[ Generale
]
03 Giugno, 2007 15:58
AMORE E PSICHE

La favola inizia nel più classico dei modi: c'erano una volta, in una città, un re e una regina, che avevano tre figlie. L'ultima, Psiche, è bellissima,
tanto da suscitare la gelosia di Venere, la quale prega il dio Amore di ispirare alla fanciulla una passione disonorevole per l'uomo più vile della terra. Tuttavia, lo stesso Amore si invaghisce della ragazza, e la trasporta nel suo palazzo, dov'ella è servita ed onorata come una regina da ancelle invisibili e dove, ogni notte, il dio le procura indimenticabili visite. Ma Psiche deve stare attenta a non vedere il viso del misterioso amante, a rischio di rompere l'incantesimo. Per consolare la sua solitudine, la fanciulla ottiene di far venire nel castello le sue due sorelle; ma queste, invidiose, le suggeriscono che il suo amante è in realtà un serpente mostruoso: allora, Psiche, proprio come Lucio, non resiste alla curiositas, e, armata di pugnale, si avvicina al suo amante per ucciderlo. Ma a lei il dio Amore, che dorme, si rivela nel suo fulgore, coi capelli profumati di ambrosia e le ali rugiadose di luce e il candido collo e le guance di porpora. Dalla faretra del dio, Psiche trae una saetta, dalla quale resta punta, innamorandosi, così, perdutamente, del'Amore stesso. Dalla lucerna di Psiche una stilla d'olio cade sul corpo di Amore, e lo sveglia. L'amante, allora, fugge da Psiche, che ha violato il patto. L'incantesimo, dunque, è rotto, e Psiche, disperata, si mette alla ricerca dell'amato. Deve affrontare l'ira di Venere, che sfoga la sua gelosia imponendole di superare quattro difficilissime prove, l'ultima delle quali comporta la discesa nel regno dei morti e il farsi dare da Persefone un vasetto. Psiche avrebbe dovuto consegnarlo a Venere senza aprirlo, ma la curiosità la perde ancora una volta. La fanciulla viene allora avvolta in un sonno mortale, 
ma interviene Amore a salvarla; non solo: il dio otterrà per lei da Giove l'immortalità e la farà sua sposa. Dalla loro unione nascerà una figlia, chiamata Voluttà.
[ I nostri racconti
]
03 Giugno, 2007 14:41
EDR3:AGNESE E MARTINO V PUNTATA
STATO MAGGIORE DELL’ARMATA D’ITALIA
“Cittadino generale..” il soldato semplice esitava a rivolgersi al suo comandante che ultimamente, aveva notato, si irritava per un nonnulla.
“ Che vuoi, soldato?”
“ C’è un borghese.. il cittadino Desmoulins che vi vuole parlare”
Il generale corrugò le sopracciglia.. chi poteva essere questo borghese che si spingeva fino al suo accampamento…il nome non gli era nuovo…forse qualche spia inviatagli da Barras..
Da quando aveva avuto l’ardire di contraddirlo durante l’assedio di Tolone, il membro del Direttorio lo adorava……stranezze di politici ! Imprecò sottovoce; odiava dover rendere conto ai membri del Direttorio che lo pressavano e gli chiedevano sempre vittorie. e soprattutto soldi per le esauste finanze dello stato…In un momento di esasperazione aveva chiesto ai membri del governo se si aspettassero da lui miracoli….con 7 franchi di paga per soldato!
“Fatelo passare”
Armande Desmoulins avanzò tranquillamente verso il centro della tenda
“ Buongiorno cittadino generale…sono il cittadino Armande Desmoulins.”
“ Non credo di avere mai avuto il piacere della vostra conoscenza….ci conosciamo cittadino?”
“ Mio caro generale…direi che abbiamo degli amici in comune, a Parigi ,ça va!”
“ Non ho molto tempo cittadino; ditemi cosa volete e chi vi manda!”
Armande rise brevemente
“ Diciamo che voglio farvi un favore ..e non mi manda nessuno, state tranquillo diciamo che sono qui solo per un mio interesse personale , generale….”
“ Non sono abituato a ricevere favori, specie da un borghese, monsieur!E generalmente gli interessi degli altri non coincidono mai con i miei”
“ Oh,oh ma in questo caso credo che potremmo trovare un terreno di intesa;in fondo ,se la memoria non mi inganna, ci siamo già fatti reciprocamente qualche piccolo favore….qualche anno fa ad Antibes, generale…..il 9 termidoro.”
Il generale trasalì e guardò fisso negli occhi Armand.
“ Ah, vedo che cominciate a ricordare…….E’ stata un’esperienza disdicevole, n’est pas? Povero Augustin, così giovane…finire ì i suoi giorni in quel modo sulla ghigliottina …voi siete stato invece più fortunato, …non c’erano prove, in fondo . Eravate solo amici….e quindi non potevate certo aver complottato con lui …e con Robespierre…contro la Repubblica!..”
“ Non c’erano prove, cittadino, se ben ricordate..”
“ Già, ma ..le prove si possono anche far scomparire, no? Comunque generale, non sono certo venuto solo per ricordare con voi dei fatti così lontani e poco piacevoli per tutti noi..no,no, ripeto sono venuto solo per fare il mio buon dovere di cittadino….”
“ Se mi ricordo bene voi avete per lo meno un’idea curiosa di cosa sia il dovere e soprattutto l’onore….”
“Sempre molto diplomatico generale….come vi chiamavano dopo quelle terribili giornate di Parigi? Ah, già il generale Vendemmiaio… però,anche le vostre truppe, se mi consentite, non mi sembrano ultimamente molto inclini a rispettare né il dovere né l’onore”
“Non fatemi passare per un capo di briganti , cittadino!….ho dovuto giustificare, per necessità e per qualche giorno i saccheggi, perché i miei uomini avevano fame, .Ma ora basta:fucilazione immediata per chi ruba, disonore per i reparti che hanno fatto razzie, destituzione per quegli ufficiali che hanno partecipato ai saccheggi..”
“ Nessuno meglio di me vi stima e soprattutto conosce il vostro alto senso morale.. , purtroppo a volte i proclami possono restare lettera morta…se non vengono applicati..”
“ Ho fatto fucilare proprio ieri alcuni soldati e un caporale che avevano rubato arredi sacri in una chiesa”
“ Bien..avete fatto benissimo…è sempre utile ricordare al nemico ma anche all’amico chi comanda……credo però che dovrete fucilare anche qualche piemontese non ancora ben convinto di tutto ciò…- il gentiluomo francese abbassò la voce- So per certo che alcuni nobili piemontesi stanno organizzando piccole bande di contadini per attaccare e uccidere i soldati francesi. che avete lasciato a presidiare forti e strade delle vostre retrovie”
“ Voglio quei nomi!”
“ Ne ero sicuro..ma capirete generale che non è così semplice…questi contadini difendono i loro padroni spasmodicamente…è difficile farli tradire anche se diciamo che di mezzi ne conosco parecchi e molti decisamente efficaci…inoltre credo che il console francese non creda nelle mie ottime capacità….e non abbia alcuna intenzione di aiutarmi!Ho perciò bisogno di uomini fidati per riuscire a trovarli e a prenderli.”.
“ Li avrete, …….ma voglio che questi sedicenti patrioti cadano nelle mie mani vivi……..per farli impiccare davanti alle loro famiglie e ai loro amici; ricorderemo così a questi piemontesi che è vano opporsi al generale Bonaparte“
“ E quando li prenderemo…….voi confischerete i loro averi...ed io diciamo che approfitterò della vostra generosità, n’est pas?”
PALAZZO RISTORI
Il profondo silenzio che regnava generalmente nella biblioteca di palazzo Ristori non era certamente in quel momento sintomo di pace e tranquillità: vi era invece quasi un’atmosfera palpabilmente gelida .
Martino sollevò con irritazione lo sguardo
“ Non se ne parla Costanza. Mai, avete capito? E’un discorso chiuso….non accetterò mai una vostra decisione in tal senso. Voi resterete a palazzo, vi piaccia o non vi piaccia.”
La giovane donna era in piedi, davanti al grande camino, a capo chino , stringendo nervosamente le mani ma alle dure parole di Martino rialzò fieramente il capo
“ Voi non potete ordinarmi un bel niente..anche se ignoro che cosa voi abbiate fatto per meritare l’imperitura gratitudine dei miei genitori……maledetti accordi dotali! Cosa pretendete da me? Amabilità, discrezione, dignità….? Mi avete solo comprata ..ed io non riesco ad avere per voi cortesia e affettuosa considerazione, .come vorrebbe mia madre”
Martino impallidì “ Mi odiate così tanto dunque? Perché solo ora reagite in questo modo ai miei tentativi di cercare un’intesa tra noi?”
“Martino non sarò mai per voi una moglie docile e devota; né una compagna amabile e garbata……non vi amo…e non amo il vostro denaro. Potete tenervelo, voi e la vostra inutile alterigia…”
Uno schiaffo interruppe l’ultima frase: la giovane donna si portò la mano alla guancia….Martino si prese il volto tra le mani…
Costanza indietreggiò lentamente, aprì la porta della biblioteca ed uscì
Agnese , avvisata da Giannina, aveva trovato Martino al buio, nella grande stanza, davanti al fuoco morente ….
” Perché hai chiesto la sua mano Martino ? Solo perché era tuo dovere sposarti?”
“ Ne sono stato attratto Agnese……… ho perduto il mio cuore e gettato al vento ogni possibile ragionevolezza, irretito dalla sua bellezza, dalla perfezione del suo viso, dallo sguardo innocente e dalla sua ritrosa timidezza…ero sicuro che con la dolcezza e la pazienza avrei ottenuto il suo cuore .ma questo pomeriggio Agnese mi sono reso conto di essermi totalmente illuso….Costanza ha respinto il mio amore…mi disprezza , mi odia ….”
“ Ed ora cosa farai?”
“ Vuole andarsene via….ritornare dai suoi….e dimenticarmi per sempre. Oh, Agnese ma io l’amo non posso vivere senza di lei……….non lo avrei mai creduto ma l’amo infinitamente e inutilmente..ormai”
E così dicendo chinò il capo , disperato.
BOSCO DELLA PARTECIPANZA
L’imponente bosco della Partecipanza si estendeva in una fitta selva sin dai tempi medievali tra Crescentino e Costanzana; nell’antichità aveva sempre ispirato un sacro terrore alle popolazioni della zona e aveva dato luogo a leggende e dicerie popolari, Il fitto bosco , costituito da querce, pioppi e dall’invadente robinia , era attraversato da una stretta strada che portava al borgo di Robella : era quindi un luogo dove la popolazione della zona poteva facilmente trasportare e vendere o scambiare merci ed ottenere quindi redditi ma anche una occasione per briganti senza scrupoli per poter razziare facilmente i malcapitati viaggiatori. I briganti sfruttavano sia la trama fitta del bosco che un complesso sistema di sentieri nascosti dal sottobosco, così da riuscire a sorprendere i viaggiatori e da poter in seguito disporre dopo la rapina di una rapida via di fuga.
Vicino ai ruderi dell’abbazia di S.Genuario , che sorgeva ai limiti della selva, un gruppo di cavalieri si era dato appuntamento
I neri mantelli li rendevano irriconoscibili, ma da sotto di essi il luccichio delle armi era facilmente distinguibile, anche nel buio della notte.
“ Amici, questa è la strada che verrà percorsa tra breve dai nostri nemici…stiamo solo aspettando il segnale per agire…mi raccomando, nessuna pietà, non devono esserci prigionieri…ricordate Pavia! Le truppe del Generale Bonaparte l’hanno saccheggiata, messa a ferro e fuoco, e nessuno è stato risparmiato, né donne, né bambini…..e a Verona le truppe del Direttorio hanno massacrato gli insorti ……..non meritano dunque nulla se non il filo delle nostre spade!.”
Un fischio si udì nella notte.
”Arrivano…..sparpagliatevi….”
Il carro degli appaltatori di imposte si muoveva lentamente, scortato da una decina di soldati; il comando francese aveva deciso di utilizzare quella strada un po’ fuori mano, per trasportare i soldi delle tasse e tutto quello che era stato requisito nella zona., con cui pagare il soldo delle truppe
Per tutta la giornata, attraverso i boschi fiancheggianti la strada maestra, il convoglio era stato tenuto d'occhio dai contadini. Ora era il momento di attaccare .
Si udì uno sparo, seguito da un altro; i francesi tentarono disperatamente di tornare indietro, ma la strada, molto stretta, impediva qualsiasi inversione .Urla, grida, nitriti. .alcuni uomini, abbandonate le armi, cercarono rifugio correndo nella boscaglia, ma furono raggiunti dai ribelli e uccisi…..Un soldato francese, che coraggiosamente tentava di difendersi con la baionetta, fu presto circondato e non ebbe scampo; .nel giro di pochi minuti la scorta venne completamente sgominata.
“ Presto, svuotate il carro e rovesciatelo. Voi.. proseguite per la Robella e nascondetevi; ci rivedremo tra tre giorni se Dio vuole a S. Maria ..Viva il re!”
Nel bosco ritornò il silenzio interrotto solo dal gracchiare dei corvi.
PALAZZO SALMATORIS
SEDE DEL CONSOLE FRANCESE IN PIEMONTE
Il console Berthier era paonazzo per la collera
“ E’ una cosa inaudita .L’altro giorno i nostri vengono presi a fucilate mentre cercano di arrestare il prevosto di Cherasco, ,altri sono presi di mira mentre riscuotono il tributo imposto dal generale alla città di Ciriè , a Tortona i contadini si sollevano e uccidono i soldati lasciati nel presidio … come se non bastasse venite a riferirmi che ieri dieci, dico dieci valorosi soldati della repubblica sono stati uccisi e il carro delle tasse sparito, con tutto il suo contenuto ………inqualificabile! cosa dirò ora al generale Buonaparte che ha già dei problemi con il soldo delle truppe…e al quale il Direttorio alla sua richiesta di fondi ha risposto di arrangiarsi.?
Il generale Chabot intervenne pacatamente
“Il Direttorio sostiene che le casse statali siano vuote “
“ Io credo che più che altro siano piene le tasche degli appaltatori di imposte, vere sanguisughe, che versano allo stato solo le briciole di cio' che incassano con le tasse “replicò il maggiore Condorcet
“Signori, signori, è inutile discutere tra di noi ! La situazione è grave; devo assicurare al generale la tranquillità delle retrovie, un continuo flusso di munizioni e vettovagliamento. In questa situazione mi è impossibile mantenere un simile compito!”
“ E’ comunque vergognoso che i nostri soldati siano depredati e uccisi da volgari briganti di strada”
.“ In questo caro Berthier credo siate in errore!”
Il gentiluomo che fino a quel momento era stato in silenzio , seduto sulla poltrona davanti al caminetto si alzò con calma
“ Cittadino Desmoulin, cosa intendete dire?”
“ Penso che forse non si tratti di vile plebaglia..come dite voi caro Berthier ma di qualcuno che vorrebbe farlo sembrare….questi attacchi mirati sono ben studiati a tavolino direi e non sono certo basati sull’improvvisazione di una branco di contadini analfabeti . Secondo il mio modesto parere dovreste cercare tra quegli aristocratici scontenti che sobillano e soffiano sul fuoco “
“Avete qualche idea cittadino Desmoulin?”
“Più che idee sensazioni…solo sensazioni, ma sapete io mi fido molto delle sensazioni..”
“ Spero che le vostre sensazioni portino a dei risultati concreti!Vi ricordo che siete in Piemonte solo per espresso desiderio del generale Jourdan…”
“ Mio caro console….ad ognuno il proprio protettore…e ,visto che siamo in tema,avete .notizie di Madame de Beaumont?”
“ Signori!Signori!- il generale Chabot intervenne- queste discussioni sono fuori di luogo..dobbiamo intervenire, prima che sia troppo tardi e diventi impossibile gestire la situazione. Console, voi cercherete di ottenere un appoggio a corte; non tutti gli aristocratici piemontesi sono contro la Francia..molti sono addirittura contro lo stesso re! Ricorreremo a prestiti forzosi , nei confronti di quelle città che si sono rifiutate di accogliere i nostri soldati…….e voi Desmoulin fate che le vostre supposizioni diventino realtà !Dobbiamo agire signori e in fretta.”
Prossimamente su questo blog
Carissimi, il club delle stordite è orgoglioso di annoverare tra i suoi membri Dordogne, l'autrice di uno dei romanzi più avvicenti ed emozionanti che siano mai stati scritti su questa popolarissima fiction.
Passione, accuratezza e una trama ben strutturata sono stati gli ingredienti alla base di questo racconto che, collegandosi in maniera egregia agli avvenimenti delle due passate serie televisive, danno vita ad una storia completamente originale e non priva di colpi di scena.
Signore e Signori tenevi pronti a riassaporare il vero spirito di EDR.. perchè la favola continua!!
[ Solidarietà
]
27 Maggio, 2007 15:09
E' partita: MISSIONE MIGLIORIAMOCI
IL club delle stordite è un gruppo che fonda i propri principi su valori tanto elementari quanto essenziali: amicizia, amore e rispetto per il prossimo. Ed è proprio nel nome di questi principi che abbiamo sentito l'esigenza di fare qualcosa di concreto e di avviare un nuovo progetto di solidarietà volto a sostenere il lavoro di due associazioni entrambe impegnate a migliorare la qualità della vita dei bambini meno fortunati:Ucodep e Adricesta.
Tramite l'Ucodep, è stato possibile aderire alla campagna di adozioni a distanza in favore dei bambini dell'Ecuador e di partecipare attivamente alla salvagardia del loro diritto all'acqua, al cibo e all'educazione. Il contributo di questa adozione non andrà a beneficio di un solo bambino ma di intere classi delle scuole dell'Equador dove opera Ucodep e verrà impiegato per la creazione di orti per garantire loro una più corretta nutrizione, per l'acquisto di materiale didattico necessario per partecipare alle lezioni, e per assicurare visite mediche e una copertura vaccinale completa.
Grazie ad Adricesta invece è stato possibile sostenere il progetto "un buco nel muro", progetto che si prefigge di sconfiggere l'isolamento dei bambini ricoverati presso i centri oncoematologi per mezzo dell'installazione di centri multimediali e permettere così ai piccoli di rompere il muro di silenzio che li circonda e comunicare con il mondo esterno.
Lo scopo dell'iniziativa Missione Miglioriamoci è quello di sostenere entrambi i progetti riunendoli in un collettivo gesto di solidarietà. Ai partecipanti non è chiesto altro che un versamento trimestrale di 9,50 euro: una piccola cifra che potrebbe fare la differenza che per centinaia di bambini.
Sul blog potrete trovare il materiale informativo fornitoci dalle due associazioni e gli aggiornamenti periodici sull'iniziativa Missione Miglioriamoci e su entrambi i progetti di solidarietà.
Per chi fosse interessato all'iniziativa o semplicemente desiderasse ricevere ulteriori informazioni può lasciare un commento qui sotto o contattarci al seguente indirizzo email: stordite12@yahoo.it
GRAZIE!!!

[ I nostri racconti
]
27 Maggio, 2007 13:26
EDR3:AGNESE E MARTINO IV PUNTATA
RIVOMBROSA
Il grande lampadario che aveva illuminato il primo ballo di Elisa e Fabrizio rispendeva di mille luci e riflessi; alle pareti i personaggi dei grandi affreschi sulla storia di re Arduino sembravano occhieggiare curiosi gli invitati .
Agnese aveva indossato un abito di seta color lavanda, di una tonalità quasi identica alla preziosa sciarpa di cachemire che le avvolgeva le spalle ; la scollatura quadrata non lasciava molto in mostra al contrario degli altri abiti da sera sfoggiati dalle dame presenti nel salone, ma Agnese aveva deciso che per quella sera non era il caso di suscitare qualche commento malevole…..Anche i capelli erano acconciati semplicemente à la greque, una parte trattenuta sulla sommità del capo con pettini d’argento e il resto lasciato ricadere in morbidi boccoli attorno al viso…l’insieme, davvero incantevole, sottolineava la sua bellezza e gioventù.
Emilia in un abito di broccato azzurro, ornato da cascate di trina bianca, molto pallida, vicino ai futuri sposi accoglieva gli invitati……..Martino era stato categorico “Costanza avrà tempo per esercitare i suoi doveri di padrona di casa; desidero che in questa occasione tu mantenga il ruolo che è sempre stato tuo, cara cugina!” Ed Emilia non aveva potuto ribattere alcunchè , anche se si era sentita morire ……L’indomani mattina una semplice ma intima cerimonia avrebbe unito Martino alla marchesina Costanza di Mirano………e cancellato tutte le sue speranze………
La sala da ballo, i corridoi, le stanze………Agnese non aveva mai visto così tanta gente !
Molte dame , abbandonati busti e crinoline, imbottiture ed eccessivi fronzoli, avevano con entusiasmo abbracciato la nuova moda, lanciata da Giuseppina Bonaparte, con il bustino a vita alta da cui scendeva giù una morbida gonna………Qualche pettegola tra le vecchie matrone sosteneva che per ottenere quel particolare drappeggio che caratterizzava i nuovi abiti, cioè per far meglio aderire i panneggi al corpo, molte donne indossassero addirittura i vestiti bagnati e li lasciassero poi asciugare così! Alcune invece portavano pepli di una mussola così trasparente da lasciar persino intravedere i seni: erano le merveilleuses……….venivano così chiamate in Francia le donne che cercavano di imitare la nuova moda lanciata da madame Tallien, l’amante del conte di Barras, membro del Direttorio, tanto disponibile quanto bella e che, a dar retta alle malelingue, trascorreva buona parte della sua esistenza transitando nelle alcove dei piu' accesi rivoluzionari ……Doveva certamente essere una di queste la donna che languidamente era appoggiata allo stipite della porta della sala da biliardo…e che sorrideva al suo cavaliere intento……..Agnese sbarrò gli occhi…a mordicchiarle amabilmente un lobo dell’orecchio!Chi poteva essere quella coppia sfacciata ……..come se avesse sentito l’intimo commento la donna alzò la testa e fissò Agnese……..Uno sguardo cattivo, di ghiaccio che le fece trattenere il fiato ……..anche l’uomo che era con la bella merveilleuse fissò la giovane donna ………Anche quello sguardo era particolare…. sembrava quasi frugarle nell’intimo………La donna portava al collo una bellissima collana di smeraldi, della stessa sfumatura dei suoi grandi occhi….e,. poco più in su ,un sottile nastro rosso……L’uomo era elegantemente vestito, le mani particolarmente curate e ad una delle sue dita brillava un grosso diamante
“Francesi!” Il commento improvviso fece trasalire Agnese” Francesi …approfittatori e sanguisughe……….seguono le truppe come avvoltoi…aspettando la buona occasione per arricchirsi alle spalle del nemico……..e anche dell’amico.. “
Il vecchio notaio Sorbelloni era disgustato………..” Mia cara.. vostro fratello non li ha certo invitati…..devono essere giunti con qualche amico compiacente……..che mondo!”
Nella sala da biliardo ferveva un’animata discussione.
“ Rivoluzionari giacobini……….ma mio caro marchese!Non sarete così sciocco da pensare che ne esistano……..gli unici rivoluzionari in Piemonte sono i borghesi…….”
“Il re ha totalmente sbagliato a tassare in modo spropositato i contratti d'affitto.. adesso poi. sta proprio esagerando………..ma vi sembra logico tassarci anche per i servi, per le carrozze…………e la tassa di famiglia? Cosa ne dite conte? Non è una follia?”
“ Ipotecati e alienati i beni delle abbazie………..mi chiedo cosa ne pensi il buon abate..”
“In fondo abbiamo conservato l' indipendenza sotto il governo del nostro buon Re, che ci riporterà al pacifico ordine antico non appena la guerra avrà termine….”
“ Signori……signori……..vi prego!Non è questo il luogo né il momento più adatto per queste inutili recriminazioni…”
“ Mi chiedo quando secondo voi sarà mai il momento per capire che tutto questo non si risolve con inutili chiacchiere, ma forse solo con un minimo di coraggio….”
Il gentiluomo che aveva pacatamente concluso con queste parole non aveva dato fino a quel momento l’impressione di ascoltare la discussione, ma se ne era stato in disparte appoggiato alla mensola di marmo del grande camino, lo sguardo fisso sul suo bicchiere
Le sue parole caddero in un attimo di silenzio e furono ben intese da tutti nella sala.
Il duca di Rosignano, il giovane gentiluomo che aveva precedentemente protestato per le troppe tasse, seccato replicò
“ Perché signore? Pensate forse che tutto questo non ci tocchi?”
“Mio caro Duca.. lungi da me pensarlo….trovo comunque che parlare ma non agire ..non sia poi una grande soluzione..”
“ Ci giudicate forse degli inetti?’
“ No……..ma certo degli sprovveduti………..Napoleone farà di voi un unico boccone……e farà solo bene, visto che state per offrirgli il vostro regno su un piatto d’argento”
“ Come osate dire ciò…….ci sono dei patrioti anche tra di noi e non solo sulle strade….che in questo momento ……”
“ Briganti caro duca, briganti ..e non patrioti…… gente che aspetta dietro una rupe o un cespuglio e prende a fucilate gli incauti passanti ,…gente che agisce nell’ombra……..e uccide…non sono certo patrioti questi…….infatti il vostro Re gli ultimi patrioti li ha fatti impiccare, n’est pas?- il gentiluomo francese che aveva colpito l’attenzione di Agnese e che fino a quel momento si era limitato anche lui ad ascoltare, entrò nella sala, un sorriso di scherno sulle labbra….
“ Signori…signori…….- Emilia improvvisamente apparve sulla porta………- mi spiace interrompere le vostre discussioni ma vorrei ricordarvi che siamo ad una festa …………..iniziano le danze…………non vorrete lasciare le signore senza cavalieri!”
Pian piano la stanza si svuotò……….restava solo, perso nelle sue fantasticherie e intento a terminare il liquore contenuto nel suo bicchiere, il gentiluomo che aveva provocato lo scompiglio tra i nobili…così assorto da non accorgersi di Agnese, che era entrata lentamente nella sala…………….
C’era qualcosa nell’atteggiamento di quell’uomo che attirava Agnese… doveva, lo sentiva, essere in preda ad una rabbia repressa….Alla giovane donna sembrava quasi di riuscire a percepire l’ anomala pressione delle lunghe dita sullo stelo del bicchiere…
Come se si fosse improvvisamente reso conto di essere osservato, il gentiluomo trasalì, alzò la testa e si voltò di scatto. Agnese si trovò così a fissare un paio di scintillanti e profondi occhi neri…
Folti ed ondulati capelli bruni incorniciavano un volto abbronzato e scarno,. illuminato dalla luce del fuoco ..
Un personale accurato, il taglio perfetto della giacca abbinata con buon gusto ai semplici calzoni di camoscio , i lucidi stivali neri , rivelavano un gentiluomo non certo ordinario……Agnese si affrettò ad abbassare lo sguardo, cercando disperatamente qualcosa di innocuo da dire.
Il gentiluomo scrutò lentamente Agnese, i lineamenti delicati,l’ovale perfetto …. fece scivolare lo sguardo sui biondi capelli …infine sul suo volto passò un fugace sorriso
“ Volevate forse fare una partita di biliardo, madame?”
Ad un simile tono sarcastico ,qualsiasi idea di buona educazione abbandonò velocemente Agnese, che riscoprì in sè un ‘animo battagliero…….
“ Sarebbe curioso signore se non potessi muovermi liberamente e come voglio in casa mia, .senza suscitare commenti….”
I due giovani si guardarono in silenzio…..
“ Scusatemi per come mi sono espresso, non volevo certo offendervi…..deduco dalle vostre parole di trovarmi di fronte alla contessa Agnese Ristori………”
“ E io chiedo scusa per avere disturbato i vostri pensieri, signore, …non credo di conoscervi……..potrei avere l’onore di sapere il vostro nome ?.’”
Il gentiluomo rise brevemente..”Se sia un onore o no…….lo deciderete in seguito.. mia cara signora, ……il mio nome è Federico……..Federico di Agliano ………….ma ….perdonatemi !..una bella signora come voi non vorrà certo rimanere tutta la serata a contemplare il fuoco…inoltre dobbiamo decisamente approfondire la nostra conoscenza …sareste così gentile da permettermi di accompagnarvi nel salone da ballo ? Potremmo passare molto più gioiosamente il nostro tempo, non credete? ”
Agnese sorrise debolmente davanti a quell’atto di improvvisa galanteria…… anche quando cercava di essere gentile il gentiluomo sembrava possedere un modo di fare decisamente irritante, …!!Annuì comunque ,con un impercettibile cenno del capo ed accettando il braccio che le veniva offerto si lasciò trascinare verso il salone……….
I ballerini volteggiavano seguendo le complicate figure della contraddanza, mentre le luci delle candele facevano brillare i preziosi gioielli delle dame……..
Agnese, presa dal turbinio della danza e dalla sequenza fissa dei passi, iniziò a recuperare un po’ della sua sicurezza interiore ..che però scompariva pericolosamente tutte le volte che lo sguardo ardente di Federico la sfiorava… mentre i ballerini si scambiavano le posizioni ,per disporsi su più file , Federico di Agliano le afferrò improvvisamente la mano, portandosela alle labbra, per un rapido bacio….
Alessandro di Serveto corrugò lo sguardo dietro l’occhialino…no, Martino non sarebbe stato molto contento nel sapere con chi stava ballando sua sorella in quel momento!
Dall’altra parte del salone Angelique, la bella merveilleuse, toccò lievemente con il ventaglio il braccio del suo occasionale accompagnatore
“ Scusate marchese..potreste dirmi chi è quella giovane signora che sta ballando, con l’abito color lavanda e l’acconciatura alla greque?
“ Ma è la sorella del conte Ristori, la contessina Agnese…”
“ Ah!- Angelique socchiuse lievemente gli occhi- interessante, molto interessante..”
Anche Armande, sorseggiando una coppa di champagne, gli occhi fissi sulle coppie che si disponevano a cerchio per iniziare la courante, sembrava giunto alla stessa conclusione
“ Interessante…potrebbe essere una buona idea.. perché no?”
“Mio caro duca, io odio i balli!In fondo che cosa sono se non l’unica occasione in cui avvengono i primi incontri tra i giovani dei due sessi, si dispongono, si misurano e si confrontano le relazioni sociali, si decidono i matrimoni e si discute di affari, politica e strategie..capirete che alla mia età , non è proprio più il caso……..” confidava il vecchio marchese Grimaldi di Poirino ad un annoiato aristocratico che sfoggiava un incredibile panciotto corto e una cravatta voluminosa
Le coppie si girarono di fronte tenendosi per le mani….Agnese si sentiva come avvolta dallo sguardo di Federico e una vertigine piacevole la trascinava ad avvicinarglisi sempre di più.. così da capo , ad ogni giro di danza, fino a quando la melodia improvvisamente non cessò…..
E si ritrovò con le mani nelle sue ..lo sguardo perso nel suo… un sogno …. Arrossì , si ritrasse e balbettò una scusa, allontanandosi velocemente …
Federico si voltò per seguirla con lo sguardo tra la folla degli invitati. C’era qualcosa in quella donna che aveva avuto il potere di turbarlo; era brillante e deliziosa, coraggiosa e audace, oltre che bella . Sì, ..gli piaceva.