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MENTIDEVIATE

09 Jun, 2006

SOGNO DI UNA NOTTE DI QUASI ESTATE...

Duccio — Inviato da Mentideviate @ 11:55

Dalla finestra semi aperta (o semi chiusa, a seconda di come siete abituati a vedere le cose), l' intruso si introdusse in camera mia timido timido, come se si volesse scusare di non aver chiesto il permesso. Entrando spostò leggermente la tenda, per poi accarezzare lievemente il volto di Grace Kelly sulla locandina di Rear Window. Quindi si perse triste nel buio della casa ancora completamente silenziosa. Io, addormentato nel mio letto, mi girai per un attimo e svegliandomi di soprassalto lo vidi con la coda dell'occhio mentre se ne andava verso il bagno. Poi, resomi conto che si trattava soltanto di un pallido raggio di luna, lo salutai ammiccando. Quindi chiusi gli occhi e ripresi a dormire.

Durante quel sonno un pò nervoso, bruscamente interrotto da quella dolce intrusione, la mia mente deviata partorì quello che è, e probabilmente rimarrà, il sogno più strano, incredibile e irripetibile della mia lunga vita (come ormai ben sapete sono un anziano, prossimo alla morte fisica, già morto da anni per quanto riguarda le diverse facoltà mentali).

IL SOGNO

Sono seduto su un trono, legno dorato e diamanti grossi come noci (come poteva iniziare il sogno del Re della Prosa di questo blog, che ha sotto di se il viceRe Matteo, il Giovane Scriba Andrea e lo Scrivano Aggiunto Umbe The Rabbit?). Dissolvenza incrociata, mi ritrovo alla guida di una vecchia Fiat Panda scassata, tra le mani un volante in radica (tanto per non perdere una certa abitudine al lusso, che Re sarei altrimenti?). Guido la Panda agile e veloce lungo una stretta mulattiera tutta curve, le ruote scivolano sul fondo sterrato senza però perdere aderenza. L'autoradio, talmente vecchia da far credere che sia appartenuta a Marconi, esaspera a tutto volume un assolo di Hendrix. Fuori il buio è totale, e i due fari della Panda illuminano affannosamente piccoli tratti di strada, come se al posto delle lampadine vi fossero due candele di cera. Ad un tratto da un prato seminascosto da un grosso albero fronzuto compare una grossa ruspa colorata, che si ferma impettita nel bel mezzo della carreggiata. Un sorriso di sfida sembra dipingersi sul grosso braccio dentato mentre mi fracasso contro l'albero di cui vi parlavo due righe fa. Quando riprendo i sensi la ruspa non c'è più, ma in compenso ci sono un grosso bernoccolo sulla mia fronte (che deturpa ignobilmente i miei lineamenti perfetti, ah se mi avesse visto Policleto...) e un'immagine nella mia mente che non riesco però a focalizzare. Esco da quello che resta della vecchia Panda, che intanto assomiglia più ad una Stilo grigia (magie oniriche) di mia conoscenza. Sul sedile posteriore ci sono un barile di birra ghiacciata, una busta piena di sabbietta, un fucile a pompa caricato con proiettili d'argento con su scritto "only for rabbits", e una foto plastificata di Jessica Rabbit. Scelgo di prendere solo la foto, del resto siamo in un sogno, e mi incammino a piedi lungo la vecchia mulattiera sterrata. Non so qual la mia meta, ma la mia mente mi guida come un navigatore satellitare, e il mio passo appare sicuro e deciso. Ad un tratto l'immagine che prima non riuscivo a mettere a fuoco si materializza nitida e precisa nel mio cervello: alla guida della ruspa maledetta non c'era un uomo, ma uno strano, colossale coniglio blu. L'immagine mi fa vacillare, piegare sulle gambe e svenire, il tutto in 2 secondi e sette decimi (più o meno i tempi sessuali di Umbe da sobrio. Da notare come anche nella fase onirica il solo pensare ad un coniglio provochi in me un miscuglio di emozioni negative, che vanno dalla voglia di sterminarli rapidamene al desiderio di pura tortura, dal pensare a spietati tranelli per la loro cattura fino a pregare Dio che li faccia sparire, una volta per tutte, dalla faccia della terra). Mi riprendo dallo svenimento dopo chissà quanto (del resto si sa, nei sogni il tempo non esiste), adesso mi trovo in una specie di pub. Un'insegna sulla mia testa dice "Gold Mine". Ho la gola secca, mi guardo intorno spaesato. Il pub è deserto, unico segno di vita una lieve musichetta di sottofondo. Poi, come in un film di Fellini, la stanza si riempie all'improvviso di gente che balla e canta. Ma guardando bene mi rendo conto che non sono persone ma un branco di luridi maledetti conigliacci. Dietro al bancone un coniglio con la faccia un pò addormentata conversa con un altro suo simile: "Bello effetto Venezia eh?", "I Nomadi sono i meglio, Ivano Fossati, mia questa musica di merda dè. Senti che basette ti c'ho, senti là", "Ah son basette quelle?", "Oh cosa ti sembravano scendiletti, e son basette si, vedrai dè", "Mi sembravano un paio di orecchini a babbucce". Alla fine di questo strano, inquietante dialogo i due conigli cominciano ad azzuffarsi di brutto, seminando la loro orribile peluria grigia un pò ovunque. Intanto tre strani conigli femmina (come si dirà, coniglia?..) servono ai tavoli i conigli clienti. La prima coniglia ha un insolito pelo rosso, e sembra piuttosto nervosa. La seconda passa fra i tavoli mettendo in bella mostra un fondoschiena che rasenta la perfezione. La terza, anch'essa con un discreto sedere, ostenta una faccetta angelica e una maglia con su scritto "Like a Virgin". Nauseato da cotanta abbondanza di schifosi animali, esco di corsa dal pub e mi ritrovo nel buio più totale. Vago nell'oscurità per qualche centinaio di metri, o forse per quindici chilometri, chissà. Poi ad un tratto si accendono le luci. Sono finito su un set cinematografico, davanti a me una macchina da presa e una sedia da regista con su scritto il mio nome. In un monitor alla mia destra scorrono le immagini dell'avventura che ho appena vissuto. Mi siedo a guardarle, e inizia una parte che non ricordo. Sto camminando lungo l'argine di un fiume, d'un tratto incontro un coniglio accompagnato da una ragazza. La ragazza è molto bella, ha lunghi capelli castani chiari, un fisico magro e slanciato, e due occhi che nemmeno Giotto avrebbe saputo disegnare più belli, caleidoscopi luccicanti di mille colori. Dentro puoi vederci di tutto: un mare in tempesta o un deserto bruciato dal sole, un prato fiorito o un cielo ricco di stelle. Il coniglio mi guarda mentre io guardo fisso la ragazza. Quindi inizia a parlare: "Tu hai qualcosa che mi appartiene", mi dice con tono altezzoso. "Che cosa?", rispondo sicuro. "Una foto di Jessica, la nostra regina. Dammela e questa donna sarà tua". Inizio a frugarmi dappertutto ma la foto non ne vuol sapere di farsi trovare. "Potevo prendere il fucile" penso mentre il coniglio altezzoso mi priva di quell'incredibile spettacolo portandosi via la ragazza.

Questa immane delusione mi fece svegliare. Ero in delle pessime condizioni. La testa al posto dei piedi e i piedi sul cuscino. Fronte madida di sudore, gola secca e un gran mal di testa. Dalla finestra la luce del nuovo giorno entrava prepotente, Dio doveva aver messo lì un alba incredibile. Il babbo passò scuotendo la testa e farfugliando una frase del tipo "bevi meno" o "ti levi di culo di casa hai quasi trent'anni"... Ho pensato più volte a questo sogno negli ultimi tempi, senza riuscire ad interpretarlo. L'unica conclusione a cui sono giunto è la seguente: il set cinematografico rappresenta il fatto che ognuno si costruisce la propria vita da solo, quindi finiamola di incolpare fato, destino, sfortuna e via dicendo. Considerando il fatto che i sogni sono l'insieme dei nostri desideri e delle nostre paure, nel mio sogno la paura è rappresentata dai conigli, esseri maledetti che renderanno per sempre la mia vita un inferno. Prima o poi fo pulito. Li stermino. Davvero. Il mio desiderio è invece quello di guardare fisso in quegli occhi incredibili, che, udite udite, esistono davvero. Senza che nessuno me li porti via di nuovo.

P.S. A buon intenditor poche parole.

P.S.II Chiedo scusa a Dio per averlo citato in questa storia assurda e soprattutto per averlo pregato di uccidere una sua creatura. Capisco che non può farlo. Certo però un paio di fulmini qua e là su quel campino...

P.S. III All'attenzione dell'Incredibile e Onirico Ente per la Protezione nonché Salvaguardia degli Animali (tra cui i conigli, certo). Si scherza. Figuratevi ora se si arriva a pregare per la morte di quei bastardi. Certo però un bel diluvio con Noè che rifiuta la coppia di conigli....

P.S. IV Lo so che sembra impossibile, ma io questo sogno l'ho fatto davvero...Non ci credete?


Commenti

  1. duccio un ci credo che tu faccia quesyi sogni...ora lo dio a mamma...la yu sora...

    Inviato da ila — 11 Jun 2006, 17:38

  2. Effettivamente il panino di Bruno può dare grossi problemi notturni... guarda Carlino che da quando ne mangiò due in una sola sera non è più lo stesso... e questo è successo diversi anni fa...

    Se ti vuoi togliere una soddisfazione, e sentirti al settimo cielo, fatti fare un buon coniglietto tenero al forno sopra un trionfale tappeto di patate, e perché no anche di cipolle, ti sentirai superiore e dominatore indiscusso della razza che odi tanto (...volevo dire che non condividi)

    ... comunque i sogni sono specchi della realtà; e la realtà ognuno se la crea come vuole... basta sognarla...

    Inviato da Pottadiaccia — 13 Jun 2006, 14:03

  3. buon vecchio pottadiaccia...
    d'accordo su tutto. ma i conigli li odio cazzo leva pure la parentesi...

    Inviato da duccio — 13 Jun 2006, 16:35

  4. ke strano sogno....O_o nemmeno io faccio dei sogni così!!! secondo me,invece ,caro duccio,c'è un modo mlt semplice x uccidere DAVVERO un coniglio...e io nn skerzo: vai da un contadino(possibilmente uomo)e kiedigli se deve ammazzare qlk coniglio, vedrai ke se glielo kiedi lui te lo farà fare...ti giuro!quand ero piccola sn rimasta
    traumatizzata dalla visione di una contadinA ke squarciava un coniglio
    a mani nude..la buon vekkia filomena!!:) ahahah

    Inviato da fede — 19 Jun 2006, 15:43


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