23 Nov, 2007
El Paso
Procediamo in ordine cronologico a ritroso, dall’ultima cosa che ho fatto dunque. E cioè guardare per la centesima volta “Per un pugno di dollari”, bel spaghetti-western datato 1965 con Clint Eastwood, Lee van Cliff e Gian Maria Volontà; ma soprattutto con le immortali musiche di Ennio Morricone.
C’è chi era incapace a sognare, e chi sognava già (Negrita). Io ho cominciato da piccolo a sognare il Messico, Aguacaliente, Santa Fè; e appunto El Paso, con la sua banca inespugnabile fatta oggetto delle attenzioni del Indio e dei suoi companeros. E poi fughe per canyon infuocati, notti all’addiaccio avvolti nei variopinti poncho, fino alla resa dei conti nel duello all’ultimo sangue, il carillon di un orologio da taschino come segnale per fare fuoco, primi piani sempre più stretti sugli occhi dei pistoleri mentre covoni di paglia rotolano trasversalmente sulla scena.
Magari la vita non me la figuravo proprio così, grandi spazi, questioni risolte faccia a faccia, barba lunga e viso abbrustolito dal sole. Ma nemmeno come me la propone la mia amica A., che si merita un capitolo a parte dal titolo “La minestra riscaldata”.
Capita dunque che A., mia pseudo-collega e caso raro di donna carina che non mi susciti alcuna pulsione sessuale, mi chieda un parere professionale per un problema del suo “fidanzato, o ex-fidanzato, o non si sa bene cosa”. A parte che il guaio che attanaglia lui qua dimostra quanto sia bella l’ignoranza, magari se accompagnata da tanti soldi; io proprio non ce l’ho fatta a consigliarla perché… mi sono messo a ridere. E’ che la sua storia d’amore si era sovrapposta pari pari alla mia; tanti saluti al proprio partner a luglio 2006 con relativo salto nel buio dopo vari anni di vita di coppia. Io, seppur in modo affannoso, disordinato e da ultimo condizionato dalla malattia, ho comunque reagito e, come avete visto, ora N. fa parte di un passato cha non fa rumore. Lei invece ha continuato il suo tran-tran, impiegata solerte di giorno quanto apatica fuori ufficio, rimanendo infine in un limbo che chiaramente l’unico uomo che poteva bussare alla porta era il suo ex. Ma, riallacciandomi al discorso di prima, perché non provare a fare un altro sogno, piuttosto che restare imprigionata in uno finito? O, per dirla con James Blunt “give me reason, but don’t give me choice, cause I’ll just make the same mistake again”
EX LIBRIS
Dai 4 libri delle Istituzioni di Gaio leggiamo: “Adiudicatio est ea pars formulae, qua permittitur iudici rem alicui ex litigatoribus adiudicare: velut si…, aut inter vicinos finium regundorum agatur”. Perché sono andato a tirare fuori il diritto romano, in particolare un istituto del remoto periodo preclassico (che inizia con la prima guerra punica, 242 a.C.)? Ma perché da sempre esistono problemi di confini tra proprietari di fondi vicini, e da 2200 anni a questa parte si risolvono, giudizialmente, con l’actio finium regundorum. Non è mia intenzione annoiarvi con problemi bagatellari, né spingervi a intentare causa se il vicino vi ha mangiato un cm di terra, poiché trattasi di azione lunga e costosa. Ma non sacrificate un vostro diritto sull’altare del quieto vivere: con un vicino prevaricatore i buoni rapporti saranno sempre pura utopia!
13 Nov, 2007
Basta sbirri!
Dopo un giorno e mezzo di bombardamento mediatico non ci sarebbe proprio il bisogno che anch’io dica la mia. Tra l’altro ero rimasto in silenzio quando venne ammazzato l’agente di polizia Raciti nella guerriglia intorno a Catania-Palermo. Per la par condicio non dovrei pronunciarmi nemmeno ora che il morto è “dall’altra parte”, quel tifoso laziale freddato nell’autogrill di Badia al Pino (AR).
Ma qui di cose che stridono ce ne sono troppe. Intanto è impossibile che un agente della polizia stradale ammazzi una persona. Lasciamo perdere che il ragazzo in questione era tifoso della Lazio e che magari in precedenza aveva avuto un diverbio con un tifoso della Juve. Ora si trovava tranquillamente seduto in macchina, sedile posteriore. Lo sbirro non può nemmeno invocare il Vim vi repellere licet, latinizzazione della legittima difesa: ha ammazzato un uomo, non ne aveva alcun diritto, non ce n’era la minima necessità.
Badate, con questo non voglio arrivare a giustificare tutto ciò che ne è conseguito. Quando un evento viene preso a pretesto per regolare altri conti, magari personali, si sbaglia sempre. Così non hanno senso per me le rappresaglie, la caccia al poliziotto scatenata da ultras di varie fazioni a Milano, Bergamo, Roma.
Ma mi dà fastidio che quel porco assassino non sia ancora stato sbattuto in prima pagina, come fu fatto per quel ragazzo che uccise Raciti, come si fa persino coi semplici indiziati dei delitti “da baraccone”: Garlasco, Cogne, Erba.. Tutti mostri. La loro storia riempie giornali e rotocalchi. Com’è che a 48 di distanza non so ancora il nome del colpevole? E sì che dev’essere in facile, c’erano in 2 di pattuglia..
Vogliamo fermare il calcio? Benissimo, invece che vedere Modena-Triestina domenica me ne vado a castagne. Ma quando il campionato riprenderà, tutto sarà come prima. Non dimenticate che il pallone è davvero una valvola di sfogo della società. Togli questo alla gente e lei si aggregherà attorno ad altri eventi, politici, sportivi o culturali. La storia dei popoli, delle nazioni è lì, nero su bianco. Demonizziamo il mondo del calcio? Ok, contenti voi.. Ma le violenze non cesseranno. Mi fermo perché mi sembra di essere un coglione come Vespa o Crepet, parlare di aria fritta senza proporre nulla.
A ben pensarci avrei dovuto indignarmi anche per quella ragazza massacrata dal rom, per le rapine in villa stile arancia meccanica, per i barboni che vedo morire di freddo e stenti in stazione. E per mille altre cose.
La verità è che in quel ragazzo, che andava in trasferta coi suoi amici dopo la notte in discoteca, mi ci sono visto io, mio fratello, un mio caro amico. Non si può morire così, ecco.
12 Nov, 2007
Nomen omen
Vagner Love: chi è costui? Qual novello Don Abbondio il lettore medio del blog si pone la domanda. E io spiegare che si tratta del centravanti brasiliano del Cska Mosca.
Paradossalmente il mistero si infittisce: che ci fa un bravo giocatore carioca nella fredda madre Russia? Saprete certo che il Dio denaro può molto. E così capita che quest’anno il Cska affianchi al succitato V. L. altri 2 che parlano la medesima lingua (che per loro sventura non è quella del gol, ma il portoghese), Jò e Carvalho. Addirittura ho assistito a 6 brasiliani contemporaneamente in campo (con risultati modesti, e quindi ne ometto i nomi) nelle file dello Shakhtar Donetsk, qualche centinaio di chilometri a sud di Kiev.
Ma di Vagner Love non voglio celebrare le virtù pallonare. Non soddisfatto che il padre, amante della musica classica, gli avesse imposto il nome del celebre compositore (ovviamente seguito dagli altri 54 che ogni brasiliano porta). Ci ha messo del suo, portandosi una donna in camera per ammazzare le lunghe e vuote ore del ritiro pre-partita della selacao. Trapelata la notizia, la stampa gli ha appiccicato addosso quel “Love” che, vuoi per il suo look eccentrico e molto curato (30mila euro al mese di treccine – blu! – e cosmesi), vuoi per le sue comunque mirabolanti prestazioni amatorie (ha voglia Robinho a farsi portare 40 preservativi all’uscita della disco&hellip
, lo accompagnerà per tutta la vita; Che peraltro sarà breve, se metterà gli occhi sulla donna di qualche mafioso russo!
Grisù: questo lo conoscete tutti. Era il simpatico draghetto che voleva fare il pompiere. Peccato che dalla sua bocca uscissero lingue di fuoco, cosi che erano molti più gli incendi che appiccava che quelli spenti. Questo bel cartone animato non viene più trasmesso da tempo, ma io sabato ne ho rinverdito il mito. Dunque, il vento che aveva soffiato impetuoso nei giorni passati aveva strappato dagli alberi molte delle foglie ormai secche, creando un soffice tappeto nel mio cortile. Mia madre le aveva pazientemente raccolte per poi dargli fuoco; ora, abitassimo a Concordia sulla Secchia, stai sereno che il fuoco brucerà senza sussulti fino all’ultima foglia. Ma se abiti in collina, la raffichetta di vento che investe il focolare, solleva i tizzoni ardenti facendoli cadere a qualche metro dalla pira (di quella pira, l’orrendo fuoco.. citazione Pavarottiana) devi metterla in conto. Capita così che vada a controllare il nostro fuocherello e mi trovi a fronteggiare un rogo ormai fuori controllo. Lingue di fuoco alte anche 2 metri avevano ormai raggiunto il serbatoio del Gpl: una bomba ad orologeria da 13 quintali!
Con un misto di coraggio ed incoscienza, sono corso ad attaccare la gomma al rubinetto per poi lanciarmi contro le fiamme. Un po’ come lanciarsi in un film porno con dieci centimetri di grillo.. E tuttavia il fuoco è stato chiavato (pardon, domato) al termine di una lotta protrattasi per pochi minuti ad alto pathos.
Purtroppo il Modena non ha avuto ugual buona sorte sull’infuocato campo di Lecce… per questa volta me ne sono fatto una ragione! Domenica viene la Triestina, il riscatto è a portata di mano.
EX LIBRIS
“Avrei preferito parlarti a voce, infine ti scrivo. Ho creduto che avrei potuto darti il bene. Che il tuo amore fosse benefico per me. Non ti ho mai mentito e non comincerò farlo oggi. Tuttavia: non potrò diventare per te un amico. Avrei preferito che le cose andassero diversamente. Abbi cura di te.”
Questi sono i passaggi salienti di una e-mail con la quale un uomo si sbarazza della donna amata(?). Peccato che la donna in questione sia Sophie Calle, scrittrice in carriera. Che ha pensato di inviare questa lettera a 107 donne di diversa razza e cultura, da Victoria Abril alla Littizzetto, raccoglierne le impressioni e pubblicarle. Il libro che ne è scaturito si chiama, appunto, “Take care of Yourself” (Prenez soin de vous, Cuidate mucho, Cura ut valeas.. a seconda della Vostra lingua madre), e mi sento di consigliarvelo: se uomini perché la mail di benservito è fatta a regola d’arte, magari vi tornerà utile. Se donne perché lo trovo un modo non isterico di assorbire un addio
2 Nov, 2007
Ecce Fausto!
Ci sono personaggi che proprio è più forte di loro (omonima del Liga). Cioè, dico io, sai che se non hai davanti un pezzo di carta scritto, da altri, quando parli ti esponi a colossali figure. Limitati all’ordinario. Dunque, se ti chiami Silvio Berlusconi e al termine di Milan-Roma, ennesima magra della squadra di cui sei presidente, ti chiedono un commento sulla partita, che bisogno c’è di andare a tirare fuori citazioni in latino? Et Homerus aliquando dormit, è sbocciato lui.
Io ignoro gli studi fatti dal Berlusca, ma se anche 50 anni fa avesse fatto il liceo ci sta che non si ricordi a memoria un brano di Orazio. Per la cronaca la versione corretta, vocabolario Castiglioni-Mariotti alla mano, è “quandoque dormitat Homerus”. Cioè anche Omero ogni tanto sonnecchia. Registrata la replica piccata dello stesso Omero “semper plus sveglium quam Dida” (portiere del MIlan, n.d.r.), procediamo innanzi, visto e considerato che io stesso sono soggetto a citazioni “a braccio”, quindi dal mio pulpito non giungerà alcuna predica. Se non la constatazione che un conto è “fare il bello” in bar a Marano s/P, un altro è farlo mezzo stampa da capo dell’opposizione..
Altra cosa: i colori dell’autunno. Oggi, Ognissanti, è stata una bella giornata di sole, frizzante, ideale inizio di novembre. Io ne ho approfittato per fare un giretto in bici, tagliare un po’ di legna, un salto al mercato, leggere il giornale al sole. E scattare foto color vermiglio, tra vigneti infuocati e melograni (pam granèr) aperti. Il tutto rigorosamente da solo, perché ormai sono diventato così estemporaneo che non mi metto neanche più a chiedere a qualcuno se gli va di fare qualcosa con me. Prendo e vado. Onestamente, io non me la immaginavo così la vita. Ma va bene così (distratta quando ti conviene, diresti anche che mi vuoi bene, anche se non me ne vuoi più.. Vasco doc), considerati gli ultimi mesi di grande sofferenza fisica, oltre al mio voler essere “originale” a tutti i costi. Tanto domani sera, G. birthday, farò una full immersion in mezzo alla gente: auguri, vekkio storico!
EX LIBRIS
Restiamo in compagnia di Orazio. Dalla sua Satira sui guai degli adulteri: “Voi, però, che certo non augurate fortuna agli adulteri, ascoltate – che val la pena – quale sia il loro travaglio, da quanti dolori sia guastato il loro piacere, come questo sia raro e quanto spesso incorra in gravi pericoli. Uno di essi dovette buttarsi giù dal tetto; un altro fu bastonato a morte; un altro, fuggendo, incappò in una crudele banda di ladroni; questo per salvar la pelle, dovette sborsar denaro; quello fu violentato da servi volgarissimi; anzi accade financo questo, che ad uno d’essi il tradito fece tagliar col coltello i testicoli e l’appendice lasciva..”. Chiaro?
26 Oct, 2007
Tu che conosci il cielo
Tu che conosci il cielo – saluta Dio per me – e digli che sto bene – considerando che – io non conosco il cielo – però conosco te – mi va di ringraziare – puoi farlo tu per me..
Magari vi sarete chiesti com’è che dei giorni uno ha voglia di scrivere ed altri giorni no. L’ispirazione è una cosa misteriosa, e come tale affascinante. Certo, quando (ti) accade qualcosa di speciale/stravagante/raccapricciante è quasi normale volerlo comunicare. Magari invece non è successo niente, esternamente parlando, ma dentro è giorni che covi un’emozione (gioia, rabbia, amore) e a un certo momento questa esplode..
Oppure va come oggi. Ieri sera sono stato a casa, ero molto stanco, quotidiano e caldarroste davanti al camino; stanotte dormito bene, di uguale segno risveglio. Encefalogramma piatto. Poi accendo il computer per lavorare, si apre Limewire e in automatico parte l’ultima canzone che ho scaricato ieri, “Tu che conosci il cielo” di Ligabue. E’ una delle sue “minori”, quelle dove non ha azzeccato il ritornello, mentre le parti parlate sono molto belle.
A quel punto cambia tutto. Non ti metti a lavorare ma a scrivere, perché intanto ti è venuto in mente quando eri ragazzino e della religione non te ne fregava niente, ma siccome giocavi in una squadra Parrocchiale, o prima andavi a messa o dopo facevi panchina.. E poi Chiara (io ti ricordo così, il tuo sorriso i tuoi capelli, fermi come il lago. “Lugano addio” di Ivan Graziani) in chiesa ci andava. Sai quella situazione in cui tu vai dentro per sederle vicino, guardandola di sottecchi mentre lei tutta assorta ascolta il sermone; e quando esci trovi i tuoi amici che ti prendono per il culo: 1) perché sei andato spontaneamente a messa e 2) perché “a Bazzi ghe piase Chiara”. Credo che la volta che al Luna Park mi ha messo la mano sulla fronte per sentire se avevo la febbre, tenete presente che avevamo 10 anni, sia stata una delle emozioni più grandi della mia vita. Ci avrò fantasticato per mesi, e intanto in classe ci si guardava negli occhi per minuti interi, promessa di chissà quali cose da fare insieme quando saremmo stati più grandi.. Non per rovinare l’idillio, ma quando tornai su in Friuli nel ’93 lei, diciannovenne parrucchiera, aspettava già il secondo figlio! Mi sa che mi è andata grassa, no?
Ora, premesso che io non conosco il cielo ma a Dio ci credo, debbo ammettere che mai più ho frequentato una ragazza cattolica-praticante, cioè che la domenica si fa colazione insieme e poi si va a Messa (missa est). Alcune si avvicinavano opportunisticamente alla fede nel momento di difficoltà, con altre non sono arrivato ad un livello di conoscenza tale da scoprirne questo lato (al massimo il lato B). Sarà che viviamo nella rossa Emilia, sarà che la Chiesa sembra fare di tutto per allontanare i fedeli.. Io non lo so, ma rimango in fiduciosa attesa
EX LIBRIS
Sucederà tras esto, luego en continente, que ella ponga los ojos en el caballero, y èl en los della, y cada uno parezca a otro cosa màs divina que humana, y, sin saber còmo ni còmo, han de quedar presos y enlazados en la intricable red amorosa, y con gran cuita en sus corazones, por no saber còmo se han de fablar para descubrir sus ansias y sentimientos..
Così Cervantes vede il colpo di fulmine fra il cavaliere errante e l’Infanta, la figlia del sovrano al quale il primo è andato a offrire i propri servigi. Ecco, io mi sento di escludere che qualcuna mi abbia mai visto sotto questa luce mistica, ma nell’era di sms-mail-chat-blog-videochiamate ogni tanto mi vien voglia di storie medievali a colpi di pergamene e piccioni viaggiatori!
23 Oct, 2007
Kimi il freddo
Dunque, sono nella mia maison e da 10-minuti-10 Kimi Raikkonen, Rakkio per gli amici, ha portato la Ferrari sul tetto del mondo.
Possibilità alla vigilia scarsissime: il più ottimistico dei bookmakers, Snai (che snai ke hai..), mi quotava il mondiale del biondino a 7,5; cioè scommettendo 20 euro, cosa che io ho puntualmente fatto, se ne vincevano 150. In effetti la classifica della vigilia recitava: Hamilton punti 107, Alonso 103 e Raikkonen 100. Considerato il meccanismo di assegnazione punti della Formula1, solo la vittoria del ferrarista e la contemporanea debacle del duo McLaren (lo spagnolo non meglio di terzo e l’anglo-caraibico non meglio di sesto) potevano portare il titolo a Maranello. Beh, dopo una gara ricca di colpi di scena (come onestamente se ne vedono poche) la classifica finale è stata proprio questa!
Colgo l’occasione per mandare, molto cordialmente eh, a fare in culo Ron Dennis, Fernando Alonso e Lewis Hamilton.. Anche i sassi sanno che 2 galli in un pollaio portano solo zizzania. Ed il bello è che alla scuderia anglo-tedesca sono recidivi in questo.
Ma soprattutto manderei un cankero allo spione dell’anno, Nigel Stepney, simpatico dipendente Ferrari che sottraeva progetti, carpiva informazioni riservate, metteva strane polverine nei nostri carburanti.. Quando l’hanno scoperto (il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: la copisteria dove andava a fotocopiare i documenti trafugati era gestita da un tifoso Ferrari&hellip
, il ciccione sembrava cadere dalle nuvole. Uguale maledizione incolga gli avvocati pavullesi che ne hanno assunto la difesa: un modenese doc avrebbe dovuto rifiutare con sdegno un tale incarico.
Comunque, a seguito della spy-story la Fia, massimo organo dell’automobilismo, aveva escluso la McLaren dal campionato costruttori, di fatto assegnandolo a Maranello. Ma aveva lasciato, per una di quelle inconcepibili storture che avvengono quando la politica e gli interessi economici si intrecciano con la giustizia, ai 2 piloti McLaren tutti i punti finora conquistati.. Si può dire che praticamente il Drivers Championship se lo siano giocato 4 macchine identiche: e lì diamo atto a tutto il team, dai piloti (sia chiaro che se oggi Massa non avesse fatto gioco di squadra col cavolo che Kimi vinceva il titolo) a Jean Todt e fino all’ultimo dei meccanici, di aver fatto un gran bel lavoro.. Good Job, come tutti i team manager dicono via radio al proprio pilota che ha appena tagliato vincitore il traguardo!
Ricordiamo infine Luciano Pavarotti: prima delle gare delle Rosse la sua voce intonava “all’alba vincerò”; che ora precede il fischio d’inizio delle partite dei gialloblù (ieri corsari a Vicenza).. Mi consentite di essere orgoglioso come Zemian ed Modna?
EX LIBRIS
"Les sentiers sont après. Les monticules se couvrent de genêts. L'air est immobile. Que les oiseaux et les sources sont loin! Ce ne peut être que la fin du monde, en avançant."
Più o meno è quello che provo quando a fine inverno mi inerpico sulle colline dietro casa mia.. Ringrazio Arthur Rimbaud, che leggo la mattina sul treno per Bologna, per avermelo messo in rima. Sperando che non si rivolti nella tomba per il mio pessimo francese…
13 Oct, 2007
Over 40
Sottotitolo: The oldest girl I’ve ever had
Una cosa, tra le tante, che ho avuto modo di apprezzare negli ultimi 6 mesi è questa: ma quanto ero scomodo l’anno scorso? Certo, c’era il contraccolpo per aver perso la mia storica girlfriend e relativi punti di riferimento.. Ok, lancio una provocazione: prendiamo il periodo in cui siamo stati seriamente (almeno nel mio caso) con un/a ragazzo/a, meglio ancora se trattavasi del più condiviso dei menage, dal fare un sacco di cose insieme alla più perfetta delle intese sessuali, e guardiamolo in prospettiva. Non riuscite a vederlo come una gigantesca molla schiacciata con rabbia contro il suolo? Beh, ammetto che il concetto è un po’ sforzato; d’altronde nessuno comincerebbe mai una relazione con quest’ottica! Però, se prendete il periodo successivo alla fine di una storia, ci troverete un’energia che mai vi sareste aspettati da quegli stessi personaggi. E null’altro è cambiato: tu prima eri sempre tu, il mondo circostante lo mismo. Solo che la molla ora è stata liberata. Azzarderei che più è stata lunga la prigionia più l’esplosione sarà fragorosa, ma non insisto: io sono il cronista di me stesso, quel che succede agli altri lo sanno loro; comunque non è affar mio.
Procedamus igitur: volevo parlarvi di P., la ragazza più “grande” con la quale io sia mai stato (in senso biblico, of course). Reso per l’ennesima volta grazie a Meetic (messaggio alla cyber-nazione: il mio abbonamento scadrà con la settimana prossima. Ultimi giorni per contattare l’ArsenioLupin de’ noaltri), trattasi di un chiaro esempio esplicativo dell’effetto “molla”: non vedo altri motivi plausibili per abbordare una quarantacinquenne (sic!) on-line. L’effetto nave-scuola da tempo non mi stimola più e cioè, non avendo io perversioni dannunziane o da codice penale, ritengo di sapere già quel che c’è da sapere in materia. Il fascino della conquista - che per inciso non è mai scontata, neanche se abbordi un dirigibile – certo; la curiosità comunque della prima volta che la spogli, il suo ansimare quando farai vibrare le sue corde (citazione da Ivan Graziani “Il chitarrista&rdquo
. E poi? Il gioco vale la candela? Ha senso “stanare” una donna solo per divertircisi una sera?
Comunque, fu una bella serata. Del resto, quando a precisa domanda una ti risponde: “a me piace fare tutto”, casa sua è libera ed il fisico ti sorregge..
EX LIBRIS
Oggi ci soccorre Corto Maltese, che ho già spiegato essere il mio fumetto preferito. In realtà gli ammiratori di Pratt solgono (da soleo, es, solitus sum, solere, seconda coniugazione) dire che Corto non è un semplice fumetto, ma un vero e proprio mondo.. Io in effetti lo leggo proprio quando ho voglia di evadere.. “Vedi, Tristan, se scrivessi, ammesso che lo sappia fare, finirei per falsare i fatti e i caratteri di quelli che ho conosciuto.. per me è meglio vivere così, senza storia” E poi, sulla sua vita “non posso lamentarmi, ho avuto più di quel che ho dato.. ma non si fanno certe domande! Chi ti ha insegnato l’educazione?” Se volete approcciare il personaggio, a Bologna si trova l’omonimo locale, zona Università.. Magari ci troverete anche me, rigorosamente di giovedì!
8 Oct, 2007
In vino veritas
Facciamo un gioco: prendiamo tutti una gran scaglia (ubriacatura, ndr) disinibitoria e poi parliamo a ruota libera. Mi capita ancora, con sempre meno compagni a dir il vero, di fare “tavole rotonde”, cioè serate caserecce dove si fa un attimino il punto della situazione. Viene individuato un meeting point idoneo (meglio se con soffitto basso, un po’ di polvere sulle suppellettili e puzza di capra morta nell’aere), preferibilmente un giorno infrasettimanale magari con clima uggioso. Poi, con patatine/caldarroste/popcorn/taglieri di salume/panettoni avanzati da Natale accompagnati da birra/vino tinto/spumante/coca-cola(coca-cola sì a me mi fa impazzire.. Vasco, bollicine), si dà il via allo sproloquio. Ognuno nella sua lingua preferita. Solitamente P. si esprimerà in dialetto, e il sottoscritto sarà ben lieto di rispondere per le rime; pure il tacito S. dirà le sue 4 cose nella lingua dei suoi avi, idem il bi-padre R., mentre i poliglotti C. e G. tenteranno di dare una dimensione meno provinciale al contesto. Quando presente, E. interverrà nella conversazione rigorosamente in italiano; Infine, il nostro amico calcettaro et modaiolo proporrà templi della perdizione più o meno onerosi per tirarci fuori da casa..
Direte voi, dove sta la fregatura? Ma nel fatto che non si arriva mai a nulla di concretamente praticabile. Si discute, si dibatte. In verità anche la conversazione non trascende mai i limiti del “politicaly correct”. E questo è un male. Col passare degli anni ci si imborghesisce, si finisce col parlare di lavoro e del vil denaro.. Chi ha l’amante manco si fida più a dirlo, così che anche del sesso si parla sempre in una ottica di costo/beneficio.. “Hanno ragione, hanno ragione, mi han detto è vecchio tutto quello che lei fa, parli di donne, da buon costume, di questo han voglia se non lo ha capito già. E che gli dico, guardi non posso, io quando ho amato ho amato dentro gli occhi suoi. Magari anche, tra le sue braccia, ma ho sempre pianto per la sua felicità..” (Vecchioni, Luci a San Siro).
Dunque, amici miei, interlocutori di questo mio virtuale discorso, abbandoniamo i freni inibitori grazie all’aiuto del più antico dei rimedi (che io posso peraltro fornire a litri): pan, parsot, figa e LAMBROSC! E proviamo a dare una sterzata prima che l’oblio ci inghiotta tutti quanti.
NUOVA RUBRICA: EX LIBRIS, cioè un estratto da una qualche mia lettura
Yo muero, en fin. Y porque nunca espere buen suceso en la muerte ni en la vida, pertinaz estarè en mi fantasia.. Questo lascia di sé il pastore Grisòstomo nella omonima Cancion riportata dal Don Quijote del Cervantes, dandosi la morte consumato dall’amore non corrisposto per la fiera pastora Marcela.
29 Sep, 2007
Il colloquio
19 Sep, 2007
Fructus Fructus
Veloce riepilogo della situazione: mercoledì 12 ho finito la raccolta delle pere, altri 2 giorni e anche le mele sono finite nelle mie capienti casse. Dovete sapere che io non vendo tutta la frutta che produco, ma ne tengo una certa parte per autoconsumo. Il mio menù quotidiano ricalca grosso modo quello del “Pranzo è servito” di Corrado: primo (solo a pranzo), secondo (solo a cena), formaggio-dolce-frutta (sempre); quindi è prevista frutta 2 volte al giorno. Sarei un pirla a vendere i miei prodotti a 30 centesimi al kilo per poi ricomprarli a 3 euro in Coop, no?
Ciò si scontra con la constatazione empirica che ognuno di voi avrà sicuramente fatto: la frutta non si conserva tanto a lungo. Cioè, se io “metto da parte” una cassa di pere appena raccolte, quindi ad agosto, anche se stipate nella più buia e fredda cantina al più tardi a Natale saranno marce. Questo è il motivo per cui non vendo direttamente le pere a casa: senza una cella frigorifera la loro conservazione è impossibile. Le mele invece hanno una maggior resistenza. Io a fine settembre ne accatasto più o meno 10 q.li e, magari controllando ogni tanto le casse (verissimo il proverbio della mela marcia che fa marcire tutte quelle vicine), fino a Pasqua sono servito. A maggio poi le prime ciliegie saranno già mature sulla pianta, e via daccapo.
Voi che il 31 dicembre vi affrettate nei supermercati per comprare i 3 benaugurali chicchi d’uva da mangiare a mezzanotte! Esiste una qualità, cosiddetta uva d’inverno, che io vendemmio a fine ottobre e si conserva tranquillamente alcuni mesi, comunque ben oltre Capodanno. E i Kiwi? Premesso che l’Italia ha un clima molto simile a quello NeoZelandese, patria notoria di questo frutto, le mie 3 piante (2 maschi e una femmina, numero minimo per l’auto-fecondazione) mi assicurano macedonia per tutto l’inverno! Insomma, per risparmiare e mangiare frutta sana (altro che il biologico!) mettete alcune piante in cortile. La spesa è modica, l’impegno relativo e la soddisfazione grande: senz’altro vi appassionerete, documenterete, confronterete. E il vostro mini frutteto sarà il vostro orgoglio! Rimango a Vostra disposizione per qualunque suggerimento vi sarà necessario..
Aggiornamento clinico: io ce la metto tutta, veh! Vado in campagna, in ufficio, dormo, mangio, molte sere a letto presto. Vita da atleta insomma. Ma le forze ci mettono un attimo ad andarsene e poi giorni a ritornare. Rispetto alla crisi di fine luglio le cose sono certo migliorate, ma non sono ancora io. Speriamo che il tempo sia galantuomo con me, il 2008 deve essere l’anno del mio riscatto.
5 Sep, 2007
1973 - James Blunt
Dopo mesi di “mutismo e rassegnazione”, come diceva Enzo Braschi – il “Paninaro” del mitico Drive Inn - mi riaffaccio al mondo. Per raccontarvi l’impressione che ne ho avuto mi avvarrò di un pratico elenco puntato alfabetico:
A come Alias: Muoia il vecchio te e sorga un cavaliere. Più o meno sono queste le parole che Orlando Bloom pronuncia nel film “Le Crociate”, quando si trova tra le mura di Gerusalemme alla vigilia dell’assedio di Al Saladdin. E’ privo di un esercito, e quelle parole dovrebbero servire a infondere coraggio nei cittadini che si apprestano a fronteggiare il nemico musulmano (molto attuale, direi). Io non saprei dirvi se dalle mie ceneri, cioè da quelle di Thomas Moro, stia sorgendo un cavaliere o un buono da niente. Quel che è certo è che gli ultimi tempi mi hanno cambiato. Ben diverso è vivere alla giornata per necessità e non per scelta. In questo istante sono moderatamente soddisfatto: sono riuscito a lavorare tutta la settimana nei campi e con una certa intensità; sono uscito ben tre sere su sette (a luglio ero uscito 3 sere in tutto!); oggi sono perfino andato a pescare. Ma è nell’approccio alle cose che non mi riconosco più. Se una volta partivo all’avventura, ora non muovo un passo senza essermi prima preparato la ritirata, il paracadute. Chiamiamola sindrome da Pollicino. Non so più quali siano le mie possibilità ed i miei limiti: debbo riscoprirmi partendo da zero. Il mese di Agosto è perfetto in tal senso. Uffici chiusi, amici e conoscenti lontani chilometri: posso sondare il terreno senza il fiato sul collo di chicchessia.
B come Bici: ecco la grande assente del 2007. Avevo anche montato pedaliere professionali, regalo di Natale di mio fratello. Il contachilometri è invece rimasto ancorato sui 96, frutto di due giretti primaverili a Modena, mete Parco Amendola e Stadio Braglia. Proprio non c’è stato niente da fare, finora almeno. Ma visto che al letargo mancano ancora 2-3 mesetti, non dispero di agguantare almeno i primi contralti qui alle mie spalle. Per i grandi classici (Sestola e Abetone su tutti), e qui mi rivolgo agli amici R. e C., se ne riparla l’anno prossimo!
C come Casa: home sweet home.. Come avrete capito, da maggio ci ho passato un sacco di tempo. Fortunatamente non eravamo nella stagione invernale, perché varie cose contribuiscono a rendere inospitale la mia maison. In aggiunta ad un impianto di riscaldamento di concezione antidiluviana, quindi alimentato a gasolio (qui non arriva il metano) e limitato solo ai primi due piani, si aggiungono finestre con mille spifferi dove ha gioco facile il vento che la notte scende dalle montagne. In compenso in salotto c’è il miglior camino che mai fu costruito: così ho 30 gradi lì, 15 in camera da letto e 10 in solaio.. oh, tutte le stagioni distribuite in verticale! La situazione estiva invece si gradisce (graditur). Le grosse mura impediscono al caldo di entrare deciso, e comunque sempre di notte sarà ventilato. Poi il portico, il parco e… la stalla. Già, quelle poche volte che la canicola ha espugnato casa, tipo estate 2003, io ho calato il jolly. Non c’è posto più fresco di quello che furono le poste delle mucche. E così, tirata l’amaca tra due colonne portanti, si aspetta il temporale che spazzi l’afa. Poca aria condizionata kè!
D come Daiana: “Belle e sexy come lei – giuro non ne ho viste mai – ma a me sembra che per te - sia un po’ troppo giovane… Fuggi via da lei – Diana”. Questo pezzo immortale di Celentano e Paul Anka (che si pronuncia Daiana) ci introduce alla novità del Ferragosto incombente: il mio amico più misogino sembra aver trovato la sua musa. E fatalmente trattasi di una ragazza giovane, dove per tale io intendo una under18! Ora si potrebbe aprire una tavola rotonda sull’opportunità, a trent’anni suonati, di frequentare minorenni, pur con tutti i distinguo del caso riguardo al grado di maturità della stessa. Ma a me non va di fare il moralista-bacchettone-perbenista, meno che mai in sede di blog. Mi limito a registrare questa news ed a fare il miglior “in bocca al lupo” al mio amico vekkio storico.
E come Ex, alla ribalta nel mese di Agosto. Dunque, intanto il 26 p.v. si sposa T., quella che fu la prima donna davvero importante della mia vita. Un grande Amore tardo-adolescenziale, cioè assoluto, tipo ci siamo solo io e te e tutto il resto non conta. Il non essere riusciti ad evolvere dalla fase iniziale fece sì che, dopo un primo anno fantastico e tre di alti e bassi, ci lasciammo dolorosamente. Un concorso di colpa, ahinoi, con tanti errori di gioventù. Di lei serbo ancora un bel ricordo e tutte le lettere che ci scambiavamo (che fa molto Brenda Walsh in Beverly Hills), magicamente apparse nel repulisti del mio comò di inizio mese. Ciononostante non andrò al suo matrimonio: le auguro però tutto il bene possibile! Il 9 u.s. ho inoltre avuto il piacere(?) di rivedere N. Casus belli una cena da (ex)amici comuni che non sono riuscito a disinnescare in tempo. Erano 8 mesi che non la incontravo, da quasi altrettanti non la sentivo. Io l’ho trovata un po’ ingrassata, lei mi ha visto un po’ deperito. Nothing else (matter, bella canzone dei Metallica).
F come Fata Morgana. Nel breve spazio di una lettera si va dal passato remoto/prossimo al presente. E’ un sollievo scriverne oggi, ora che è rientrata da un periodo di vacanza che ci ha tenuti lontani 15 giorni. A me sono sembrati un’enormità, e questo vale più di ogni sviolinata mediatica. Perché sì, potrei lodarne la cultura dicendo che mi ha battuto a Master Quiz, l’intelligenza e la curiosità vivissima in tutti i discorsi e le cose che facciamo, o la forza di spirito e l’entusiasmo che ha messo in ogni giorno da che la conosco. Ma la sua bellezza e la sensualità, quelle no, le terrò solo per me.
G come Gialloblu: qui si passa dal sacro al profano con grande disinvoltura.. Detto che quest’anno non mi sono abbonato (non ho visto la volontà/possibilità di fare un campionato di vertice); aggiunto che il primo obiettivo stagionale, la CoppaItalia, è già sfumato e proprio ad opera del Bologna; tutto questo non significa che i Canarini non siano sempre il mio primo pensiero del sabato pomeriggio: do quindi appuntamento a tutti per il 25 p.v. al Braglia. Battendo il neopromosso Grosseto (che ringrazio a prescindere per aver relegato il Sassuolo in C1) ci isseremo in vetta alla classifica… poi si sa, l’appetito vien mangiando!
H come Hidalgo, più precisamente Don Quijote de la Mancha. Prendo spunto dalla trama, che certo conoscerete tutti, per farvi il parallelo tra me e questo nobile cavaliere. Quando una persona finisce per passare troppo tempo da sola, fatalmente perde contatto con la realtà. E così Don Chisciotte, a forza di leggere libri di avventure di cavalieri erranti, si immedesimò a tal punto da partire a sua volta all’avventura. Io mi limiterò a partire, grossomodo a fine ottobre, per un viaggio solitario già ribattezzato “in fuga dall’inverno”. L’idea è puntare verso il sud della Spagna via treno, modalità inter-rail dunque. Percorso minimo Ventimiglia-Valencia (con rientro in aereo low-cost). Prometto ricca documentazione fotografica!
I come Ignorant: in questa voce voglio mettere dentro un sacco di persone, a partire da me fino al Re degli Ignoranti (Celentano, da ultimo per la sua polemica superficialona sui mari inquinati della Liguria). “una cosa sola so: di non sapere”, diceva..... Appunto! In realtà la mia mezza cultura va benissimo, perché normalmente la gente che mi circonda ne sa ancora meno! Quindi a seconda delle volte passo per un esperto di diritto, di natura, di lingue, di sport, di food&beverage. Semplicemente, dove non arrivo con la cultura io supplisco con una “sparata ragionata”: ecco, il mio mestiere doveva essere Aestimo. Con i pochi dati in mio possesso riesco sempre a fare una ipotesi verosimile che poi, con innata nonchalance, propino ai presenti… Un po’ mi vergogno a dirlo, ma quanta gente ci casca!
J come Johnny: il cagnetto cresce bene. Ancora molto giocherellone (in certi momenti è impossibile lavorare con lui che ti morde le scarpe), troppo amichevole coi forestieri, un appetito da profugo africano (per fortuna che non lo manteniamo a scatolette!). Ormai ha preso pieno possesso del suo territorio, conosce le nostre abitudini lavorative e non: se imparasse a mettere nel cesto la frutta che comunque stacca dalla pianta…
L come Lorenzo Lamas: altri non è che il Reno Raines di “Renegade”, ex-poliziotto ingiustamente accusato di omicidio, ora cacciatore di taglie a bordo della sua Harley per California e dintorni. Al anocher questi si contende il mio piccolo schermo con il Teo Mammuccari del sempre divertente “Cultura Moderna”. Per i buongustai segnalo le 2 co-conduttrici Juliana e Lydie.
M come Motori: non ci siamo per un cazzo. E non parlo tanto delle impietose classifiche di Ferrari e Valentino Rossi (quest’anno i titoli mondiali prendono altre strade… come l’anno scorso, a pensarci bene!). Qui voglio fare un discorso che tocca tutti e polemizzare contro l’uso dissennato di Autovelox, Photored e diavolerie tecnologiche affini. E’ mai possibile che ogni volta che ti appropinqui ad un semaforo tu debba sperare che questo sia rosso? Sì perché se lo vedi verde in lontananza, non ti resta che pregare che quando ti ci troverai sotto non diventi giallo. La telecamera è lì, pronta ad immortalarti. Seguono a breve 154 Euro di multa e, soprattutto, 6 punti in meno sulla patente. Ora, in teoria passare col giallo è lecito, perché il semaforo dovrebbe rimanere di quel colore circa 4 secondi, sufficienti a sgomberare l’incrocio, prima di diventare rosso. Ma vi garantisco che non è (più
così. E nemmeno è vero che quando c’è la fila il photored non scatta. E’ l’ennesimo sistema che hanno inventato le amministrazioni per fare cassa, camuffando il tutto con una bella campagna sulla sicurezza stradale. Degli autovelox, fioriti come funghi nelle 2 province di mie competenza, Mo e Bo, nemmeno voglio parlare. Ma vi rammento che essere beccati 40 km/h oltre il limite previsto in quel punto (che sempre saranno i 50/60 km/h, naturalmente in pieno rettilineo), comincia a comportare conseguenze penali che vanno oltre la semplice(?) ammenda.. Dalla mia acidità discende che io sia già caduto sotto tale mannaja: in realtà no, non ancora almeno!
N come Note: musicali, of course. In questa lettera voglio dirvi dei miei progressi con la chitarra. Obiettivamente i problemi al costato mi hanno impedito di suonare negli ultimi 4 mesi, ma ormai si è avviato un processo per il quale ogni canzone che mi piace viene ascoltata con orecchio diverso. Di seguito se ne identifica titolo ed autore, la si va a scaricare da internet (e da lì sul mio ricchissimo Ipod) rigorosamente con testo ed accordi. E poi la si prova. Proprio ieri sera mi sono reso conto, quando F. ha abbassato il volume dello stereo perché disturbava i vicini, della fortuna che è vivere in campagna per un aspirante chitarrista. Io posso strimpellare, gorgheggiare, scannare un maiale a qualsiasi ora del giorno o della notte senza che alcuno venga seccato. That sounds good!
O come Omicidi: la curiosità della gente trovo che d’estate raggiunga livelli morbosi. Ora, se questa si limita alle “botte di vita” di star e starlette, poco male. Non accetto invece il malcostume di “sbattere il mostro in prima pagina”. Capisco che ad agosto il Belpaese sia chiuso per ferie, quindi fisicamente non possa accadere nulla che riguardi il mondo del lavoro, della politica, della scuola. Da ciò non discende il corollario che alcuni fatti di cronaca debbano assurgere a primaria rilevanza nazionale. Prendi il delitto di Garlasco. A prescindere dal fatto che poi il colpevole sia il fidanzato (ex, pardon), la gemellina del piacere o pincopallino, non vi sembra che un assembramento di giornalisti(?) che inseguono un ragazzo all’uscita da casa rivolgendogli domande del tipo: “ma se non sei tu l’assassino, allora chi è?”, sia grottesco, vigliacco, inutile e non per ultimo illegale?
P come Politica. Morissi qua se ho mai cominciato a sfogliare un quotidiano prima di pagina 20: io la politica, in una Repubblica delle Banane come l’Italia poi, proprio non la reggo. Tanti mangiapane a tradimento come quelli che siedono, in Parlamento come sui banchi dei Vostri Consigli Comunali, non esistono in nessun’altra realtà. E poi, l’elettorato! Scommetto che se Corona fondasse un partito, un 2-3% di voti li prenderebbe subito. E con quelli ricatterebbe il mondo. Esattamente come fatto finora dunque, essendo i vip personaggi di un certo peso politico-mediatico, quando non proprio senatori e deputati. Del resto si sa, col nostro sistema anche un Mastella, un Bossi o un Pannella(!!!) possono tener in scacco Maggioranza e Opposizione, figuriamoci Corona-che-non-perdona… ma va a cagher, veh!
Q come Quadro. Già ragazzi, la pittura mi appassiona sempre più. Pensate che una delle ultime volte che sono andato in ufficio ho trascorso tutta la mattinata a cercare sul www, per poi ordinarne una stampa, una tela di Pissarro che avevo visto ad Amsterdam. Ad ottobre poi volevo andare a Siena a vedere la mostra tematica su Ingres… qualcuno viene conmigo?
R come Roma caput mundi. Non parlo qui della città più bella del mondo, ma della squadra più forte del mondo. O perlomeno quella che gioca il miglior calcio. Quando vedo giocare la Magica io mi diverto sempre, mentre la noia mi pervade mentre vedo Cambiasso o Almiron con la palla tra i piedi, o lo sterile fraseggio del Milan
S come Simoncelli. Por supuesto che pochi di voi lo conoscano. E’ un centauro, corre in 250, che quest’anno propone gare molto più avvincenti di quelle di Valentino, Casey & Co., ma soprattutto è un romagnolo verace. La sua intervista a caldo dopo la caduta ad Assen è finora il momento più entusiasmante del motomondiale: “Cosa posso dire? Lo sappiamo che questa pista è una merda”. Così, in mondovisione!
T come Tempo libero. Per me non ha senso una vita tutta di corsa. O meglio, mi piace correre se so che questo mi regalerà poi preziosi attimi di relax (Take it easy, summer hit del carneade Mika). Tipo, torno a casa ai 200 km/h per avere 5 minuti in più per leggere il giornale, guardare la Tv, semplicemente dormire. In settimana lavoro anche dopo cena per poter staccare completamente la spina nel weekend. Capisco che il mio mood of life non sia aderente a quanto richiesto dai guru della società contemporanea, ma io non so ke farmene di Porsche, villa con piscina, cameriera e badante per figli e genitori se poi io non sono mai libero di godermi il tutto. No?
U come Unità. Quest’anno facciamo filotto. All’UniBo, che tra l’altro è anche quella Nazionale, sono già stato. All’UniMo andrò al più tardi venerdì 7 p.v. per sentire J.Ax (un urlo per gli Articolo 31) coll’amico C., mentre il primo e unico passaggio a Reggio è fissato per sabato 15: ci sono i Nomadi in concerto! Ma al di là del casus belli che di volta in volta mi schioda da casa, il Festival dell’Unità ha quel certo che di casereccio, di rosso, di gratuito che è un delitto non andarci.
V come Vacanze con la propria donna. Io la vedo così: non c’è niente di più bello che prendere su e andare via con la persona che ami. Credo che tutti abbiano sperimentato questa cosa, quindi non mi dilungherò. D’altro canto non c’è niente di più angoscioso che andare via con la tua ragazza se non la ami più o comunque la passione è ormai spenta. Proprio ieri sera uno spassoso Harrison Ford ammoniva la turista in vacanza col fidanzato che “questa è un’isola: se l’amore non ce lo porti tu, qui non lo troverai di sicuro”. Anche a me capitò, dopo mesi in cui si stava insieme ma in pratica ognuno faceva la sua vita, di trovarmi alla vigilia delle ferie con l’incubo di 15 giorni davanti, dover lasciare le mie cose, i miei amici, i miei divertimenti grandi o piccoli per ritirarmi con lei su uno scoglio in mezzo al mediterraneo: non ebbi il coraggio delle mie azioni, ma lo giuro su quanto ho di più caro, non sarò mai più falso e codardo come allora. Tanto più che, sentito da varie colleghe matrimonialiste, l’inizio dell’estate è il periodo nel quale sempre più coppie scelgono di dividersi, non sopportando l’idea di trascorrere 7/15 giorni di niente col proprio partner. Sono certo che a molti di voi fischieranno le orecchie, io, come detto, ho già dato!
Z come Zodiaco. Diciamolo chiaro e tondo: fino a qualche anno fa quel poco che sapevo al riguardo mi derivava dalla visione dei “cavalieri dello zodiaco”, cartone animato della mia adolescenza. Pian piano mi resi conto che l’argomento era molto utile nel primo approccio con le ragazze (“sforzandoti al massimo riesci – a dire se toro sta ben con pesci”, Te la tiri, by 883) ma questo ancor non mi bastava: sapete che non riesco ad interessarmi di una cosa solo perché poi ne potrei avere un tornaconto. Ci è voluta la cara F. a dare nuovo impulso alla mia indagine: perché sì, io ho sempre creduto che i pianeti influenzassero il carattere delle persone, ma era una constatazione empirica, e lì moriva. Ora, pur continuando a non leggere gli oroscopi e a diffidare di stregoni e fattucchiere, guardo con vivo interesse al mondo esoterico. Vi terrò aggiornati al riguardo!
5 Aug, 2007
D'Artagnan
5 Jul, 2007
Zero Assoluto
Inutile dire che per un po’ avevo pensato che anche per te potesse esserci tra di noi qualcosa di più di baci e fuggevoli rapporti in auto. Eri carino simpatico e intrigante. Ma evidentemente non era. Ad ogni modo, c’è un tempo per ogni cosa e il tempo è chiaramente scaduto. Un ultimo saluto. (Omissis)
Ciao ragazzi! Come è cominciato il vostro luglio? Il mio col bel messaggio d’addio che leggete qua sopra. Non vorrei drammatizzare, erano alcuni mesi che con questa M. non ci si vedeva. Sapete che dal mio viaggio ad Amsterdam l’unica ragazza che frequento è la cara F.; probabilmente, visto che la settimana dopo mi sono ammalato, non l’avrei rivista comunque. Ad ogni buon conto, registro che la mia millantata agenda piena di ragazze disponibili va dimagrendo (un po’ come me!) di giorno in giorno.
Ma oggi è giornata campale per un altro motivo: mi sono arrabbiato. Di brutto e col mondo intero. Sfortunatamente ero in ufficio da solo e il cestino ha dovuto subire il mio raptus. Per la cronaca, non ha avuto scampo, ma almeno non ha sofferto.. Perché adesso è ufficiale: la situazione mi è completamente sfuggita di mano. Mettiamola così: mi sono ammalato, e ho dovuto fare delle scelte, dei sacrifici dolorosi, un po’ come le piante d’estate quando non trovano più acqua nel terreno per nutrirsi. Prima sacrificano alcuni frutti, poi perdono tutte le foglie. Infine la scelta più dolorosa: lasciar cadere i frutti, che rappresentano la possibilità di proseguire la vita in nuove piante (in teoria gli uccelli mangeranno i frutti e sputeranno i semi, dai quali le nuove piante, in giro) o sacrificare se stessa cedendo ai frutti, che qui potete vedere come figli, la poca linfa vitale. Io sono arrivato a questo punto, e poiché non mi va di crepare a 33 anni, debbo tirare i remi in barca a tempo indeterminato lasciando che tutto il resto intorno a me vada a puttane. Di questo mio dolore al costato finora non ci hanno capito nulla, soprattutto non intervengono con decisione per capire perché ormai faccia fatica anche a digerire un riso in bianco o perché abbia mancamenti quasi quotidiani. In questa condizione anche i rapporti che ero riuscito a preservare sono più che a rischio. In campagna semplicemente non ho forza per lavorare: ho provato a farlo sabato, fino al lunedì mattina non stavo in piedi. In ufficio tengo botta, solo che la parte più importante del mio lavoro non si svolge dalla scrivania.. Rapporti interpersonali, beh, ai minimi storici. Vorrei essermi rotto una gamba: Almeno la gente saprebbe che sono a letto ingessato e non mi cercherebbe. Così invece finisco per rifiutare tanti di quegli inviti che prima o poi la gente si stancherà di invitarmi, visto che la mia malattia è poco chiara e uno la scambia per sfaticatezza..
Oggi, all’ennesima richiesta di un cliente se gli avevo fatto quel lavoro, e alla mia ennesima risposta negativa, lui mi ha congedato, io ho riagganciato il telefono, l’ho buttato nel cestino e ho calciato il cestino contro al muro. Non ne posso più!
Prima di ciò avevo fatto delle ricerche su internet per provare a capirci io qualcosa e di conseguenza a chi rivolgermi per avere aiuto: oh, coi miei sintomi potrei avere di tutto, dal diabete, all’Aids, alla pleurite, a stress da lavoro(!). Quindi sono punto e a capo. Non so nemmeno perché sia qui a scriverlo. Ma fra 15 giorni comincio a raccogliere la frutta, lì non posso defilarmi. E sono già nel panico..
POST SCRIPTUM: onde non annoiare nessuno con altri post medico-piagnucolosi, comunico che il blog è sospeso fino a data da destinarsi, cioè fino alla mia guarigione. Domani sera sarà un’altra giornataccia: dovrò dire a F. che non me la sento di prenotare per Copenhagen
1 Jul, 2007
Buon Compleanno
Yo se que no he sido un santo, pero lo puedo arreglar amor – No solo de pan vive el hombre y no de excusas vivo yo – solo de errores se aprende, y hoy se que es tuyo mi corazon..
Il fantastico duetto Alejandro Sanz – Shakira ci introduce al weekend, e non è un fine settimana qualsiasi: QUESTO BLOG COMPIE UN ANNO (ED IO COMPIO UN ANNO DA SINGLE)!
Correva il primo luglio 2006, sabato sera, quando la mia mujer ordinò la resa dei conti davanti a 4 tigelle e 2 sottaceti. Molta acqua è passata sotto i ponti, molte le cose che ho fatto, le persone che ho conosciuto, i luoghi che ho visitato. Ma lo smarrimento di quella sera è ancora scolpito nel mio cuore. Perché io non ho rimpianti, ho sempre fatto quello che volevo: non ero in effetti pronto a sposarmi, e meno che mai a metter su casa e famiglia. Non con lei almeno, per quanto le volessi un gran bene. Inevitabile arrivare al punto di non ritorno.
Solo che non si è mai pronti per dirsi addio, meno che mai dopo aver fatto un pezzo di strada così lungo insieme. E così, se “quando nasce un amore è l’universo che si svela, mille parole in una sera” (F. Mannoia), quando finisce è l’esatto contrario: non c’è più un cazzo da dirsi. Ed io non ho proprio più parlato con lei da quella sera, se non di amenità in occasione dello scambio di auguri per le feste comandate. La cosa è sommamente triste, perché non è che dovesse finire per forza così: so che la cara F. ad esempio mantiene rapporti cordiali coi propri ex, mentre G. mi va in depressione dopo la fine di una storia. C’è chi ha ritorni di fiamma, magari anche per una sola sera.. Noi niente! Insomma, per riallacciarmi all’incipit musicale, non posso nemmeno dire: “ay amor, fue una tortura perderte”.
Peraltro io non credo alle coincidenze: esattamente un anno fa vidi in televisione “Il santo”, film con Val Kilmer nei panni di un ladro internazionale che ad ogni colpo cambia identità, cioè travestimento e soprattutto nome, sempre però quello di un santo Cattolico. Qui nella fattispecie è Tommaso Moro (francesizzato in Tomà Morò
, personaggio che mi colpì a tal punto da diventare il mio pseudonimo in questo diario on-line. Beh ieri sera, in occasione del primo anniversario, Rai3 me lo ha giusto mandato in onda..
Altro assolutamente positivo da segnalare nel weekend in corso: Valentino Rossi ha battuto alla grande Stoner, rilanciando la propria candidatura nel mondiale. Guardate, è stata una liberazione. Quest’anno il binomio Ducati-Bridgestone è più performante del duo Yamaha-Mìchelin. Il titolo è destinato ad andare a Casey Rolling-Stoner (così soprannominato per la sua innata tendenza, fino all’anno scorso almeno, a finire gambe all’aria), e la cosa sembra già pacificamente acquisita dagli altri piloti. Ma non da Vale, che tiene la fiammella accesa con classe e grinta. Proprio quello che ho cercato di mettere in campo io negli ultimi due mesi, per fare le mie cose sopperendo alla totale mancanza di forza. E venerdì ho messo a segno un colpo professionale che da solo può riscattare tutto il primo semestre 2007.. Speriamo bene!
21 Jun, 2007
A la mer
It’s not easy – to be- me.. E questa frase (successo degli Hoobastank) non sta bene in bocca solo a Peter Clark alias Superman, ma pure a me (e a tutti coloro che hanno una doppia vita, direi). Ma per “doppia vita” non intendo niente di romanzesco, drammatico o trasgressivo: basta semplicemente aver capito di non trovare equilibrio e soddisfazione svolgendo un solo lavoro, frequentando solo un ristretto gruppo di persone, amando una sola donna. Tralasciando quest’ultima voce, di cui dico a parte, sto ora facendo i conti con una realtà nuova: non riesco a prendere dappertutto. Niente panico, mi direte, è normale. Ma solo perché voi non conoscete il funzionamento(?) del mio cervello. Quando ho fatto una cosa alcune volte, vuoi semplicemente il tragitto da casa al lavoro, vuoi la crono-scalata dell’Abetone, io assegno a questa cosa un tempo ics; che però, attenzione, è sempre il tempo impiegato la volta che ho fatto meglio. Questo perché bisogna sempre avere l’obiettivo di migliorarsi, ma poi fondamentalmente perché io tendo a strafare. E quindi mi ritrovo fin dal mattino ad inseguire una serie di impegni che, per carità, “tempari” alla mano si incastrano alla perfezione, ma che lasciano poco margine all’imprevisto, al contrattempo. E soprattutto richiedono un dispendio di energie che io adesso non ho. Questo è il mio dramma da due mesi a questa parte. Certo, il dolore al costato è diventato un mero fastidio, ma quello che si guarda la mattina nello specchio non è il Thomas Moro di Amsterdam, per intenderci. E’ la sua controfigura, insicura e un po’ piagnucolosa per non poter prendere nuovi impegni e, quel che è peggio, per non riuscire a rispettare quelli già presi da tempo. Comincio ad avvertire la sfiducia nella gente, che non capisce perché la mia campagna sia incolta, perché esca di rado con gli amici, perché non rispetti gli appuntamenti coi clienti e perché non dia corda alle ragazze che pur mi cercano.
Almeno per quest’ultima voce ho una spiegazione che dovrebbe essere comprensibile ai più: attualmente frequento una ragazza con la quale sto davvero bene. E’ una situazione “speciale”, perché a me non capita spesso di trovarmi bene, in sintonia su tutta la linea (o almeno sulle cose che giudico importanti in un rapporto) con una donna. Ho saltato a piedi pari tutti i pregiudizi del caso, e mi sono lasciato coinvolgere in mille cose che, sarà anche per la situazione di precarietà nella quale ci muoviamo, riescono sempre fantastiche. Prendi la domenica al mare da cui il titolo del post. Andati giù sabato in tarda sera, abbiamo passato 24 ore magiche tra letto, spiaggia, tavolo e lido, dove anche un piccolo incidente domestico, col suo fragore di piatto che va in mille frantumi, mi ha fatto capire che sì, ero sveglio e felice di essere lì. Non voglio romanzare ulteriormente, ma ecco, per mille cose che sembrano sfuggirmi di mano ce n’è una nuova che si afferma..
Angolo Latinorum (Doctum doces)
"Cynthia prima suis miserum me cepit ocellis, contactum nullis ante Cupidinibus" incipit dalle Elegie di Properzio, traducibile in "Cinzia fu la prima a rapirmi coi suoi begli occhi, me infelice, non ancora toccato dalla passione". Notare quel "miserum me" che fa molto l'intercalare di Paperon de Paperoni "me tapino", appunto
