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4 May, 2007

De Profundis

Inviato da cinein 00:14 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Cosa mi aspetto dal domani? Sole in faccia no – ma in fondo io ci spero ancora – che tu ci sia nel mio domani.. Ecco a voi i Lunapop, cioè quando Cesare Cremonini aveva ancora qualcosa da dire.

 Io non sono affatto preoccupato per il mio domani, epperò… Capita che mi trovi costretto a letto da 10-giorni-10: un fottuto virus mi regala febbre ma soprattutto tosse. La tosse ha dapprima messo alle corde i miei addominali e in breve la schiena si è bloccata. Poi mi ha provocato una pleurite (infiammazione acuta) al polmone destro. I tempi di recupero si dilatano di giorno in giorno, e la cosa mi mette in ambasce. Io lo so che la salute è la base: quando F. mi fece le carte, io chiesi dell’amore, certo, ma subito dopo della salute, e lei trasalì. “nessuno me la chiede mai”. Io non temo niente e nessuno quando sto bene, le dissi. Chiusa parentesi.

D’altronde ho avuto modo di staccare per un tempo incredibilmente lungo: diciamo che dalla partenza per Amsterdam (6 Aprile) non ho ancora ripreso contatto con la realtà 1) del lavoro; 2) degli amici; 3) di ogni altra cosa/persona che riempiva le mie giornate. Vedete, ho come l’impressione che questo lungo stop, proprio in questo momento, sia la classica ciambella di salvataggio che ti viene lanciata dall’alto, ma da molto in alto..

Perdonerete il misticismo della riflessione, ma in questa inusuale malattia e successive ricadute ci vedo la volontà di riportarmi coi piedi per terra, e farmi ricordare cosa vuol dire “stringere i denti”, insomma che uno deve soffrire per arrivare ai propri traguardi, piccoli e grandi.

Ma io? Aiutiamoci col blog, che poi è la mia memoria storica: che obiettivi mi ero dato per il 2007 nell’ultimo post dell’anno?

 

 -          Professionalmente, mi ero riproposto, molto semplic(istica)mente, di dare seguito a quanto di buono avevo fatto nel 2006: beh, dopo i primi 4 mesi c’è da arrossire! Sto lasciando cadere gli inviti di nuove proposte e collaborazioni che comunque mi pervengono, non mi aggiorno, proprio mi disinteresso. E in campagna, veramente incredibile, idem. Mi vergogno quasi a scriverlo, sono troppo molle per essere vero, non ho fatto uno sforzo quest’anno: appena è arrivata la fatica, mi sono fermato. La stanchezza, ho chiuso gli occhi. La ragazza, le ho aperto la porta. Gli amici, li ho raggiunti. Così non andrò lontano, anzi, per me si è già al capolinea.. Benedetta malattia!

  -          Las mujeres: bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Se l’obiettivo dichiarato era “trovare la morosa”, siamo ancora fermi al palo del 31/12/2006. Sulla mia rubrica ragazze libere che abbiano i crismi della “sperata compagna” non ce ne sono. Ho però trascorso tanti bei momenti (e non parlo solo di sesso, sed etiam) in squisita compagnia, perciò vi dico: magari fosse andata sempre così! (anche se B. è rimasta più di un sassolino nella mia scarpa..)

 -          Mis amigos: comunque la giri, sbagli. Alla soglia dei 33 ho accettato serenamente che una (grossa) parte delle persone colle quali uscivo un tempo (neanche così remoto, eh) non la si vede più in giro. Periodicamente si va ad un matrimonio, regalo contro abbuffata, e ti saluto mingone. Dopo tot tempo verrai ricontattato per il battesimo del primogenito.. Senza rancore sai, ma te’g vee po’ tè! Resta comunque tutta quella schiera di soggetti “putti”, che io non ritengo né migliori né peggiori dei primi, più qualche fuoriuscito, cioè qualcuno che interpreta “sportivamente” il rapporto coniugale. Qua dentro stanno i miei migliori amici e.. vi stupirò: il mio rammarico non è per il tempo che passa e gli amici che ho perso per strada, ma per non riuscire a fare che poche cose coi ragazzi ancora vivi. Dai raga, tutti in Brazil con me il 17. Poi magari si torna, magari no..

 OMNIA MUNDA MUNDIS: testuale citazione da “l’insegnante va in collegio” (che CULtura, eh) fatta dal prete per spiegare come ai puri (cioè a sua nipote, Edvige Fenech!) tutto sembri trasparente, puro insomma

1 May, 2007

Ma Pulce, where is?

Inviato da cinein 00:21 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Titolo demenziale (solo per chi non ha visto l’ultima pubblicità della Wind, con Aldo Giovanni e Giacomo che giocano a una specie di nascondino), perfettamente in linea con l’idea che mi è balenata in testa: rivisitare l’immortale opera Pirandelliana “6 personaggi in cerca d’autore”.

Tale decisione è stata presa in stato catatonico, febbre a 38 e tosse rabbiosa; niente di più facile che, guarito e rinsavito, il progetto venga abbandonato. Mi piace però pensare di poter impattare un mondo trasversale come il teatro con un mio lavoro. Ancor più mi lusinga credere che qualcuno un giorno si prenderà la briga di mettere in scena un frutto della mia mente malata.

 

Bando alle ciance, il plot a grandi linee sarà questo. Un ragazzo, di buona famiglia e di altrettanta cultura, si sveglia una mattina d’inizio estate e realizza di essere in braghe di tela. Persa la morosa (la ragazza mi ha lasciato è colpa mia, Vasco), il lavoro che va e viene, gli amici che uno dopo l’altro si accasano e salutano (così io, vedo le fedi alle dita di lui, che porco giuda potrei essere io qualche anno fa, 883). Il personaggio è invero interessanteTongue out, ma non spiaccicherà una parola in tutta l’opera. Sì, A. è muto, anche perché l’unica persona che potrebbe interpretarlo degnamente ha l’erre moscia e quindi, per i dettami del teatro professionistico, non è in gradoFrown di recitare.

Veniamo ora ai protagonisti, i fatidici 6 del titolo. Sono tutte donne, tutte possedute (vuoi proprio in senso biblico, vuoi in modo più platonico) da A. nel periodo successivo alla sua “presa di coscienza”. Le 6 dell’Ave Maria prima si alterneranno poi e sempre più si sovrapporranno sul palcoscenico, perché vedete, il leit motiv di quest’opera è: “ma a uno le ragazze devono per forza piacere una alla volta?”.

 

Ai miei affezionati lettori debbo una spiegazione in più: questo lavoro non sarà semplicemente la messa in scena del mio blog (anche se la trama lo ricalcherà a grandi linee). Vorrebbe essere una specie di “Sliding doors”, ma al cubo, anzi alla sesta! Cioèprovare ad immaginare come avrebbe potuto/dovuto proseguire ogni singola storia, e portare alle conseguenze estreme l’intreccio. Per esempio io, oggi come oggi starei frequentando contemporaneamente 6 donne (10 ragazze per me posson bastare…. Però io muoio per te! Lucio Battisti, no?). Tuttavia non voglio reggerne i fili: i miei personaggi non sono burattini e io non sono un puparo. Non sarà un pollaio e io non farò il gallo (del pulito). Penso di lasciar andare a nastro libero per un bel pò i dialoghi: la fantasia non mi manca! Poi, accumulato pagine di materiale, vuoi con un sapiente taglia/cuci, vuoi con gli escamotage del mestiere (perdita della memoria, illuminazione divina, ecc), mi ritroverò il capolavoro tra le mani.

Sicuramente ora vado a rileggermi l’originale di Pirandello, ma non mi sembra che la sua trama abbia niente a che vedere con la mia…

 

MOTTO LATINO

 In medio stat virtus (in alto Fortitudo). Purtroppo, da un punto di vista cestistico perlomeno, quest’anno le cose vanno esattamente alla rovescia, con la Vu nera ormai certa dei play-off e noi Aquilotti confinati nel Limbo (che, mi sembra di capire, nemmeno esiste più;) del centroclassifica.

19 Apr, 2007

What's on

Inviato da cinein 12:47 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Tema del mio intervento odierno è IL CINEMA

 

Approcerò il tema con sano disincanto: per me film è sinonimo di azione, risate, culi (la mia personale Palma d’oro per Tinto Brass, grazie al quale sono assurte all’onore della cronaca, tra le altre, Claudia Koll, Stefania Sandrelli, Laura Antonelli, Francesca Dellera).

 

Niente di strano dunque se i film che ho visto il maggior numero di volte sono: 1) Altrimenti ci arrabbiamo, cult movie con la coppia, italianissima a dispetto dei nomi d’arte, Terence Hill e Bud Spencer; 2) Lo chiamavano Trinità, medesimi attori protagonisti, “venticello” guest star; 3) Attila il flagello di dio (A come atrocità, doppia T come tempesta e terremoto, I come ira di Dio, L come laco di sangue e A come adesso vengo lì e ti spezzo le corna), un Diego Abatantuomo prima maniera; 4) Fantozzi, con Paolo Villaggio costretto alla visione della Corazzata Potionkin (non si scrive così, ndr) durante una sfida mondiale dell’Italia; 5) Rocky Balboa, la maschera di sangue di Sylvester Stallone che invoca Adrianaaaaaaa sul ring; 6) un titolo a vostra scelta dove recitassero(?) contemporaneamente Renzo Montagnani, Alvaro Vitali ed Edvige Fenech.

 

A tutt’oggi aborro le pellicole lente: quindi una croce va posta sui registi “nordici”, da Lars Von Trier a Cronenbergh, passando per tanti semi-sconosciuti danesi e norvegesi. Massimo grado di pericolo anche per un certo cinema francese, vado retro aprioristico per i film “orientali” (cinesi, giapponesi, coreani: fate dei transistor, c’le mèi!).

Ho addirittura elaborato una teoria per la quale ha senso investire 7,50 Euro in un cinema con maxi schermo e 57mila dolby surround solo per vedere film d’azione, con effetti speciali e colpi di scena a go-go. Una pellicola girata in uno sgabuzzino, con 4 attori e 3 dialoghi in croce, può tranquillamente essere goduta sul divano di casa: il vostro televisore sarà più che idoneo allo scopo!

 

Ciò non toglie che ultimamente, sarà che di “boiate” ne ho già viste abbastanza, sarà anche e soprattutto grazie ad F. e M., io stia spostando la mia attenzione su spettacoli un minimo più impegnati. Sabato, ad esempio, mi sono sciroppato “Centochiodi”, ultimo (temo in senso assoluto, visto l’età anagrafica del regista) lavoro di Ermanno Olmi, dove anche un Raz Degan (non bevevo Jagermeister perché… sono fatti miei!) fa la sua porca figura.

Per giunta mi piace sempre più andare a teatro, nonostante i biglietti abbiano prezzi non modici (30 euro sono un trentesimo di uno stipendio medio, eh!), e lì, dall’avan-teatro al Lago dei Cigni, non ho davvero preclusioni di sorta. Noto che la mia ignoranza in materia è evoluta prima in curiosità ed ora in interesse. Con l’arrivo della bella stagione faccio conto anche di vedermi alcuni concerti (io stesso suono più volentieri all’aperto): Vasco all’Heineken Jammin Festival, quest’anno a Venezia, unica mia data certa!

 

Hasta luego, amigos

12 Apr, 2007

Westlandgracht

Inviato da cinein 19:30 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Sottotitolo: Io ed F. ad Amsterdam

 Considerata la meta del nostro viaggio, prevengo subito le vostre 2 più scontate domande: sì, ho guardato con interesse le famose “vetrine” della città, ma non ho consumato; no, nei coffee-shop non ho nemmeno messo piede. Dunque, che cakkio ci sono andato a fare fin là in cima?   

Andiamo con ordine: intanto si trattava, per usare una metafora calcistica (tra l’altro poche soddisfazioni in questo campo in mia assenza), del classico pallone che spiove verso di te al limite dell’area. Palla carica d’effetto, sì insidiosa che 9 su 10 o la lisci o la calci in tribuna, ma troppo invitante per tirarsi indietro!

Peraltro io lo so che, non possedendo qualità particolari o una volontà di ferro, cioè quelle cose che fanno emergere un uomo sulla distanza, per “fare del bello” debbo giocoforza puntare tutto sull’exploit; e sulla mia innata capacità di cavalcare l’onda, cioè sul capire quando passa quella giusta. Ora posso dirlo, anche stavolta ho visto bene.  Del resto, ricorderete, avevo un solo vero dubbio al riguardo: il viaggio in treno, 19 ore con cambi a Bologna, Milano e Basilea, che poteva spezzarmi le reni ancor prima di toccare il suolo olandese. Non è stato così (sentito ringraziamento alla mia schiena), e anzi, due ore dopo l’arrivo in stazione centrale già mi aggiravo per l’Hortus Botanicus di A’dam. Nei giorni a seguire abbiamo visitato i musei dedicati a VanGogh (gli “Iris” il suo quadro più bello in esposizione, n.d.r.), a Rembrandt (ma non solo, al Rijskmuseum trovate tra gli altri un certo Vermeer) e ad Anna Frank (sì, proprio la bambina autrice del diario che leggevate alle medie, l’ebrea nascosta in una casa, ora museo, di Amsterdam, alfine scoperta e poi morta nel campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen); abbiamo fatto una romantica crociera in battello lungo i canali, ammirando palazzi e rasentando house-boat (case galleggianti) in un ingegnoso sistema di dighe e chiuse; abbiamo mangiato le prelibatezze della cucina olandese a mezzogiorno, mentre la sera veniva dedicata ai menù internazionali (Tibet ed Indonesia, segnatamente).  Il sistema dei trasporti è efficientissimo (anche il nostro hotel, lontano ma pulito, era ben servito), il clima frizzante (temperature da fine inverno ma con cieli sereni), la gente educata e poliglotta. Insomma, le giornate mi sono passate da Dio, e di questo va dato il giusto merito ad F.  Io non sono un piantagrane, mi ritengo anzi un tipo accomodante, ma ciò non basta a giustificare la perfetta intesa che si è creata tra di noi. Notate che con F. avevo finora passato “solo” varie belle serate, ma questi 6-giorni-6 trascorsi insieme mi hanno fatto conoscere una persona di cultura, bella a tutto tondo (riferimento voluto alle rotondità anatomiche Tongue out ;), capace di proporre ma anche di ascoltare e lasciarsi guidare. Vorrei dirne di più, ma il suo diritto alla privacy mi trattiene la mano. Quindi dico solo “grazie di aver pensato a me per questo viaggio”, e  “in bocca al lupo per le maggiori sfide che ti aspettano da qui a breve”  

A beneficio di chi intenda recarsi nei Paesi Bassi, pubblico i nomi dei giorni della settimana in olandese, abbreviazioni fondamentali per capire gli orari dei tram: ZAterdag (sabato), ZOndag (dom), MAandag (lun), DInsdag (mar), WOensdag (mer), DOnderdag (gio), VRijdag (ven). BUON VIAGGIO!

4 Apr, 2007

Paolo Fresu chi?

Inviato da cinein 11:03 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Cominciamo da qui: come troppo spesso ancora mi capita, ho millantato qualità/possibilità che non ho o comunque tutte da verificare. Trattasi nella fattispecie del Cd di Paolo Fresu; quando mi è stato chiesto se potevo scaricare dal web alcune canzoni di tale autore e farne un cd, io ho prontamente risposto di sì. Solo dopo ho scoperto che stiamo parlando di un Jazzista e soprattutto che suoi brani on-line se ne contano sulle dita di una mano. Nessuno dei miei amici, ovviamente direi, sa manco chi sia Paolo Fresu. Morale, o mi compro il cd originale (vade retro Satana) e lo masterizzo, oppure dico: scusa, mi sono sbagliato, sono un parolaio Laughing. Trattasi di sega mentale direte voi, ma serva quantomeno a far capire che non è che on-line ci sia proprio tutto…

 

“Ti regalo le mie scarpe, sono nuove, prendi anche qualche libro, può servire, saprò alzarmi in volo, e vedere dove sei, ti manderò, a dire goodbye”. Parole e musica dei Nomadi per salutarvi before I go. Venerdì in tarda mattinata si parte per Amsterdam, e per varie (invero guzzanti) circostanze credo che non riuscirò a salutare personalmente che pochi amici: lo faccio dunque con queste due righe, accludendovi i miei migliori Auguri di una serena Pasqua.

Vi dirò, intanto ho serenamente superato lo choc del lungo viaggio in treno, tant’è che anche il pur breve tragitto da casa mia alla stazione di Bologna lo faccio by train! Poi noto che questa spedizione sta diventando tanto estemporanea quanto carica di significati. Premesso che sono un provinciale, quindi uno che non prende su e va in Olanda come andrebbe alla Coop a fare spesa. Considerato che è la prima volta che “vado in vacanza” con cotanta compagnia e ciò può riservare sorprese, io credo positive. Detto che ad Amsterdam non cerco niente di particolare, ma la città e la situazione offrono tanto, sì che io immagino di tornare indietro con qualcosa (non l’Aids, un kilo di droga o un quadro di VanGogh trafugato, Tongue out).

Insomma, ho voglia di partire! (con te partirò, per mari lontani, che io non ho, veduto e vissuto con te, adesso sì li vivrò, con te, partirò. Andrea Bocelli e Sarah Brightman(?), Time to say goodbye)  MOTTO LATINO (bentrovato!)  

Necessitas non habet legem, espressione sempre di moda quando si ha voglia di fare una cosa e la si giustifica dicendo che in quella situazione non si poteva fare diversamente, anche se poi la legge quella cosa la vieterebbe… Vi dice niente?

  

30 Mar, 2007

Il bivio

Inviato da cinein 10:07 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
Così ti ho perso, e in fondo ho perso anche me, ogni momento c’è stato un bivio da scegliere, destino che ti ha portato via da me, via da me… perché?, perchè? Ho voluto aprire con questa canzone di Stefano Centomo, secondo classificato a Sanremo2007, perché è giunto il momento di guardare avanti. Basta rimuginare sulle scelte fatte davanti ai vari bivi incontrati, e che voi lettori avete avuto modo di osservare e giudicare, almeno con riferimento agli ultimi nove mesi. La prima cosa di cui va preso atto è una amara constatazione, che in realtà avevo già osservato nei miei amici single di lunga data: ogni volta è più difficile innamorarsi! Mi spiego, da luglio ad oggi il mio cuore ha palpitato per almeno 3 ragazze, ma con livelli di “affectio” sempre decrescenti.. E così se S. mi ha spezzato il cuore, B. mi ha lasciato un grande senso di amarezza, mentre G., sarà che l’intoccabilità del suo ragazzo era chiara fin dal principio, mi procura quel minor (?) dispiacere di averla conosciuta nel momento sbagliato. Passiamo oltre, anche perché il presente riserva varie delizie: la Pasqua ad Amsterdam, l’annunciato arrivo della primavera (fidatevi del vostro Bernacca: dopo una falsa partenza e la burrasca dei giorni passati, ora ci siamo davvero), qualche amico pronto ad iniziative e zingarate di sorta, il viaggio in Brasile di fine Maggio. Del resto lo sapete, io debbo muovermi con (largo) anticipo rispetto all’arrivo dell’estate: quando l’uomo del Monte dirà SI’, cioè quando inizierà la raccolta dei primi frutti della mia campagna, non ci sarà sabato o domenica, ferragosto e ferie che tengano. Full immersion nella sauna estiva emiliana, e tanti saluti a quanti furoreggeranno sulle spiagge dei 7 mari (seven seas, come cantavano gli Eurythmics). Quindi, a inizio giugno sarò sbollettato duro, ma per andare a pescare, girare in bici e suonare la chitarra, cioè le attività estive del poco tempo libero, non servono grandi capitali, no? Vorrei scrivere ancora molto, ma sarebbe un po’ rimescolare il calderone: non ho sostanziali novità e, siccome col 2007 il blog non lo intendo più come un’agenda giornaliera ma come un settimanale, preferisco non annoiarvi coi miei moti dell’animo e congedarvi dopo il weekend, sicuramente foriero di buone cose

22 Mar, 2007

AMSTERDAMNED

Inviato da cinein 11:34 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Ragazzi, ho una brillante idea sul da farsi per la Pasqua (resurretio Domini) ormai imminente: un weekend lungo ad Amsterdam. La proposta mi è stata fatta ieri sera e, sinceramente, sia la destinazione che la compagnia sono di mio massimo interesse.

Oggi come oggi l’unico motivo di ragionevole dubbio è dato dalle modalità del viaggio: ho intitolato lo scritto Amster-damned appunto perché andare da Bologna in Olanda in treno (con cambi a Milano e Basel) mi sembra una pena dantesca: avere 5 giorni di vacanza e sprecarne 2 per il trasferimento non ha senso. Saprete certo che esistono molte compagnie low-cost che volano (in 1h e 50) sulla Venezia dei Paesi Bassi a tariffe irrisorie. Mio compito sarà dunque annullare i biglietti già sottoscritti con le ferrovie tedesche (vaaaaaaa bene!) e coi soldi del rimborso acquistare il volo: non fosse un periodo festivo sarebbe anche facile.. we’ll see!

Olanda dunque, monarchia costituzionale e stato più densamente popolato d’Europa, patria dei tulipani e di Vennegoor of Hesselink. E Amsterdam (ed eri contentissima-quando guardando Amsterdam-non t’importava-della pioggia-che cadeva, by Tiziano Ferro), una delle grandi capitali europee che ancora non ho visto, ma che mi chiama a sé fin dai tempi della scuola (era leggenda negli atri del Itc Corni come il prode B. avesse posseduto una pari età dei Paesi Bassi dopo averla fatta fumare/ubriacare), passando per la curva Nord del Braglia (dove si cantava “e la pancia di Dugoni –figlio di un noto scarpaio di Modena, pace all’anima sua, ndr - è in vetrina ad Amsterdam, Amsterdaaaaaaam”), fino ad arrivare agli inter-rail e a tutti gli amici che tornavano raccontando di donnine meravigliose e droghe portentose.

Io dovrei(?) aver ormai superato la fase delle pulsioni giovanili (troie e cannoni), perciò mi sono documentato sulle altre bellezze (arte, cultura, spettacoli, cucina) che riempiranno le mie giornate in loco.

Vi aggiornerò a breve sugli sviluppi

12 Mar, 2007

Hallo? Hallo?

Inviato da cinein 18:13 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
Mi accorgo/mi è stato fatto notare che i miei interventi sul blog vanno rarefacendosi.. Il motivo però non è nulla di particolare, non c’è astio né polemica: semplicemente non ho tempo di scrivere. Né di giorno in studio (sempre fuori per lavoro), né di sera in casa (proprio non ci sono stato alcuna sera). La cosa infastidisce me per primo, questa settimana vedrò di tagliare qualche ramo secco. - In tanta concitazione qualcosa che merita di essere raccontato c’è: vamos a ver! Tanti piccoli segnali sembrano indicare l’avvento (anche se siamo in quaresima: ah ah ah) di un buon periodo: in ordine cronologico direi Fata Morgana, Il ritorno del mio gatto, Lione-Roma 0-2 e Valencia-Inter 0-0, Tribunale di Modena, Festa della donna, Pescara-Modena 2-6. Il tutto contornato da un clima da primavera avanzata, fiori che sbocciano in ogni dove e relativi profumi che si propagano nell’aere. - Fata Morgana: “Lenta processione all’alba nel deserto, fata Morgana ha già cambiato ogni profilo, aspetto a parlare prima che l’illusione si sia mossa, poi scopro il confine che, dall’infinito vola dentro di me, Morgana”, tutto questo per la voce di Piero Pelù e la chitarra di Ghigo Renzulli, cioè i Litfiba proma maniera. Per ora non dico altro sulla donna che mi ha evocato questa melodia; semplicemente grazie, e a bientot. - Il ritorno del Gattino P. (il diritto alla privacy va letto estensivamente agli animali): trattasi di gatto rosso, un apolide che in fine ha preso dimora nel mio cortile, senza però rinnegare un passato da giramondo.. Per farvela breve, sabato 3 l’ho trovato a dormire sul cofano della mia volture.. Non era mai successo in tutto l’inverno, mi ha quasi commosso. - Champions League, ovvero colà dove i presunti fenomeni ritornano Carneadi (Ibra&Co.) e viceversa: ma c’entra che un Amantino Mancini non sia convocato nella Selecao? Gran bella serata martedì 7, grazie ragazzi! - Lavoro: ho sbrogliato una rognosa matassa, nonostante il problema tecnologico dello studio mi tarpi le ali (ciapèss un kanker a Fiorello, Mike e Infostrada: mi hanno staccato Telecom senza che la loro rete mi raggiunga ancora..), ma con la mia collega sulla strada del ritorno l’orizzonte è sereno. - Festa della Donna = Deforestazione del mio albero di mimosa. Sissignore, sperando con ciò di non aver ingenerato nelle beneficiarie di cotanto omaggio floreale l’aspettativa di ricevere ugual trattamento negli anni venturi, vi dirò che quest’anno la mia mimosa è fiorita giusto in tempo perché i suoi rametti profumati potessero trasformarsi in tanti mazzetti-dono. Un motivo poi per regalarla c’è sempre: vuoi per dirle che le vuoi bene, o semplicemente che non l’hai dimenticata, o proprio che ti farebbe piacere passare del tempo con lei; oppure sperando che si ricordi di te al momento opportuno (pseudo colleghe, i clienti languono!).. - Al Modna: le balle stanno in poco posto. Se i canarini dovessero retrocedere, l’annata sarebbe da buttare a prescindere. Non mi abbonavo dal ’99, non esiste che si vada giù con me allo stadio. E sabato 10, puntuale nello scontro diretto, il riscatto dei gialloblù: Pescara sommerso sotto una caterva di gol (non andiamo poi a guardare il pelo nell’uovo, tipo rigori dati/non dati, topiche del portiere, ecc), e Bologna alle porte (assurdo turno infrasettimanale, martedì alle 15). - Per ora passo e chiudo, aspettando riscontri alle mie “sensazioni positive” già domani.. - MOTTO LATINO - Risus abundat in ore stultorum: cioè vedere miei colleghi sghignazzare di un simpatico negretto che chiedeva, in un italiano imperfetto ma comprensibile, lumi all’indisponente impiegata, mi ha fatto venir voglia di andare lì e chiedere chi tra loro avrebbe saputo fare la stessa domanda non dico in turco, ma almeno in inglese… Vedrai che ridere!

2 Mar, 2007

Perchè Sanremo è Sanremo

Inviato da cinein 20:45 | Permalink Permalink | Comments Commenti (1) | Trackback Trackback (0) | Generale
Varie cose sono accadute questa settimana: diamoci un occhiata prima di iniziare il weekend: - Sono tornati in Italia 2 miei grandi amici, l’uno di rientro da mari cristallini e gnocche sladinate, l’altro licenziatosi dalla capitale estera dove lavorava da alcuni mesi. La cosa avrà riflessi positivi già nella serata di domani, e speriamo ancor di più in quelle a venire! - È scoppiata la primavera, (oggi direi addirittura l’estate). Io odio i luoghi comuni (Come stai, ti distingui dal luogo comune, ti piace vivere come sei, e vuoi rispondere solo a te. Vasco), ma capirete il pericolo insito per le mie colture in un eccessivo anticipo della stagione. A parte il fatto che i bacini irrigui sono secchi, quando una pianta inizia il proprio “risveglio” poi non può più fermarsi, nemmeno se il generale inverno torna a far la voce grossa. Gemme aperte a inizio marzo sono a rischio gelata 8 in una scala da 1 a 10. Speriamo bene.. - Sto gestendo bene, in un periodo critico, la pur giustificata latitanza della mia collega: sapete che io sono un perfezionista, e far bene il mio lavoro è fondamentale per poi approcciare positivamente tutto il resto. Anzi, vi dirò di più: domani matiamo il Rimini (Romagna mia, Romagna in fior, tu sei la merda, tu sei l’odor, quando ti penso, vorrei cagare, in quella merda, che chiami mare) e la settimana sarà stata perfetta. O quasi, vai col punto 4) - Donne: dal primo dell’anno ho preso una decisione irrevocabile. Atteggiamento professionale anche fuori dal luogo di lavoro. Cioè dare loro il tuo numero, così come dai il biglietto da visita ai tuoi clienti. Ora, l’obiezione è scontata e ve la accolgo senza problemi: se Brad Pitt va in giro col suo numero scritto sulla maglietta il cell gli prende fuoco in 2 minuti, se lo faccio io magari no, ma… non sottovalutare la potenza di playstation! La verità è che “non ne posso più – di tutte queste storie finte che – si basano sui film – e non ti danno mai – qualcosa più di un freddo vuoto” (Nikki e 883, l’ultimo bicchiere). Quindi, a rompere il ghiaccio ci vado io, 2 chiacchiere e poi sarà lei, se crede, a fare il passo successivo e chiamarmi/smsarmi. A fine mese faremo un bilancio, per ora sono al verde (nova!) - Veniamo al titolo del pezzo odierno: magari non è più come una volta che quando c’era Sanremo il Belpaese si fermava, ma comunque una persona su 4 ha la Tv sintonizzata sul “premm canel”, Baudo e la Stuzzinker, Chiambretti e gli ospiti internazionali, vecchie cariatidi e giovani promesse (vi segnalo Centomo o Certomo). Io amo la musica, non al punto da sciropparmi la diretta dall’Ariston, ma sul mio Ipod le canzoni più belle ci sono già finite. Dicono che son solo canzonette – ma poi però le cantano un po’ tutti… MOTTO LATINO: Nomen omen, traducibile con “nel nome il presagio”, dunque “con Burdisso e Cambiasso non si vince un casso”. Oh, io ci credo ancora, e aspetto buone news già martedì dal Mestalla. Poi magari ci sarà l’effetto domino in campionato..

26 Feb, 2007

Bentrovati

Inviato da cinein 11:33 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale

Giochi coi miei sogni – dimmi perché - Straccio quel numero – e senza di te – Diventerò una star, una celebrità – La gente intorno a me – dovrà capire che – Diventerò una star…

 

Questo breve incipit musicale (hit dei Finley) per far capire che il progetto “Thomas Moro” va avanti. Tranquillizzati dunque i miei attenti lettori, e scusatomi al contempo per il disorientamento arrecato loro dal cambio di indirizzo (many thanks a iobloggo.com, che mi ha ospitato nei 7 mesi precedenti), riprendo da dove ci eravamo lasciati: un bacio d’autore in un tiepido giorno d’inizio febbraio. Ora, sarò all’antica io, o forse (chissà con che diritto poi: bambolina barracuda, Liga) mi illudo che le ragazze con le quali esco debbano essere per forza romantiche, ma c’è qualcosa che non mi torna. L’equazione è invero facile, ma io mi ci perdo sempre: corteggi (mia tròp, an, c’a ne’s sa mai) la donna, crei una situazione gol, magari segni anche (il bacio di cui sopra), e poi? Nella mia testa sei già “a campo vinto”, devi solo lasciare che le cose seguano il loro corso, e ti ritrovi la cosa più bella del mondo tra le mani.. SAI NO? Preferisco ammantare nel dubbio tutto il resto, il nome di quella che mi ha ridotto in ambasce, ciò che osta alla “naturale prosecuzione” del nostro rapporto (chiaramente ho elaborato varie teorie), financo il racconto delle mie ultime “mosse”. Preferisco riprendere il mio ruolo di cronista, ovviamente di me stesso e di ciò che mi circonda, ma sempre in terza persona. Disincantato e disilluso come dev’essere un ometto della mia età.

E dunque, dove può andare a sbattere la testa un bravo ragazzo come me il sabato sera? Ma in centro a Bo (“Bologna per me provinciale – Parigi minore – mercati all’aperto, bistrot – della rive gauche l’odore” omonima di Guccini), zona universitaria, per respirare un’aria un po’ più internazionale, quasi una fuga dalla retorica quotidianità padana. E così ci siamo mischiati ai tifosi del Madrid nel pub a guardare il derby con l’Atletic (1-1 per la cronaca, il sottoscritto col berrettino dei colchoneros in testa); e poi S.P., crogiuolo di razze diverse in 50 mq, rum&fruit ancora assestato sui 3 euro, fino a che mi trovo schiacciato contro Serena, 19 anni, francese dei Pirenei: sai, studio ingegneria… Avrei voluto dirle di quando ero bambino, e portavo il letame dalla stalla alla concimaia. Creavo dei veri grattacieli di sterco, e mi immaginavo un domani ingegnere edile. Ma non mi è sembrato il caso, e non solo perché non avrei saputo tradurlo in francese. Ho lasciato che la calca mi sospingesse più in là, fin verso l’uscita. Oggi, domenica 25 febbraio, ennesima ripartenza di chi non ha poi una meta ben precisa in testa, relax totale: domani c’è da andare a Malpensa a prendere un amico reduce da 15gg di spiagge esotiche. Vecchio storico!

 

MOTTO LATINO DEL GIORNO: Parva sed apta mihi. Trattasi della mia Opel Corsa, che sin da maggio 2000 mi accompagna nei posti più ostici (che sia il centro di una città, dove la parcheggio in un fazzoletto, o le adiacenze del M., dove ispezionano le vetture – do you remember? – in cerca di droga). Magari non fa colpo sulle donne, ma considerato che con un litro di gasolio fa 25 km…

 

 

22 Feb, 2007

nata sotto il segno dei pesci

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A beneficio dei miei lettori, vekki e nuovi, poliglotti e non (meglio se sì, in questo caso), pubblico mia mappa astrale ke dovrebbe illuminarvi sui lati più reconditi del mio carattere: Sun in Gemini, Moon in Sagittarius You were born with the Sun in Gemini and the Moon in Sagittarius. Your individuality appears intellectual, while your personality tends to be emotional. Inwardly you are intelligent and dynamic, and your mind is active. Your keen intellect is given to theoretical ideas and mental speculation. If you could live as you pleased, it would be a nomadic, gypsy sort of existence, totally free to experience new situations and people. In your daily affairs, others see you as restless and unsettled. In dealings with others you are sincere and, unless extremely pressed by circumstances, totally straightforward. Others regard you as a vibrant person. You display a tremendous interest in philosophy and religion, and enjoy developing your own functional ideas. The key to a better integration of your being is to harmonize your inner self, which is primarily intellectual, with your personality, which is more emotional. Ascendant in Capricorn, Saturn in the Sixth House At the time of your birth the zodiacal sign of Capricorn was ascending in the horizon. Its ruler Saturn is located in the sixth house. The sign of Capricorn denotes an existence in which temperament is very important. You will give an image of ambition, persistence, will power, consistency and perseverance. You were born with the tendencies to seek material, social, and, perhaps, even political power. Capricorn tends to a challenging life which forces you to exert all your resources in order to triumph. Because of your tact and prudence, you will be favored with the good will of important people. Your mind is egocentric, rational and you have a natural tendency toward scepticism. Able to work hard, you will bear obstacles and frustrations with patience. You will proceed with prudence in your love life and in all other activities. You will seriously consider all of the ramifications of a relationship, especially the aspects of your independence, and you will not commit yourself to a partner until you are sure of your choice. After that however there is a tendency to conduct a peaceful and quiet life. You are very economical in your daily activities, and if you do not exert some control over this trait, it could appear as rather mean. You are best placed in governmental, municipal, political, or large business organizations where hierarchy is very exactly defined. The key word for your professional orientation is responsibility. This position can give you great great stamina and a capability for organizing work processes. You might tend to overwork and find it difficult to ignore all your responsibilities. Your work and duties will be exhausting because of detail and exaggerated personal requirements. You may also develop difficulties in dealing with subordinates or fellow employees. It is up to you to fully comprehend that these are obstacles imposed by destiny as a result of cosmic considerations and if you are able to understand the cause of these difficulties you will be in a better position to overcome them. Per farvela breve, l'avere la luna in sagittario mi rende amante delle donne straniere, e l'ascendente in capricorno mi tiene legato alla terra. Queste sono verità provate, anke rileggendo il mio blog. Sul resto nn mi pronuncio.. MOTTO LATINO DEL GIORNO ab urbe condita, cioè "dalla fondazione di Roma": voi direte: che c'entra? Ieri sera la Roma ha sfidato il Lione negli ottavi di Champions. Putrido 0-0, ma io non dispero per il ritorno. Forza lupi, son finiti i tempi cupi!

5 Feb, 2007

teimp ed guera

Inviato da cinein 12:02 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
TEIMP ED GUERA – 5/2/07 Dunque, oggi abbraccio una nuova forma di espressione artistica: l’ermetismo. Ciò vuol dire che, fino a data da destinarsi (direi fino all’intervento del Deus ex machina, vedi rubrica più sotto), i miei interventi saranno realizzati in quella lingua che parlavano i nostri padri, e che ora minaccia di andar perduta causa contaminazioni aliene: il dialetto! Qual novello Apollinaire congedo tosto, non senza rimpianto, quanti si perderanno lungo il cammino, e passo alla cronaca. Set sa ghè? Che incò a saun in forma. A srà che dap a tant teimp stanot aiò durmi 8 ori ed fila, a srà che la dànna c’lam pies finalmeint la m’ha dee un bes come Dio comanda, me an nin so, ma incò a saun giree bein. Intant par taker stamateina am saun alvee col sol, c’le seimper un bel alveres. Tra l’eter al giurnedi al taken a slunghères (“par San Zemian 2 ori an fan”;), an ghè menga un frad lòz, in di pree as vad al premmi violi, primuli et margarètti, insama, me a seint aria ed primavera. Da c’la via am saun ank mes un maiunzein rosa, c’al fa un poc efnoc, ma ank tant fighein! Par gnir al daunca (“daunca che se daunca 3 cunchein i fan una caunca”;), id est al tema ed c’al sproloqui kè, a duvi saver che sabet mè zio O. l’à cumpii 90 an. Par i me letòr piò afezioned, le propria c’al zio c’al me gnu ad aiuter a vindmer. Logico che, insam a i me familier a samma andè a fereg i avguri. “Che bela surpresa c’a m’i fat” “an gh’era bisègn ed gnint” (with reference al regal, ‘na scatla ed cuciulatein) “ a iiva propria vòia ed vadrèv”. E po’, a savii cum’iein i vècc, magari i’n s’arcorden quàl ki an fat zinq minut premma, ma s’i taken a descarrer dla lor gioventù, i’t van a tirer fora di particuler ke et ga rest. Ora, la gioventù d’un c’le nee in tal melenovzeintdarsett, l’as ciama fascismo, giovani balilla e, sopratòtt, guèra mondiel. Parchè inco al to prublema le, quand et vee a tor la machina, che i t’lan averta e i t’an ciavee i zogh ed la plaistescion, o mel c’la vaga an ghè propria piò la machina. Ora, a pèrt che in dal ‘treinta dal machini agh n’era poki (i sgnòr i gireven in caròza, i puvràtt bela grazia s’i g’aviven la biziclàtta), tra fascisti e partigian a gh’era gnu un bel casein, e l’era facil fer la fin ed me zia Z., che i partigian i la scambièn par un tedàsc, e i ghe sparènn meinter l’era in ti pree da cà. Par en ciacarer ed tott qui ki ein mort in guera. Me zio O. al g’avè la furtònna ed finir in cuseina, insamma al feva al coq ed la mensa di ufiziel. Lò un sciop an l’ha mai vest, e ierdlà al s’arcunteva alcuni aneddoti c’igh capitènn a lò, tipo la mateina c’al duviva impier la stòvva, la lègna l’era moia e l’an ciapeva mia. Lò agh butè sover d’la benzina.. insamma, a carpè la stovva (agl’eren ed teracota), a ciapè fogh la tànda. E me zio al pasè un brot quert d’ora quand arivè al capitan.. A prèv ander avanti dagl’ori, come peraltro la fat me zio, ma a direv che, come premm interveint in dialatt a posa esr a basta. Naturalmeint a spèt i voster cumeint.. Av salott mingaun ANGOLO LATINORUM Deus ex machina. Trattasi di espressione di uso comune e ci rappresenta l’intervento risolutore, dall’alto appunto… Io mi sono infilato in un cul de sac, tale che non sono in grado di risolvere la mia situazione in senso ulteriormente migliorativo. Per sbloccare il tutto posso solo resettare e partire da capo. Ma vorrei vedervici voi a dire ciao a sì bella ragazza

31 Jan, 2007

ipod

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IPOD – 31/1/07 Cominciamo da brevi cenni folkloristico-meteorologici: siamo nei giorni “della merla” che, se la memoria non mi inganna, prendono il nome dall’omonimo pennuto, il quale per ripararsi dal freddo intenso riparò per la notte dentro un camino. Entratovi blanco como yo, ne uscì la mattina seguente negro como Seedorf. Tradizionalmente è il periodo più freddo dell’anno, e cade proprio tra oggi, 31 Gennaio (San Zemian da la berba bianca) e il 3 Febbraio (San Bies, la neva l’ag pies). Mi sento di rassicurarvi, quantomeno dal punto di vista delle precipitazioni: da qui a sabato sole, magari freddino e con un po’ di foschie o nebbie, ma nulla più. Clima ideale per avventurarsi tra stand e bancarelle della mia città, Modena, che celebra oggi il suo santo protettore con la millenaria fiera di San Geminiano. Per godervela appieno lo chef consiglia: 1) la compagnia di una bella ragazza, possibilmente “nostrana”; 2) abbigliamento in grado di resistere sia alle intemperie che alle “schiumate” (i monelli non vanno a scuola e si divertono a spruzzare i passanti con bombolette spray, soprattutto in zona Ghirlandina); 3) orario di visita: pausa pranzo, quando si abbina la temperatura più mite, un minor numero di persone (che ti consente cioè di muoverti), qualche speranza di parcheggiare non a Scandiano; 4) Modena non è Napoli, ma quel minimo di accortezza è richiesta, per non incorrere principalmente in scippi e truffe. Io ho già fatto il tentativo di approcciare la fiera come da mie indicazioni di cui sopra, cioè ho chiesto alla bella ragazza che attualmente frequento di venirci con me. Purtroppo varie cose ostano all’agognato placet, segnatamente il suo orario di lavoro (pausa pranzo irrisoria) ed il fatto che lei è la ragazza di un altro! Ora, potrei addentrarmi nei meandri di questa storia che sto vivendo, che mi prende più di quanto non dica (anzi, non dico affatto, vedete che i miei interventi sono sempre più sporadici). Ma sarebbe inutile, lei mi fa sognare e mi tarpa le ali al contempo, praticamente non ho fatto alcun progresso nell’ultimo mese: se tento di possederla mi respinge, se tento di lasciarla oppone strenua resistenza. Ciò che non va-bene in tutto questo, è il fatto che io abbia smesso la ricerca della donna della mia vita, come se l’avessi già trovata… Mi piacerebbe fosse così, ma non è. Non è questo il sogno romantico che inseguo, anche se lei sa essere molto romantica (sei un’incredibile romantica, a volte isterica, di certo unica. Vasco d.o.c.g.), perché se è vero che gli ostacoli disseminati sul cammino fanno tutto ancor più bello, rendendo quasi spasmodica l’ansia del successo finale, qui di ostacoli ce n’è uno solo. E non corre assolutamente il rischio di venire rimosso. Se il mio cervello non si fosse liquefatto già da molto tempo, dovrei agire di conseguenza, per esempio cominciando a smessaggiare le ragazze disponibili che affollano (anche meno!!!) la mia rubrica, e chieder loro di venir conmigo alla fiera. B., per esempio, lavora a Modena, quindi oggi è libera…. Mah, quel che è certo è che io, geminiano di via Tassoni, oggi santificherò il santo patrono non facendo una beata minchia (il commissario Montalbano sono) todo el dia (perché, sa ghè dla nebia la mateina, perché, a sam dla ghirlandeina, perché, dla serie A an s’in cieva un caaaz, perché, perché, sam i tifos dal Modna). Il coro da stadio di cui da ultimo, per segnalarvi che sabato vado a Verona a cercare l’exploit che rilanci, me ed i canarini, in un sol colpo. Da solo ovviamente (“solo nasci e solo andrai” Si viene e si va, Ligabue). MOTTO LATINO Mens sana in corpore sano. Non necessita di traduzione, e lo cito solo per segnalarvi che ho giocato a pallone 2 volte in 3 giorni. Con risultati modesti per la verità, ma visto che la mens sana ormai me la scordo, almeno curiamo il corpore..

24 Jan, 2007

dakar

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DAKAR – 24/1/07 Dopo una settimana di astensione dalle prestazioni audio-video, eccomi qua (“cambiato per niente, ma neanche scontento, fottuto dal dovere, pensare di dovere avere” Liga, Souvenir). Ciò che mi è capitato in questi 7-giorni-7 non vale la pena di essere raccontato, perché non ha cambiato la mia situazione, rimasta uguale al nostro ultimo collegamento, e perché comunque, come spiegavo ieri sera a G. che mi vedeva affranto, in questo momento mi manca la visione globale, d’insieme: può anche darsi che io stia facendo scelte giuste, ma non lo so di per certo. Tutto ciò mi porta a pensare alla condizione dei partecipanti alle varie corse a tappe, mia passione mai finita. L’ultima di queste ad essersi conclusa è la Parigi-Dakar (in realtà quest’anno si partiva da Lisbona, capitale del Portogallo, dove il 28% delle intervistate dichiara di praticare il sesso anale; lo specifico per quanti, amanti del genere, siano in sede di programmazione delle ferie…;). Ora, per vincere questa manifestazione serve un buon pacchetto elemento meccanico-elemento umano. Cioè, non siamo in Formula1 dove vince la macchina migliore, ma nemmeno in MotoGP dove il pilota spesso fa la differenza. Qui c’è una figura aggiuntiva, il navigatore, che sulle moto sarà satellitare, ma sui veicoli a 4 o più ruote (partecipano anche i camion) è un uomo in carne e ossa. A beneficio delle mie lettrici, magari non così appassionate di motori, ricordo che buona parte delle tappe si svolge nel deserto; quindi non si segue una pista, foss’anche un sentiero di terra battuta: c’è da andare da Orano a El Khabal, e capirete che non basta farsi tracciare dal TomTomGo l’itinerario più breve, se questo passa per sabbie mobili, tribù di cannibali (eeeeh!), insormontabili ostacoli vari. Qui un buon secondo pilota davvero ti regala minuti preziosi. Quello che, riallacciandomi al discorso iniziale, servirebbe in questo momento a me, in ritardo cronico rispetto alla vita. Poi c’è un altro discorso da fare: va bene la visione globale, e quindi la classifica generale, ma vi piacerebbe vincere come ha fatto Peterhansel (FRA), senza dunque imporsi in alcuna tappa? Ok, probabilmente la macchina migliore l’aveva la Volkswagen, ma una condotta attendistica, speculativa, non fa per me. Prendi Faber: da Bologna giungono voci incontrollate che questo ragazzo (che io conosco come una persona molto in gamba), dopo lunghi appostamenti sia riuscito a dare della lingua in bocca a L., mia ex-collega di master (decisamente carina, ma la cui psiche è avvolta nelle nebbie perenni). La cosa mi fa molto piacere per lui, ma io dico: ha senso fare dei piani quinquennali per arrivare a una ragazza? E nel caso ti vada male, hai anche già preparato i fondi d’ammortamento per ripagarti del tempo perso? La mia risposta l’avete già: io credo che la visione globale l’abbia solo Dio, che guarda dall’alto. Indi per cui ritengo la via più sicura, ed anche la più soddisfacente per giungere al successo finale, vincere il maggior numero di tappe possibili. Se in un campionato vinci 25 partite su 30, come puoi perdere lo scudetto? Se nel motomondiale ti aggiudichi 14 Granpremi su 18, vuoi non laurearti world champion? E nel frattempo sei salito 14 volte sul gradino più alto del podio, iscrivendo il tuo nome nell’albo dei singoli circuiti. Riparto quindi con rinnovato entusiasmo: fatevi sotto, dunque, la sfida è appena cominciata! MOTTO LATINO Memento Audere Semper, il cui acronimo MAS è stato tristemente noto in campo bellico, ma che qui ha solo una interpretazione letterale

17 Jan, 2007

sant'antonio

Inviato da cinein 11:59 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | Generale
SANT’ANTONIO – 17/1/07 Forse è il bello della vita che le situazioni non siano lineari; forse quando lo sono troppo ci stancano, e ce le andiamo a complicare apposta per aggiungere un po’ di pathos; forse io non ho abbastanza polso per dire basta ad una bella ragazza; sicuramente ha ragione il mio amico A., quando dice che “è meglio una fetta di una buona torta che una torta intera che fa schifo” “Ricorderò e comunque e so che non vorrai – Ti chiamerò perché tanto non risponderai – Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco – E capendo che ti ho perso – Ti scatto un’altra foto”. Considerazione preliminare: quando comincio a scrivere rifacendomi ad uno scritto altrui, che sia il testo di una canzone (qui è l’ultima di Tiziano Ferro), un romanzo, le battute di un film, ecco, vuol dire che in quel momento non riesco ad esprimermi con parole mie. Già, sembra che la nebbia che imperversa da giorni mi sia entrata dentro, e che mi impedisca di vedere, e sviscerare, situazioni in realtà semplici. Prendi G.: voi siete rimasti al punto in cui, dichiaratomi per fatti concludenti (approccio “boccale”;), ottengo un rifiuto motivato dal fondamento più serio, un fidanzato. Obiettivamente la cosa non può sorprendermi, trattasi di ragazza davvero carina, vuoi che non abbia il moroso. Per me la partita si sarebbe potuta/dovuta chiudere qua, e invece… le cose hanno preso una piega che non va-bene. Non va bene per me, che ogni volta che la vedo mentalmente le scatto una foto, temendo di non rivederla più. Non va bene per lei, che viene da me piena di entusiasmo misto “non dovrei essere qua”. Non va bene per entrambi perché questo non è amore, è struggersi nel fantasticare qualcosa che potrebbe essere ma non è (e difficilmente sarà). Prendi ora B.: “Adesso è chiaro – che non farai lo sbaglio – che non vedremo le stelle – che non è – stato un colpo di – ful – mi – ne” (Stadio). Qui c’è un problema di fondo: quando le cose vanno per le lunghe io divento matto. Perché, se sicuramente il più bel bacio del 2007 me l’ha dato lei, è altrettanto vero che, tipo oracolo, parla solo se interpellata. Tradotto, in questa fase sono io a doverla cercare. Se una relazione fosse schematizzabile con un grafico, e volessimo mettere sull’asse delle ascisse il fattore tempo (T) e su quello delle ordinate le cose fatte insieme (E, come emozioni), avremmo una curva in lenta ma progressiva ascesa. Purtroppo, per i miei gusti l’intervallo T zero -T uno è troppo lungo, e rischia di far passare in secondo piano anche i bei momenti passati insieme. Il problema vero, però, è che l’intervallo E zero ed E uno, scomponibile nei nostri singoli incontri, non è in grado di mettere in luce come tra un incontro e l’altro ci sia il vuoto più assoluto. Non c’è continuità. Ora, io quando mi comporto così con una ragazza, è perché, in fondo, non me ne frega poi più di tanto. Ed analizzando il suo atteggiamento propenderei decisamente per questa ipotesi, non fosse che di donna pur sempre trattasi, e quindi bisogna poi verificare caso per caso… Mah MOTTO LATINO “Nemo audiuntur qui sua turpitudine..” Cioè, invece di biasimare il comportamento delle due fanciulle di cui sopra, dovrei forse riflettere su come io, con apparente disinvoltura mi barcameni tra l’una e l’altra, dimenticando che, nel campionato dove la vittoria vale 3 punti, i pareggi sono come le sconfitte: alla lunga inutili