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[ ELISA DI RIVOMBROSA: IL ROMANZO ] 01 Settembre, 2007 22:49
[ ELISA DI RIVOMBROSA: IL ROMANZO ] 01 Settembre, 2007 20:27

 

L’aria vibrò dei loro gemiti ardenti. Un’esplosione di emozioni, di sensazioni sublimi li trascinò in un crescendo fino al parossismo, lasciandoli poi senza fiato.

Per un lungo momento rimasero a guardarsi tremanti, gli occhi dentro gli occhi, sul grande tappeto accanto al fuoco, interrogandosi tacitamente sulle implicazioni del loro gesto.

Era stato ineluttabile, ne erano entrambi consapevoli. Il loro amore era stato e continuava ad essere un fiume in piena che dirompeva, una fiamma divorante. Avrebbero pensato in seguito alle conseguenze…per il momento era dolcissimo assaporare quegli istanti di intimità suprema, perfetta.

Elisa tratteneva il respiro per paura di rompere l’equilibrio, Fabrizio si soffermava con le labbra sull’incavo del collo, sulla nuca, sulle palpebre, sulle tempie; vi adagiava piccoli baci delicati, le tuffava le mani tra i capelli, che le ricadevano in ciocche fluenti sulle spalle e sui seni, mai stanco di guardarla, di accarezzarla, nemmeno ora che la sua passione era appagata.

Le sue carezze erano diventate più tenere adesso, meno insistenti.  Le sue mani seguivano i contorni armoniosi del corpo nudo di sua moglie, disegnando parabole infinite, nel tentativo di ritrovare tutti quei particolari che aveva cercato tante volte nel ricordo,  come porti rassicuranti a cui approdare e abbandonarsi, una volta per tutte. Elisa socchiudeva gli occhi beata e temeva di svegliarsi da quel sogno.

Infine egli interruppe quel silenzio sacrale, denso di pensieri: - Sono venuto a cercarti ogni notte in sogno, ma nessun sogno è stato mai in grado di eguagliare la realtà….- Nella sua voce vibrava una nota struggente. Sua moglie si rannicchiò più stretta  tra le sue braccia sfiorandogli il mento con le labbra.

-         … e io ti ho accolto ogni notte, mi sembrava quasi di sentire il tuo respiro…le tue mani; avrei voluto rifugiarmi per sempre nella notte…-

 

 

principessa delle fate…dimmi, qual è il soave maleficio che mi tiene incatenato a te? –

-         …le fate non rivelano mai i loro segreti….mio sprovveduto cavaliere…- lo canzonò.

-         Mi è bastato guardarti una volta negli occhi…per sentirmi prigioniero, crudele ammaliatrice…-

La sua voce sembrava provenire da un’altra dimensione, Fabrizio continuava a crogiolarsi nelle sue fantasticherie:

-         I miei sogni spesso si tramutano in incubi, mi tormentano, … vedo le sue mani sul tuo corpo nudo e mi sembra di impazzire…-

 Quelle parole ridestarono l’eco di un ricordo doloroso, Elisa si irrigidì, si liberò di scatto dalle sue braccia come se la bruciassero. Sentì il bisogno di proteggere la propria nudità da quello sguardo divenuto ormai importuno, imbarazzante. L’equilibrio si era inevitabilmente incrinato.  Sapeva che c’erano cose che andavano dette, a qualsiasi prezzo, lo guardò con fermezza:

-         Basta così…..tu non hai alcun diritto di giudicare nessuna delle mie azioni! L’hai perso quando hai deciso di …morire. Io non sono tenuta a darti alcuna spiegazione, ma sappi che Cristiano non è mai stato uno strumento per salire nella scala sociale…. come hai potuto…come hai potuto anche solo pensare quelle cose infamanti! ….Io dovevo rifarmi una vita,  rischiavo di perdere il senno….ma lui… non ha mai potuto colmare l’immenso vuoto che tu hai lasciato! -

Lui le afferrò il volto tra le mani, contemplando a lungo il riflesso delle fiamme nei suoi occhi disperati, colmi di sdegno:

-         Non pensavo ciò che ho detto quella notte, volevo solo ferirti quanto tu avevi ferito me….Lo so, è stata anche colpa mia…non sarei mai dovuto sparire, farti credere che ero morto; è stato un gioco crudele! Ma l’ho fatto solo per te, per Agnese, io….volevo proteggervi. Il re sapeva che avevo scoperto il suo segreto, dovevo uscire dalla scena  prima che accadesse qualcosa di irreparabile, prima che si avventasse su di voi…-

-         Non capisci che avrei preferito,  cento volte,  rischiare la mia vita accanto a te, piuttosto che vivere  giorni vuoti, inutili, pensando di non rivederti mai più? E’ stato presuntuoso da parte tua! –

 

 

-         Sì… ho molto da farmi perdonare…- Fabrizio si  alzò e, iniziò a rivestirsi con movimenti lenti. Elisa sentiva che stava per perderlo ancora,  lui era già mille miglia lontano da lì…continuò a parlare con voce stanca .

-         Forse un giorno riusciremo a perdonarci entrambi, a dimenticare… quando tutto questo sarà finito…e a ricominciare tutto daccapo…- le parole che seguirono erano velate di angoscia –

-         Per il momento Elisa, ti prego ascoltami…questa volta non intendo darti degli ordini, ti supplico di starmi a sentire, devi partire, tornare a Rivombrosa…-

Sapeva in cuor suo di aver già ceduto, sarebbe partita dopo aver trovato con i nuovi amici un pretesto plausibile. Ma il suo orgoglio ferito le impediva di mostrarsi apertamente vinta

La magia si era inevitabilmente spezzata. Troppe recriminazioni, troppe incertezze pesavano nell’aria.

Il conte si avvolse nel lungo tabarro e, dopo un ultimo, tormentato sguardo, avvelenato già dagli spettri, si allontanò nella notte.

                                             

                                                  ******

Quella sera Elisa non era riuscita a dire di no all’invito di Florence, l’aveva colto, invece, come un pretesto per un ultimo congedo. Mentre percorreva, in una carrozza di piazza, la strada di ritorno verso casa, lasciandosi alle spalle la confusione della festa, ripensava, non senza una punta di rammarico, alla conversazione con Mme de Marguéry, e al suo sincero dispiacere, quando aveva appreso la notizia della sua partenza improvvisa per Rivombrosa. C’erano affari urgenti cui far fronte -  le aveva detto – e Florence non aveva battuto ciglio, accettando a malincuore quelle spiegazioni poco convincenti. Elisa  si disse che avrebbe sentito la nostalgia di quel legame sincero, disinteressato.

Parigi le sarebbe mancata, nei pochi mesi della sua permanenza, le era entrata nel cuore. Quella città incantevole che l’aveva accolta con calore, senza farsi domande, l’aveva irrimediabilmente conquistata.

Il pensiero di Fabrizio da solo, in balia di oscuri pericoli, l’incertezza del futuro…la inquietavano, ma sapeva che la sua partenza era necessaria.

La carrozza si fermò di fronte all’immenso portone bugnato, lo staffiere aperse lo sportello e si premurò ad abbassare il predellino per consentire alla contessa di scendere. Elisa pensò, per un attimo , che i suoi occhi avevano un bagliore sinistro, alla luce delle torce. Ma si diede mentalmente della visionaria.

La strada era deserta, una fitta pioggerellina faceva brillare ogni cosa,  intorno. All’improvviso, come in un lampo, vide una figura nera, avvolta in un lungo tabarro avvicinarlesi minacciosamente. Non fece in tempo a gridare, che una mano d’acciaio le chiuse la bocca in una morsa, lo sconosciuto la afferrò alla vita e la trascinò nella carrozza senza troppe cerimonie, la contessa si dibatté con furia, ma venne brutalmente respinta. Poi, come in trance, sentì la voce roca dell’uomo che ordinava al vetturino di ripartire.

Questa volta, qualcosa nella stretta poco gentile, le diceva che non si trattava del conte d’Anvau…

        

                       FINE DELLA PUNTATA

 (Continua)
[ ELISA DI RIVOMBROSA: IL ROMANZO ] 01 Settembre, 2007 19:53

 

 

 (Continua)
[ ELISA DI RIVOMBROSA: IL ROMANZO ] 01 Settembre, 2007 19:13

Era un tardo pomeriggio mite e riposante, Elisa osservava, attraverso le grandi vetrate del bovindo, Parigi animarsi nelle attività consuete, mentre il rossore iridato del tramonto lambiva i tetti delle case. Non si era ancora del tutto abituata allo sfavillante spettacolo che offriva la capitale francese da quelle finestre, e rimaneva sovente ad osservare ogni cosa, come sospesa. Le ombre si allungavano all’interno della grande biblioteca inghiottendo pian piano anche gli ultimi tremolanti bagliori; quel singolare gioco di luci ed ombre conferiva a tutto una dimensione irreale.

 (Continua)
[ ELISA DI RIVOMBROSA: IL ROMANZO ] 26 Agosto, 2007 18:11