29 Jul, 2008
Ty Mai
Dunque, sabato 12 luglio si arriva in stazione a Lannion, capolinea bretone del nostro viaggio. Da lì 20 minuti di macchina, trasporto che la nostra affitta-appartamento include nel pacchetto vacanza, e ci si trova sulla incantevole costa di granito rosa, lembo di terra lungo circa 7 chilometri frastagliatissimo di golfi, rade e spiagge, sabbiose o di ciotoli fini.
Per la cronaca noi abbiamo alloggiato una settimana direttamente sulla Greve Blanche, spiaggia clamorosamente esposta ai venti che da ovest ti portano l’Atlantico in faccia: e la cosa è piacevole se mitiga il solleone, ma quando è nuvolo fa il clima ancor più ostico. Non per i bambini della scuola vela locale, che su barchette classe Optimist imparano a destreggiarsi fra orzate e raffiche di vento.
La giornata tipo prevedeva: sveglia verso le otto (enfants permettendo), abbondante colazione, passaggio obbligato in paese per la baguette (dacci oggi il nostro pane quotidiano, anche perché è immangiabile quello del giorno prima) e gli altri generi di conforto, spiaggia se bel tempo o passeggiata/shopping se nuvoloso, pranzo sempre ricco di formaggi (specialità locale), siesta (io in spiaggia, F. a letto), spiaggia, cena e Tv francese. Debbo ammettere che questi ritmi molto slow, dopo un impatto traumatico (freddo porco i primi due giorni) hanno giovato al mio fisico e dall’umore di tutti, tant’è che abbiamo deciso di prolungare la nostra permanenza in loco a scapito della tanto frenetica quanto tentacolare Parigi…
Ora, con la massima possibile obiettività giornalistica vi darò tra motivi per decidere di venire fin quassù e tre per escludere questa eventualità: 1 PRO) il contesto naturale. Rimandandovi alle foto che ho pubblicato su suxpippo, debbo ammettere che certi scorci mi hanno sbalordito. E’ incredibile come tutto possa mutare in 5 minuti: un raggio di sole accende i colori della miriade di fiori dei curatissimi giardini, riversa frotte di gente in spiaggia, riempie il mare di vele e il cielo di uccelli. E poi sentieri lungomare con strapiombi mozzafiato (a proposito, meglio avere un po’ di fiato&hellip
e quieti entroterra con villette dai tetti d’ardesia; 2 PRO) Ty Mai, creperie di Tregastel paese. Mangiato finora crepes solo in Italia, non potevo immaginare che ne esistessero tante varietà, ma soprattutto che fossero così buone! Da non sottovalutare la possibilità di comprarle e farsele a casa, farcite di marmellata, nutella, zucchero o quant’altro, previa scaldata in padella o al microonde. E non dimenticate la galette, ripiena di salsiccia come main course. 3 PRO) effetto depaysèe. Sei sempre nella civilissima Francia, la sera ti guardi il Tg di France2 ed il meteo de la plage di tuo interesse, i locali parlano un dialetto con velleità di madrelingua comunque comprensibile… Ma in realtà hai l’impressione di trovarti alla fine del mondo, ancora la vita regolata dal sorgere e dal tramontare dal sole, dalle maree e dal vento. Se venite da un anno stressante, un toccasana. Respirare a pieni polmoni un’aria fresca (mai più di 23 gradi) e sferzante.
1 CONTRO) La spartanità: qui la gente ha meno fronzoli, direi meno balle, ma alcune cose possono dare noia. Tipo se ti viene voglia dell’ombrellone in spiaggia; o se devi muoverti coi trasporti locali (il peggior autista di pullman peggio vestito, fino a che non ho visto la sua collega), in media una corsa ogni 3 ore; o biscotti per neonati che non si sciolgono neanche in una centrale nucleare (a proposito, qui vicino ne trovate alcune); o il giornale italiano del giorno prima fotocopiato; 2 CONTRO) La distanza dall’Italia: nell’epoca in cui tutti si ha fretta, o magari solo pochi soldi, non farà piacere constatare che non esiste un volo dall’Italia diretto su Lannion, aeroporto nazionale non servito da pullman o treno. Obbligatorio scalo in France, a Paris nel nostro caso, e poi cambio aereo o via di TGV. Chiaro che confrontato alle 2 ore con volo diretto da Bologna e magari la tariffa low-cost per la Grecia, la Spagna o l’immarcescibile Mar Rosso… 3 CONTRO) quello che ho citato come pro può essere visto dall’altra faccia della medaglia: i posti un po’ estremi richiedono spirito d’adattamento e perfetta sintonia d’intenti tra i viaggiatori.. Diversamente è facile andare in crisi da isolamento.
28 Jul, 2008
Paris je t'aime
Perchè tutto l’amore che prendi – un giorno lo ridai – quel giorno si diventa grandi – o grandi non si è mai – tu vai…
Ciao ragazzi, anzi Bon jour, visto che i francesi ti dicono buongiorno anche alle 10 di sera (e non ti congedano col buongiorno, al massimo un au revoir). Avrete certo saputo o capito che la mia latitanza era data dalla migliore delle ragioni: 2 settimane buone di vacanza, in parte nella Ville, in parte nella autonomistica Bretagna. Preciso che non ero mai stato nel Nord della Francia: finora solo i casinò della Costa Azzurra mi avevano visto protagonista oltralpe. E difatti il mio francese non andava oltre il les jeux sont faites o il rien ne va plus. Adesso no, adesso ho visto Parigi e sono entusiasta come il più provinciale dei provinciali (che vuole portarsi a casa la tour eiffel in miniatura), pur avendone visitato solo il quartiere che ci ospitava (Montmartre, per inciso) ed alcuni dei luoghi culturali imperdibili. Davvero, mi sono trovato benissimo, a dispetto di una condizione fisica che non mi permetteva certo le grandi sfacchinate che tutte quelle bellezze avrebbero meritato. Ma vuoi la metro capillare, vuoi la inesauribile verve della nostra guida (in odore di doping e sulla quale, tutti i culi, il mio fascino decadente ha avuto vita facile), vuoi appunto il mio entusiasmo ed il clima primaverile, quei pochi giorni li ho vissuti intensamente. Ma niente giro sulla torre Eiffel, niente Notre Dame né Versailles… Mi toccherà di tornare, magari l’anno prossimo, sicuramente cambiando alloggio: purtroppo la nostra guida era anche colei che ci ospitava (in modo peraltro squisito), e le sue velate attenzioni nei miei confronti non sono passate inosservate agli occhi di F.; dunque, sfiorato l’incidente diplomatico non converrà tornare sul luogo del misfatto.
Comunque, c’erano solo tre città che avrei voluto vedere ad ogni costo nella mia vita: Londra, Madrid e, appunto, Parigi. Ora mi sento felice, più avanti, ma molto più aventi, vorrò andare a San Pietroburgo.
Nota di cronaca: io odio l’aereo, sia per i tempi di attesa (ma c’entra che per fare un volo di 1h e 40 ti debba presentare in aeroporto 2 ore prima, poi la partenza ritardi di mezzora, poi il pilota fa un decollo che ti sale di 10000 metri in 2 minuti, etc etc), sia proprio per il volo in sé: non sono mai tranquillo se non guido io, in più i vuoti d’aria mi danno proprio la nausea.
Comunque, atterrati al Charles de Gaulle mercoledì 9, siamo ripartiti alla volta della Bretagna 3 giorni dopo, stavolta in treno, un ottimo TGV che ci ha recapitati a Lannion. Ma questo lo leggerete nella seconda e ultima parte…
ANGOLO METEO
Detto che per me fa un caldo porco, dopo 10 giorni a 9 gradi di minima e 22 di massima sotto il sole… Detto ciò appunto, debbo riscontrare una situazione meteo accettabile per il periodo: ieri 19 di minima e 29 di massima con vari scrosci di pioggia nocte temporis. Ma la situatio favorevole muterà rapidamente, portandoci sui 34-35 gradi già dopodomani con aria umida da sud-ovest. Intanto ho cominciato a raccogliere le pere, qualità Guyot: l’Uomo del Monte ha detto sì!
1 Jul, 2008
L'ispettore Derrick
Dopo la mattutina raccolta di albicocche Portici, prezzo di vendita stimato 0,70 €/Kg, mi sono sprofondato in poltrona; in quel momento Mtv passava il video dei Tokio Hotel “Der letzte tag” (l’ultimo giorno, se ho abbinato bene le mie conoscenze automobilistiche – letzte runde = ultimo giro – con quelle dei tram – Sonntag = domenica).
Naturalmente del testo della canzone non ho capito un’acca (anche se potrei passere benissimo per Metzhelder o Mertesacher), ma so che alcuni dei miei lettori spreccano deutsch fluentemente e a maggior ragione li invito ad ascoltarsi il pezzo. Quei Tokio Hotel lì sono proprio forti, sono crucchi d’altronde (e i crucchi arrivano sempre in fondo, Europeo docet), anche se io ignoravo la loro nationality. Ma pur cantando Monsoon nella lingua di Carlo e Camilla, certo non potevano essere anglofoni madrelingua: quando capisco perfettamente l’inglese è perché non lo parla un inglese!
Detto ciò, mi sovviene che oggi è il secondo compleanno del blog: 2 anni esatti orsono andava in scena la notte dei lunghi coltelli, coi quali la reproba N. uccise il mio sogno d’amore(?), generando quale miglior reazione questa ormai sopita verve letteraria. L’occasione è propizia per chiedersi: ma lei, che fine ha fatto? Avrà trovato quel qualcosa di molto meglio cui anelava? Leggerà i miei poveri scritti? Rispondo in stile Bobo Vieri: Boh, non credo, senz’altro no. Certo, se ripenso al nervoso che mi faceva venire quando si stava insieme e metà del tempo lei smessaggiava/riceveva sms, tipo cinno di 12 anni, beh, che Dio l’abbia in gloria!
In tutta onestà, non ho altro da segnalare: la settimana scorsa, causa primo caldo afoso, sono stato male, ma direi di star riprendendo bene. Oggi comincio una cura omeopatica, vi terrò informati.
Ho gradito i numerosi commenti sul mio esperimento poetico, e temo che ne seguiranno altri se non avrete il coraggio di stroncarmi sul nascere. A fine estate c’è il solito Poesia-festival, sarei tentato di partecipare anche se: 1) non concepisco le competizioni dove non vince il migliore ma quello che è ritenuto il migliore da una giuria di pincopallini (che in realtà a me dovrebbe star bene, visto che il migliore non sarei certo io); 2) io sto alla poesia come Angela Merkel alle Veline, per me la sintesi è più importante della forma; 3) c’è una tassa di iscrizione!
Ricominciano i programmi-tv estivi, quindi il title-track Derrick, Renegade con Lorenzo Lamas, l’incorreggibile Lupin, la signora in Giallo, etc etc etc: beh, sempre meglio che I raccomandati e i Fatti Vostri, no?
Comincia la Festa dell’Unità a Castellarano, col mio amico P. e relativa consorte a sfornare gnocco e tigelle: venerdì conto di andare, se qualcuno non ha di meglio da fare…
ANGOLO METEO
Datovi conto del rovinoso temporale che stanotte ha funestato la Bassa Modenese, segnalata la possibilità di repliche su tutta l’Emilia fino a domani, la situazione meteo non presenta cose particolari da rimarcare, se non una profonda depressione che va scavandosi sull’Islanda (Iceland, il miglior paese del mondo per l’European!). Temo che ciò genererà un richiamo di aria Africana sull’Italia proprio a cavallo del weekend: io andrei al mare, ma assolutamente non da Ancona in giù, perché il centro-sud dirà “quaranta”
26 Jun, 2008
PoesiaFestival
Si chiude una porta, si apre un portone
Ma appena lasciato, non senti ragione
D’in prosa in poesia, la mia narrazione
Vi parlerà in rima, per confirmazione
Sei anni con N., donna regale
Sempre distante, e per questo sensuale
L’amara certezza, che finirà male
La mia insicurezza, la sera ferale
Un mese d’inferno, beata S.etta!
Nozze d’un amico, occasione perfetta
Seppure sposata, al mare m’aspetta
Tormenti d’amore, addio in tutta fretta
Due volte scottato, mi limito al sesso
Coi balli latini, scontato è il successo
Di G. ricordo, il seno depresso
Pugliese mai paga, ritrovo me stesso
L’autunno, le nebbie, la malinconia
Con G. e B., le scaccerò via
E invece nessuna, sarà proprio “mia”
Il doppiogiochismo, una malattia
In rete, si sa, si fanno affaroni
A patto di sa-per schivare i bidoni
Cine d’essai, e via i pantaloni
M., che bocca, quali emozioni
E poi A.R., si sente Pulonia
Letto e dialetto, senza vergogna
Passando per E., di tutto abbisogna
Mi fingo impresario, io vengo, lei sogna
Però sul più bello, mi sono ammalato
Senza più forze, giù sul selciato
Mi vogliono tutti, sono accerchiato
Lontano dal mondo, mi sono isolato
Finisse così, sarebbe un peccato
Nell’ora più dura, l’amore ho trovato
F., tesoro, mi hai resuscitato
Ancora uno sforzo e sarò ritrovato!
24 Jun, 2008
Il ritorno del grande caldo 2 - la vendetta
Non è che serva il vostro meteorologo di fiducia a dirlo: oggi si crepa, un po’ più di ieri, un po’ meno di domani. Era fatale che, cessate le grandi piogge, cieli sereni ed un sacco di umidità nei bassi strati avrebbero creato un mix sgradevole. Purtroppo per me, tempo 3 giorni e sono entrato in crisi: eccomi quindi alla vigilia del peregrinare da uno specialista all’altro, che l’anno scorso non mi diede alcuna soluzione medica (tranne il consiglio – che ovviamente non posso seguire – di starmene in casa al fresco), ma mi alleggerì nel portafoglio. Quest’anno nutro più fiducia nell’ottenere una diagnosi corretta: non ci sono ossa rotte o polmoniti-pleuriti-o presunte tali a confondere i medici, né terapie debilitanti cui mi sia sottoposto nei mesi precedenti. Anzi il caldo, esasperando i miei mai risolti problemi, dovrebbe rendere palesi i miei sintomi e convincere un medico coscienzioso a disporre le analisi giuste.. Io incrocio le dita, dopo aver incrociato le braccia: sono in sciopero da sabato, quando la diabolica accoppiata albicocche mattutine – mostra fotografica pomeridiana mutinense mi ha ridotto ai minimi termini.
Restavo fermo sugli scogli per ore – a guardare le navi passare – avevo molte cose da ricordare – e ancora poche da dimenticare – e adesso mi domando solamente – come faccio a ritornare a casa – ora che il tempo ha cancellato i segni – ma sento ancora freddo dentro me – se non ti accendi – sole!
Massimo Di Cataldo, casualmente “scaricato” al posto di Ligabue, si presta bene ad una riflessione più profonda (forse troppo, vi invito a sorvolare): ieri sera, dopo aver visto un malinconico “the weather man”, mi sono messo ad attaccare 2 tessere nel puzzle. Ma ho desistito subito, incominciando a girare su e giù per la sala da pranzo, pensando ad alta voce. Da ragazzo questa cosa la facevo spesso, magari camminando in campagna o per boschi, e prima ancora seduto sul molo di Trieste o sugli scogli di Marina Julia e di Pomposa. In pratica, sognavo ad occhi aperti. Quando poi andavo a letto, mi rendevo conto che quel giorno non avevo combinato niente, mentre avrei potuto uscire con gli amici, andare a morosa, studiare, cazzo ne so! Ma non me ne fregava nulla, io avevo bisogno, tutti i giorni, di convincermi che tra i miei sogni e la realtà non c’era ancora un abisso insormontabile, che avevo una ragazza “normale” ma, come dice Ranzani, prima o poi la srafiga me la faccio anch’io; che a 25 anni giocavo nel Cadiroggio, ma anche Torricelli alla mia età era tra i dilettanti e poi, in un amen, Juve e Champions; che in campagna non si faceva un soldo, ma presto le pere sarebbero tornate di moda, e allora quattrini a palate; che la mia famiglia era ancora unita come un tempo, che alla fine Dio c’è davvero e allora tutto quadra, …
E l’ho capito ieri, il perchè da un pezzo non penso più ad alta voce: da una parte, perchè ormai ho fatto delle scelte, professionali e non, che voglio portare avanti. Che senso avrebbe mettersi a fantasticare su di me meteorologo o giornalista? I 2 lavori che faccio sono “i miei”, facciamoli bene che è già tanto. Oppure mettersi a sognare amori romantici e disperati? Io sono già felice, e posso pure migliorare senza bisogno di cercare altrove. Io questo non lo chiamo smettere di sognare, ma diventare uomo.
Dall’altra parte c’è la malattia: è chiaro che non ho nulla di mortale, altrimenti dall’anno scorso sarei bello che andato. E’ altrettanto vero che non è una boiata, perché ha resistito 9 mesi in penombra per poi sopraffarmi ai primi caldi. E’ da quel fottuto 20 aprile 2007 che ho davvero smesso di pensare ad alta voce, perché le mie parole non servono a coprire la paura di trovarmi in black-out da un momento all’altro. E’ davvero impossibile fare un sogno, quando prima ancora di cominciarlo devi pregare che quel giorno tu stia bene, e solo dopo che le cose ti vadano bene: non so, che il Modena vinca il derby, che lo spettacolo sia un successo, che la grandine risparmi il tuo campo..
Giovedì mattina riprendo il giro: e che sia la volta buona!
23 Jun, 2008
Maldito
In spagnolo maldito significa maledetto. Se ti fa male un dito dovrai dire dolor a dedo..
Buttiamola sul ridere, che è meglio! Anche lo spagnolo, come e più dell’inglese, è pieno di false friends / falsos amigos, quei termini che ti suonano già un po’ italiani, ma se li traduci letteralmente prendi un granchio che mai (actually non significa attualmente ma veramente, chess non è un sanitario ma gli scacchi e così via). E gli spagnoli, i cui giocatori si conoscono quasi meglio dei nostri militando tutti in squadre di grande livello internazionale, ci buttano fuori dall’Europeo al termine di una partita amichevole nei ritmi e nel fair-play.
I commenti dell’indomani sono di questo tenore: è giusto così, meritavamo di uscire, la Spagna gioca meglio, etc.. Fatemi capire: se la tua squadra di club (pensiamo all’ultima Inter o alle Juve Trapattoniane) gioca male ma vince, godi il doppio. La Nazionale, chissà perché, dovrebbe vincere e convincere. Io trovo difficile dare un gioco fatto di schemi, sovrapposizioni e raddoppi di marcatura, a gente che passa insieme si è no 20 giorni in un anno, spremuta dal campionato e di età piuttosto avanzata (ma Russia e Olanda sono lì a smentirmi). Mi sembra logico che i nostri abbiano usato le loro armi, cioè qualità tecniche ed esperienza. Stop. Per me la squadra si è comportata più o meno come in Germania 2 anni fa, eccezion fatta per: 1) la determinazione feroce; 2) il culo; 3) i gol degli attaccanti. E scusem s’lè pok!
13 Jun, 2008
Fratelli d'Italia
Scrivo nell’imminenza della sfida Italia-Romania, decisiva per la nostra qualificazione ai quarti di finale dell’Europeo di calcio Austria&Svizzera ’08.
Non per rivangare la debacle di lunedì contro gli Orange (meno tristi di come si è voluto raffigurarli), ma trovo che Donadoni abbia commesso 2 errori di fondo: uno di formazione, cioè puntare su giocatori bolliti (il blocco Milan a centrocampo e Materazzi stopper su RuudRuudRuud), e uno di approccio alla partita, quest’ultimo ancor più grave perché qualsiasi 11 schierato l’altra sera avrebbe perso malamente.
Ora auspico un cambio di rotta repentino, per i motivi che vado di seguito ad elencare: 1) O si vince o si va a casa; 2) Elena Santarelli ha promesso uno strip integrale su Mtv in caso di vittoria; 3) Odio gli zingari, in prevalenza ROMeni; 4) le serate amiciscumque davanti a Europei e Mondiali sono quanto di più gradevole e fantozziano; 5) Infine, se perdiamo cosa cacchio farò le restanti sere di giugno?
Per gli amanti delle ricorrenze, segnalo che ogni partita dell’Italia si disputa in concomitanza al compleanno di un mio familiare / mio caro: il 9 G. ha compiuto 60 anni, stasera mia madre 70, il 17 F. dirà 33: purtroppo non mi sovviene di nessuno che sia nato il 21 o il 22 giugno, data dei nostri eventuali quarti di finale… Toccare ferro, please!
ANGOLO METEO
Confermate in toto le mie previsioni per lo scorso weekend, vi do una dritta per quello già iniziato: l’instabilità atmosferica rimane marcata, forse oggi non avremo il temporale quotidiano ma domani è quasi aritmetico, domenica poi dovrebbe schiarire… il mio consiglio è semplice: se avete una seconda casa al mare andateci, se dovete spendere soldi in alberghi, residence e piscine di sorta, io bypasserei… in fondo l’estate deve ancora cominciare!
6 Jun, 2008
Notti magiche
Dunque, sono di cattivo umore perché non riesco a risolvere i miei problemi fisici: speravo di aver trovato l’ingranaggio inceppato, id est quella brutta ernia al disco evidenziata dalla risonanza magnetica, al quale imputare tutti i fastidi che ancora mi affliggono; invece è stato l’ennesimo buco nell’acqua!
Il neurochirurgo che mi ha visitato (parcella da 145 euro, ma non sa aprire un cd se questo non si avvia in automatico) non ha trovato la situazione così seria da richiedere un intervento, ha parlato di degenerazione cronica da tenere sotto controllo con ginnastica, terapie e farmaci all’occorrenza. Per carità, sono ben contento di non avere niente di rotto alla schiena, come lo fui l’anno scorso riguardo a cuore-polmoni-addome. Eppure, da quando ho tagliato la legna a fine marzo, non riesco ancora a fare uno sforzo “da uomo” senza bloccarmi nella regione lombare. La palla passa al fisiatra, che però mi vedrà solo il 4 luglio: che fare nel frattempo? Perché il brutto della situazione è che trattasi di circolo vizioso: il riposo va bene, ma se non lavori non entri in condizione. Pere e uva mi aspettano… l’asticella è bella alta, difficile pensare di saltarla senza rincorsa!
ANGOLO METEO
Il fine settimana si avvicina e le mie previsioni diventano un must, soprattutto d’estate. Siamo in bassa pressione, situazione che richiama masse d’aria umide e instabili a getto continuo. Divido l’Italia per regioni così da agevolarvi nella scelta per il weekend. A nord del Po’ io non andrei: cieli coperti e scrosci frequenti. Per la tintarella scarterei Tirreno e Sardegna, troppo esposte ai venti da Ovest, e valuterei dai Lidi Ferraresi in giù, tenendo comunque a portata di mano l’ombrello: prevedo spiccata variabilità e acquazzoni dietro l’angolo. Il tutto con temperature miti e afa accettabile.
Io opterò per un sabato con F. e una domenica con lo sport: moto a Barcellona, macchine in Canada e, soprattutto, la kermesse degli Europei di calcio al via in Austria&Svizzera. Notti magiche – inseguendo un gol – sotto il cielo – di un’estate – italiana – e negli occhi tuoi – voglia di vincere..
19 May, 2008
Les choses de la vie
L’una e mezza e non mi passa – l’una e mezzo adesso esco - sono cotto, catturato – sono come mi hai conciato (Ligabue, E’ più forte di me)
Segnalata l’uscita del nuovo album del rocker di Correggio (“Secondo tempo”, non vi aspettate 12 inediti), mio downlodato sottofondo musicale durante il puzzle serale (sapete dell’opera omnia che sto realizzando, un paesaggio tropicale da duemila pezzi quasi tutti blu tra cielo e mare), veniamo alle dolenti note: ho più ernie nella schiena che capelli in testa!
Questo ha stabilito la risonanza magnetica lombosacrale, che comunque non ha evidenziato una situazione così drammatica da richiedere intervento chirurgico immediato. Ora dipenderà dagli specialisti che interpellerò, e da me in ultima istanza, perché è chiaro, avessi 80 anni tirerei a campare con massaggi, terapie farmacologiche e cremine varie, ma sono ancora un filo troppo giovane per rinunciare all’attività fisica. Per esempio, tra un mese maturano le albicocche (che emozione, è il primo anno che raccolgo i frutti di un impianto fatto tutto da me, dalla “squadratura” del terreno alla piantumatura dello stesso): le lasciamo alle cornacchie? Mangeremo tutta la vita verdura Coop o riuscirò (Ho ancora la forza, Liga) a piegarmi nell’orto? E non andremo più in bicicletta? Ah no, bisogna che rimetta a posto la colonna vertebrale, i relativi dischi e le altrettante ernie. Se dovrò operarmi lo farò, se basterà ginnastica correttiva tanto meglio.
Guardando al bicchiere mezzo pieno (il cielo è vuoto o il cielo è pieno, il giorno che ci guarderemo si saprà
, cioè all’otium, visto che i negozia mi sono preclusi, posso affermare che la mia vita culturale è ai suoi apici.
Giovedì sera, previo doping farmacologico, mi sono gustato un raffinato spettacolo sulla vita di Romy Schneider, che nell’immaginario collettivo sta alla principessa Sissi come Luca Zingaretti al commissario Montalbano. Schematizzando, ha funzionato così: 5 minuti di recita dei 2 attori (Romy e compagno), una canzone in tedesco/francese della protagonista (voce intonata e consapevole del testo) a fare da cesura colla successiva parte filmata (spaccati di vita di Romy con voci commentanti in sottofondo). Il tutto ripetuto per 4-5 volte.
Sarà stato l’ambiente molto raccolto, o magari il voluto contrasto tra l’escalation professionale dell’attrice e le sue parallele angosce personali (fino al tragico epilogo), fattostà che a sipario calato si respirava un’atmosfera particolare, col pubblico presente (o meglio, assente, e mai come stavolta a torto) che sembrava non volersi più alzare.
Per chiudere, ma penso che nessuno sia ancora ignaro, l’Inter si è aggiudicata lo scudetto al fotofinish, lasciando a me l’amaro in bocca ed ai parmensi una bella serie B. Fortunatamente il trionfo di Valentino in motogp, la grande rimonta di Simoncelli in 250 e, soprattutto, il risveglio del Modena sul baratro della C, hanno reso affatto sopportabile il weekend sportivo.
ANGOLO METEO
Incredibile visu, acqua a catinelle nel triangolo della gnocca (Mo-Bo-Zocca i 3 vertici, ndr). In realtà alla pioggia si è mischiata un po’ di grandine, sicuramente sgradita a chi ha frutta rossa, ma la cosa è nelle logiche di maggio. Come pure è plausibile che nei prossimi giorni l’instabilità atmosferica ci regali nuovi acquazzoni… chiudere i finestrini delle automobili, please, anche se parcheggiate sotto al sole della mattina!
12 May, 2008
Toffee
Oh Toffee Toffee Toffee, oh Toffee Toffee Toffee.. Hai già preparato il caffé – Mmmm - Saresti proprio una brava moglie – eh
Apertura, anzi Ouverture, d’obbligo per la mia F.: causa schiena, la mia s’intende, non ci si vedeva da 5 giorni (che tra l’altro martedì si era andati a teatro, quindi non si stava insieme soli da molto più tempo). Ieri mi sono dopato di cremine omeopatiche e sono andato da lei.Nota a margine: nel lungo percorso da casa mia a Bologna cercavo di non guardare ai lati della strada perché temevo di veder spuntare crocchi di persone che festeggiavano lo scudetto dell’Inter. Davo la cosa per scontata, tanto che in macchina ascoltavo l’Ipod e non “tutto il calcio minuto per minuto”: quando l’Inter deve vincere vince, in un modo o nell’altro. Ed invece… Il modesto e pure demotivato Siena ha bloccato la corazzata nerazzurra a SanSiro, davanti ad una folla festante chiamata a raduno proprio da quel Materazzi che si sarebbe incaricato di sperare addosso a Manninger l’ennesimo rigore-regalo di una stagione “Juve-style”. Roma, la mia Roma, ad un solo punto di distacco a 90 minuti dalla fine del campionato: aspetto con ansia domenica prossima meditando gesti clamorosi!
Ha seguito una passeggiata tardo-pomeridiana per la città, da Porta Sant’Isaia a Porta San Donato, svolgendo al contempo un illegalissimo (ai sensi dell’art 663 c.p.) lavoro di attacchinaggio (del resto non basta fare un buon prodotto, se poi nessuno ne è a conoscenza). Ritornati a casa cenetta Francese a base di soup aux poireaux e quiche aux champignons, meritato relax sul divano con zapping tra pellicole d’autore, baci ed effusioni assortite.
Don’t crt at all – poi volammo giù – e miseri – noi, guardammo il blu (Zucchero, dune mosse) La settimana era passata in posizione orizzontale per i motivi di cui sopra, con parecchie letture e riflessioni profonde. Tipo: non ritengo il blog il mezzo di comunicazione più adatto a me in questo momento. Lo era certo quando cominciai a scrivere: rimasto senza vento in mezzo al mare (mentre N. era saltata giù dalla barca, verso chissà quali lidi), divoravo i tasti del Pc per dare sfogo alla mia delusione, per fare il punto della situazione, per passarmi l’eccessiva dose di tempo libero e, perché no, per testare le mie capacità di scrittore. Lo è stato pure nei mesi a seguire, quando uscivo tutte le sere e, tra amici e ragazze, viaggi e bicicletta, spiagge e pallone, amenità da raccontare ne avevo un sacco. Ma pure nello sventurato 2007 il blog mi è stato compagno fedele, raccogliendo la frustrazione di chi, per un assurdo malanno, si vedeva precipitare di giorno in giorno dalle stelle alle stalle.Adesso non so. Non è che non abbia più niente da dire (my inspiration has run dry, per dirla con Natalie Imbruglia e la sua Thorne), è che la fase che sto vivendo adesso è assolutamente interiore, di nessunissimo interesse per chiunque sia rimasto in ascolto in tutti questi mesi (e vi ringrazio di cuore, perchè scrivere è bello di per sé, ma saper di avere un lettore, anche uno solo e magari distratto, è una gioia immensa). Ormai ho realizzato un centinaio di scritti, che sto considerando di raccogliere, rivedere e pubblicare, naturalmente solo ad uso personale, magari attraverso il sito www.ilmiolibro.it. Ho già in testa titolo, copertina fronte e retro. Poche decine di euro e in mezzo ai miei stupidi libri di diritto, alle guide di paesi lontani ed ai fumetti di ragazzo ci sarà anche una cosa davvero mia, e non solo perché autobiografica. Ah, l’autore è Tommaso Moro, casomai lo voleste ordinare.
ANGOLO METEO Dunque, giovedì 8 maggio è stata la giornata più calda dell’anno (finora), con una massima di 26,4 gradi. Nei giorni a seguire, con imbarazzante precisione, abbiamo quotidianamente calato di un grado, sì che oggi il termometro si è fermato a 22,4. Domani, martedì 13, avremo cielo nuvoloso e verosimilmente il campo termico ne risentirà. A livello di precipitazioni invece, poche speranze per noi agricoltori di rimpinguare falde e bacini idrici. Quando il minimo depressionario si colloca sul basso tirreno, sono appunto le regioni tirreniche ed il mezzogiorno a bagnarsi: noi (novità
4 May, 2008
Ivangarage
Se la mia chitarra – piange dolcemente – stasera non è sera – di vedere gente
e i giochi nella strada – che ho chiusi dentro al petto – li voglio ricordare..
io penso ad un barcone – rovesciato al sole – un giorno in pieno agosto – le biciclette in riva al mare
Agnese mi parlava – nella sabbia infuocata – ed io non so perché – non l’ho dimenticata…
Amici vicini e lontani (spero per voi la seconda, con questo lungo ponte..), apertura d’obbligo con Ivan Graziani e la sua Agnese, anche colonna sonora del film “Non pensarci” del regista mio conterraneo Gianni Zanasi. Segnatevi la top five delle canzoni del cantautore abruzzese (ora defunto, il suo repertorio viene riproposto da una ottima cover-band, gli Ivangarage di cui sopra) e magari scaricatevele: dunque, Lugano Addio al primo posto, Canzone Triste (meglio nota come Firenze) al secondo, Signora bionda dei ciliegi al terzo, Agnese al quarto e Dada al quinto. In realtà a me ne piacciono altre meno conosciute, tipo Paolina o il prete di Anghiari, ma va beh.
L’antico adagio suggerisce che, quando comincio un pezzo col testo di una canzone, non ho poi molto da dire di mio: in effetti questa fase della stagione richiede poche parole e molti fatti. Debbo da una parte mettermi avanti col lavoro di studio, dall’altra entrare in forma fisica: ricorderete la tremebonda estate 2007, quando mi ruppi la costola a maggio, rimanendo fermo nei 2 mesi successivi e infine presentandomi alla raccolta delle prime pere completamente debosciato. E’ una riflessione molto semplice, e ieri sera Sir Alex Ferguson (allenatore del Manchester) l’ha riassunta brillantemente parlando del suo giocatore Paul Scholes (match-winner della semifinale di Champions): “non possiamo pretendere che faccia 10-15 gol a stagione, come quando era ragazzo..” Mi vado a vedere la carta d’identità di Scholes: classe ‘74, like me. Dunque, se per rimanere sulla cresta dell’onda a dispetto degli anni l'unica ricetta è il duro lavoro, io mi regolo di conseguenza. Piano d’azione dei 4 giorni di Ponte 1 maggio primo taglio dell’erba; 2 semina e trapianto nuove piantine nell’orto; 3 mattina da muratore, pomeriggio stadio Braglia; domenica 4 meritato relax sulle sponde del mio lago a pesca.
Nel ponte del 25 Aprile ho invece fatto una spedizione marittimo-culturale insieme a F. e P. Sapete che ho una casa ai Lidi ferraresi, e saprete anche che Ferrara dedica a Mirò una mostra intitolata “la terra”. Sinceramente, l’ho apprezzata molto, sia per la qualità dei dipinti esposti (direi che l’artista catalano sia stato uno degli ultimi, cronologicamente, a sforzarsi di dare un senso comprensibile ai propri arabeschi), che per il limitato numero degli stessi.
Magari non sapete che i marciapiedi della città estense possono diventare una trappola micidiale.. Per farvela breve, ho dovuto cambiare una gomma (e notate che la mia macchina ha il “ruotino” di scorta, naturalmente sul fondo del baule, per l’occasione strapieno) e fare ritorno ai 70 all’ora per la strada statale… Piccole contrarietà, quando hai passato delle così belle giornate!
ANGOLO METEO
Confermo in toto quanto al post precedente: l’anticiclone si va affermando sull’Italia, garantendo all’Emilia sole e caldo (massime sui 25 gradi) fino a tutta domenica. Lunedì un fronte freddo lambirà le Alpi, ma io non me ne preoccuperei troppo. Buona tintarella, amici!25 Apr, 2008
La lavagna
E’ molto difficile dare giudizi obiettivi su sé stessi, sia in generale che su singoli aspetti della persona. Ad esempio potrei dire di me che sono bravo a lavorare (in entrambi i miei lavori), ma se paragonato a Taormina o a mio nonno ecco che mi faccio piccolo, come legale e come contadino!
Comunque oggi analizzeremo solo la mia capacità espositiva, e cioè: sono chiaro quando parlo (e quando scrivo)? Likever, e qui più che mai, attendo vostri commenti ed eventuali suggerimenti in merito. A me sembra già di esprimermi in un italiano corretto, senza termini desueti o astrusi, sempre privilegiando la sintesi alla descrizione prolissa dei fatti. Credo che al giorno d’oggi, che c’è poco tempo per ascoltare e meno per analizzare, essere diretti sia l’unico modo di comunicazione. Sia chiaro, io amo anche la precisione e la minuzia: i miei quadri preferiti sono vedute rifinite in ogni dettaglio, dal capitello della colonna al boccolo dell’angelo. Due righe in verticale come 2 persone, un tondo dentro un quadrato, un cesso rovesciato in mezzo a una strada saranno anche messaggi diretti, ma che siano arte…
Ma non divaghiamo, appunto. Appurato che parlo correttamente la lingua del caso, prevalentemente italiano o dialetto; Ricordato che la mia dizione è imperfetta, siccome la natura non mi ha dotato della lettera erre (invero frequente nel lessico comune), con conseguente Guccinizzazione o francesizzazione di molte parole; Chiarito che non compio inutili perifrasi e non ricorro a strane figure retoriche; Con tutto ciò mi sembra comunque di aver bisogno di migliorare la mia esposizione, soprattutto in ambito professionale-legale.
Ben lungi da me voler tenere i clienti nella semi-ignoranza delle loro questioni (cioè quel margine di non detto utile, se la causa andasse male, a pararsi il culo con cose del tipo: “io te l’avevo detto, sei tu che non hai capito – voluto capire&rdquo
, ho pensato di affiggere all’unica parete vuota del mio ufficio (sugli altri tre lati si trovano la laurea, il master e la finestra) una lavagna. Lì per lì avevo pensato ad un modello retrò, come quelle dei miei tempi di scolaro, con gesso scricchiolante e cancelletto polveroso. Poi, sia per gli ingombri che per la praticità intrinseca, ho deciso di adottare una di quelle a pennarello cancellabile.
Credo che esporre un problema magari complesso, con varie implicazioni giuridiche e non, possa beneficiare di qualche schemino visivo, con tanto di frecce (vettori, in linguaggio fisico-matematico) e sottolineature a fermare le mie parole sulla parete, casomai l’interlocutore si fosse perso. E’ un’idea di merda? Comunque la metterò in pratica questa settimana, che la mia collega (e titolare di studio) è in vacanza; così quando torna si trova il fatto compiuto. Magari non le piacerà (ma la deontologia dell’ordine non dice nulla al riguardo); o magari adotterà la lavagna (anche rinomata località ligure) a breve anche lei. Del resto io la penso così: in claris non fit interpretatio. E buonanotte al secchio (“trattenere il fiato era stata dura, fermo lì a guardare dietro la fessura” Baglioni d’annata)
ANGOLO METEO
Sottotitolo: la grande estate. Ragazzi, le balle stanno in poco posto: rompete gli indugi e approfittatene per andare al mare. Sul ponte del 25 Aprile potete metterci la mano sul fuoco, ma non vedo grandi perturbazioni nemmeno per il Primo Maggio. Quando le correnti atlantiche cominciano a girare a nord delle Alpi è un segnale inequivocabile: se becco qualcuno bianco cadaverico il 5 maggio (Interista diventi pazzo) gli tiro le orecchie!
19 Apr, 2008
Vengo dopo il Tiggì
Vengo e mi metto lì, per star vicino a tì… ti ho detto sì, vengo dopo il tiggì… I “meno giovani” tra i miei lettori ricorderanno questo ritornello, sigla di apertura di una fortunata trasmissione televisiva del duo Renzo Arbore e Nino Frassica (Indietro tutta, fine anni ‘70). E adesso vi dico pure perché l’ho riesumata. Mi è capitato di vedere il TG5 in edizione notturna, tipo all’una di notte, e la conduttrice ha catalizzato la mia attenzione.
Naturalmente non sulle notizie, che già sono sempre quelle con l’aggravante del punto di vista berlusconiano, bensì sul suo generoso decoltee (e non ho mai guardato, più in giù della cintura, perché è di sopra che si esprime la natura.. Ivan Graziani, Poppe, poppe, poppe). Cristina Bianchino, questa me la segno. E la mattina, dal computer dello studio, ho inserito il nome su internet: vecchio storico, google mi ha trovato un lavoro di siti che neanche la Nasa!
Ora, capisco che il mio approccio alla questione risulterà banale, ma per leggere 3 righe in croce prima di altrettanti servizi non credo ci voglia Einstein. Riconosco comunque esserci giornalisti/e più bravi/disinvolti/competenti di altri. Ma non sono questi i criteri (rectius, le query) per trovare Cristina Bianchino sul www: il suo biglietto da visita è una quinta di seno astutamente strizzata dall’alto loco Mediaste. Cosa che fa parte del gioco. Piuttosto mi lasciano perplesso queste persone, che si piazzano sistematicamente davanti ai TG sperando che a condurlo ci sia questa o quell’altra giornalista (notare che tutte, anche le più impensabili tipo Tiziana Ferrario, Mariolina Sattanino o Lucia Blini, hanno i propri fans), pronti a registrare la puntata ed a trasporla in tempo reale su internet..
Boh, io sono rimasto indietro, da ragazzo aspettavo Colpo Grosso con le ragazze Cin Cin, le famose docce di Edwige Fenech nei film di Pierino, qualche filmetto soft-core sulle reti private.. Mai avrei pensato che “Vengo dopo il tiggì” si potesse interpretare in senso letterale!!
ANGOLO METEO
Premesso che il ritorno a casa è stato reso più traumatico dal meteo inclemente (martedì 15 neve in montagna e 7 gradi da me), posso dirvi che questa nuova fase, caratterizzata da venti meridionali (e quindi piogge abbondanti a nord del Po’ e sulle coste Tirreniche, molto meno da noi) continuerà anche nei prossimi giorni. Dovremmo dunque avere una variabilità spiccata, ma con ampi rasserenamenti nel weekend e temperature miti, comunque comprese tra 10 e 20 gradi. Io una puntatine in Romagna me la farei!13 Apr, 2008
SardegnaBeach
Allargando un po’ l’immagine, trovo che piazzare una vacanza i primi di Aprile voglia dire star bene, sia in senso psicofisico che lavorativo. Oddio, considerato che sono un libero bi-professionista, organizzandomi, qualche giorno libero me lo posso sempre ritagliare: ma ciò dipende comunque da un approccio positivo alle situazioni che vengono poi a crearsi (frase estratta da una qualsiasi intervista di Luciano Spalletti, headcoach A.S. Roma). Tradotto: lo sanno tutti che esistono i voli (e i traghetti) low-cost, che le strutture alberghiere in bassa stagione praticano prezzi stracciati, e che di contro, quando sovraffollati, anche i luoghi più pieni di fascino diventano ingodibili. Eppure questa settimana al SardegnaBeach eravamo solo 8 persone (a fronte di 500 appartamenti disponibili). Quindi, mi ritengo davvero felice di aver colto questa occasione e vi esorto a fare altrettanto: io domattina mi riproporrò alla scrivania rigenerato, ed abbronzato per giunta, per la disdetta di chi avrà marcito tra le scartoffie dell’umida Emilia. Rimanete invece fra le rassicuranti 4 mura se non siete dell’umore giusto: 8 giorni lontano da quotidiani, internet, famigliari e amici, insomma dalle proprie abitudini, possono essere molto lunghi senza la serenità interiore. Quella che grazie a Dio mi sembra di aver ritrovato.
ANGOLO SPORTIVO
Eccezionalmente sono costretto a sostituire l’appuntamento con la meteorologia: come detto niente previsioni televisive in vacanza né, naturalmente, alcuna osservazione empirica utile per prevedere il tempo sulla rossa (avanti poppolo&hellip
Emilia nei prossimi giorni.
Dunque, mi congratulo nell’ordine con: Felipe Massa, non il miglior pilota del lotto ma comunque in grado di portare la Ferrari in trionfo; A.S. Roma, grande risposta in campionato alla doppia batosta coi Red Devils; Simoncelli, mio idolo personale in sella ad una Aprilia 250 e secondo oggi all’Estoril; A.C. Fiorentina, grande giovedì ad Eindhoven e speriamo stasera a SanSiro!
29 Mar, 2008
Il mondo che vorrei
L’evento mediatico del weekend, con buona pace della settimana della cultura e relativi cinema ad un euro e musei a gratis, è senz’altro l’uscita del nuovo album di Vasco Rossi, il cui titolo, nonché primo pezzo estratto, lo leggete in cima al mio blog odierno.
Sono passati esattamente 30 anni dagli esordi di “Non siamo mica gli americani” e cosa volete che vi dica: io con Vasco sono cresciuto, e anche oggi che vado avanti con tutti i punti interrogativi di una condizione fisica precaria, sento mia “Non si può, fare quello che si vuole – non si può spingere, solo l’acceleratore – guarda un po’, ci si deve accontentare – qui si può, solo perdere – e alla fine non si perde neanche più”.
Così, alla vigilia di una trasferta in terra sarda (a proposito, vi do appuntamento su queste colonne tra 15 giorni) che in altri tempi avrei valutato poco più che una scampagnata, mi trovo a meditare sulle mille insidie di un viaggio di ore fra macchine e traghetti: badate bene, io non ho paura di crepare, dell’oltretomba e varie cose fatali e ferali. A me spaventa non potere sorvolare le montagne, non poter andare dove vorrei andare (sempre Vasco)… In realtà ogni giorno va un pochino meglio, ma non riesco ancora a fare quelle tirate, che erano poi il mio valore aggiunto, che mi consentivano di intrattenere rapporti con mille persone in altrettanti luoghi diversi. Oggi debbo ancora scegliere, selezionare: chi non mi vede o non mi sente da un po’ non se la prenda, gli amici veri non si perdono.
ANGOLO METEO
Pur se con una mezza giornata di ritardo sulle mie previsioni, la primavera è arrivata. Vi segnalo la “festa della fioritura”, da domani a Vignola con la prima sfilata dei carri infiorati e le campagne circostanti colorate dei bianchi fiori dei ciliegi (ma anche delle susine e delle pere) e del rosa delle pesche, delle albicocche e delle mele. Domenica assolata dunque con massime attorno ai 20 gradi, lunedì si affaccerà una timida perturbazione atlantica.. Ma il gelo dovrebbe ormai essere in archivio, pur rammentandovi il detto “chi ha un buon ciocco (di legna da ardere, ndr) lo serbi per maggio”
