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[ Generale ] 03 Maggio, 2008 18:35

 La favola inizia nel più classico dei modi: c'erano una volta, in una città, un re e una regina, che avevano tre figlie. L'ultima, Psiche, è bellissima, tanto da suscitare la gelosia di Venere, la quale prega il dio Amore di ispirare alla fanciulla una passione disonorevole per l'uomo più vile della terra. Tuttavia, lo stesso Amore si invaghisce della ragazza, e la trasporta nel suo palazzo, dov'ella è servita ed onorata come una regina da ancelle invisibili e dove, ogni notte, il dio le procura indimenticabili visite. Ma Psiche deve stare attenta a non vedere il viso del misterioso amante, a rischio di rompere l'incantesimo. Per consolare la sua solitudine, la fanciulla ottiene di far venire nel castello le sue due sorelle; ma queste, invidiose, le suggeriscono che il suo amante è in realtà un serpente mostruoso: allora, Psiche, proprio come Lucio, non resiste alla curiositas, e, armata di pugnale, si avvicina al suo amante per ucciderlo. Ma a lei il dio Amore, che dorme, si rivela nel suo fulgore, coi capelli profumati di ambrosia e le ali rugiadose di luce e il candido collo e le guance di porpora. Dalla faretra del dio, Psiche trae una saetta, dalla quale resta punta, innamorandosi, così, perdutamente, del'Amore stesso. Dalla lucerna di Psiche una stilla d'olio cade sul corpo di Amore, e lo sveglia. L'amante, allora, fugge da Psiche, che ha violato il patto. L'incantesimo, dunque, è rotto, e Psiche, disperata, si mette alla ricerca dell'amato. Deve affrontare l'ira di Venere, che sfoga la sua gelosia imponendole di superare quattro difficilissime prove, l'ultima delle quali comporta la discesa nel regno dei morti e il farsi dare da Persefone un vasetto. Psiche avrebbe dovuto consegnarlo a Venere senza aprirlo, ma la curiosità la perde ancora una volta. La fanciulla viene allora avvolta in un sonno mortale, ma interviene Amore a salvarla; non solo: il dio otterrà per lei da Giove l'immortalità e la farà sua sposa. Dalla loro unione nascerà una figlia, chiamata Voluttà. 
[ Generale ] 19 Agosto, 2007 15:14

Antonio sedette sul bordo arrotondato della fontana e fissò lo sguardo su Martino, appoggiato alla balaustra e curiosamente assorbito dalla lettura del volume di “Filosofia Antica” che reggeva tra le mani. Proprio in quel momento, Elisa passò alle spalle del figlio, gli rivolse un saluto distratto e continuò a scendere la scalinata di pietra, dirigendosi a passo spedito verso le scuderie, senza tuttavia notare la presenza dell’amico, né che egli facesse alcun gesto per richiamare la sua attenzione.

Quella di ozioso spettatore dell’altrui adoperarsi, era un’occupazione alquanto insolita per il dottor Ceppi;  l’espressione amara che gli incupiva lo sguardo sarebbe, d’altronde,  bastata a rivelare, in lui, pensieri tutt’altro che lievi e indolenti.

Socchiuse gli occhi e abbandonò il capo all’indietro, chiedendosi quale avrebbe potuto essere la reazione della cognata, se avesse potuto sospettare, sia pure in minima parte, ciò che si celava dietro la sua lealtà inossidabile.

Da più di quattro anni Antonio si dibatteva, con un atroce senso di rimorso, tra il vincolo indissolubile del giuramento fatto all’amico di sempre, e il debito di fedeltà nei confronti delle persone che gli erano più care. La scelta si era rivelata ardua, eppure necessaria e irrevocabile.

Quando Fabrizio lo aveva reso, per la prima volta, partecipe di quelle che, allora, gli erano apparse solo come delle assurde farneticazioni, cercando di coinvolgerlo nel piano folle che prefigurava la propria sparizione dalla scena, aveva provato in tutti i modi di dissuaderlo.

 (Continua)
[ Generale ] 01 Luglio, 2007 17:37

Credevate che la prima serie di Elisa di Rivombrosa fosse terminata alla 13° puntata? beh per le stordite e gli storditi non è così.... anzi sarebbe più corretto dire che per noi non esiste nemmeno una prima serie , ma semplicemente l'unica ed irripetibile storia di Elisa di Rivombrosa: una favola eterna ed avvincente che ha affascinato e "stordito" milioni di telespettatori e proprio in virtù di quell'affetto che ci lega a questa bellissima storia eccovi la 14° puntata il finale che tutti avremmo voluto vedere.

Un grazie particolare a tutti coloro che hanno collaborato a questa impresa ( i nomi li troverete alla fine della puntata) e alla pazienza di chi ha saputo aspettare che questo finale apparisse anche sul blog delle stordite :)

 

 (Continua)
[ Generale ] 03 Giugno, 2007 15:58

 

 

La favola inizia nel più classico dei modi: c'erano una volta, in una città, un re e una regina, che avevano tre figlie. L'ultima, Psiche, è bellissima, tanto da suscitare la gelosia di Venere, la quale prega il dio Amore di ispirare alla fanciulla una passione disonorevole per l'uomo più vile della terra. Tuttavia, lo stesso Amore si invaghisce della ragazza, e la trasporta nel suo palazzo, dov'ella è servita ed onorata come una regina da ancelle invisibili e dove, ogni notte, il dio le procura indimenticabili visite. Ma Psiche deve stare attenta a non vedere il viso del misterioso amante, a rischio di rompere l'incantesimo. Per consolare la sua solitudine, la fanciulla ottiene di far venire nel castello le sue due sorelle; ma queste, invidiose, le suggeriscono che il suo amante è in realtà un serpente mostruoso: allora, Psiche, proprio come Lucio, non resiste alla curiositas, e, armata di pugnale, si avvicina al suo amante per ucciderlo. Ma a lei il dio Amore, che dorme, si rivela nel suo fulgore, coi capelli profumati di ambrosia e le ali rugiadose di luce e il candido collo e le guance di porpora. Dalla faretra del dio, Psiche trae una saetta, dalla quale resta punta, innamorandosi, così, perdutamente, del'Amore stesso. Dalla lucerna di Psiche una stilla d'olio cade sul corpo di Amore, e lo sveglia. L'amante, allora, fugge da Psiche, che ha violato il patto. L'incantesimo, dunque, è rotto, e Psiche, disperata, si mette alla ricerca dell'amato. Deve affrontare l'ira di Venere, che sfoga la sua gelosia imponendole di superare quattro difficilissime prove, l'ultima delle quali comporta la discesa nel regno dei morti e il farsi dare da Persefone un vasetto. Psiche avrebbe dovuto consegnarlo a Venere senza aprirlo, ma la curiosità la perde ancora una volta. La fanciulla viene allora avvolta in un sonno mortale,

ma interviene Amore a salvarla; non solo: il dio otterrà per lei da Giove l'immortalità e la farà sua sposa. Dalla loro unione nascerà una figlia, chiamata Voluttà. 
[ Generale ] 26 Maggio, 2007 20:51

Questo è uno stupendo quadro di Caspar David Friedrich,della seconda metà del '700 e si intitola Uomo e Donna Contemplano La Luna. Io lo definirei un dipinto dell'anima sebbene il soggetto in questione rappresenti un paesaggio del tutto reale: un uomo e una donna che osservano il calare della luna.

Ma la natura è qui rappresentata in modo così etereo, sognante da renderla paradossalmente innaturale, o meglio soprannaturale. E' la stessa sensazione che ho provato quella notte di agosto una diecina di anni fa quando, distesa sul terrazzino in cima alla casa della mia amica,tra un pettegolezzo e l'altro mi sono soffermata a guardare le stelle. Era come se per un attimo l'universo si fosse mostrato a me in tutta la sua grandezza. Ed io mi sono sentita così piccola al suo cospetto ma anche così grande nel farne parte. Tornano alla mente i versi del caro Leopardi, versi che stranamente ho faticato a ricordare durante le mie interrogazioni a scuola, ma che dinnanzi a questo quadro affiorano come per magia:

Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare

(l'Infinito)

Ed ecco altre poesie che descrivono in maniera eloquente la magia di questo dipinto:

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.
A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.
Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?
E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.
Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

( Abbiamo Perso, P. Neruda) Grazie a Sissi66

Vedi notte, serena, lucente,
Pura, azzurra, stellata, ridente;
I venti fuggiro,
Le nubi svaniro,
Si fan gli arboscelli
Più verdi e più belli;
Gorgogliano i rivi
Più freschi, e più vivi;
Scintilla alla Luna
La tersa laguna.
Vedi notte, serena, lucente,
Pura, azzurra, stellata, ridente

( Dai Canti di Ossian) Grazie a Pepianov

IN SORDINA

Calmi nella penombra
che gli alti rami diffondono
penetriamo il nostro amore
di questo silenzio profondo.

Fondiamo le anime, i cuori
e i nostri sensi rapiti,
in mezzo ai vaghi languori
dei corbezzoli e dei pini.

Socchiudi gli occhi, le braccia
incrocia sopra il tuo petto,
dal cuore sopito discaccia
per sempre ogni progetto.

Lasciamoci persuadere
cullati dal dolce fiato
che increspa fino ai tuoi piedi
le onde fulve del prato.

E quando, solenne, la sera
dai neri querceti cadrà,
voce che per noi si dispera,
l'usignolo canterà.

(Paul Verlaine) grazie a Dordogne

Un punto microscopico brilla, poi un altro,poiun altro:è l'impercettibile,è l'enorme.Questo lumicino è un focolare, una stella,un sole, un universo;ma questo universo è niente.Ogni numero è zero di fronte all'infinito. L'inaccessibile unito all'impenetrabile , l'impenetrabile unito all'inesplicabile, l'inesplicabile unito all'incommensurabile: questo è il cielo."

(V. Hugo)
Grazie a Jacqueline

E' oggi: tutto l'ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell'aurora.

Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,

e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.

Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna.

(P Neruda) Grazie a Sissi66

CIRCOSPEZIONE

Dammi la mano, trattieni il respiro, sediamoci
sotto quest'albero immenso dove muore la brezza
in sospiri ineguali sotto grigi rami
che il chiaro di luna scialbo e dolce accarezza.

Stiamo fermi, gli occhi abbassati alle ginocchia.
Non pensiamo, sogniamo.Lasciamo fare alla gioia
che se ne fugge e all'amore che finisce
e ai capelli sfiorati dalle ali dei gufi.

Dimentichiamo di sperare. Discreta e contenuta
l'anima di ognuno di noi prolunghi
questa calma e questa morte serena del sole.

Rimaniamo in silenzio nella pace notturna:
non è bene molestare nel suo sonno
la natura, questo dio feroce e taciturno.

(Paul Verlaine) Grazie a DordognePlacida notte, e verocondo raggio
della cadente luna;e tu che spunti
fra la tacita selva in su la rupe,
nunzio del giorno; oh dilettose e care
mentre ignote mi fur l'erinni e il fato,
sembianze agli occhi miei......
Bello il tuo manto, o divo cielo, e bella
sei tu,rorida terra. Ahi di codesta
infinita beltà parte nessuna
alla misera Saffo i numi e l'empia
sorte non fenno.....

(Leopardi) Grazie a Jacqueline

SERA

Tre pioppi immensi
e una stella.

Il silenzio morso
dalle rane, somiglia
a un velo decorato
con piccoli nèi verdi.

Dentro il fiume,
un albero secco
è fiorito in cerchi
concentrici.

E ho sognato sopra l'acqua,
la moretta di Granada

(Garcìa Lorca) Grazie a Dordogne

 


O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
queste notti frenetiche sarebbero
la nostra estasi!

Futili i venti
a un cuore in porto:
ha riposto la bussola, ha riposto la carta.

Vogar nell'Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
stanotte in te!

(Emily Dickinson) grazie a Dordogne

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