Ads by Google   Login

[ Chi siamo ] 07 Maggio, 2007 21:57

Le Stordite vanno contro corrente perchè, pur sapendo usare il cervello, non hanno vergogna di dichiarare le loro passioni

e le loro preferenze;

si mettono in gioco,rischiando magari l'impopolarità,ma non venendo mai meno ai propri principi;

 hanno il coraggio di opporsi alle imposizioni perché non amano perdere la loro personalitá.

 Le Stolte invece,
sono quelle che svengono confondendo un essere umano con una divinità oppure lo denigrano
 e cercano di trovare mille pretesti per dileggiarlo,ma sempre ignorando che dietro un nome ed una faccia

esiste prima di tutto una persona

Lo Stordimento quindi è un modo di vedere la vita,

mai condizionato da stereotipi o schemi,

ma sempre guidato dal sentimento,dal cuore.

E infatti il nostro Club  si prefigge proprio questo: fare, magari poco:l 'importante è che sia sempre il cuore a guidare le nostre azioni.

per questo abbiamo scelto Adricesta e Ucodep,perchè il cuore porta dove c'è sentimento,voglia di vivere,amore!

[ Letteratura ] 07 Maggio, 2007 19:35

3.

Da quel giorno, don Blasco non ebbe più pace. A lui come a lui, che l'eredità andasse spartita in un modo piuttosto che in un altro, importava meno d'un fico secco; ma fin da quando egli era entrato al convento, non avendo più affari propri, la sua costante preoccupazione era stata di ficcare il naso in quelli degli altri. Ragazzo, egli aveva visto i bei tempi di casa Uzeda, quando suo padre, il principe Giacomo XIII, spendeva e spandeva regalmente, con venti cavalli in istalla, uno sciame di servitori e un'intera corte di lavapiatti che prendevano posto alla tavola imbandita giorno e notte.

 (Continua)
[ Letteratura ] 06 Maggio, 2007 16:21
Verso sera, mentre la servitù raccolta nel cortile commentava ancora la magnificenza del funerale, arrivò dalla via di Messina il conte Raimondo con la contessa Matilde. Baldassarre, udendo il tintinnìo delle sonagliere, si precipitò giù per lo scalone e arrivò allo sportello della corriera giusto nel momento che questa arrestavasi e che il padrone saltava giù.  (Continua)
[ Letteratura ] 03 Maggio, 2007 16:03
Giuseppe, dinanzi al portone, trastullava il suo bambino, cullandolo sulle braccia, mostrandogli lo scudo marmoreo infisso al sommo dell'arco, la rastrelliera inchiodata sul muro del vestibolo dove, ai tempi antichi, i lanzi del principe appendevano le alabarde, quando s'udì e crebbe rapidamente il rumore d'una carrozza arrivante a tutta carriera; e prima ancora che egli avesse il tempo di voltarsi, un legnetto sul quale pareva fosse nevicato, dalla tanta polvere, e il cui cavallo era tutto spumante di sudore, entrò nella corte con assordante fracasso. Dall'arco del secondo cortile affacciaronsi servi e famigli: Baldassarre, il maestro di casa, schiuse la vetrata della loggia del secondo piano intanto che Salvatore Cerra precipitavasi dalla carrozzella con una lettera in mano. «Don Salvatore?... Che c'è?... Che novità!...» Ma quegli fece col braccio un gesto disperato e salì le scale a quattro a quattro. Giuseppe, col bambino ancora in collo, era rimasto intontito, non comprendendo; ma sua moglie, la moglie di Baldassarre, la lavandaia, una quantità d'altri servi già circondavano la carrozzella, si segnavano udendo il cocchiere narrare, interrottamente: «La principessa... Morta d'un colpo... Stamattina, mentre lavavo la carrozza...» «Gesù!... Gesù!...» «Ordine d'attaccare... il signor Marco che correva su e giù... il Vicario e i vicini... appena il tempo di far la via...» «Gesù! Gesù!... Ma come?... Se stava meglio? E il signor Marco?... Senza mandare avviso?» «Che so io?... Io non ho visto niente; m'hanno chiamato... Iersera dice che stava bene...» «E senza nessuno dei suoi figli!... In mano di estranei!... Malata, era malata; però, così a un tratto?» Ma una vociata, dall'alto dello scalone, interruppe subitamente il cicaleccio: «Pasquale!... Pasquale!...» «Ehi, Baldassarre?» «Un cavallo fresco, in un salto!...» «Subito, corro...» Intanto che cocchieri e famigli lavoravano a staccare il cavallo sudato e ansimante e ad attaccarne un altro, tutta la servitù s'era raccolta nel cortile, commentava la notizia, la comunicava agli scritturali dell'amministrazione che s'affacciavano dalle finestrelle del primo piano, o scendevano anch'essi giù addirittura. «Che disgrazia!... Par di sognare!... Chi se l'aspettava, così?...» E specialmente le donne lamentavano: «Senza nessuno dei suoi figli!... Non aver tempo di chiamare i figli!...» «Il portone?... Perché non chiudete il portone?» ingiunse Salemi, con la penna ancora all'orecchio. Ma il portinaio, che aveva finalmente affidato alla moglie il piccolino e cominciava a capire qualcosa, guardava in giro i compagni: «Ho da chiudere?... E don Baldassarre?» «Sst!... Sst!...» «Che c'è?» I discorsi morirono ancora una volta, e tutti s'impalarono cavandosi i berretti ed abbassando le pipe, perché il principe in persona, tra Baldassarre e Salvatore, scendeva le scale.  (Continua)
[ Generale ] 21 Marzo, 2007 23:37
prova cderg
«Precedente   1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16