Scegliereste una vita piena di responsabilità, decisioni, stress, ma anche forti emozioni...un'esistenza sul filo del rasoio, sempre, con sussulti, voli pindarici del cuore e della mente, notti insonni, e giornate in cui l'unica cosa che brami è il silenzio del tuo silenzio...o viceversa un'esistenza tranquilla, ritmo scandito dalla metodicità della noia e degli eventi, già programmati e all inclusive?
In entrambi i casi, temo, non saremmo contenti.
Io non so esattamente cosa voglio.
A volte vorrei le luci della ribalta ogni secondo della mia vita, ma poi mi vedo per ciò che sono...forse troppo mediocre, forse troppo banale, forse troppo pavida....
L'esistenza che ho vissuto non ha aiutato la mia individualità, la sicurezza del mio Io, del mio Es.....cazzo...e il Super Io????
Ah Yvanja quanti danni mi hai fatto.....quanto ti odio..quanto ti amo...quanto avrei voluto mi cullassi...unici istanti in cui saresti diventata umana....
Le persone vedono solo la nostra maschera....quello che vogliamo vedano di noi, la facciata approntata ad uso e consumo della superficialità.
Pochi hanno le antenne per percepire il disagio nascosto dietro un sorriso scintillante, sorriso che scompare non appena il loro sguardo si sposta da noi. Come fanno a non capire qual è la parola che vorresti ascoltare, quella che manca, quella che completa il tuo rebus, l'unico balsamo per l'anima?
Come fanno a non capire che è quello lo sguardo che vorremmo incontrare? Guardami, vedimi...ora! Portami via di qui, sii più veloce dei miei pensieri feroci!
Ma...io stessa, quante cose non ho visto e capito? E quante parole, e gesti inutili ho commesso...quante persone ho ferito con la mia insensibilità....
Allo specchio, di sera, quando l'ultima traccia di trucco cade, e il cotone raccoglie i resti della maschera umana appena indossata, non resto che io...
Niente rimmel a proteggere la perduta innocenza dei miei occhi,
niente fard a nascondere rossori spudorati,
niente rossetto ad esaltare labbra immorali;
Allo specchio, di sera, perduti gli inganni della vanità, non resta che la mia faccia, ed essa sola verrà con me nella notte, nei sogni, dove non sono altro che IO...
Ebbene sì... sono uno scorpione ascendente scorpione........bella botta di complessità
Quella sorta di orgoglio esasperato...quella sorta di egocentrismo spinto al patologico....quella solitudine in cui spesso ci ritiriamo, perchè soffriamo tanto quando quei gesti che compiamo, sempre tesi verso il bene, vengono mal interpretati, confusi con altro. Accetto che le cose abbiano un inizio e una fine, è il ciclo della vita..e della morte....ma non che tutto finisca nel silenzio perchè non sei stato capito... Tu, abbandonato lì, immobile, in un silenzio impotente, con un peso troppo duro da sopportare. Tu lì, giudicato per quello che non sei stato, per quello che non hai pensato, per quello che mai al mondo avresti compiuto....condannato per ciò che non sei riuscito ad esprimere pienamente, perchè il tuo essere sincero e pulito, urlava solo di essere letto tra le righe, soffocato com'è dall'incapacità di manifestarsi come quello di tutti gli altri esseri umani.......... CON STUPIDE, RUMOROSE, RIDONDANTI GIUSTIFICAZIONI... Allora lasciateci scappare, e lasciateci rinchiudere nei nostri silenzi, quando diventa così difficile credere che ci possa essere qualcosa di vero in questo mondo che gira a caso........ Facciamo tutto nel silenzio più totale, guardiamo, osserviamo ogni minimo particolare...e nel frattempo pensiamo, studiamo chi abbiamo di fronte. Parliamo poco, e lasciamo che siano gli altri a parlare, perchè così abbiamo elementi per poterli capire, lasciamo agli altri la possibilità di dimostrare senza chiedere......carnefici e vittime delle nostre storie.......
Per inciso..questo post non intende essere un'accusa a nessuno che vi si possa riconoscere, ma solo una semplice riflessione...su questo mondo che davvero gira a caso....un po' come accade qualche volta ai miei neuroni
Tempo fa inizia un percorso di allegro girovagare fra sentimenti. Disinibita a parole..e a fatti, cercavo di silenziare le emozioni, in uno stupido miraggio dell'oblio. Inconsciamente cercavo qualcuno che mi ancorasse al suolo, perchè, malgrado tutto, ogni volta volavo troppo con la fantasia.... E quelle emozioni, che scacciavo con tanta finta padronanza di me, inevitabilmente tornavano dopo un po', a mò di boomerang....bussavano nei momenti più inaspettati, soprattutto alle porte del sonno, pochi attimi prima che posassi la maschera per la tregua notturna. Ci vuole coraggio per ammettere che, fingere di essere forti, e all'apparenza inattaccabili, non è ciò che si è davvero. Stanotte, non vi so spiegare, ma sono stata preda, più del solito, di tanti fantasmi mentali. Inevitabilmente cerco in altri una perfezione che non è mia. Come posso essere così presuntuosa? Da piccola sognavo il cavaliere senza macchia e senza paura, che uccideva draghi, sconfiggeva re malvagi, superava orchi e incantesimi....votato all'amore che provava per me.... Oggi, il mio cavaliere ha tante macchie...e mille paure...e le temo, come una spada di Damocle sopra la testa. Stanotte avevo bisogno di tenerezza. Stanotte volevo tornare piccola piccola, un piccolo essere indifeso...raggomitolarmi in posizione fetale e prendere tutte le coccole che mani umane possono elargire, e tutte le parole d'amore che una mente può formulare. Stanotte si è pensato... Coraggio!
Qui si esagera. Avevo pagato per vedere il film, mica per farmi il film!
Ma lo schermo, e le immagini che narrano, sono solo pretesto per proiettare desideri. Per immedesimarsi.
E allora sono seduta sulla poltrona di velluto, ma sono anche lì, nella storia. Ed anche altrove...indietro, dove i brutti ricordi mi portano...e più avanti, dove i desideri mi porterebbero.
Il finale è aperto ad ogni possibilità. Anche a quella che rasenta l'impossibile.
Avrei fatto bene ad andarmene a dormire stanotte... e invece no..la notte è fatta per pensare, e io di pensare ero stanca...
Mi aggiro tra la miriade di teste formicolanti..mi sento come un'ombra, o forse un ectoplasma dalle sembianze umanoidi, con corsetto imbarazzantemente aderente, matita kajal bistrato e rossetto rosso fuoco...
Donne ancheggianti e a caccia, arrampicate su stiletti altissimi, uomini che ammirano vogliosi la sfilata di natiche tonde allestita a loro uso e consumo tutte le notti...
Da qualche mese mi sento estranea in qualunque posto io vada, la mia borraccia è questo guscio di instabilità esistenziale e senso cronico di vuoto. Alcune persone mi urtano, altre mi fermano, altre ancora ballano e ridono. Due tizi mi chiedono una foto...ho gli occhi troppo belli dicono....
Vivono o sopravvivono tra queste note di vita romagnola?
Mi sento snob, mi sento diversa. Non le capisco, non le sopporto, mi infastidiscono e mi annoiano nei loro monologhi di banalità varie. La verità è che fuori dal mio corsetto e dal mio tacco 12 sono un pesce fuor d'acqua. La verità è che da due anni vivo come se la mia pelle si fosse estesa per una superficie di centinaia e centinaia di chilometri, avvertendo tutto...e avvertendolo troppo, in un vortice di emotività autodistruttiva.
In ugual misura vivo questo sdoppiamento in altro ambito. La doppia faccia della medaglia della mia personalità, è una sessualità prepotente e sfacciata, che duella perennemente con un senso del pudore spiccato. In questo mondo che trasuda promiscuità e sessualità, io non mi ci sento....E INVECE LO SONO....difficile dire quando avviene il viraggio dentro di me. Ma accade. E' come se fossi stata vampirizzata, e in me si dibattessero continuamente l'angelo e il diavolo. Piango la perduta innocenza con la parte casta e pura di me, ma l'altra parte non può che essere attratta dal peccato....e vince sempre...vinceva sempre... Quando, come e perchè si accende la miccia?....Non lo so............
Ho guardato l'alba stamattina, con il mio corsetto troppo aderente, la gonna troppo corta...il trucco ancora perfetto....l'alba più luminosa che abbia mai visto...Dopo aver trascorso una notte intera in uno stupido locale, tutta una notte trascorsa a pensare, a guardarmi intorno, ad osservare, abbarbicata su uno sgabello.....con un'amica che si divertiva a pochi metri da me...e rideva, ballava, conversava....mi lanciava occhiate che dicevano...eddai Lù...non pensarci...ma io ci pensavo, ci penso..è il mio chiodo fisso, il mio pensiero costante....
....Scegliere, implica necessariamente la rinucia ad una o più opzioni in favore di un'altra, significa quindi ammettere che quell'unica, è in cima alle preferenze, ha importanza... Scegliere implica una rinuncia ed è quindi abdicare all'illusione dell'onnipotenza, per votarsi ad una sola potenzialità, sapendo che non diventerà reale senza impegno e potrebbe sfuggire come un'illusoria bolla di sapone che improvvisamente scoppia in volo...ma se quella bolla di sapone, per una volta nella vita, rivestisse un'importanza tale da non permetterti di vivere se scoppiasse?...se ti rendessi conto che il delirio di onnipotenza fosse solo un illusorio prolungamento del tuo orgoglio....se la tua mente fosse così confusa, infestata di pensieri....cosa fare se succedesse tutto questo? forse desiderare di non essere ad un bivio a due strade, e sperare fortemente in una terza via, anche se stretta e buia....o forse rendersi conto che LUI sta uscendo dal mucchio in cui vorresti che fosse per non soffrire, il mucchio che confonde e livella tutte le cose..e ammettere finalmente a se stessi che LUI è il punto essenziale..
Dopo aver trascorso mesi e mesi con un personaggio subdolo e meschino, con il quale ho toccato i meandri più bui e torbidi della mia anima, è arrivata una mano forte e sincera, un cuore tutto mio.
Il mio rastino ha riconsegnato Me, alla Vera Me, navigo di nuovo in acque placide e limpide.
Non so questa storia quanto durerà, so solo che tra le sue braccia non indosso maschere e son di nuovo nella luce pulita dell'amore. Alla faccia di quello stronzo, schiavo di se stesso e di ciò che è, o di ciò che vorrebbe essere, ma non sarà mai.
E' vero, l'aquila imperiale russa ha due teste. Ma solo perchè una guarda a oriente e l'altra a occidente. Di testa, al Cremlino, ce n'è sempre stata una sola. Dai tempi di Ivan il terribile, non si ha memoria sulle rive della Moscova di un potere bicefalo. Viene dunque da chiederci, Medvedev e Putin, insieme alla cabina di regia, reggeranno? Ci sono buone ragioni per dubitarne seriamente, il doppio consolato non si addice all'autocrazia russa. La nuova diarchia, promettono Vladimir Putin e Dmitrij Medvedev, farà meraviglie per la Russia. Non resta che sperare che sarà realmente così. Auguriamoci che davvero l'economia russa verrà rilanciata, così come il ruolo nel mondo di questo grande Paese. Ciao Mosca! Ciao Russia!
Come ogni grande attore, l'uscita di scena finale rimane un coup de théàtre, e il leader cubano, qualsiasi cosa si possa dire di lui, nel bene e nel male, è stato uno dei massimi protagonisti del '900. In passato Fidel disse, "un rivoluzionario non va in pensione". Ma il tempo, anche per una quercia ostinata e tenace come lui, è un nemico più forte dei suoi nemici. E alla fine ha vinto, e ha dovuto rassegnarsi ad annunciare il ritiro. Il leader maximo rinuncia dunque, ma non è nè morto, nè fuori gioco, non rinuncia alla sua instancabile tempra di combattente e non rinuncia alla sua battaglia, ma la adegua agli anni, alla salute, ai tempi che cambiano.
Meglio così Fidel, perchè ad una forza della natura come te, non si addice il penoso viale del tramonto di tante star che cercano disperatamente di fermare il tempo con lifting e silicone.
Meglio così, perchè ora che non sarai più el comandante en jefe, potrai dedicare il tuo tempo e le tue riflessioni al Granma, sarai un redactor en jefe, a dimostrazione che, anche se il tuo corpo è intaccato, la tua mente funziona ancora perfettamente.
Meglio così, perchè per quanto grande e forte possa essere un leader, e tu lo sei stato, mezzo secolo di potere è un tempo troppo lungo per chiunque. Troppo per te, e troppo per la tua Cuba.
Si chiude un'epoca dunque, tra scelte coraggiose e grandi limiti, che ha cambiato Cuba e ne ha fatto una protagonista della scena mondiale. Ma una cosa non cambia: Bush conferma l'embargo!
Sprazzi di sole estivo da correre al mare. Spruzzi di pioggia e nuvole pesanti. E poi il vento.
Soffia, spinge via, quasi solleva in un turbine. Scompiglia i capelli, i pensieri, i sentimenti. Dentro e fuori il caos, quello di cui si dice generi una stella. E io sto per partorire una costellazione
Ho riletto un sms di tanto tempo fa: "Ricordi quando in Mary Poppins cambiava il vento sul tetto della casa dell'ammiraglio? Era segno che qualcosa stava per cambiare. C'è vento oggi..tanto".
"Quando Dio ci da un dono, ci da insieme anche una frusta".
Citazione da "Tutto su mia madre" di Almodovar. Sono le parole di Agrado, che prosegue dicendo "Una e' tanto piu' autentica quanto piu' si avvicina all'idea che ha di se stessa". Ho un'idea di me stessa, ho tra le mani un dono e sento dentro bruciare un colpo di frusta. Nessuna frustata punitiva, forse randellata di passione
L'esatto contrario del nuotare di notte.
Nuotare di notte richiede una notte tranquilla. Seduta sulla sponda del fiume, i vestiti abbandonati da una parte. Intorno lampioni in ferro battuto, la luna piccolo lampione d'argento con effetti psichedelici ad ogni passaggio di nuvola. Il vento leggero muove qualche foglia, increspa appena l'acqua, sfiora la fronte ed accarezza i pensieri. Il fiume scorre placido, ripete la stessa melodia, uguale per chi passa frettoloso sul ponte, come per chi indugia seduto sopra o sotto il ponte. Quante volte la stessa melodia ripetuta come quella del fiume...
track 1: under the bridge track 2: the river ....... E nella sequenza di note si incorniciavano e riordinavano i pensieri... Emozioni che non trovano modo di farsi parole... domande, risposte, interrogativi, desideri che hanno paura di farsi pronunciare... Ad occhi chiusi lasciarsi fluire con il ritmo dell'acqua... lasciarsi fluire il ritmo dell'acqua dentro... Ogni amore inizia con un tuffo incosciente e prosegue... un po' galleggiando, un po' annaspando, un po' giocando tra tuffi e spruzzi.... nuotando. Ma nuotare di notte richiede una notte tranquilla.
L'assolo di Slash in "November rain", credo sia da annoverare tra gli annali degli orgasmi autoindotti ascoltando una canzone
A mio avviso davvero stupenda "November rain", e il video, nella sua estrema banalità, trovo sia geniale....è proprio così che immagino e vorrei il mio matrimonio, proprio così...
Credo che la gelosia, in un rapporto di coppia faccia parte del gioco, purchè non diventi un gioco perverso, una trappola...purchè sia fuoco che arde e si ravviva senza bruciare o lasciare cicatrici....
Vicino nei momenti di crisi, lontano quando me lo chiedi...
Le giuste distanze sono fondamentali nelle relazioni. Come dice Schopenhauer.... i ricci che per scaldarsi si stringevano troppo si pungevano, ma allontanandosi troppo morivano di freddo. La giusta ed equa distanza produce calore senza soffocare, senza fare male, senza rischio di una gelata precoce su fiori in boccio.
Oggi mi sono trovata per caso a ripensare ai miei anni di liceo...
Ho trascorso l'intero ginnasio all'insegna del cinismo..avevamo un gruppo così tanto affiatato, dagli interessi e dai punti di vista così comuni, che a volte sentivo di tradire i miei amici, se solo avessi detto o fatto qualcosa di diverso dal consueto. E credo che anche loro avessero lo stesso pensiero.
Per noi poche cose erano importanti: ci dovevamo divertire con i ragazzi, ma non incastrarci, fare sesso il prima e il più possibile, non ascoltare musica commerciale, e snobbare chiunque lo facesse, studiare solo ciò che ci appassionava, per dimostrare alla parte secchiona della classe, che mai al mondo saremmo entrati nel triste circolo degli sfigati, ma che comunque anche noi avevamo interesse per la letteratura e la filosofia. Ognuno di noi aveva il suo bravo soprannome...c'era il pantera, c'era lupin, c'era piantina (amante dell'erba fino allo sfinimento), duracell, la camionista, c'era pam (si definiva moglie di jim morrison, e la cosa allucinante è che ci credeva proprio), c'era primitivo, e ale-cola, c'era la gatta e suo fratello fuori di testa, lo chiamavamo puffo, era matto davvero, diceva che aspettava il momento di svegliarsi una mattina e trovarsi tutto blu, c'era lo psicologo e il conte anche detto fratellino rasta, ma solo la sottoscritta poteva chiamarlo cosi....e poi c'ero io, la cavallona....chissà perchè
L'esperienza era alla base di tutto, e soprattutto in tre campi:
SESSO
ALCOOL
DROGA
Anche se dell'ultima nessuno di noi ne faceva uso regolare, anzi odiavamo i fattoni e gli impasticcati....ma con il sesso ci sono cresciuta
Ripensando a tutto questo, a questi momenti che poi tutto sommato sono fissi nella mia memoria, in quella parte di memoria un po' nostalgica e malinconica del tempo che fu, mi domando quando, come e perchè è avvenuta la svolta, quando da cavallona sono diventata la sballata, la cocainomane...quella che del gruppo non fa più parte, quella che si rinchiudeva con il suo fratellino rasta, il conte, in un mondo forse troppo marcio e troppo adulto per due come noi....fatto sta che se chiedete in giro, perchè ancora il pantera, piantina, puffo e tutti gli altri dimorano il famoso gradino sotto la galleria ...beh .. dicevo..se chiedete in giro della cavallona e del suo fratellino rasta, forse vi diranno che i due sballati del gruppo non ci sono più, hanno tradito gli amici....
La verità vera è che conservo il ricordo di voi tutti nel cuore, e quando mi capita, sempre più di rado, di avvicinarmi al famoso gradino, cambio marciapiede, e vi guardo da lontano, e mi chiedo come abbiate fatto a rimanere sempre così uguali a voi stessi, niente vi ha cambiato, l'università, il lavoro, l'amore.....voi sì che ci sarete sempre uno per l'altra...voi sì...