimanete invece fra le rassicuranti 4 mura se non siete dell’umore giusto: 8 giorni lontano da quotidiani, internet, famigliari e amici, insomma dalle proprie abitudini, possono essere molto lunghi senza la serenità interiore. Quella che grazie a Dio mi sembra di aver ritrovato.

 

ANGOLO SPORTIVO

 

Eccezionalmente sono costretto a sostituire l’appuntamento con la meteorologia: come detto niente previsioni televisive in vacanza né, naturalmente, alcuna osservazione empirica utile per prevedere il tempo sulla rossa (avanti poppolo…) Emilia nei prossimi giorni.

Dunque, mi congratulo nell’ordine con: Felipe Massa, non il miglior pilota del lotto ma comunque in grado di portare la Ferrari in trionfo; A.S. Roma, grande risposta in campionato alla doppia batosta coi Red Devils; Simoncelli, mio idolo personale in sella ad una Aprilia 250 e secondo oggi all’Estoril; A.C. Fiorentina, grande giovedì ad Eindhoven e speriamo stasera a SanSiro!

29 Mar, 2008

Il mondo che vorrei

Inviato da cinein 23:13 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
 Partiamo da una considerazione calcio-folkloristica: accade che nell’intervallo delle partite casalinghe del Modena una ragazza, bionda e super tirata, entri in campo e si faccia tutto il giro dello stesso imbracciando il cartellone pubblicitario di Radiostella. Considerato che il 90% dei tifosi è di sesso maschile, in parte fumati e nella stragrande maggioranza propensi al turpiloquio, immaginate quali commenti possa suscitare la graziosa Roberta (della quale è disponibile un filmato su youtube)… Tralasciando i banalissimi “troia” e “vacca” (dal quale però discende un più fantasioso “Radiostalla”), la mia palma d’oro al genialoide che, associando il passaggio della fanciulla di fianco ad un addetto al campo intento a sistemare le zolle del terreno, è sbocciato nell’esclamazione “Fai una bocca al contadino”. Per la cronaca, anche oggi i Gialli hanno proseguito nel loro digiuno di vittorie. E sabato derby al Dall’Ara! 

L’evento mediatico del weekend, con buona pace della settimana della cultura e relativi cinema ad un euro e musei a gratis, è senz’altro l’uscita del nuovo album di Vasco Rossi, il cui titolo, nonché primo pezzo estratto, lo leggete in cima al mio blog odierno.

Sono passati esattamente 30 anni dagli esordi di “Non siamo mica gli americani” e cosa volete che vi dica: io con Vasco sono cresciuto, e anche oggi che vado avanti con tutti i punti interrogativi di una condizione fisica precaria, sento mia “Non si può, fare quello che si vuole – non si può spingere, solo l’acceleratore – guarda un po’, ci si deve accontentare – qui si può, solo perdere – e alla fine non si perde neanche più”.

Così, alla vigilia di una trasferta in terra sarda (a proposito, vi do appuntamento su queste colonne tra 15 giorni) che in altri tempi avrei valutato poco più che una scampagnata, mi trovo a meditare sulle mille insidie di un viaggio di ore fra macchine e traghetti: badate bene, io non ho paura di crepare, dell’oltretomba e varie cose fatali e ferali. A me spaventa non potere sorvolare le montagne, non poter andare dove vorrei andare (sempre Vasco)… In realtà ogni giorno va un pochino meglio, ma non riesco ancora a fare quelle tirate, che erano poi il mio valore aggiunto, che mi consentivano di intrattenere rapporti con mille persone in altrettanti luoghi diversi. Oggi debbo ancora scegliere, selezionare: chi non mi vede o non mi sente da un po’ non se la prenda, gli amici veri non si perdono.

 

ANGOLO METEO

 

Pur se con una mezza giornata di ritardo sulle mie previsioni, la primavera è arrivata. Vi segnalo la “festa della fioritura”, da domani a Vignola con la prima sfilata dei carri infiorati e le campagne circostanti colorate dei bianchi fiori dei ciliegi (ma anche delle susine e delle pere) e del rosa delle pesche, delle albicocche e delle mele. Domenica assolata dunque con massime attorno ai 20 gradi, lunedì si affaccerà una timida perturbazione atlantica.. Ma il gelo dovrebbe ormai essere in archivio, pur rammentandovi il detto “chi ha un buon ciocco (di legna da ardere, ndr) lo serbi per maggio”

26 Mar, 2008

OK computer

Inviato da cinein 21:28 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Cari amici, è per me un vero sollievo tornare alla scrittura. Risolto il banale quanto insuperabile contrattempo al portatile (da cui il titolo, anche famoso album dei Radiohead) che mi ha appiedato nelle ultime 3 settimane (senza annoiarvi con dettagli tecnici, considerate solo la difficoltà nel reperire pezzi di ricambio per un computer del 2003), vengo subito a bomba.

 

Buona Pasqua, intanto! Premesso che pure la mia schiena si è bloccata da martedì 18 a sabato 22, quando ho rialzato la cresta grazie anche all’intervento dell’osteopata.. E chi cacchio è l’osteopata? Nello specifico trattasi di Rolff, un tale autoproclamatosi “il macellaio tedesco”, mentre come categoria professionale lo si può definire “tecnico delle ossa”. Astrattamente, è per me la figura giusta, dato che il mio mal di schiena deriva da un problema della colonna vertebrale. Purtroppo, l’osteopatia conosce solo soluzioni drastiche: hai una postura sbagliata? Io ti tiro da tutte le parti finchè le ossa non si rimettono nella posizione corretta.. Io ne ho ricavato un forte dolore all’inguine (ma te c’hai anche la pubalgia, un problema all’anca, qualche ernia… fatti ben una risonanza magnetica), ho abbracciato i rimedi naturopatici (bagni con Sali e oli assortiti, pozioni a base di artiglio del diavolo) ma sabato sera ero pronto per godermi la debacle dell’Inter e la compagnia dell’amico G., quel simpatico ragazzo che l’anno scorso mi ospitò a Madrid e che ora vive (e mi invita) a Istambul, ma già trama per trasferirsi a Coimbra..

 

Pasqua, resurretio domini. Bene, sapete che io non frequento chiese di sorta, ed in mancanza di un corrispettivo consumistico (tipo l’albero e il presepe a Natale) per me la Festa passa assolutamente indenne. Quest’anno la mutatio libelli ha consistito nel raggiungere la cara F. nell’appennino bolognese, dopo aver pranzato coi miei familiari. Il risveglio del dì di Pasquetta è stato assolutamente fantastico, anche sorprendente per gli altri, ma non per me che sono il meteo impersonificato: io un paesaggio immacolato post una bufera notturna di neve me lo aspettavo proprio. E la mia macchina fotografica era lì pronta ad immortalarlo! Ma te lo fai il Pu-paz-zo-di-neve?

 

ANGOLO METEO

 

Io direi che domani, giovedì 27 marzo, sarà una giornata con cielo coperto e buone possibilità di pioggia, magari in mattinata. Si tratta però di un veloce fronte atlantico, che già nelle prime ore di venerdì avrà lasciato il posto a cieli tersi con temperature in crescita. Se qualche mio lungimirante lettore non si sarà fatto infinocchiare dalla gitarella Pasquettale, sarà ripagato da un weekend dal sapore primaverile.

4 Mar, 2008

Trst

Inviato da cinein 12:12 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Bentrovati amici

Dove eravamo rimasti? Alla mia voglia di bello e di culturale, direi. Detto-fatto: sabato sono andato alla mostra dedicata dal Comune di Trieste al suo Giorgio Strehler.

Trieste, o Trst per gli slavi, è la città dove ho passato il mio primo anno di vita e dove ho comunque gravitato nei 13 successivi. Non vi facevo ritorno da molto tempo e l’emozione è stata forte: tante cose si mischiavano in quel momento. Innanzitutto ci sono andato con F., ad un anno esatto dal nostro primo bacio. Siamo andati in treno, e sbucare tra le rocce carsiche col mare a strapiombo dopo 3 ore di monotonamente nebbiosa pianura padano-veneta, beh, già ti cala in un’altra dimensione. Il naso fuori dalla stazione e l’aria frizzante ti sferza, due passi lungomare ed eccoci in piazza Unità d’Italia, racchiusa su tre lati da palazzi austeri e aperta nel quarto sul mare.

Ora, l’antica colonia romana di Tergeste, che dal 1387 fu sbocco sul mare principe dell’impero austro-ungarico, non può non portare in dote la multirazzialità che l’ha sempre attraversata. Vorrei dirvi della purezza cristallina del dialetto degli indigeni, dello sfavillante luccichio degli interni della chiesa greco-ortodeossa, degli angusti vicoli del ghetto ebraico, dei caldi arredi del caffè del Corso (ritrovo nei secoli dei artisti quali Svevo, Giotti, Saba). Meglio fareste a scoprirli da soli, con una bella gita fuori porta. La mostra su Strehler invece non potrete, giacchè terminava ieri: sinceramente, io ne sapevo ben poco del suo lavoro, praticamente nulla della sua vita. Va dato atto agli organizzatori di averne proposto, in 3 sole stanze, un ritratto scarno ma non freddo, comunque ad ingresso gratuito: superba (mi sento un po’ Sgarbi o Mughini a parlarne) l’autocitazione all’ingresso, dove Strehler si stupisce dei suoi tratti somatici scuri, ipotizza montenegrini, lui figlio di nonni dalmati-ariani e francesi e genitori germanici.. Un perfetto Triestino, dunque!

L’altro grande tema, rimasto sotteso tutto il giorno ed a fruizione esclusivamente individuale, era la verifica della mia condizione fisica: mai da Aprile scorso mi ero spinto altre i confini regionali, mai mi ero sentito bene come nelle 2 settimane precedenti, dove ogni lavoro, d’ufficio o agreste, mi aveva visto protagonista. Esame passato, ma confesso che per le sale del museo del teatro mi sono

trascinato come uno zombie!

 

ANGOLO METEO

 

 Oggi, martedì 4 marzo, ci aspetta un peggioramento drastico: i 27 gradi della domenica, già diventati 19 ieri, oggi non sforeranno i 13, con venti in rotazione da est (mi sono portato dietro la bora!), scrosci di pioggia e neve nella notte in montagna. Domani 5 marzo sarà semplicemente una giornata invernale, con schiarite verso sera. E se la notte sarà cielo stellato, la mattina di giovedì eccovi brina e meno 1 grado. En amalerev menga!

26 Feb, 2008

Lom a merz

Inviato da cinein 17:45 | Permalink Permalink | Comments Commenti (5) | Trackback Trackback (0) | Generale

Due cose su tutte mi hanno colpito questa settimana: le canzoni di Elio Ghinazzi, in arte Pupo, e una manifestazione agreste tipicamente romagnola, i Lòm a Merz appunto.

Apre lo sproloquio odierno FIRENZE SANTA MARIA NOVELLA, intercala un commento preso dalla Gazzetta di Ferrara sul succitato evento gastro-culturale, chiude PICCOLA TU.

 

Le luci spente delle due di notte - passa un barbone con le scarpe rotte - la notte qui non è come a Milano - o a Roma, pieno di casino

fra quasi un ora arriva "La Nazione" - un ferroviere fischia una canzone - una signora senza suo marito - la guardo bene, è solo un travestito.

Firenze Santa Maria Novella sogna

povera ancora di vergogna

sembra lo specchio della sua città

Firenze Santa Maria Novella almeno

mi fa sentire un po' sereno

e il portafoglio non mi ruberà.

I primi pendolari la mattina - quest'anno è forte la tua Fiorentina - la colazione con i bomboloni - e guai a chi parla male di Antognoni

 raggio di sole arriva il nuovo giorno - gente che va giurandoti un ritorno - perché a Firenze sulla mia parola - non vedi niente in una volta sola.

Firenze Santa Maria Novella è festa

per lui che va, per lei che resta

per un amore che ritornerà

Firenze Santa Maria Novella scusa

spero di farti una sorpresa

quando la mia canzone sentirai.


RIOLO TERME – Tutto è pronto per la partenza dell’ottava edizione dei tradizionali “Lòm a Merz”.
Una proposizione moderna, organizzata dall’associazione “Il lavoro dei contadini”, di un rito antico, rurale e contadino.
L’accensione di falò propiziatori, i cosiddetti Lumi di Marzo, da parte dei contadini celebrava l’arrivo della primavera.
Un momento particolare e suggestivo che veniva ripetuto ogni anno al fine di invocare un’annata favorevole per il raccolto nei campi, ricacciando il rigore dell’inverno.
Un significato ancestrale che salutava l’arrivo della bella stagione attraverso grandi falò formati dai rami secchi e dai resti delle potature. Per l’occasione, oggi come ieri, ci si radunava nelle aie, si intonavano canti e si danzava intorno ai fuochi (al fugarèn) mangiando, bevendo e soprattutto divertendosi.


Da mercoledì 27 febbraio fino a domenica 3 marzo 2008 si susseguiranno senza soluzione di continuità numerosi eventi e momenti di approfondimento e conoscenza delle tradizioni, degli usi e dei costumi della tradizione contadina romagnola.


Momenti di socializzazione che prenderanno vita nelle aie delle case contadine dei comuni di Faenza, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Lugo, Russi, Bagnacavallo, Ravenna, Alfonsine, Fusignano per la provincia di Ravenna, ma anche a Modigliana per la provincia di Forlì-Cesena ed Argenta per quella di Ferrara.

Qui verranno accesi dei grandi falò attorno ai quali si svolgeranno iniziative ed incontri sulla tradizione e la cultura contadina romagnola, fra balli, spettacoli, mostre degli attrezzi della civiltà contadina e i mestieri “scomparsi”, mentre sarà possibile degustare vini e cibi della prelibata enogastronomia locale.


Partecipano all’iniziativa, infatti: scrittori, cuochi, sommelier, artigiani, attori, musicisti, cantastorie, antropologi che intratterranno il pubblico. Il programma dettagliato di tutte le iniziative in programma è consultabile all’indirizzo www.illavorodeicontadini.org

 

Non mi importa niente del passato - Quel che è stato è stato - Noi restiamo qui a sognare - Con lo sguardo verso il mare sai

Le promesse d'amore Piccola
Sono raggi di sole

Brillano nel cielo e poi si posano
Sui tuoi occhi e sul cuore Piccola
Le tue piccole ali candide
Sui miei pensieri

Io cercavo tanto cose - Chi lo sa se le ho vissute - Emozioni già perdute - Grazie a te le ho ritrovate sì

Le promesse d'amore Piccola
Sono senza parole
Volano nell'aria e poi si toccano
Nei tuoi occhi e nel cuore Piccola
Le tue piccole mani fragili
Sui miei domani

Quando nasce un nuovo amore - Seducente, appassionato - Non sciupare questo fiore - E' un regalo delicato sai

Le promesse d'amore Piccola
Sono raggi di sole
Brillano nel cielo e poi si posano
Sui tuoi occhi e sul cuore Piccola
Le tue piccole ali fragili
Sui miei pensieri
Piccola tu
Ti chiudo dentro al mio cuore
Sei piccola tu
Io senza te non so stare
Sei sempre di più
Neri miei pensieri
Ed ora piccola tu
Ti chiudo dentro al mio cuore
Sei piccola tu
Io senza te non so stare
Sei sempre di più
Nei miei pensieri
 

21 Feb, 2008

Scusa ma ti chiamo amore

Inviato da cinein 10:19 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

“Scusa ma ti chiamo amore, non so dire nulla più, scusa se ti ho dato un nome, ora puoi chiamarmi anche tu”

Parole e musica dei Sugarfree per la colonna sonora dell’omonimo film (scusa ma ti chiamo amore, tratto dal libro di Moccia), ideale prosecutio di 3 metri sopra il cielo. Io non sono (ancora) andato a vederlo, anche perché non saprei con chi: il livello (recitazione, regia, soggetto) sembra essere troppo basso per proporlo ad F.; ad un’altra ragazza non mi sembra il caso, ad un amico mi fa molto coppia gaya; e se devo andarci da solo, posso tranquillamente aspettare che esca in dvd.

 

Passando oltre, ci sono tante cose positive che mi fanno ben sperare per il futuro prossimo. Intanto non corro più il rischio di prendermi una polmonite: da tre giorni sono tornato nel ventunesimo secolo, radiatori bollenti in tutta la casa e acqua fumante per lavarsi o semplicemente radersi. Certo, devo pagare un conto che c’è da tirare un canchero, ma questo era il classico lavoro che una volta nella vita va fatto, e io ho dato: l’impianto precedente è durato 47 anni, io ne ho già 33..

Non meno importante l’essersi risolta una situazione potenzialmente scabrosa tra me e F.: per portare avanti una relazione servono tante cose, non ultima la fortuna. O meglio, ci sono degli accadimenti che possono avere un impatto devastante sulla coppia, tipo spingere l’uomo nella Legione Straniera.. Io comunque, che non mi ero fasciato la testa prima di rompermela, non farò ora dietrologia su di un fatto che poi non è successo: incasso il responso positivo e tiro dritto felice.

 

Una notazione sportiva in chiusura: tornata a risuonare nell’aria la musichetta della Champions, i gradassi-presunti fenomeni tornano da Liverpool spennati, mentre la Lupa coglie un successo prestigioso sui Galacticos. Se fra 15 giorni il “miedo escenico” non ci farà tremare le gambe, i quarti di finale ci vedranno protagonisti. E Mancini (cucù;) se li guardi in tivvù!

17 Feb, 2008

At the restaurant

Inviato da cinein 14:43 | Permalink Permalink | Comments Commenti (4) | Trackback Trackback (0) | Generale

E gli aerei volano a bassa quota tra New York e Mosca, ma questa notte è ancora nostra… Claudia non tremare, non ti posso far male… se l’amore è amore, se l’amore è amoreeee

 

Sarà San Valentino, sarà che vivere senza riscaldamento (a proposito, ieri primo mesiversario) mi riporta indietro nel tempo; mettici un po’ di Meat Loaf in sottofondo (I would do anything for love); insomma questo venerdì notte sono romanticamente ispirato.

Partiamo dalle fotografie: oggi ne avrò guardate a centinaia. Le mie, digitali e su carta Kodak, quelle degli altri che hanno voluto condividerle con me (grazie G), per finire con le anteprime delle principali mostre attualmente in corso: Guido Cagnacci, Tiziano, Canaletto, Canova, Pinturicchio, persino Mirò che normalmente mi è indigesto. Perché tutta questa voglia, questo bisogno di bello?

 Lasciando che la notte porti consiglio, addentriamoci in un tema certamente più leggero: la serata tipo. Nel fantastico sito di chat al quale ero iscritto, vi era una scheda di presentazione per ogni donna (e per ogni uomo, ma non visibile agli altri uomini); tra le varie voci, più o meno verosimili (dubitate dell’approssimazione: qualche chilo di troppo vuole dire un transatlantico, abbastanza piacente necessita l’invio di una foto esplicativa), io focalizzavo appunto su “la tua serata tipo”. Va premesso che era una risposta a scelta multipla: non c’era la voce “farmi sbattere tutta la sera” (anche perché ciò avrebbe intasato il profilo per non dire il sito), ma ce n’erano altre, e l’opzione più gettonata, davanti a “cinema” e “con amici”, era “al ristorante”

 Io vi diffido solennemente dall’invitare a cena una donna al primo appuntamento, sia che l’abbiate già vista in foto/cam, sia e a maggior ragione in caso contrario. A nulla valgono considerazioni del tipo “comunque dovevo mangiare anch’io”, “era una semplice pizza”: a parte che, soprattutto se la lei è straniera e subordina l’uscita alla cena, la cosa fa molto mercificazione del rapporto (comunque un galantuomo il gesto del pagare dovrà farlo); il rischio di trovarsi 2 ore a tavola con una persona che non ci piace affatto non è affrontabile. Trash time.

 Approfitto del discorso per fare una top ten aggiornata dei miei desiderata a tavola: 1) cena a base di pesce, preferibilmente polentina con gamberetti seguita da anguilla ai ferri, il tutto accompagnato da un aromatico Traminer; 2) un piatto di maccheroni per “fare un po’ di fondo” e poi borlenghi a volontà (farciti alla nutella come dolce e al gran marnier come digestivo); 3) serata ad un ristorante etnico, indiano-giapponese-greco in quest’ordine. 

ANGOLO METEO (nuova rubrica, introdotta visto il successo dell’omonimo post)

 Sabato 16 febbraio 2008 ci aspettano cieli tersi con temperatura in progressivo calo (-3,7° la minima della notte passata), domenica idem come sopra, ma freddo maggiormente percepito causa l’effetto wind-chill (il vento dai Balcani rinforzerà;). Da lunedì rialzo termico e sole almeno fino a mercoledì. E il mio mandorlo è pronto a fiorire!

11 Feb, 2008

La questione romana

Inviato da cinein 09:35 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Intendo affrontare in questo scritto una delle cose (a mio modo di vedere) più noiose, perniciose ed inconcludenti della nostra società: la politica. Ma il tema si impone, e allora lo tratterò come da mia abitudine quando una cosa mi annoia: brevitascumque. Mi scuso fin d’ora se alcuni passaggi risulteranno non chiari.

 

Dunque, ovvio che il discorso parta dal 13/14 aprile p.v., quando sono in programma le prossime elezioni politiche (italiane, of course). Infatti le camere sono state sciolte, e nessuna soluzione transitoria è stata trovata, visto che il centro-destra, ciecamente convinto di tornare al governo, ha rifiutato con sdegno il tentativo estremo di Marini.

 

Io l’Italia la vedo così: un paese dove la stragrande maggioranza dei cittadini ha una mentalità conservatrice, di centro quindi. Motivo per cui una coalizione di sinistra non ha concrete possibilità di vincere, e in subordine di durare a palazzo Chigi. E lo dico con rammarico, io sono di sinistra ed anche i sassi lo sanno, ma non un marxista (o più attualmente un Bertinottiano), bensì un laico progressista (alla Zapatero, via).

 

L’Italia del 15 Aprile 2008 è presto fatta: Berlusconi al Governo, con una maggioranza molto meno schiacciante di quanto ora lui creda, ma comunque in grado di regalarci altri 5 anni di parole al vento, giustizia e stampa imbavagliata (Enzo Biagi, te ne sei andato giusto in tempo), Fini, Bossi e Casini a dare una alzata di cresta ogni tanto, giusto per giustificare la propria presenza.

La “cosa rossa” (Pd con o senza Rifondazione) non ha i numeri, nonostante un lodevole Veltroni.

 L’unico scenario alternativo, ma capirete che non c’è il tempo, sarebbe l’emergere di una figura di centro di notevole stazza, in grado di riaggregare i pezzi della fu DC e sottrarre voti a go-go a centro destra e centro sinistra.. In realtà io il nome giusto ce l’avrei, temo però sia in eleggibile: Papa Ratzinger.

 

Non è una boiata, la Chiesa manipola più coscienze (e voti) di chiunque altro, e non è un azzardo dire che nella caduta di Prodi ci abbia messo più lei che un Mastella (devi mo-ri-re!) o un brutto Rospo. I miei ricordi storici mi riportano, all’epoca dell’Unità d’Italia, ad interminabili discussioni su come entrare in Roma, all’oltranzismo tenuto dalla Chiesa nei decenni seguenti, al sofferto accordo infine dei Patti Laternensi. Andando a rischio scomunica, io direi: ma che cazzo vuole la Chiesa da noi? Ma lo sapete che se un bel giorno lo Stato chiudesse i rubinetti al Papato (esenzioni incluse, tipo l’Ici sui loro immobili), appianerebbe di botta il debito pubblico? E poi perché i Preti non lavorano?

E perché, invece di limitarsi a vivere alle nostre spalle, Sua santità e immediati sottoposti continuano a mettere il becco nei nostri affari? Non era “libera Chiesa in libero Stato”?

 

Mah, per dirla con Cesare Cesaroni, “che amarezza”!

31 Jan, 2008

Fohn appenninico

Inviato da cinein 11:54 | Permalink Permalink | Comments Commenti (13) | Trackback Trackback (0) | Generale

Intervento squisitamente dedicato al meteo, quello delle nostre parti s’intende, dove intendo mettere a vostra disposizione le mie umili nozioni in materia.

Dunque, una volta tanto abbiamo avuto un weekend con sole e tepore primaverile, a dispetto del solito trend fantozziano che prevede settimana soleggiata e sabato-domenica uggiosi. Naturalmente se di solito la domenica piove e il lunedì il sole spacca le pietre non c’è una spiegazione scientifica, pura sfiga est, anche se qualche tempo addietro lessi di un sedicente scienziato che ricollegava il fatto al calore emanato da fabbriche e uffici in settimana…

Se invece da una situazione nebbiosa, quindi da masse d’aria umida che stagnano sulle nostre teste, si passa ad un forte vento e a cieli sereni la spiegazione più verosimile sarà il passaggio di una perturbazione.

Ma perturbazione non è sinonimo di pioggia o neve, direte voi? Se stessimo a Bordeaux, Lisbona o Londra, sicuramente sì. La maggior parte dei sistemi nuvolosi che raggiungono il vecchio continente si formano sul vicino Oceano Atlantico, con un minimo di pressione (o barico, n.d.r.) sull’Islanda che sventaglia le nuvole dal mare verso la terra. In questa situazione una città costiera di Portogallo, Golfo di Biscaglia, Francia Occidentale o Gran Bretagna uno “sguazzo” lo prende di sicuro. Ma probabilmente anche a Budapest o Varsavia si bagneranno i piedi, mentre a Torino, ben più vicina all’Atlantico della Polonia, magari no.

Avrete già capito dove vado a parare: posso andare in linea retta da Parigi a Mosca senza incontrare alcun sistema montuoso, mentre per passare da Lione a Torino, come ben ricorderete per la vicenda della Tav, bisogna valicare le Alpi. E così le pertubazioni atlantiche, che il valico del Frjus non lo conoscono, finiscono per cozzare inesorabilmente contro l’arco alpino, lasciando precipitazioni copiose sui versanti esteri, ed a noi italici solo il fohn, vento di caduta (dalle Alpi appunto) che nella discesa in valpadana si riscalda portando quei simpatici venti gradi dell’ultimo weekend. Noi pedemontani emiliani siamo più soggetti al fohn appenninico, avendo alle spalle questi monti, con intuibile minore intensità man mano che ci si sposta verso est (domenica a Piacenzza 22 gradi, 16 a casa mia, 8 a Rimini!).

Da tutto questo non discende che in Italia non piova mai! La situazione più proficua per le piogge però è il formasi di una bassa pressione sul golfo di Genova che convogli tramontana sul capoluogo ligure e scirocco/libeccio sul resto d’Italia (quando vedete neve sull’appennino ligure e 15 gradi a Venezia con acqua alta solitamente è andata così;).

Chiudo la lezione ricordando che l’Italia è un paese geomorfologicamente molto complesso: se il vento dei Balcani irrompe sull’Adriatico, ecco che a Pescara nevicherà e a Roma, distante soli 100 kilometri in linea d’aria ma protetta dall’appennino, sarà sole splendente. E l’Africa comunque resta molto vicina, pronta a mandarci micidiali onde di calore estivo.

 Ma ora bando alle ciance; Sperando che vi siate goduti il mite weekend, ricordo che oggi è San Geminiano, patrono della mia città natale, e la tradizione vorrebbe che io lo santificassi cazzeggiando tutto il giorno. Per vari motivi la cosa non è stata possibile, ma conto di riscattarmi martedì, ultimo giorno di Carnevale: tutti gli anni minaccio di andare in maschera a Venezia, sarà mica la volta buona? 

Nel mentre, auguro Buon carnevale a tutti (oggi è pure giovedì grasso)!!

 

19 Jan, 2008

Bailey's

Inviato da cinein 15:53 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Dimmi a che serve restare – lontano in silenzio a guardare – la nostra passione che muore – in un angolo e..

 

Cade la pioggia, autori Negramaro (peraltro ottimo uvaggio pugliese), per introdurci al quarto intervento del 2008, il primo di lamentela. Già, mi sono beccato l’influenza con la I maiuscola, ma la cosa non mi stupisce affatto: ce l’hanno un po’ tutti e io, debilitato di mio, ero una facile preda. Naturalmente sono insorte complicazioni mie connaturali, cioè tosse e quindi male al costato, più disturbi digestivi vari. Amen, la cosa grave è ben altra: il riscaldamento di casa ci ha congedati. Ora, si parla di un impianto del ’61 e quindi siamo nella logica delle cose. Epperò, scoprire il 14 gennaio che si tratta di una rottura, data da tubi ormai fradici e quindi irreparabili, con unica soluzione possibile il rifare l’impianto è un brutto inizio anno. Preventivo quindicimila euro per i tubi e relativa posa, più il costo della nuova caldaia, che sarà a gasolio (costa meno) o gpl (più versatile). Nel mentre, vivere al freddo ritarda la mia guarigione.

 

Altra cosa: è (finalmente) finita la pazienza delle persone nei miei confronti. Gira, mèsda, prèlla, vòia, nessuno può essere aspettato in aeterno. Tra rimandi, scuse, rinvii, giustificazioni, assenze e silenzi strategici, in qualche modo il 2007 lo avevo portato a termine; ma ora bisognava ripartire, dare subito un segnale forte, una dimostrazione di volontà, di salute. Solo 3 cose, delle mille possibili al 31/12/2006, avevo salvato, ma erano le 3 fondamentali: amore, amicizia e lavoro.

Ieri, inaspettatamente ma neanche troppo, è suonata la sirena dell’ultimo giro: il mio principale cliente mi ha convocato per lagnarsi del mio (non) operato. Io ero pronto da un tot a questa discussione e, sapendo di non aver scuse comprensibili dall’esterno, né soprattutto soluzioni per l’immediato futuro, ho tagliato corto dicendo: “questo è il mio massimo attuale, e per di più le previsioni sono al ribasso: se ti va bene è così, i miei ritmi non li posso alzare, preferisco lavorare poco ma bene che di più e peggio”. Lui, nella persona dell’ A. D., ha ascoltato in silenzio e posso immaginare che si sia fatto un’idea del tipo: “Ma senti questo, sai quanti ce ne sono meglio di te per questo lavoro!”. E il bello è che ha proprio ragione!

 

Amiciscumque: ancora peggio, se si può. Se non esci mai la gente non va poi tanto a sapere: vorrà dire che stai meglio a casa (figurati che figata stare in casa la sera senza riscaldamento!). Già data per persa tutta la carne, vecchia e nuova, che avevo messo al fuoco nell’immediatezza del mio ritorno single, sono seriamente dispiaciuto per il mio amico C.: il vecchio storico ora è sempre più impegnato all’estero per lavoro, tale che quando è in patria bisognerebbe forzare i tempi e cercare di vedersi, ma nell’anno nuovo non ci sono ancora riuscito. E la vita senza amici, per me, è una minestra senza sale: bleah!

 

Amor (che guardi verso oriente, verso il mare, qual è il nome che sussurri piano, prima di dormire.. sempre Nomadi). Pianto greco, ragazzi. Non c’è nulla di più triste che stare forzatamente lontani dalla propria amata. E invece no, è molto peggio andare da lei a mezzo servizio. Per quanto F. sia una persona fantastica (per la privacy non posso dirne altro, ma fantastico è il minimo per come ha superato le forche caudine del suo 2007) e cerchi di dissimulare dopo le mie debacle, io capisco che non riesco più a farla felice. Premesso che non stiamo parlando solo di un problema sessuale (anche se per fare una prestazione serve, appunto, “prestanza”), ora mi sento proprio spalle al muro, perché è il momento di mettere giù quei progetti che, se l’anno scorso erano avventati prima e impossibili poi per le rispettive vicende fisiche, ora ci stanno tutti. E, signori, non sto dicendo convivenza o giù di lì, ma vacanze e viaggetti, restare io qualche sera a dormire a Bologna, una cena coi miei genitori.. Anche la mia isola felice è affondata: anche quando vado da lei adesso mi sento sotto esame.

 E pensare che solo pochi mesi fa la forza scorreva nelle mie vene: perché te ne sei andata così? Per me prima era tutto un gioco, una bazzecola, saltellavo tra ufficio, amici, campagna. E la mia F. Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi.. e come allora sorridi (canzone per un’amica, Guccini)