Da zero a dieci
La Repubblica.it, promuove una campagna di raccolte di firme contro le morti bianche. Io, l’ho sottoscritta consapevole, però di quanto possa smuovere le coscienze d’industriali, politici e lavoratori una raccolta di firme, diciamo che da zero a dieci, sicuramente, ripeto sicuramente, zero. Il mio ultimo anno lavorativo, sono stato rappresentante per la sicurezza dei lavoratori. In quel periodo, ho imparato che nonostante tutti gli sforzi che si possono fare per sensibilizzare i lavoratori e nonostante tutti gli incontri con i dirigenti riguardo alla sicurezza, solo una piccolissima percentuale di persone, sono consapevoli dei rischi che si corrono lavorando, o meglio, molti sono consapevoli, ma altrettanti si sentono tagliati fuori dal pericolo. «ma vaaa, non succede niente, vai tranquillo», oppure «va bene, va bene, adesso vedremo cosa fare» ecco, quel “vedremo cosa fare” equivale a un mavaffanc… in questi giorni assistiamo allo sdegno di tutta la classe politica, alla rabbia dei lavoratori/colleghi e alla disperazione dei familiari delle povere vittime di una strage paurosa, purtroppo, in tempi troppo rapidi, la classe politica metterà in secondo piano la sicurezza nei posti di lavoro, i lavoratori si rassegneranno alla condizione di lavoro a rischio, ma il dolore nei familiari e amici delle vittime, segnerà il resto delle loro vite. Ok, ma i sindacati, cosa fanno? Beh, i sindacati mediano, quindi… loro, da zero a dieci, non superano uno. Troppo poco per tutti i caduti sul lavoro.
Non si può, non si deve morire per lavorare, si deve lavorare per vivere.
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