26 Mar, 2008
OK computer
Cari amici, è per me un vero sollievo tornare alla scrittura. Risolto il banale quanto insuperabile contrattempo al portatile (da cui il titolo, anche famoso album dei Radiohead) che mi ha appiedato nelle ultime 3 settimane (senza annoiarvi con dettagli tecnici, considerate solo la difficoltà nel reperire pezzi di ricambio per un computer del 2003), vengo subito a bomba.
Buona Pasqua, intanto! Premesso che pure la mia schiena si è bloccata da martedì 18 a sabato 22, quando ho rialzato la cresta grazie anche all’intervento dell’osteopata.. E chi cacchio è l’osteopata? Nello specifico trattasi di Rolff, un tale autoproclamatosi “il macellaio tedesco”, mentre come categoria professionale lo si può definire “tecnico delle ossa”. Astrattamente, è per me la figura giusta, dato che il mio mal di schiena deriva da un problema della colonna vertebrale. Purtroppo, l’osteopatia conosce solo soluzioni drastiche: hai una postura sbagliata? Io ti tiro da tutte le parti finchè le ossa non si rimettono nella posizione corretta.. Io ne ho ricavato un forte dolore all’inguine (ma te c’hai anche la pubalgia, un problema all’anca, qualche ernia… fatti ben una risonanza magnetica), ho abbracciato i rimedi naturopatici (bagni con Sali e oli assortiti, pozioni a base di artiglio del diavolo) ma sabato sera ero pronto per godermi la debacle dell’Inter e la compagnia dell’amico G., quel simpatico ragazzo che l’anno scorso mi ospitò a Madrid e che ora vive (e mi invita) a Istambul, ma già trama per trasferirsi a Coimbra..
Pasqua, resurretio domini. Bene, sapete che io non frequento chiese di sorta, ed in mancanza di un corrispettivo consumistico (tipo l’albero e il presepe a Natale) per me la Festa passa assolutamente indenne. Quest’anno la mutatio libelli ha consistito nel raggiungere la cara F. nell’appennino bolognese, dopo aver pranzato coi miei familiari. Il risveglio del dì di Pasquetta è stato assolutamente fantastico, anche sorprendente per gli altri, ma non per me che sono il meteo impersonificato: io un paesaggio immacolato post una bufera notturna di neve me lo aspettavo proprio. E la mia macchina fotografica era lì pronta ad immortalarlo! Ma te lo fai il Pu-paz-zo-di-neve?
ANGOLO METEO
Io direi che domani, giovedì 27 marzo, sarà una giornata con cielo coperto e buone possibilità di pioggia, magari in mattinata. Si tratta però di un veloce fronte atlantico, che già nelle prime ore di venerdì avrà lasciato il posto a cieli tersi con temperature in crescita. Se qualche mio lungimirante lettore non si sarà fatto infinocchiare dalla gitarella Pasquettale, sarà ripagato da un weekend dal sapore primaverile.
4 Mar, 2008
Trst
Bentrovati amici
Dove eravamo rimasti? Alla mia voglia di bello e di culturale, direi. Detto-fatto: sabato sono andato alla mostra dedicata dal Comune di Trieste al suo Giorgio Strehler.
Trieste, o Trst per gli slavi, è la città dove ho passato il mio primo anno di vita e dove ho comunque gravitato nei 13 successivi. Non vi facevo ritorno da molto tempo e l’emozione è stata forte: tante cose si mischiavano in quel momento. Innanzitutto ci sono andato con F., ad un anno esatto dal nostro primo bacio. Siamo andati in treno, e sbucare tra le rocce carsiche col mare a strapiombo dopo 3 ore di monotonamente nebbiosa pianura padano-veneta, beh, già ti cala in un’altra dimensione. Il naso fuori dalla stazione e l’aria frizzante ti sferza, due passi lungomare ed eccoci in piazza Unità d’Italia, racchiusa su tre lati da palazzi austeri e aperta nel quarto sul mare.
Ora, l’antica colonia romana di Tergeste, che dal 1387 fu sbocco sul mare principe dell’impero austro-ungarico, non può non portare in dote la multirazzialità che l’ha sempre attraversata. Vorrei dirvi della purezza cristallina del dialetto degli indigeni, dello sfavillante luccichio degli interni della chiesa greco-ortodeossa, degli angusti vicoli del ghetto ebraico, dei caldi arredi del caffè del Corso (ritrovo nei secoli dei artisti quali Svevo, Giotti, Saba). Meglio fareste a scoprirli da soli, con una bella gita fuori porta. La mostra su Strehler invece non potrete, giacchè terminava ieri: sinceramente, io ne sapevo ben poco del suo lavoro, praticamente nulla della sua vita. Va dato atto agli organizzatori di averne proposto, in 3 sole stanze, un ritratto scarno ma non freddo, comunque ad ingresso gratuito: superba (mi sento un po’ Sgarbi o Mughini a parlarne) l’autocitazione all’ingresso, dove Strehler si stupisce dei suoi tratti somatici scuri, ipotizza montenegrini, lui figlio di nonni dalmati-ariani e francesi e genitori germanici.. Un perfetto Triestino, dunque!
L’altro grande tema, rimasto sotteso tutto il giorno ed a fruizione esclusivamente individuale, era la verifica della mia condizione fisica: mai da Aprile scorso mi ero spinto altre i confini regionali, mai mi ero sentito bene come nelle 2 settimane precedenti, dove ogni lavoro, d’ufficio o agreste, mi aveva visto protagonista. Esame passato, ma confesso che per le sale del museo del teatro mi sono
trascinato come uno zombie!
ANGOLO METEO
Oggi, martedì 4 marzo, ci aspetta un peggioramento drastico: i 27 gradi della domenica, già diventati 19 ieri, oggi non sforeranno i 13, con venti in rotazione da est (mi sono portato dietro la bora!), scrosci di pioggia e neve nella notte in montagna. Domani 5 marzo sarà semplicemente una giornata invernale, con schiarite verso sera. E se la notte sarà cielo stellato, la mattina di giovedì eccovi brina e meno 1 grado. En amalerev menga!
26 Feb, 2008
Lom a merz
Due cose su tutte mi hanno colpito questa settimana: le canzoni di Elio Ghinazzi, in arte Pupo, e una manifestazione agreste tipicamente romagnola, i Lòm a Merz appunto.
Apre lo sproloquio odierno FIRENZE SANTA MARIA NOVELLA, intercala un commento preso dalla Gazzetta di Ferrara sul succitato evento gastro-culturale, chiude PICCOLA TU.
Le luci spente delle due di notte - passa un barbone con le scarpe rotte - la notte qui non è come a Milano - o a Roma, pieno di casino
fra quasi un ora arriva "La Nazione" - un ferroviere fischia una canzone - una signora senza suo marito - la guardo bene, è solo un travestito.
Firenze Santa Maria Novella sogna
povera ancora di vergogna
sembra lo specchio della sua città
Firenze Santa Maria Novella almeno
mi fa sentire un po' sereno
e il portafoglio non mi ruberà.
I primi pendolari la mattina - quest'anno è forte la tua Fiorentina - la colazione con i bomboloni - e guai a chi parla male di Antognoni
raggio di sole arriva il nuovo giorno - gente che va giurandoti un ritorno - perché a Firenze sulla mia parola - non vedi niente in una volta sola.
Firenze Santa Maria Novella è festa
per lui che va, per lei che resta
per un amore che ritornerà
Firenze Santa Maria Novella scusa
spero di farti una sorpresa
quando la mia canzone sentirai.
RIOLO TERME – Tutto è pronto per la partenza dell’ottava edizione dei tradizionali “Lòm a Merz”.
Una proposizione moderna, organizzata dall’associazione “Il lavoro dei contadini”, di un rito antico, rurale e contadino.
L’accensione di falò propiziatori, i cosiddetti Lumi di Marzo, da parte dei contadini celebrava l’arrivo della primavera.
Un momento particolare e suggestivo che veniva ripetuto ogni anno al fine di invocare un’annata favorevole per il raccolto nei campi, ricacciando il rigore dell’inverno.
Un significato ancestrale che salutava l’arrivo della bella stagione attraverso grandi falò formati dai rami secchi e dai resti delle potature. Per l’occasione, oggi come ieri, ci si radunava nelle aie, si intonavano canti e si danzava intorno ai fuochi (al fugarèn) mangiando, bevendo e soprattutto divertendosi.
Da mercoledì 27 febbraio fino a domenica 3 marzo 2008 si susseguiranno senza soluzione di continuità numerosi eventi e momenti di approfondimento e conoscenza delle tradizioni, degli usi e dei costumi della tradizione contadina romagnola.
Momenti di socializzazione che prenderanno vita nelle aie delle case contadine dei comuni di Faenza, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Lugo, Russi, Bagnacavallo, Ravenna, Alfonsine, Fusignano per la provincia di Ravenna, ma anche a Modigliana per la provincia di Forlì-Cesena ed Argenta per quella di Ferrara.
Qui verranno accesi dei grandi falò attorno ai quali si svolgeranno iniziative ed incontri sulla tradizione e la cultura contadina romagnola, fra balli, spettacoli, mostre degli attrezzi della civiltà contadina e i mestieri “scomparsi”, mentre sarà possibile degustare vini e cibi della prelibata enogastronomia locale.
Partecipano all’iniziativa, infatti: scrittori, cuochi, sommelier, artigiani, attori, musicisti, cantastorie, antropologi che intratterranno il pubblico. Il programma dettagliato di tutte le iniziative in programma è consultabile all’indirizzo www.illavorodeicontadini.org
Non mi importa niente del passato - Quel che è stato è stato - Noi restiamo qui a sognare - Con lo sguardo verso il mare sai
Le promesse d'amore PiccolaSono raggi di sole
Brillano nel cielo e poi si posano
Sui tuoi occhi e sul cuore Piccola
Le tue piccole ali candide
Sui miei pensieri
Io cercavo tanto cose - Chi lo sa se le ho vissute - Emozioni già perdute - Grazie a te le ho ritrovate sì
Le promesse d'amore PiccolaSono senza parole
Volano nell'aria e poi si toccano
Nei tuoi occhi e nel cuore Piccola
Le tue piccole mani fragili
Sui miei domani
Quando nasce un nuovo amore - Seducente, appassionato - Non sciupare questo fiore - E' un regalo delicato sai
Le promesse d'amore PiccolaSono raggi di sole
Brillano nel cielo e poi si posano
Sui tuoi occhi e sul cuore Piccola
Le tue piccole ali fragili
Sui miei pensieriPiccola tu
Ti chiudo dentro al mio cuore
Sei piccola tu
Io senza te non so stare
Sei sempre di più
Neri miei pensieri
Ed ora piccola tu
Ti chiudo dentro al mio cuore
Sei piccola tu
Io senza te non so stare
Sei sempre di più
Nei miei pensieri
21 Feb, 2008
Scusa ma ti chiamo amore
“Scusa ma ti chiamo amore, non so dire nulla più, scusa se ti ho dato un nome, ora puoi chiamarmi anche tu”
Parole e musica dei Sugarfree per la colonna sonora dell’omonimo film (scusa ma ti chiamo amore, tratto dal libro di Moccia), ideale prosecutio di 3 metri sopra il cielo. Io non sono (ancora) andato a vederlo, anche perché non saprei con chi: il livello (recitazione, regia, soggetto) sembra essere troppo basso per proporlo ad F.; ad un’altra ragazza non mi sembra il caso, ad un amico mi fa molto coppia gaya; e se devo andarci da solo, posso tranquillamente aspettare che esca in dvd.
Passando oltre, ci sono tante cose positive che mi fanno ben sperare per il futuro prossimo. Intanto non corro più il rischio di prendermi una polmonite: da tre giorni sono tornato nel ventunesimo secolo, radiatori bollenti in tutta la casa e acqua fumante per lavarsi o semplicemente radersi. Certo, devo pagare un conto che c’è da tirare un canchero, ma questo era il classico lavoro che una volta nella vita va fatto, e io ho dato: l’impianto precedente è durato 47 anni, io ne ho già 33..
Non meno importante l’essersi risolta una situazione potenzialmente scabrosa tra me e F.: per portare avanti una relazione servono tante cose, non ultima la fortuna. O meglio, ci sono degli accadimenti che possono avere un impatto devastante sulla coppia, tipo spingere l’uomo nella Legione Straniera.. Io comunque, che non mi ero fasciato la testa prima di rompermela, non farò ora dietrologia su di un fatto che poi non è successo: incasso il responso positivo e tiro dritto felice.
Una notazione sportiva in chiusura: tornata a risuonare nell’aria la musichetta della Champions, i gradassi-presunti fenomeni tornano da Liverpool spennati, mentre la Lupa coglie un successo prestigioso sui Galacticos. Se fra 15 giorni il “miedo escenico” non ci farà tremare le gambe, i quarti di finale ci vedranno protagonisti. E Mancini (cucù
se li guardi in tivvù!
17 Feb, 2008
At the restaurant
E gli aerei volano a bassa quota tra New York e Mosca, ma questa notte è ancora nostra… Claudia non tremare, non ti posso far male… se l’amore è amore, se l’amore è amoreeee
Sarà San Valentino, sarà che vivere senza riscaldamento (a proposito, ieri primo mesiversario) mi riporta indietro nel tempo; mettici un po’ di Meat Loaf in sottofondo (I would do anything for love); insomma questo venerdì notte sono romanticamente ispirato.
Partiamo dalle fotografie: oggi ne avrò guardate a centinaia. Le mie, digitali e su carta Kodak, quelle degli altri che hanno voluto condividerle con me (grazie G), per finire con le anteprime delle principali mostre attualmente in corso: Guido Cagnacci, Tiziano, Canaletto, Canova, Pinturicchio, persino Mirò che normalmente mi è indigesto. Perché tutta questa voglia, questo bisogno di bello?
Lasciando che la notte porti consiglio, addentriamoci in un tema certamente più leggero: la serata tipo. Nel fantastico sito di chat al quale ero iscritto, vi era una scheda di presentazione per ogni donna (e per ogni uomo, ma non visibile agli altri uomini); tra le varie voci, più o meno verosimili (dubitate dell’approssimazione: qualche chilo di troppo vuole dire un transatlantico, abbastanza piacente necessita l’invio di una foto esplicativa), io focalizzavo appunto su “la tua serata tipo”. Va premesso che era una risposta a scelta multipla: non c’era la voce “farmi sbattere tutta la sera” (anche perché ciò avrebbe intasato il profilo per non dire il sito), ma ce n’erano altre, e l’opzione più gettonata, davanti a “cinema” e “con amici”, era “al ristorante” Io vi diffido solennemente dall’invitare a cena una donna al primo appuntamento, sia che l’abbiate già vista in foto/cam, sia e a maggior ragione in caso contrario. A nulla valgono considerazioni del tipo “comunque dovevo mangiare anch’io”, “era una semplice pizza”: a parte che, soprattutto se la lei è straniera e subordina l’uscita alla cena, la cosa fa molto mercificazione del rapporto (comunque un galantuomo il gesto del pagare dovrà farlo); il rischio di trovarsi 2 ore a tavola con una persona che non ci piace affatto non è affrontabile. Trash time. Approfitto del discorso per fare una top ten aggiornata dei miei desiderata a tavola: 1) cena a base di pesce, preferibilmente polentina con gamberetti seguita da anguilla ai ferri, il tutto accompagnato da un aromatico Traminer; 2) un piatto di maccheroni per “fare un po’ di fondo” e poi borlenghi a volontà (farciti alla nutella come dolce e al gran marnier come digestivo); 3) serata ad un ristorante etnico, indiano-giapponese-greco in quest’ordine.ANGOLO METEO (nuova rubrica, introdotta visto il successo dell’omonimo post)
Sabato 16 febbraio 2008 ci aspettano cieli tersi con temperatura in progressivo calo (-3,7° la minima della notte passata), domenica idem come sopra, ma freddo maggiormente percepito causa l’effetto wind-chill (il vento dai Balcani rinforzerà11 Feb, 2008
La questione romana
Intendo affrontare in questo scritto una delle cose (a mio modo di vedere) più noiose, perniciose ed inconcludenti della nostra società: la politica. Ma il tema si impone, e allora lo tratterò come da mia abitudine quando una cosa mi annoia: brevitascumque. Mi scuso fin d’ora se alcuni passaggi risulteranno non chiari.
Dunque, ovvio che il discorso parta dal 13/14 aprile p.v., quando sono in programma le prossime elezioni politiche (italiane, of course). Infatti le camere sono state sciolte, e nessuna soluzione transitoria è stata trovata, visto che il centro-destra, ciecamente convinto di tornare al governo, ha rifiutato con sdegno il tentativo estremo di Marini.
Io l’Italia la vedo così: un paese dove la stragrande maggioranza dei cittadini ha una mentalità conservatrice, di centro quindi. Motivo per cui una coalizione di sinistra non ha concrete possibilità di vincere, e in subordine di durare a palazzo Chigi. E lo dico con rammarico, io sono di sinistra ed anche i sassi lo sanno, ma non un marxista (o più attualmente un Bertinottiano), bensì un laico progressista (alla Zapatero, via).
L’Italia del 15 Aprile 2008 è presto fatta: Berlusconi al Governo, con una maggioranza molto meno schiacciante di quanto ora lui creda, ma comunque in grado di regalarci altri 5 anni di parole al vento, giustizia e stampa imbavagliata (Enzo Biagi, te ne sei andato giusto in tempo), Fini, Bossi e Casini a dare una alzata di cresta ogni tanto, giusto per giustificare la propria presenza.
La “cosa rossa” (Pd con o senza Rifondazione) non ha i numeri, nonostante un lodevole Veltroni.
L’unico scenario alternativo, ma capirete che non c’è il tempo, sarebbe l’emergere di una figura di centro di notevole stazza, in grado di riaggregare i pezzi della fu DC e sottrarre voti a go-go a centro destra e centro sinistra.. In realtà io il nome giusto ce l’avrei, temo però sia in eleggibile: Papa Ratzinger.
Non è una boiata, la Chiesa manipola più coscienze (e voti) di chiunque altro, e non è un azzardo dire che nella caduta di Prodi ci abbia messo più lei che un Mastella (devi mo-ri-re!) o un brutto Rospo. I miei ricordi storici mi riportano, all’epoca dell’Unità d’Italia, ad interminabili discussioni su come entrare in Roma, all’oltranzismo tenuto dalla Chiesa nei decenni seguenti, al sofferto accordo infine dei Patti Laternensi. Andando a rischio scomunica, io direi: ma che cazzo vuole la Chiesa da noi? Ma lo sapete che se un bel giorno lo Stato chiudesse i rubinetti al Papato (esenzioni incluse, tipo l’Ici sui loro immobili), appianerebbe di botta il debito pubblico? E poi perché i Preti non lavorano?
E perché, invece di limitarsi a vivere alle nostre spalle, Sua santità e immediati sottoposti continuano a mettere il becco nei nostri affari? Non era “libera Chiesa in libero Stato”?
Mah, per dirla con Cesare Cesaroni, “che amarezza”!
31 Jan, 2008
Fohn appenninico
Intervento squisitamente dedicato al meteo, quello delle nostre parti s’intende, dove intendo mettere a vostra disposizione le mie umili nozioni in materia.
Dunque, una volta tanto abbiamo avuto un weekend con sole e tepore primaverile, a dispetto del solito trend fantozziano che prevede settimana soleggiata e sabato-domenica uggiosi. Naturalmente se di solito la domenica piove e il lunedì il sole spacca le pietre non c’è una spiegazione scientifica, pura sfiga est, anche se qualche tempo addietro lessi di un sedicente scienziato che ricollegava il fatto al calore emanato da fabbriche e uffici in settimana…
Se invece da una situazione nebbiosa, quindi da masse d’aria umida che stagnano sulle nostre teste, si passa ad un forte vento e a cieli sereni la spiegazione più verosimile sarà il passaggio di una perturbazione.
Ma perturbazione non è sinonimo di pioggia o neve, direte voi? Se stessimo a Bordeaux, Lisbona o Londra, sicuramente sì. La maggior parte dei sistemi nuvolosi che raggiungono il vecchio continente si formano sul vicino Oceano Atlantico, con un minimo di pressione (o barico, n.d.r.) sull’Islanda che sventaglia le nuvole dal mare verso la terra. In questa situazione una città costiera di Portogallo, Golfo di Biscaglia, Francia Occidentale o Gran Bretagna uno “sguazzo” lo prende di sicuro. Ma probabilmente anche a Budapest o Varsavia si bagneranno i piedi, mentre a Torino, ben più vicina all’Atlantico della Polonia, magari no.
Avrete già capito dove vado a parare: posso andare in linea retta da Parigi a Mosca senza incontrare alcun sistema montuoso, mentre per passare da Lione a Torino, come ben ricorderete per la vicenda della Tav, bisogna valicare le Alpi. E così le pertubazioni atlantiche, che il valico del Frjus non lo conoscono, finiscono per cozzare inesorabilmente contro l’arco alpino, lasciando precipitazioni copiose sui versanti esteri, ed a noi italici solo il fohn, vento di caduta (dalle Alpi appunto) che nella discesa in valpadana si riscalda portando quei simpatici venti gradi dell’ultimo weekend. Noi pedemontani emiliani siamo più soggetti al fohn appenninico, avendo alle spalle questi monti, con intuibile minore intensità man mano che ci si sposta verso est (domenica a Piacenzza 22 gradi, 16 a casa mia, 8 a Rimini!).
Da tutto questo non discende che in Italia non piova mai! La situazione più proficua per le piogge però è il formasi di una bassa pressione sul golfo di Genova che convogli tramontana sul capoluogo ligure e scirocco/libeccio sul resto d’Italia (quando vedete neve sull’appennino ligure e 15 gradi a Venezia con acqua alta solitamente è andata così
.
Chiudo la lezione ricordando che l’Italia è un paese geomorfologicamente molto complesso: se il vento dei Balcani irrompe sull’Adriatico, ecco che a Pescara nevicherà e a Roma, distante soli 100 kilometri in linea d’aria ma protetta dall’appennino, sarà sole splendente. E l’Africa comunque resta molto vicina, pronta a mandarci micidiali onde di calore estivo.
Ma ora bando alle ciance; Sperando che vi siate goduti il mite weekend, ricordo che oggi è San Geminiano, patrono della mia città natale, e la tradizione vorrebbe che io lo santificassi cazzeggiando tutto il giorno. Per vari motivi la cosa non è stata possibile, ma conto di riscattarmi martedì, ultimo giorno di Carnevale: tutti gli anni minaccio di andare in maschera a Venezia, sarà mica la volta buona?Nel mentre, auguro Buon carnevale a tutti (oggi è pure giovedì grasso)!!
19 Jan, 2008
Bailey's
Dimmi a che serve restare – lontano in silenzio a guardare – la nostra passione che muore – in un angolo e..
Cade la pioggia, autori Negramaro (peraltro ottimo uvaggio pugliese), per introdurci al quarto intervento del 2008, il primo di lamentela. Già, mi sono beccato l’influenza con la I maiuscola, ma la cosa non mi stupisce affatto: ce l’hanno un po’ tutti e io, debilitato di mio, ero una facile preda. Naturalmente sono insorte complicazioni mie connaturali, cioè tosse e quindi male al costato, più disturbi digestivi vari. Amen, la cosa grave è ben altra: il riscaldamento di casa ci ha congedati. Ora, si parla di un impianto del ’61 e quindi siamo nella logica delle cose. Epperò, scoprire il 14 gennaio che si tratta di una rottura, data da tubi ormai fradici e quindi irreparabili, con unica soluzione possibile il rifare l’impianto è un brutto inizio anno. Preventivo quindicimila euro per i tubi e relativa posa, più il costo della nuova caldaia, che sarà a gasolio (costa meno) o gpl (più versatile). Nel mentre, vivere al freddo ritarda la mia guarigione.
Altra cosa: è (finalmente) finita la pazienza delle persone nei miei confronti. Gira, mèsda, prèlla, vòia, nessuno può essere aspettato in aeterno. Tra rimandi, scuse, rinvii, giustificazioni, assenze e silenzi strategici, in qualche modo il 2007 lo avevo portato a termine; ma ora bisognava ripartire, dare subito un segnale forte, una dimostrazione di volontà, di salute. Solo 3 cose, delle mille possibili al 31/12/2006, avevo salvato, ma erano le 3 fondamentali: amore, amicizia e lavoro.
Ieri, inaspettatamente ma neanche troppo, è suonata la sirena dell’ultimo giro: il mio principale cliente mi ha convocato per lagnarsi del mio (non) operato. Io ero pronto da un tot a questa discussione e, sapendo di non aver scuse comprensibili dall’esterno, né soprattutto soluzioni per l’immediato futuro, ho tagliato corto dicendo: “questo è il mio massimo attuale, e per di più le previsioni sono al ribasso: se ti va bene è così, i miei ritmi non li posso alzare, preferisco lavorare poco ma bene che di più e peggio”. Lui, nella persona dell’ A. D., ha ascoltato in silenzio e posso immaginare che si sia fatto un’idea del tipo: “Ma senti questo, sai quanti ce ne sono meglio di te per questo lavoro!”. E il bello è che ha proprio ragione!
Amiciscumque: ancora peggio, se si può. Se non esci mai la gente non va poi tanto a sapere: vorrà dire che stai meglio a casa (figurati che figata stare in casa la sera senza riscaldamento!). Già data per persa tutta la carne, vecchia e nuova, che avevo messo al fuoco nell’immediatezza del mio ritorno single, sono seriamente dispiaciuto per il mio amico C.: il vecchio storico ora è sempre più impegnato all’estero per lavoro, tale che quando è in patria bisognerebbe forzare i tempi e cercare di vedersi, ma nell’anno nuovo non ci sono ancora riuscito. E la vita senza amici, per me, è una minestra senza sale: bleah!
Amor (che guardi verso oriente, verso il mare, qual è il nome che sussurri piano, prima di dormire.. sempre Nomadi). Pianto greco, ragazzi. Non c’è nulla di più triste che stare forzatamente lontani dalla propria amata. E invece no, è molto peggio andare da lei a mezzo servizio. Per quanto F. sia una persona fantastica (per la privacy non posso dirne altro, ma fantastico è il minimo per come ha superato le forche caudine del suo 2007) e cerchi di dissimulare dopo le mie debacle, io capisco che non riesco più a farla felice. Premesso che non stiamo parlando solo di un problema sessuale (anche se per fare una prestazione serve, appunto, “prestanza&rdquo
, ora mi sento proprio spalle al muro, perché è il momento di mettere giù quei progetti che, se l’anno scorso erano avventati prima e impossibili poi per le rispettive vicende fisiche, ora ci stanno tutti. E, signori, non sto dicendo convivenza o giù di lì, ma vacanze e viaggetti, restare io qualche sera a dormire a Bologna, una cena coi miei genitori.. Anche la mia isola felice è affondata: anche quando vado da lei adesso mi sento sotto esame.
10 Jan, 2008
LARD DISC
Richiamandomi alla nuova, esilarante pubblicità di Valentino Rossi per Fastweb, vengo tosto a introdurre il tema dello sproloquio odierno: PERCHE’ LE BADANTI ARRIVANO IN ITALIA CHE PESANO 50 CHILI E DOPO UN PO’ TE LE RITROVI SUL QUINTALE?
Il fenomeno è stato da me riscontrato, personalmente, un numero di volte tale da poter ottenere la certificazione Istat e del Ministero della Salute. Ma io mi domando e dico: se anche hai fatto la fame tutta la vita, è indispensabile che appena trovi una tavola imbandita ti sbrani persino posate e tovaglia? Cioè, non ti rendi conto di diventare uno schifoso barile di lardo?
La parabola standard della badante è presto riassunta: provenienza est europa (90% dei casi), età over 40 (diversamente scelgono(?) modi più remunerativi e meno impegnativi di impiegare il proprio corpo), almeno un ex-marito e qualche figlio in patria a cui mandare tutto il proprio guadagno (ricordiamo che il loro vitto e alloggio è a carico della famiglia dell’anziano cui “badano&rdquo
.
Preciso di non voler esprimere un giudizio negativo sul fenomeno badanti: se la società non è più in grado di fornire assistenza domiciliare ai propri vegliardi, inevitabile che figli e nipoti impieghino una parte (cospicua) del proprio stipendio per far assistere il vecchietto. Capisco che il tema faccia meno rumore di Pacs, coppie di fatto, bamboccioni e company, ma si riallaccia allo stesso filone: il collasso del modello di famiglia italiana, quella di tipo patriarcale intendo. Io non ricordo che un mio avo abbia mai avuto la badante, essendo questo “guardato” da figlie e nuore che abitavano sotto lo stesso tetto. Quanti di voi oggi hanno i nonni in casa? Chi li ha presi con sé quando non sono stati più autosufficienti?
Comunque, tornando a bomba, siamo arrivati al punto in cui l’anziano ha bisogno di assistenza e si decide di mettergli in casa uno di questi angeli del focolare. Che innanzi tutto magari non parla italiano, o comunque non capisce il dialetto, lingua madre unica di espressione del nonnino. Supponendo che per questa Irina sia la prima esperienza del genere in Italia, inizialmente la vedrai remissiva e premurosa, in una parola attiva. Man mano che acquisirà sicurezza, inizierà a chiedere ai parenti sempre più soldi, o un maggior numero di ore libere. Comunque vedrai vacillare le tue convinzioni riguardo all’affectio di lei verso il tuo caro(?). E fin qui io ci posso anche arrivare.
Ma non posso comprendere 2 sviluppi, o meglio aberrazioni, standard.
Di donne trattasi, quindi distingueremo quella ancora piacente, che cercherà di farsi un compagno in Italia (sempre che il proprio assistito non sia ancora in grado di provare un minimo di desiderio sessuale, nel qual caso le nozze tra badato e badante sono certe al 99%), da quelle che si buttano sul cibo. Nel primo caso, Dio ve ne scampi: la badante di mia zia I. è un esempio lampante di donna, look anni 30 al suo arrivo, ora super-tirata grazie al 70enne arzillo che la porta a spasso nel weekend (eh già, l’iniziale pomeriggio libero del mercoledì si è un po’ dilatato&hellip
. Noi siamo alla fase in cui lei chiede a mia zia il permesso di portare in casa (di mia zia) il suo uomo: beh ma et sema? Ti farai chiavare in macchina come ogni tua concittadina troia sulla via Emilia!
Tuttavia, mi fa molto, ma molto più schifo l’ipotesi sub b), che chiameremo operazione omino Michelin. I cari amici di famiglia A. e A. sono l’ultimo caso che ho scoperto: sono arrivati al punto che devono andare a fare la spesa loro perché altrimenti la badante della madre di lei si compra tanta di quella roba da sfamare un reggimento (e la vecchietta non mangia quasi nulla..). Per farla breve, è lievitata da 50 a 90 chili di peso in un anno e mezzo, un lavaur c’an sa guerda mia (una betoniera, n.d.r.). Ma la dignità, dove l’avete persa? (Vasco, gli spari sopra)
Orribile dictu, esiste anche una combinazione delle 2 degenerazioni appena viste. Lei badante ad un novantenne, mangia come un maiale, quando il vecchietto muore si mette col figlio single (perché già vedovo, o magari putto storico) rimanendo quindi aggrappata con le unghie (più coi denti, direi) a quella casa… Amico C., mio potatore-vendemmiatore di lungo corso, torna sui tuoi passi: non tanto perché sei diventato lo zimbello del paese, ma perchè questo non è amore, è solo fame.
Ultimo aneddoto, poi chiudo che mi sto auto-nauseando. Badante polacca 50enne, cerca di circuire il 70 cui “bada”, ma è veramente troppo grassa, il vecchietto glissa, lei fa venire in Emilia la figlia 20enne che si fa subito mettere incinta dal canuto Casanova. Chiaro? Puah!
Da tutto quanto sopra si deduce che io provi ribrezzo per le persone grasse, ma non è proprio così. Ok, quando qualche tempo fa vidi la cara B. (ricordate la sfuggevole anguilla?) camminare per Modena insieme ad un mio, ahimè, collega, uno che a 30 anni sembra il 280 grammi di Mac Donald con una oliva sopra, solo pensare che lui le potesse montare sopra mi è venuto il vomito, tale che ho dovuto simulare una telefonata per congedarmi al volo.
Ma pensandoci, l’obesità è un guaio serio, non è giusto giudicare situazioni che non si conoscono: magari dietro c’è una disfunzione ormonale, un problema psicologico, o che ne so.
Ma le badanti che ti mangiano di traverso fino a scoppiare io non le posso soffrire.
Più poeticamente, vi invito a visitare il mio sito http://suxpippo.spaces.live.com/, dove troverete sempre nuove foto scattate da questo indegno Oliviero Toscani, più le Vostre che deciderete di condividere mecum
6 Jan, 2008
Neverendingstory
Il film da cui il titolo (la storia infinita, girato nel 1984) è un po’ il capostipite del filone fantasy che tanto ha rapito i miei sogni di bambino. Credo che molti di voi ne ricorderanno la colonna sonora, magari pure i nomi dei protagonisti, Atreiu e Bastian. Ma qui non sarà messa in discussione la vostra capacità mnemonica, quanto la veridicità del tema che il film stesso sottende.
Tutte la favole hanno una morale, si sa, ma quella della Storia Infinita la sentivo particolarmente vera, vicina: se nessuno sogna più il regno di Fantasia viene inghiottito dal nulla. E io parlo degli anni ’80, quando molte delle diavolerie tecnologiche ora a disposizione di bambini e (eterni) adolescenti non esistevano. C’entra che un bimbo torni dalla scuola e si piazzi davanti alla tv, che funge anche da schermo per la play-station, e si alzi solo per andare a letto? Una volta i nostri giochi ce li creavamo noi, situazioni assurde e magari pericolose, ma si fantasticava. E solo pochi asociali venivano in cortile per appartarsi su una panchina col proprio videogioco. Se una cosa ti piaceva poi la disegnavi, al massimo una foto con la polaroid, pochi filmati con telefonino!
Vedrò di non scadere nel patetico, tanto quando la scienza introduce una novità non si può fare finta che questa non esista. Quando i miei amici hanno preso il motorino, non l’ho voluto anch’io? Così sarà oggi per i ragazzini con play e videofonino. E i giornaletti porno? Noi aspettavamo di sottrarli a qualche padre-voyeur, e i commenti incredibili che saltavano fuori da chi non aveva mai visto una donna nuda.. Oggi un cinno va su internet e a 5 anni sa più lui di gang-bang che il mio amico C.: magari poi un pedofilo lo adesca, ma cosa sarà mai…
Comunque, nessun rimpianto (nessun dolore, soltanto certe sere mi capita che, appena prima di dormire, mi sembra di sentire, il tuo ricordo che mi chiama-ma-io-non gli aprirò. By 883): oggi ci sono gli Harry Potter, i Geronimo Stilton, le Winx a far sognare questi bimbi figli di un’epoca così tecnologica. Se poi non hanno mai visto una gallina, gettato un sasso in un lago gelato, corso con un aquilone in mano, amen.
Gira gira il mondo, gira tutto in tondo, casca il mondo, casca la terra e tutti giù per terra2 Jan, 2008
Buon anno
Dunque, io ho una certa fiducia nei proverbi, particolarmente in quello che dice “ciò che fai il primo giorno dell’anno lo farai tutto l’anno”. Ho quindi cercato di organizzare la giornata di ieri in modo a me congeniale. A partire da mezzanotte e un minuto, quando ho appiccato il fuoco al “vecchione”, cioè al pupazzo simboleggiante il 2007 che avevo appositamente creato e portato in montagna. Dell’anno appena concluso potrei dire esattamente ciò che avevo detto del 2006: tante belle cose ed un solo vero episodio negativo, ma di un peso specifico tale da far pendere la bilancia del giudizio sul segno meno: se 2 anni fa era N., e quindi l’amore, quest’anno è stata la lunga malattia, e quindi la salute, a farmi difetto. Volendo proseguire nel parallelo, ciò che il 2006 mi aveva tolto a livello di sentimento (e perché no, anche di sesso), il 2007 me lo ha poi restituito con gli interessi! Spero quindi di godere di una salute d’acciaio nei prossimi 364 giorni (seppur anno bisesto – sempre funesto), anche perché il 2008 presenterà una serie di passaggi critici, che ora non mi va di ricordare, ma che certamente richiederanno la mia piena efficienza.
Seguitando nel racconto del mio 1/1/2008, vi è il risveglio alle 11, abbondante colazione, passeggiate per crinali imperlati di brina nonostante il sole del meriggio (vedi ricca documentazione fotografica presto on-line), pranzo protrattosi fino alle 17, discesa a valle, cena con Sackertorte per festeggiare le 67 primavere del mio papà, “l’amore è eterno finche dura” di e con Carlo Verdone ideale viatico verso il letto. Bolletta sparata? Beh, noterete che non viene menzionato alcun rapporto sessuale: a parte che ieri era materialmente impossibile, ricordo che anche l’1/1/2007 fu in bianco, salvo poi rivelarsi così prolifico (non in senso letterale, per fortuna!). Naturalmente fin da lunedì vorrà lavorato, ma per il resto il 2008 lo sogno proprio così, ritmi bassi, spostamenti mirati, qualche exploit dei miei e tanto, tanto sole!
A presto, con i miei migliori auguri
25 Dec, 2007
Elisa
Se, un segreto c’è, è fare tutto come se, ci fosse solo il sole..
Intanto Buon Natale, amici miei carissimi. Fra ieri sera e oggi a pranzo 2 mangiate pantagrueliche, tale per cui sono un filo appesantito e rincoglionito (pure più del solito&hellip
. Esaurito l’aspetto consumistico del Natale con lo scambio dei doni, rimane il lato spirituale della Festa. E di questo non voglio parlare, lasciando a ognuno di voi il proprio modo di celebrare la nascita di Cristo.
Quello che oggi voglio dire, riallacciandomi alla canzone di Elisa di cui sopra, non ha niente di romantico o prosaico: fermate tutto, voglio scendere e prendere un mezzo più adeguato alle mie possibilità. Consapevole di quanto ci si possa fare male a saltare da un treno in corsa.
Il discorso è molto semplice. Da Maggio a oggi ho lavorato solo ed esclusivamente per tappare, buchi prima e voragini poi, che la malattia mi lasciava in dono. Ora che sto meglio, e sono tornato in linea di galleggiamento, sento di dover trovare un diverso modus vivendi. Come tiravo avanti prima non si può più, voler prendere dappertutto è sconsiderato alla luce delle mie forze e della mia età. E lo dico alla vigilia di una duplice (S. Stefano e Capodanno) spedizione montana, che farà da simbolico spartiacque tra l’anno vecchio e il nuovo, ma soprattutto tra il me pre e post 1/1/2008.
Innanzitutto necessito di una rivisitazione geografica dei miei limiti. Non è possibile che la mattina vada a Modena/Bologna, il pomeriggio in studio e la sera di nuovo a Modena/Bologna/Sassuolo; considerate che io vivo a 25 kilometri dalla più vicina di queste località! Del resto i rapporti interpersonali per me hanno sempre funzionato così: prendevo su e andavo, preferibilmente dalle ragazze mart-gio-sab-dom e dagli amici merc-ven-dom. E poi via con le prime per negozi-ristoranti-cinema, e coi secondi per locali e discoteche delle 3 province (Re-Mo-Bo).
Se da una parte gli spostamenti sono inevitabili (dove vivo io non c’è una beata minchia), dall’altra è sadomaso obbligarsi a questi tour de force. Sì certo, io non so saziarmi di bar, storie di paese, la corte alle madonne di provincia.. Mi piace andare a teatro, allo stadio, a ballare. E queste cose dalle mie parti non-ci-sono. Però non sarà più, ma mai più, che ti vado merc al cinema con lo sconto, giovedì bolognese, ven in disco con gli amici, weekend con la morosa. E’ il momento di radicarmi sul territorio comunale, dove già ho la sede delle mie 2 attività (anche se lo studio è un po’ una scatola vuota senza il tribunale, che sempre sarà Mo e Bo): ora debbo farmi la tana. Perché adesso succede che se non mi muovo io non ci si vede, e la colpa viene addossata esclusivamente a me! Questo è il mio vero, unico fioretto per il 2008: spostare il centro di gravità del mio mondo su casa mia. Non è che voglia tapparmi in casa e chi mi vuol vedere viene qua oppure si incula, cosa che fa molto Francesco Guccini. No, io continuerò a girare per l’Emilia (a me piace molto guidare, nonostante il prezzo della benzina mi disincentivi), solo intendo dimezzare i miei ritmi: andavo al cinema una volta a settimana? Ora sarà ogni 2, e se ci tenete proprio a mantenere il cine cada semana, 1 si va in città e 1 nel mio paese.. Facile, no?
In realtà sarà difficilissimo far capire a chi è abituato a vedermi sbucare dalle sue parti che l’amore, l’amicizia e financo il lavoro sono rapporti bidirezionali. Facile che il tutto si risolverà in una bolla di sapone e le persone che io frequento preferiranno vedermi con comodo una volta in meno che sacrificandosi una volta in più. Amen. Io intanto comincio a preparare una tana accogliente, così la gente è incentivata a venire.. Ricordate che ciò che muove il mondo sono i rapporti di forza, e io sono sempre in svantaggio: con le donne in quanto non Brad Pitt, con gli amici poiché non ho droga, ma nemmeno la play-station per farli divertire…
Tanti anni a chiedermi, se vado bene così, come sono, invece di guardare, il sole sor-ge-re
17 Dec, 2007
Portrait and landscape
Tommaso Moro speaking, con varie cose da segnalare:
1) E’ caduta la prima neve. Piacevole risveglio le mattine di sabato e domenica in vere e proprie bufere di neve e vento, cosa ormai rara a queste latitudini, e tanto più gradite poiché precipitazioni di scarso rilievo. Insomma, il paesaggio si è imbiancato, contribuendo a creare un clima ancor più natalizio, ma senza arrecare danni alla circolazione e ai miei spostamenti del fine settimana (che poi non erano in programma, ma vedi punto 2)
2) Il mio unico, grande obiettivo del weekend era fare il presepe. C’era da migliorare quello pluridecorato del 2006, cosa ardua e forse insormontabile, ma lascio a voi il giudizio: Vi attendo numerosi fin da oggi, guidati dalla mia stella cometa, posta sulla stalla in posizione apicale, con la promessa di farvi trovare una ambientazione meno “gelida” dell’anno scorso (soprattutto se annuncerete la vostra visita, dandomi così il tempo di accendere la stufa!). Closing time everydays from 4 p.m. to midnight, salvo prenotazioni.
3) Sarà il periodo a rendermi creativo, ma ho dato il via ad una cosa che avevo in testa da tempo: una mostra fotografica. La mia passione per l’arte di Helmut Newton è antica, ma volendone fissare una data d’inizio, a mo’ di storico con la caduta dell’impero Maya o con l’inizio del Medioevo, possiamo prendere il giugno del 2002, quando comprai la mia prima macchina fotografica digitale. Le migliaia di scatti che ho realizzato in questi 5 anni saranno la base della mia esposizione. Come prima mossa ho quindi provveduto a recuperare copia del materiale che, malauguratamente, era rimasto a casa di N.
La macchina fotografica ha, a mio parere, questo insormontabile limite: devi decidere di portartela appresso. La cosa, ovvia quando vai in vacanza (quindi molte foto le aveva N. perché in vacanza negli ultimi 5 anni ero andato sempre con lei), lo è meno nella vita di tutti i giorni, vuoi per gli ingombri di macchina-obiettivi-batterie di riserva, vuoi perché proprio non pensi che andando a lavorare, al bar, a fare la spesa, qualcosa possa colpirti… In questi casi supplisce il cellulare, almeno da Natale 2005, quando mi sono dotato di un modello che, non ci si sente un cazzo, però ha incorporato una buona fotocamera! E vi garantisco che alcuni dei miei scatti migliori vengono proprio dal cell.
Il Forum destinatae solutionis è stato individuato nella casa di mio nonno, invero grande e desolatamente vuota da quando il mio avo se n’è andato. Ho pensato di dividere il materiale in 2 grossi filoni: landscape, cioè paesaggi di sorta, e portrait, cioè immagini di persone. Se volete collaborare e condividere con me i vostri scatti migliori, potete inviarli a: bazzagol@gmail.com. Tutte queste belle(?) foto saranno visionabili su Suxpippo, il mio windows live space (almeno la sezione landscape.. per pubblicare i vostri volti gradirei preliminare autorizzazione), in attesa di approntare le pareti di casa per la mostra vera e propria.
7 Dec, 2007
Parole nel vento
Sapeste che pena – per chi organizza la scena – restare dietro al banco – come una cane colla sua catena.. Il nostro Enrico Ruggeri ci descrive così le sensazioni del portiere (di notte) di un albergo che assiste impotente al via vai di clienti (una in particolare, che “arriva sempre a notte fonda, e quasi sempre bionda&rdquo
.
Non molto differente è il mio umore quando si organizza una cena a casa mia. Por supuesto che tutti voi abbiate ospitato gente a casa vostra. La qualcosa impone, tranne ai più “informali” si intende, di dare una rassettata agli ambienti (scopa-straccio-vetril-argentil), operazione invero noiosa e faticosa ma che, comunque, prima o poi andava fatta..
Diverso è il discorso del menù serale. Magari tu ti accontentavi di pizza (con consegna rigorosamente a domicilio) e coca davanti alla partita. Invece se inviti qualcuno a cena, mica puoi dargli i sofficini Findus (salvo specifica richiesta). E quindi vai a far la spesa, cucina (con relativi odori da far svanire prima dell’ora ics), apparecchia (naturalmente 7/8 piatti-posate-bicchieri puliti e uguali bisogna trovarli), pensa ai vini da abbinare a partire da quello “da aperitivo”.
Ma non è neanche questo il punto. Invitare a cena qualcuno può essere una occasione conviviale piuttosto lieta, godereccia durante e magari dopo. Tra l’altro siamo ormai in zona Natale, direi il momento canonico nel quale le famiglie si riuniscono attorno al desco per mangiate pantagrueliche. Il problema sono le cene “coatte”, nel senso che si crea quella situazione in cui sei costretto a chiamare commensali che altrimenti manco ti sogneresti. Ultimamente infatti, per una strategia di marketing di dubbia prospettiva, mi ritrovo con cadenza settimanale a tavola i miei zii e/o la morosa di mio fratello e/o il padre di lei. Diciamo subito che sono 4 brave persone: gli zii, veramente una coppia eccezionale, di una generosità e correttezza ormai rare. La morosa di mio fratello, beh, basti considerare che ha sempre un pensiero dolce (nel senso “pasticciere” del termine) per me. Il padre di lei non lo conosco, ma così a pelle sembra un tipo a posto, comunque il tipico soggetto da invitare a cena: intenditore di vini, ottima forchetta, battuta pronta e chiacchiera sempre interessante.
Va da sé che il tassello sbagliato sia io.
La verità è che io ho sempre aborrito situazioni del tipo: ci si siede a tavola alle 9 e ci si alza su a mezzanotte, con discorsi sempre più disconnessi in funzione del tasso alcolico crescente. E poi, sarà la vecchiaia, ma dopo una giornata di lavoro io sono alla frutta ben prima che si arrivi alla portata corrispondente. Poi mi viene mal di schiena, e da giugno anche al costato, se sto 3 ore su una sedia di vimini. Ma soprattutto non ho una beata minchia da dire, né mi interessano minimamente i discorsi che vengono fatti. Se c’è una cosa che ha migliorato la qualità della mia vita da quando non sto più con N. è proprio questa: pranzo e cena per i fatti miei, poi vado subito dove devo andare, se sono ancora attivo. E se l’interruttore è già girato su off, mi stravacco in poltrona senza dover simular attenzione a quello che viene detto, o peggio venir coinvolto nel dibattito.
Insomma, abbasso le serate a base “di parole nel vento - un lampo un momento - un sogno di gloria – la nostra vittoria - su questo mare piatto - di una vita tranquilla - che noi non cercavamo - ma che poi ci attorciglia” (Stadio)
Quindi, se proprio volete farmi un regalo per Natale, non invitatemi a cena!
29 Nov, 2007
Adrnln
Finalmente è uscita la mia nuova macchina! Trattasi della Bmw serie 1 Coupè, per ora proposta con una ristretta gamma di motorizzazioni ed allestimenti, ma io direi che già la versione base, sospinta da un propulsore duemila a benzina (che senso ha comprarla a gasolio che ormai costa come la benza?), faccia al caso mio. Peccato che il saldo del mio conto corrente non vada nemmeno vicino al prezzo di listino di questo gioiellino, che ammicca in livrea rossa dalle pagine i tutti i quotidiani; più precisamente ci manca uno zero, i miei 3 mila contro i 30 mila euro richiesti, ma… c’est la vie!
Questa mia voglia di shopping (del resto di shopping stiamo parlando, se pensate ai nuovi ricchi dell’Est che fanno compere alle mostre di diamanti) si inserisce perfettamente nella situazione Natalizia in cui andiamo a calarci: ieri ho assistito alla posatura delle prime “luminarie” lungo il viale alberato che conduce al mio ufficio. Faccio notare che questa strada è fiancheggiata sui 2 lati da una lunga teoria di negozi, che poi sono quelli che sopportano il costo delle decorazioni: ne discende che dove c’è alta concentrazione di luminarie i negozianti avranno cacciato la grana, dove invece c’è un “buco” avremo commercianti taccagni o in bolletta…
Veniamo infine alla chicca della settimana: Avanti Savoia!, diceva mia nonno. Avanti ‘sta mischia, vi dico io. Impossibile che tra tg, giornali, Bruno Vespa e passaparola vari non siate venuti a conoscenza della choccante richiesta fatta dagli ex-regnanti al nostro governo: 260 milioni di euro! E a che titolo poi: lesione dei diritti umani. Cioè, questi signori lamentano il danno di aver dovuto vivere in esilio (“ho passato tanti anni in una gabbia d’oro, sì forse bellissimo ma sempre in gabbia ero” Tiziano Ferro, e fuori è buio) per tutti questi anni, grossomodo una sessantina..
Ma Mussolini ce l’ho messo io al potere? Altro che buen retiro in Svizzera, le patrie galere ci volevano per quei 4 baggiani! Vogliono indietro le proprietà che allora gli furono confiscate? Ma quando fu revocata la norma della costituzione che ne impediva il ritorno in Italia, i Savoia non si erano impegnati a non avere più nulla da pretendere? Cosa c’è, avete forse i conti in rosso a forza di casinò e puttane (ricorderete vero quando l’attivissimo p.m. Woodcock smascherò il via e vai di troie del Savoia senior)? O Filiberto deve mandare un collier alla procace Dellera (altra paparazzata d’annata)?
Comunque, ho pensato di costituirmi nel processo che i Savoia hanno intentato presso la Corte di Giustizia (che sembra, in caso analogo, essersi pronunciata a favore degli ex regnanti di qualche stato del terzo mondo), lamentando i danni che arrecarono i partigiani alle mie proprietà nella primavera del ’44.. Secondo me, anche solo a titolo di interessi, la Bmw ci salta fuori!
EX LIBRIS
Oggi la nostra rubrica ci porta tra i pensieri di Blaise Pascal su “incostanza, debolezza e vanità dell’uomo”. Fastidio che si prova quando bisogna lasciare le proprie occupazioni. Un uomo vive felice nella propria famiglia: basta che veda una donna che gli piaccia o che giochi cinque o sei giorni con piacere, ed eccolo infelice se fa ritorno alla prima occupazione. Niente di più comune.
