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[ ELISA DI RIVOMBROSA: IL ROMANZO ] 27 Maggio, 2007 18:30

Carissimi, il club delle stordite è orgoglioso di annoverare tra i suoi membri Dordogne, l'autrice di uno dei romanzi più avvicenti ed emozionanti che siano mai stati scritti su questa popolarissima fiction.
Passione, accuratezza e una trama ben strutturata sono stati gli ingredienti  alla base di questo racconto che, collegandosi in maniera egregia agli avvenimenti delle due passate serie televisive, danno vita ad una storia completamente originale e non priva di colpi di scena.

 Signore e Signori tenevi pronti a riassaporare il vero spirito di EDR.. perchè la favola continua!!

[ Solidarietà ] 27 Maggio, 2007 15:09

IL club delle stordite è un gruppo che fonda i propri principi su valori tanto elementari quanto essenziali: amicizia, amore e rispetto per il prossimo. Ed è proprio nel nome di questi principi che abbiamo sentito l'esigenza di fare qualcosa di concreto e di avviare un nuovo progetto di solidarietà volto a sostenere il lavoro di due associazioni entrambe impegnate a migliorare la qualità della vita dei bambini meno fortunati:Ucodep e Adricesta.

Tramite l'Ucodep, è stato possibile aderire alla campagna di adozioni a distanza in favore dei bambini dell'Ecuador e di partecipare attivamente alla salvagardia del loro diritto all'acqua, al cibo e all'educazione. Il contributo di questa adozione non andrà a beneficio di un solo bambino ma di intere classi delle scuole dell'Equador dove opera Ucodep e verrà impiegato per la creazione di orti per garantire loro una più corretta nutrizione, per l'acquisto di materiale didattico necessario per partecipare alle lezioni, e per assicurare visite  mediche e una copertura vaccinale completa.

 Grazie ad Adricesta invece è stato possibile sostenere il progetto "un buco nel muro", progetto che si prefigge di sconfiggere l'isolamento dei bambini ricoverati presso i centri oncoematologi per mezzo dell'installazione di centri multimediali e permettere così ai piccoli di rompere il muro di silenzio che li circonda e comunicare con il mondo esterno.

Lo scopo dell'iniziativa Missione Miglioriamoci è quello di sostenere entrambi i progetti riunendoli in un collettivo gesto di solidarietà. Ai partecipanti non è chiesto altro che un versamento trimestrale di 9,50 euro: una piccola cifra che potrebbe fare la differenza che per centinaia di bambini.

Sul blog potrete trovare il materiale informativo fornitoci dalle due associazioni e gli aggiornamenti periodici sull'iniziativa Missione Miglioriamoci e su  entrambi i progetti di solidarietà.

 

Per chi fosse interessato all'iniziativa o semplicemente desiderasse ricevere ulteriori informazioni può lasciare un commento qui sotto o contattarci al seguente indirizzo email: stordite12@yahoo.it

GRAZIE!!!

[ I nostri racconti ] 27 Maggio, 2007 13:26

RIVOMBROSA

Il grande lampadario che aveva illuminato il primo ballo di Elisa e Fabrizio rispendeva di mille luci e riflessi; alle pareti i personaggi dei grandi affreschi sulla storia di re Arduino sembravano occhieggiare curiosi gli invitati .

Agnese aveva indossato un abito di seta color lavanda, di una tonalità quasi identica alla preziosa sciarpa di cachemire che le avvolgeva le spalle ; la scollatura quadrata non lasciava molto in mostra al contrario degli altri abiti da sera sfoggiati dalle dame presenti nel salone, ma Agnese aveva deciso che  per quella sera  non era il caso di suscitare qualche commento malevole…..Anche i capelli erano acconciati semplicemente à la greque, una parte trattenuta sulla sommità del capo con pettini d’argento e il resto lasciato ricadere in morbidi boccoli attorno al viso…l’insieme, davvero incantevole, sottolineava la sua bellezza e gioventù.

Emilia in un abito di broccato azzurro, ornato da cascate di trina bianca, molto pallida, vicino ai futuri sposi accoglieva gli invitati……..Martino era stato categorico “Costanza avrà tempo per esercitare i suoi doveri di padrona di casa; desidero che in questa occasione tu mantenga il ruolo che è sempre stato tuo, cara cugina!” Ed Emilia non aveva potuto ribattere alcunchè , anche se si era sentita morire ……L’indomani mattina una semplice ma intima cerimonia avrebbe unito Martino alla marchesina Costanza di Mirano………e cancellato tutte le sue speranze………

La sala da ballo, i corridoi, le stanze………Agnese non aveva mai visto così tanta gente !

Molte dame , abbandonati busti e crinoline,  imbottiture ed eccessivi fronzoli,  avevano con entusiasmo abbracciato la nuova moda, lanciata da Giuseppina Bonaparte, con il bustino a vita alta da cui scendeva giù una  morbida gonna………Qualche pettegola tra le vecchie matrone sosteneva che per ottenere quel particolare drappeggio che caratterizzava i nuovi abiti, cioè per far meglio aderire i panneggi al corpo, molte donne indossassero addirittura i vestiti bagnati  e  li lasciassero poi asciugare così!  Alcune invece portavano pepli di una mussola così trasparente da lasciar persino intravedere i seni: erano le merveilleuses……….venivano così chiamate in Francia le donne che cercavano di imitare la nuova moda lanciata da madame Tallien, l’amante del conte di Barras, membro del Direttorio, tanto disponibile quanto bella e che, a dar retta alle malelingue, trascorreva  buona parte della sua esistenza  transitando nelle alcove dei piu' accesi rivoluzionari ……Doveva certamente essere una di queste la donna che languidamente era appoggiata allo stipite della porta della sala da biliardo…e che sorrideva al suo cavaliere intento……..Agnese sbarrò gli occhi…a mordicchiarle amabilmente un lobo dell’orecchio!Chi poteva essere quella coppia sfacciata ……..come se avesse sentito l’intimo commento  la donna alzò la testa e fissò Agnese……..Uno sguardo cattivo, di ghiaccio che le fece trattenere il fiato ……..anche l’uomo che era con la bella merveilleuse fissò la giovane donna ………Anche quello sguardo era particolare…. sembrava quasi frugarle nell’intimo………La donna portava al collo una bellissima collana di smeraldi, della stessa sfumatura dei suoi grandi  occhi….e,. poco più in su ,un sottile nastro rosso……L’uomo era elegantemente vestito, le mani particolarmente curate e ad una delle sue  dita  brillava un grosso diamante

“Francesi!” Il commento improvviso fece trasalire Agnese” Francesi …approfittatori e sanguisughe……….seguono le truppe come avvoltoi…aspettando la buona occasione per arricchirsi alle spalle del nemico……..e anche dell’amico.. “

Il vecchio notaio Sorbelloni era disgustato………..” Mia cara.. vostro fratello non li ha certo invitati…..devono essere giunti con qualche amico compiacente……..che mondo!”

Nella sala da biliardo ferveva un’animata discussione.

“ Rivoluzionari giacobini……….ma mio caro marchese!Non sarete così sciocco da pensare che ne esistano……..gli unici rivoluzionari in Piemonte sono i borghesi…….”

“Il re ha totalmente sbagliato a tassare in modo spropositato i contratti d'affitto.. adesso poi. sta proprio esagerando………..ma vi sembra logico tassarci anche per  i servi, per le carrozze…………e la tassa di famiglia? Cosa ne dite conte? Non è una follia?”

“ Ipotecati e alienati i beni delle abbazie………..mi chiedo cosa ne pensi il buon abate..”

“In fondo abbiamo conservato l' indipendenza sotto il governo del nostro buon Re, che ci riporterà al pa­cifico ordine antico non appena la guerra avrà termine….”

“ Signori……signori……..vi prego!Non è questo il luogo né il momento più adatto per queste inutili recriminazioni…”

“ Mi chiedo quando secondo voi sarà mai il momento  per capire che tutto questo  non si risolve con inutili chiacchiere, ma  forse solo  con un minimo di coraggio….”

Il gentiluomo che aveva pacatamente concluso con queste parole non aveva dato fino a quel momento l’impressione di ascoltare la  discussione, ma se ne era stato in disparte appoggiato alla mensola di marmo del grande camino,  lo sguardo fisso sul suo bicchiere

Le sue parole  caddero in un attimo di silenzio e furono ben intese da tutti nella sala.

Il duca  di Rosignano, il giovane gentiluomo che aveva precedentemente protestato per le troppe tasse,  seccato  replicò

“ Perché signore? Pensate forse che tutto questo non ci tocchi?”

“Mio caro Duca.. lungi da me pensarlo….trovo comunque che parlare ma non agire ..non sia poi una grande soluzione..”

“ Ci giudicate forse degli inetti?’

“ No……..ma certo degli sprovveduti………..Napoleone farà di voi un unico boccone……e farà solo bene, visto che state per offrirgli il vostro regno su un piatto d’argento”

“ Come osate dire ciò…….ci sono dei patrioti  anche tra di noi e non solo sulle strade….che in questo momento ……”

“ Briganti caro duca, briganti ..e non patrioti…… gente che aspetta dietro una rupe o un cespuglio e prende a fucilate gli incauti passanti ,…gente che agisce nell’ombra……..e uccide…non sono certo patrioti questi…….infatti il vostro Re gli ultimi patrioti li ha fatti impiccare, n’est pas?- il gentiluomo francese che aveva colpito l’attenzione di Agnese e che  fino a quel momento si era limitato anche lui ad ascoltare, entrò nella sala, un sorriso di scherno sulle labbra….

“ Signori…signori…….- Emilia improvvisamente apparve sulla porta………- mi spiace interrompere le vostre discussioni ma vorrei ricordarvi che siamo ad una festa   …………..iniziano le danze…………non vorrete lasciare le signore senza cavalieri!”

Pian piano la stanza si svuotò……….restava solo, perso nelle sue fantasticherie e intento a terminare il liquore contenuto nel suo bicchiere, il gentiluomo che aveva provocato lo scompiglio tra i nobili…così assorto da non accorgersi di Agnese, che era entrata lentamente nella sala…………….

C’era qualcosa nell’atteggiamento di quell’uomo che attirava Agnese… doveva, lo sentiva, essere in preda ad una rabbia repressa….Alla giovane donna sembrava quasi di riuscire a percepire l’ anomala pressione delle lunghe dita sullo stelo del bicchiere…

Come se si fosse improvvisamente reso conto di essere osservato, il gentiluomo trasalì, alzò la testa e si voltò di scatto. Agnese si trovò così a fissare un paio di scintillanti e profondi occhi neri…

Folti ed ondulati capelli bruni incorniciavano un volto abbronzato e scarno,. illuminato dalla luce del fuoco ..

Un personale accurato, il  taglio perfetto della giacca abbinata con buon gusto ai semplici calzoni di camoscio , i lucidi stivali neri ,  rivelavano un gentiluomo non certo ordinario……Agnese si affrettò ad abbassare lo sguardo, cercando disperatamente qualcosa di innocuo da dire.

Il gentiluomo scrutò lentamente  Agnese, i lineamenti delicati,l’ovale perfetto …. fece scivolare lo sguardo sui biondi capelli   …infine sul suo volto passò un fugace sorriso

“ Volevate forse  fare una partita di biliardo, madame?”

Ad un simile tono sarcastico ,qualsiasi idea di buona educazione abbandonò velocemente Agnese, che riscoprì in sè un ‘animo battagliero…….

“ Sarebbe curioso signore se non potessi muovermi liberamente e come voglio in casa mia, .senza suscitare commenti….”

I due giovani si guardarono in silenzio…..

 “ Scusatemi per come mi sono espresso, non volevo certo offendervi…..deduco dalle vostre parole di trovarmi di fronte alla contessa Agnese Ristori………”

“ E io  chiedo scusa per avere disturbato i vostri pensieri, signore, …non credo di conoscervi……..potrei avere l’onore di sapere il vostro nome ?.’”

Il gentiluomo rise brevemente..”Se sia un onore o no…….lo deciderete in seguito.. mia cara signora, ……il mio nome è  Federico……..Federico di Agliano  ………….ma ….perdonatemi !..una bella signora come voi non vorrà certo rimanere tutta la serata a contemplare il fuoco…inoltre dobbiamo decisamente approfondire la nostra conoscenza …sareste così gentile da permettermi di  accompagnarvi nel salone da ballo ? Potremmo passare molto più gioiosamente il nostro tempo, non credete? ”

Agnese sorrise debolmente davanti a quell’atto di improvvisa galanteria…… anche quando cercava di essere gentile il gentiluomo  sembrava possedere   un modo di fare decisamente irritante, …!!Annuì  comunque ,con un impercettibile cenno del capo  ed accettando il braccio che le veniva offerto  si lasciò trascinare verso il salone……….

I ballerini volteggiavano seguendo le complicate figure della contraddanza, mentre  le luci delle candele facevano brillare  i preziosi gioielli delle dame……..

Agnese, presa dal turbinio della danza e dalla sequenza fissa dei passi,  iniziò a recuperare un po’ della sua sicurezza interiore ..che però scompariva pericolosamente tutte le volte che lo sguardo ardente di Federico la sfiorava… mentre i ballerini si scambiavano le posizioni ,per disporsi su più file  , Federico di Agliano le afferrò improvvisamente  la mano, portandosela alle labbra, per un rapido bacio….

Alessandro di Serveto corrugò lo sguardo dietro l’occhialino…no, Martino non sarebbe stato molto contento nel sapere con chi stava ballando sua sorella in quel momento!

Dall’altra parte del salone Angelique, la bella merveilleuse,  toccò lievemente con il ventaglio il braccio del suo occasionale accompagnatore

“ Scusate marchese..potreste dirmi  chi è quella giovane signora che sta ballando,  con l’abito color lavanda  e l’acconciatura alla greque?

“ Ma è la sorella del conte Ristori, la contessina Agnese…”

“ Ah!- Angelique socchiuse lievemente gli occhi- interessante, molto interessante..”

Anche Armande, sorseggiando una coppa di champagne, gli occhi fissi sulle coppie che si disponevano a cerchio per iniziare la courante, sembrava  giunto alla stessa conclusione

 “ Interessante…potrebbe essere una buona idea.. perché no?”

“Mio caro duca, io odio i balli!In fondo che cosa sono se non l’unica occasione in cui avvengono i primi incontri tra i giovani dei due sessi, si dispongono, si misurano e si confrontano le relazioni sociali, si decidono i matrimoni e si discute di affari, politica e strategie..capirete che alla mia età , non è proprio più il caso……..” confidava il vecchio marchese Grimaldi di Poirino ad un annoiato aristocratico che sfoggiava un incredibile  panciotto corto e una cravatta voluminosa

Le coppie si girarono di fronte tenendosi per le mani….Agnese si sentiva  come avvolta  dallo sguardo di Federico e una vertigine piacevole la trascinava ad avvicinarglisi sempre di più.. così da capo , ad ogni giro di danza,  fino a quando la melodia improvvisamente non cessò…..

E si ritrovò con le mani nelle sue ..lo sguardo perso nel suo… un sogno  …. Arrossì , si ritrasse e balbettò una scusa, allontanandosi velocemente …

Federico si voltò per seguirla con lo sguardo tra la folla degli invitati. C’era qualcosa in quella donna che aveva avuto il potere di turbarlo; era brillante e deliziosa, coraggiosa e audace, oltre che bella . Sì, ..gli piaceva.

[ Generale ] 26 Maggio, 2007 20:51

Questo è uno stupendo quadro di Caspar David Friedrich,della seconda metà del '700 e si intitola Uomo e Donna Contemplano La Luna. Io lo definirei un dipinto dell'anima sebbene il soggetto in questione rappresenti un paesaggio del tutto reale: un uomo e una donna che osservano il calare della luna.

Ma la natura è qui rappresentata in modo così etereo, sognante da renderla paradossalmente innaturale, o meglio soprannaturale. E' la stessa sensazione che ho provato quella notte di agosto una diecina di anni fa quando, distesa sul terrazzino in cima alla casa della mia amica,tra un pettegolezzo e l'altro mi sono soffermata a guardare le stelle. Era come se per un attimo l'universo si fosse mostrato a me in tutta la sua grandezza. Ed io mi sono sentita così piccola al suo cospetto ma anche così grande nel farne parte. Tornano alla mente i versi del caro Leopardi, versi che stranamente ho faticato a ricordare durante le mie interrogazioni a scuola, ma che dinnanzi a questo quadro affiorano come per magia:

Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare

(l'Infinito)

Ed ecco altre poesie che descrivono in maniera eloquente la magia di questo dipinto:

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

( Abbiamo Perso, P. Neruda) Grazie a Sissi66

Vedi notte, serena, lucente,
Pura, azzurra, stellata, ridente;
I venti fuggiro,
Le nubi svaniro,
Si fan gli arboscelli
Più verdi e più belli;
Gorgogliano i rivi
Più freschi, e più vivi;
Scintilla alla Luna
La tersa laguna.
Vedi notte, serena, lucente,
Pura, azzurra, stellata, ridente

( Dai Canti di Ossian) Grazie a Pepianov

IN SORDINA

Calmi nella penombra
che gli alti rami diffondono
penetriamo il nostro amore
di questo silenzio profondo.

Fondiamo le anime, i cuori
e i nostri sensi rapiti,
in mezzo ai vaghi languori
dei corbezzoli e dei pini.

Socchiudi gli occhi, le braccia
incrocia sopra il tuo petto,
dal cuore sopito discaccia
per sempre ogni progetto.

Lasciamoci persuadere
cullati dal dolce fiato
che increspa fino ai tuoi piedi
le onde fulve del prato.

E quando, solenne, la sera
dai neri querceti cadrà,
voce che per noi si dispera,
l'usignolo canterà.

(Paul Verlaine) grazie a Dordogne

Un punto microscopico brilla, poi un altro,poiun altro:è l'impercettibile,è l'enorme.Questo lumicino è un focolare, una stella,un sole, un universo;ma questo universo è niente.Ogni numero è zero di fronte all'infinito. L'inaccessibile unito all'impenetrabile , l'impenetrabile unito all'inesplicabile, l'inesplicabile unito all'incommensurabile: questo è il cielo."

(V. Hugo)
Grazie a Jacqueline

E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell'aurora.

Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,

e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.

Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.

(P Neruda) Grazie a Sissi66

CIRCOSPEZIONE

Dammi la mano, trattieni il respiro, sediamoci
sotto quest'albero immenso dove muore la brezza
in sospiri ineguali sotto grigi rami
che il chiaro di luna scialbo e dolce accarezza.

Stiamo fermi, gli occhi abbassati alle ginocchia.
Non pensiamo, sogniamo.Lasciamo fare alla gioia
che se ne fugge e all'amore che finisce
e ai capelli sfiorati dalle ali dei gufi.

Dimentichiamo di sperare. Discreta e contenuta
l'anima di ognuno di noi prolunghi
questa calma e questa morte serena del sole.

Rimaniamo in silenzio nella pace notturna:
non è bene molestare nel suo sonno
la natura, questo dio feroce e taciturno.

(Paul Verlaine) Grazie a DordognePlacida notte, e verocondo raggio
della cadente luna;e tu che spunti
fra la tacita selva in su la rupe,
nunzio del giorno; oh dilettose e care
mentre ignote mi fur l'erinni e il fato,
sembianze agli occhi miei......
Bello il tuo manto, o divo cielo, e bella
sei tu,rorida terra. Ahi di codesta
infinita beltà parte nessuna
alla misera Saffo i numi e l'empia
sorte non fenno.....

(Leopardi) Grazie a Jacqueline

SERA

Tre pioppi immensi
e una stella.

Il silenzio morso
dalle rane, somiglia
a un velo decorato
con piccoli nèi verdi.

Dentro il fiume,
un albero secco
è fiorito in cerchi
concentrici.

E ho sognato sopra l'acqua,
la moretta di Granada

(Garcìa Lorca) Grazie a Dordogne

 


O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
queste notti frenetiche sarebbero
la nostra estasi!

Futili i venti
a un cuore in porto:
ha riposto la bussola, ha riposto la carta.

Vogar nell'Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
stanotte in te!

(Emily Dickinson) grazie a Dordogne

Caro lettore, adesso è il tuo turno. Aspetto i tuoi commenti

[ I nostri racconti ] 25 Maggio, 2007 21:27
Madame Deffage è stata di una gentilezza infinita, sai Emilia?Mi ha persino accompagnata da una sarta alla moda di Briancon che  ha realizzato dei bellissimi abiti per il matrimonio,….solo che non so proprio quale scegliere………cosa ne dici di questo ?”

Agnese , aiutata da Emilia, stava aprendo i bauli nella sua camera; Emilia, sorridendo, ascoltava il cicaleccio di Agnese e con calma rassettava gli abiti, sgualciti per la permanenza nei bauli ..

Nastri, cappellini, grandi manicotti …un intero guardaroba …tutto di ottimo gusto e di grande raffinatezza………o quasi tutto!

 “ Agnese, che cos’è QUESTO?” Emilia  aveva sollevato un impalpabile vestito……così trasparente da nascondere ben poco se indossato.

“ Oh, Emilia non mi diventerai ora  una vecchia signora…..è l’ultima moda di Parigi; vi sono signore molto à la page che vestono così nei loro salotti e anche madame Josephine Bonaparte e madame Tallien..”

Veramente Agnese ricordava l’ imbarazzo provato nel provare quell’abito così poco consistente, ma si era sentita talmente provinciale davanti alle considerazioni estasiate della sarta ………che si era fatta convincere all’acquisto.

“ Già, credo di aver conosciuto la signora in questione ,quando però si faceva ancora chiamare Beauharnais………E non mi sembra che madame Carrabus debba essere presa ad esempio da una giovane virtuosa……”

“Emilia sei sempre troppo seria………..guarda, staresti benissimo anche tu  con questo abito ..A parte che sei già così bella!“

Emilia sorrise; Agnese trovava sempre il modo per farsi perdonare….e per ottenere quello che voleva!

“ Davvero sei bellissima e mi sono sempre chiesta come mai non ti sia ancora sposata……ricordo perfettamente quando ero bambina lo stuolo di corteggiatori che girava in giardino sospirando dietro di te…….Ricordo il duca di Chiablese, per esempio, ti ronzava sempre intorno come un’ ape sui fiori e….”

Emilia l’interruppe “ Se è per questo mi sembra che anche a te non manchino i corteggiatori….”

Agnese ripensò al suo arrivo del giorno prima e a come fosse improvvisamente arrossito nel salutarla  Alessandro di Serveto………peccato che fosse…… così “vecchio”?!

Chissà anche perché poi ,raccontando l’avventura con i banditi e  che tanto aveva preoccupato Martino, si fosse “dimenticata” di come si fosse conclusa..……..

Un po’ imbarazzata,  riprese, con fare leggero:“ Cara Emilia,veramente non mi sembra di aver  ancora visto molti corteggiatori; e quei pochi sono tutti di una noia mortale!Non fanno che parlare di guerra, combattimenti e di politica..  no, no, non credo che vi libererete tanto presto di me e poi- concluse risoluta-   mi sposerò solo con l’uomo che amo.”

Emilia lasciò cadere lo scialle che stava sistemando sulla sedia e si volse verso la finestra…

” Curioso sai?.........sono le stesse parole che un giorno dissi a tua madre;le feci promettere che avrebbe dovuto  sposare solo l’uomo che amava……….i miei genitori non si amavano, si odiavano e io……….anch’io ho sempre pensato che………”

Improvvisamente Emilia scoppiò in un pianto dirotto…..

Agnese attonita si avvicinò alla cugina e le appoggiò una mano sulla spalla, mentre un vago sospetto per la prima volta si faceva strada in lei..

”……e si sposa tra tre giorni…….”

“ Perché non glielo hai mai detto? In tutti questi anni…”

“Oh Agnese per lui sono stata solo e sempre una compagna di giochi e poi come e più di una sorella;non ha mai capito i miei veri sentimenti e io non ho avuto mai il coraggio di esternarli…E lei non lo ama, sai? E’ solo un matrimonio di convenienza;lei è giovane, bella, gli darà dei figli… ma non lo ama , non potrà mai amarlo come lo amo io……….”

Ed Emilia disperata si rifugiò tra le braccia di Agnese.

Appartamento di PALAZZO LANGOSCO

La donna che lo specchio dalla splendida cornice rococò  rifletteva, era di una rara bellezza; i capelli di un rosso tizianesco e che incorniciavano un ovale perfetto appena rosato, erano raccolti graziosamente, alti sulla nuca e con alcuni riccioli ribelli rovesciati sulla fronte. Un'impalpabile "robe en chemise" in tulle color panna circondava le belle spalle, rivelando più che nascondendo il resto del corpo.

Nei grandi occhi color smeraldo , dal taglio leggermente obliquo,che  illuminavano il viso vi era però un qualcosa di rapace e di ambiguo…

“ Oggi mi sembri particolarmente splendida, ma cherie…” L’uomo che aveva profferito il complimento si allungò indolente sul letto sfatto, sollevandosi su un gomito ; a quelle parole la donna , seduta davanti alla toilette,  compiaciuta si volse e gli lanciò un breve sguardo complice ..

“ Io sono sempre splendida Armande, lo sai!Piuttosto…sei riuscito ad ottenere l’invito per il matrimonio?”

“ Mia cara merveilleuse……….-con fare annoiato l’uomo si alzò dal letto- non hai un’ idea di come mi sia costato chiedere questo piccolo favore ai miei cari e nuovi amici;lo sai che non chiedo mai. Io pretendo……..”

“ E in questo siete di una terribile volgarità , Armande”

“ Ma per il resto ho buon gusto, n’est pas? “ E la mano dell’uomo iniziò impercettibilmente ad accarezzare la dolce linea del collo………

“ C’è chi , anche qui, non mi può negare niente, Angelique……….Cosa poi, …un piccolo favore, per due stranieri, annoiati, ricchi, che vogliono partecipare all’unico evento invitante che si svolgerà in questi luoghi……….Comunque, ma cherie, se non ti conoscessi bene…………e ti conosco, vero? Molto intimamente ………..direi che questa tua curiosa  insistenza nel voler partecipare al ballo dei Ristori è strana .Perchè ci vuoi andare?”

“ Mio caro amico, voi avete i vostri  segreti, non è vero?........e quindi lasciatemi i miei…….. Sappiate però che quando progetto una cosa, potete avere la certezza che la condurrò sempre a buon termine……… qualunque essa sia……………”

Afferrandole la mano, Armande sfiorò le dita con le labbra, un lampo malizioso nello sguardo

“ Sono lieto di sentirvelo dire.ma……….sapete..non vorrei che i nostri segreti si intralciassero a vicenda………….sarebbe disdicevole, non trovate?” E giocando con il primo fiocco della vestaglia, lo tirò leggermente, rivelando l’attaccatura dei seni…

Angelique rise brevemente

“ Non vi preoccupate, cittadino Armande, non capiterà……..mai”

Cripta dell’ABBAZIA DI LUCEDIO

Nel buio della notte, solo una piccola falce di luna faceva da compagnia al cavaliere solitario che con furia risaliva l’argine del fiume, spingendo il cavallo verso il sentiero nascosto che fiancheggiava l’argine; il rumore degli zoccoli, risuonava cupamente nella calma  della campagna , accompagnato dall’ansito del cavallo .

Si era intanto levata una sottile brezza che faceva stormire le fronde degli alberi………..

Improvvisamente il sentiero si aprì  in una radura ,ai margini della quale un’ombra minacciosa sembrava erigersi:erano le rovine dell’antica abbazia, scansate dai più per superstizione e per le leggende che quelle mura avevano sempre suscitato .Il cavaliere scese velocemente dal cavallo, lanciò le briglie ad un servo apparso dal nulla e afferrata una torcia si inoltrò tra i rovi che circondavano la costruzione, fino a raggiungere una stretta apertura : con decisione entrò e si trovò a percorrere una lunga scalinata che portava fino ad una grande stanza dall’ampia volta.

 Nella cripta illuminata da alcune torce, infisse sui cerchi di ferro che circondavano le grandi colonne, un gruppo di uomini  mascherati accolse l’ultimo arrivato con un mormorio di sollievo.

“ Bene, direi che siamo arrivati tutti…….” L’uomo che aveva parlato avanzò verso il centro della stanza; la maschera di seta color rosso sangue che gli nascondeva il volto, sotto la luce delle torce sembrava emettere bagliori sinistri.

“Amici , compagni,fratelli……………mi rivolgo a voi ………ai fedeli sudditi di sua maestà.

Vi ho voluto convocare perché è ormai  ora di prendere una decisione……E’ora di scacciare questi francesi arroganti che  non fanno altro che devastare e, in nome della libertà, distruggono anche tutto quello che è sacro.

Saccheggiano le chiese, depredano i palazzi, rubano mobili, cavalli , oggetti preziosi, stuprano, uccidono….fino a quando li lasceremo fare ? Nizza e la Savoia perse , annesse alla Francia……come se non bastasse hanno avuto dal trattato libera disponibilità di strade e fortezze..

 Eppure a maggio gran parte del Monferrato si è sollevata  per le angherie dei francesi……e solo qualche giorno fa  a Chieri, gli stessi cittadini hanno reagito  ed ucciso non pochi fomentatori di ribellione. La gente di Valpolcevera e di Fontanabuona è insorta,  contro chi è venuto a predicare uguaglianza e libertà ma ha portato solo guerra e miseria………amici, siamo stati insieme a Millesimo e Mondovi….sul colle della Cosseria , accerchiati da forze cinque volte a noi superiori, ci siamo battuti con coraggio , per un giorno e una notte e abbiamo ceduto infine  si ma con l’onore delle armi …Il Direttorio odia la monarchia sabaudia e Napoleone pensa solo di annetterci alla Francia!.E’ ora amici miei di risollevare la fronte ……..e di combattere contro questi invasori.

A morte!.......... A morte i francesi!”

“ A morte!” come un solo grido l’urlo riecheggiò sotto le ampie volte……..

RIVOMBROSA- BIBLIOTECA DEL CASTELLO

Nella penombra della biblioteca la voce dell’uomo si era ridotta ad un sussurro

“ La situazione conte Ristori è ulteriormente peggiorata………….dieci giorni fa  un gruppo di novatori ha tentato di rapire il Re vicino a Rivoli…….l’assalto è stato respinto e i ribelli impiccati……..questo è logicamente un ennesimo  tentativo dei Francesi ; senza il Re non vi sarebbero più ostacoli all’annessione del Piemonte con la Francia…………”

“E il principe di Carignano?”

“ Non può o non vuole assumere un ruolo attivo in questo momento…….”

“ Che cosa proponete?”

“Armare i contadini, formare delle piccole bande……..che assaltino i francesi isolati….e facciano terra bruciata attorno a loro…..il popolo non li segue e non li seguirà mai…. la Grande Armata è senza scarpe e senza paga da molti mesi; Napoleone ha promesso ai suoi le nostre terre……le pagherà ben care!………”

“ I miei contadini sono allo stremo……. I continui saccheggi nei campi  e nelle case da parte dei disertori e degli sbandati hanno aggravato la situazione………l’inverno trascorso è stato terribile e .anche in questa zona la carestia si è fatta sentire… molti se ne sono andati ……..ma..tenterò…”

“ I contadini vi amano………..e sono sempre stati fedeli ai Ristori e alla memoria di vostro padre..”

“ Tenterò”

GIARDINI DI PALAZZO RISTORI

“ La citroniera non è mai stata così bella, vero Giannina?”

Agnese si era alzata di buon mattino e , complice una splendida giornata di sole , aveva deciso di fare una breve passeggiata nei giardini del palazzo, tra le siepi di bosso del labirinto e le grandi aiuole di rose del giardino alla francese ..ma poi , incuriosita, era entrata nella grande serra dove ferveva l’attività dei servi che, agli ordini di Bianca e Giannina, stavano preparando le decorazioni per il grande ballo nel quale il conte Martino Ristori avrebbe presentato a tutta la nobiltà la sua futura sposa..

Agnese era sempre rimasta affascinata dall’intreccio di rami formato dalle piante e creatosi nell’arco di decenni ….il soffitto, le pareti, anche le grandi porta-finestra che si aprivano sui terrazzi prospicienti i giardini, erano invasi e avviluppati da una  foltissima ed intricata vegetazione…..Agnese da bambina non si sarebbe certo meravigliata al veder comparire tra un tralcio di edera ed un ramo di glicine il musetto gentile di una fata………….era il suo luogo segreto, dove si rifugiava quando le prendeva la malinconia e dove si nascondeva fino a quando Amelia, non veniva a snidarla e la trascinava via dopo un bacio affettuoso…….

Giannina sorrise

”Contessina volete aiutarmi ad intrecciare queste ghirlande?”

“ Sono bellissime…..e dove le metterete?

“ La contessina Emilia pensava di decorare in questo modo lo scalone…”

“Staranno d’incanto….…mia cugina ha sempre avuto un gusto squisito.”

Bianca che ascoltava, disponendo le rose nei vasi, improvvisamente si rabbuiò……ricordava altre mani, altre decorazioni gioiose che tanto tempo prima qualcuno aveva preparato con la stessa gioia e fervore………

“ Giannina, non ci sono più rami d’edera per chiudere questo mazzo……………e le corde……

.i nastri………...dove sono finiti i nastri color giunchiglia? Sono sicura che sono stati ritirati nella mia scatola ………giù in cantina……..ti ricordi?”

“ Va bene, va bene- Giannina affrettatamente interruppe Bianca- vedo di ritrovarteli….con la scatola che li conteneva! ..-esitò- Volete venire anche voi contessina?Scommetto che non avete mai visto le cantine del castello……..”

“ Oh, sì Giannina, con piacere………oggi sono in animo di grandi scoperte..”

Ed Agnese ridendo e chiacchierando amabilmente seguì la domestica attraverso il dedalo delle stanze della servitù ,dal primo piano giù giù per le ripide scale che scendevano nei sotterranei.

Effettivamente Agnese nelle sue scorribande non era mai riuscita a mettere il naso in quelle cupe cantine, un po’ perché il  buio l’aveva sempre intimorita, un pò perché Amelia ben difficilmente l’avrebbe permesso..ma ora seguiva baldanzosa e incuriosita Giannina  che la precedeva con una candela e un gran mazzo di chiavi.

“ Sono anni che non scendo qua sotto….generalmente ci vengono Titta o gli altri uomini per portare quello che non serve…..vediamo..”E così dicendo aprì una porta di legno sgangherata che rivelò dietro di sé una lunga sequenza di stanze ingombre e stracolme di vecchi dipinti, sedie, mobili che avevano di certo conosciuto tempi migliori ma che , scesi dai piani alti,  ora ammuffivano malinconicamente in qualche angolo.

Agnese era affascinata da tutto ciò e mentre Giannina procedeva in quella confusione alla ricerca della scatola dei nastri di Bianca, si fermava ogni tanto a raccogliere un libro, una stoffa, un soprammobile, a sbirciare dentro a una cassa, levando esclamazioni di stupore ogniqualvolta qualcosa di particolarmente strano le capitava sottomano.

C’era nella prima stanza un vecchio baule, non particolarmente intarsiato o ricco di modanature,che aveva solleticato la sua curiosità…sembrava ad Agnese di aver ritrovato un vecchio amico..

Giannina la vide ferma e notò il baule……..” Era di vostra madre”, poi quasi dispiaciuta di quello che aveva detto continuò le sue ricerche, lasciando Agnese nella stanza……

La giovane si inginocchiò lentamente davanti al baule  ed iniziò a sfiorarlo con le dita…”Mia madre..” e poi con ansia, cercò e fece scattare la serratura e l’aprì……………….un lieve profumo d’altri tempi l’avvolse e la fece trasalire; con gesti inizialmente incerti poi sempre più affrettati iniziò a perlustrarne l’interno, alla ricerca  senza saper bene di che cosa…Una serie di corpetti, gonne, sottogonne e grembiuli, scialli , traboccava ora dal baule….più sotto un ventaglio, una parrucca bianca, lettere, dei libri, quanti libri leggeva Elisa!...Lo aveva quasi svuotato quando si accorse di un piccolo libro, meglio , un quaderno dalla copertina di cuoio, chiuso da un laccio dello stesso materiale,  che lo avvolgeva più volte,… nascosto in un angolo , proprio in fondo al baule ,sotto una coperta damascata .

Esitò,.come se stesse per entrare in un mondo non suo e dovesse quasi chiederne il permesso;commossa,  ma vogliosa nello stesso tempo di ritrovare qualcosa di quella madre della quale restava in lei solo una tenerezza infinita.

Giannina intanto, dopo aver passato in rivista scatole e scatoloni, aveva trovato la famosa scatola di Bianca. Sospirò; si ricordava perfettamente quando era stata utilizzata l’ultima volta e sperò ardentemente in una miglior fortuna per quei nastri che mani innamorate avevano intrecciato in ghirlande d’amore…..

Restò sorpresa, ritornando sui suoi passi , nel vedere Agnese seduta su una vecchia poltrona sfondata, immersa nella lettura di……….un qualche cosa che Giannina ricordava benissimo, anche se erano ormai passati più di venti anni.” Oddio..è il diario di vostra madre….l’avete trovato!”

Agnese alzò lo sguardo……….uno sguardo improvvisamente triste e commosso.

“ Vi spiace Giannina se mi fermo un poco qui? Lasciatemi la candela……e non vi preoccupate!...Vorrei restare sola……per un po’.”

BIBLIOTECA DI PALAZZO RISTORI

Al rumore improvviso della porta che si apriva Martino  alzò gli  occhi , tralasciando le carte e i contratti che stava consultando 

“ Agnese! Finalmente.. dove ti sei nascosta durante tutta la mattinata? Ti ho fatto cercare perché……..” Martino si interruppe bruscamente, guardando con curiosità la sorella…ma dove diavolo era finita? Spettinata, l’abito impolverato………….allarmato , come sempre quando era preoccupato, si alzò dalla sedia e  l’aggredì” Insomma si può sapere che cosa hai combinato? Guarda come ti sei conciata!”

“ Martino……….come è morta nostra madre?”

Il conte Ristori ammutolì……….”Perché lo vuoi sapere?”

“ Non sono più una bambina Martino………voglio sapere quello che mi avete sempre nascosto….voglio sapere come è morta nostra madre”

Martino si rivolse verso la grande finestra……..il suo sguardo sembrava perso nel nulla……..

“Dimmi, ti prego..o..”

“Ero preoccupato perché non l’avevo ancora vista rientrare……non era da lei rimanere così tanto tempo fuori………sapevo dove era andata….ci andava sempre…anche quella volta ……doveva portargli qualcosa…….la sua  spada…e le andai incontro 

La trovai aggrappata alla lapide della tomba ……..qualcuno le aveva sparato alle spalle………ma non era morta , quando arrivai:… Mi si spense tra le braccia…….e non potei fare niente, né chiamare qualcuno, gridare,……..niente:se ne andò così………..non mi riconobbe, sai?”

 Agnese circondò con le braccia le forti spalle del fratello..

“Perché dici così?”

“ Per le sue ultime parole……..sorrideva……..sembrava felice…..”

“ Quali furono le sue ultime parole?”

“ Fabrizio……..chiamò nostro padre………Fabrizio”

E Martino scoppiò in pianto…………..

“ Chi è stato?”

Martino stancamente ritornò verso la scrivania..

“ Non si è mai saputo con certezza”

“ Ma avrete avuto dei sospetti…non è possibile….perchè?”

Martino si sentiva spingere indietro negli anni, verso quel terribile pomeriggio…………si rivedeva ai piedi della tomba di Fabrizio, stretto ad Elisa moribonda…..disperato l’aveva chiamata più volte ed Elisa aveva aperto gli occhi……..ma non l’aveva guardato.. come se stesse vedendo qualcosa dietro di lui…….. poi si era come illuminata…..e quel nome……..

“ Non lo so, non lo so- e l’angoscia che l’aveva attanagliato in tutti quegli anni finalmente si manifestava nelle sue parole

“ Non Victor, no, non Victor, lui l’amava, non le avrebbe mai fatto del male.”.. e se invece fosse stato lui.. per non lasciarla a quell’altro…era un pensiero terribile..

“Victor?”

“Victor, Victor Benac….è stato un padre per me Agnese…..tu non puoi ricordare.. eri troppo piccola.”

“ Ho un vago ricordo di un signore gentile e premuroso………”

“ Quando trovai Elisa moribonda pensai a lui……..ma non è possibile!. Lo cercai in seguito…e lo trovai nel suo studio…………si era ucciso con un colpo di pistola…..”

“ Che orrore..”

“ Ma non poteva essere stato lui., capisci Agnese, non l’avrebbe colpita alle spalle. .e non lì.. non sulla tomba di nostro padre……….Sono vent’anni che questo ricordo mi angoscia……..amavo troppo Victor, non posso, non voglio vederlo come l’assassino di Elisa……….Mi farebbe troppo male”

Si udiva in lontananza il rumore di un tuono………un’.improvvisa folata di vento smosse le tende e aprì con forza la finestra appena socchiusa……………

“Chi poteva allora  odiarla così?”

“ Agnese……..io ho sempre avuto un sospetto ma ..è una follia lo so………c’è una donna che ha attraversato molte volte la vita dei nostri genitori, una donna che può anche odiare te, me….e che desidera la morte di tutti noi.. per vendetta…………..per amore e per vendetta……….pensavo fosse morta……..credevo fosse morta…………ma cinque anni fa l’ho rivista.. Non so se è ancora viva…ma io la temo………non posso provarlo ……….ma io credo che sia stata lei……non so come ci sia riuscita…ma solo lei aveva una ragione per odiare nostra madre………perchè amava nostro padre………stai attenta Agnese, quella donna è il demonio……e se è ancora viva prima o poi tornerà per compiere la sua vendetta”.

La pioggia iniziò a cadere con violenza …Agnese si strinse al fratello..

“E noi l’aspetteremo…insieme….”

La lettura del diario di Elisa aveva sconvolto Agnese ed operato su di lei un curioso effetto…..Sembrava ad Agnese di non aver mai visto bene  quello che l’aveva sempre circondata dall’infanzia…..riscopriva ora con gli occhi di Elisa i grandi giardini, i lunghi corridoi, le tante stanze del palazzo….e si sorprendeva a volte a sfiorare  porte, affreschi, piccoli particolari, su cui sapeva si era soffermato lo sguardo materno…

Chiese ed ottenne da una perplessa Bianca l’indicazione della vecchia stanza di Elisa e restò per parecchie ore seduta su quel caro letto, senza un particolare motivo…….

Visitò la stanza del padre, quella stanza in cui Elisa aveva conosciuto l’amore e il dolore………...e riscoperse così anche una figura paterna…che amò, incondizionatamente, come l’aveva amata sua madre………ne palesò il carattere, i tratti, lo sguardo………..

E pianse…..ritrovando in quel percorso interiore non solo il padre e la madre perduti , ma anche se stessa.