Spero che...
A volte, mi capita di pensare a come ci si possa sentire a essere giudicati pubblicamente di aver commesso un reato, magari, uno dei peggiori. Capita spesso, di essere bombardati, da mille servizi nei telegiornali…o, nei giornali. C’è una morbosità da parte di molti giornalisti “seri”, che a furia di dai e dai, riescono senza fare molta fatica, a convincere i più, che il mostro è proprio lui, che è colpevole…come può essere possibile che in ogni delitto “famoso”, loro, i giornalisti, sappiano già chi è stato, senza parlare poi, di tutti i dettagli che, anche nel caso di colpevolezza, non c’entrano proprio niente con il caso, <quel giorno, ha navigato per un’ora, ha mangiato una pizza, e non è andato di corpo>. Cosa c’entrano quei dettagli di vita con una brutta storia? Io non ho la più pallida idea di come ci si possa sentire se un proprio familiare è assassinato senza pietà e anziché avere la possibilità di potersi chiudere nel proprio dolore, si è accusati di essere l’assassino, senza tra l’altro avere la minima prova, ma, solo sospetti. Beh, credo che trovarsi invischiati in una tragedia simile, possa portare “il sospetto”, molto vicino alla pazzia. Come ci si può sentire a essere portati in caserma, tra due ali di folla imprecante…bastardo, assassino, maiale…e, poi, dopo un paio di giorni, essere lasciato nuovamente libero, o quasi. Ci si può sentire solo male, molto male. Spero che in futuro tutte le ingiustizie viste fino ad ora, possano terminare, cosi, chi è colpito da una disgrazia, se sospettato di essere colpevole di un qualunque reato, possa essere indagato, e, se dovesse risultare colpevole, pagare. Tutto ciò, mi auguro avvenga senza nessuno sciacallo pronto a infamare/diffamare l’indagato.
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