UNA PROVA D'AMORE
Anno 2017, un lunedì piovoso come tanti altri: Pasqualoni era a casa a non fare un cazzo, come al solito. La vincita miliardaria a quel gratta e vinci gli aveva cambiato la vita per sempre. Quel giorno l’orologio sembrava essersi inceppato; il tempo non aveva nessuna intenzione di scorrere. Pasqualoni aveva passato la giornata a camminare su e giù per il soggiorno, rimirando i propri piedi scalzi, infilati in delle ciabatte troppo piccole per essere le sue. Se ne era rimasto solo coi suoi pensieri, quasi stordito, ubriaco d’amore. Il sentimento per quella donna era esploso definitivamente dentro di lui, sentiva di esserne totalmente invaso; quell’amore era così forte da essere quasi opprimente. Erano già le 19.00, e Pasqualoni, dopo aver pensato a lei tutto il giorno, decise di fare il grande passo. Montò sulla sua BMW con cerchi in lega racing dinamics e si diresse spedito verso Tavern’s Hell. Ormai aveva deciso, era il momento di sposare la sua Aghi e mettere al mondo tanti piccoli rabbits. Quella strada era ormai troppo familiare, troppe volte l’aveva percorsa, troppa strada aveva dovuto fare per andare dalla sua bella: era giunto il momento di risvegliarsi accanto a lei ogni mattina, avvolti nello stesso lenzuolo fradicio di alcool e sesso. Suonò deciso alla porta di casa, mentre respirava profondamente. Ma, con suo grande stupore, la porta non fu aperta da Aghi, bensì da sua sorella, Heleonor, infilata in un accappatoio cortissimo. “Ciao, i miei genitori e mia sorella sono appena usciti per fare la spesa, entra pure e serviti da bere”. Pasqualoni entrò in casa in punta di piedi: con un occhio guardò il carrello dei liquori, con un altro le gambe ancora bagnate della futura cognata. Si versò da bere qualcosa di forte e si sedette sul divano. Dopo qualche minuto Heleonor iniziò una vera e propria tortura, girando per casa con finta disinvoltura con indosso della lingerie troppo sexy per essere casuale. Gli istinti di Pasqualoni cominciarono a prendere il sopravvento, ma l’alcool sembrava un buon rimedio per placare i bollenti spiriti. Sembrava. Dopo il terzo bicchiere le cose peggiorarono sensibilmente, anzi, sembrarono precipitare. La sorella provocatrice ormai non si nascondeva più dietro false ingenuità, ma si proponeva con gesti eloquenti. Pasqualoni, fedele ad Aghi da un eternità, era ormai di fronte a una svolta: che fare? Si alzò in piedi, ed esclamò con decisione: “Basta, ho deciso”. Dopodiché uscì di casa e tirò fuori dalla tasca della tuta le chiavi della macchina. Fu in quel momento che sentì la voce inconfondibile di Aghi: “Ti amo” – gli disse - “e adesso so che posso fidarmi di te. Hai superato questa grande prova d’amore”. “ Ne dubitavi?” – rispose Pasqualoni ricolmo d’orgoglio.
FINE
Questa storia, apparentemente senza senso (come la maggior parte delle mie storie, d’altra parte), ha una morale:
Ragazzi, non tenete i preservativi nel borsello, è sempre meglio tenerli in macchina.

ciao deviati conigli. vi bacio tantissimo. non riesco più a essere troppo presente come una volta quindi capiterà solo poche volte che vi saluterò, ma vi penso spesso quando passo per i blog!
intanto ciao. spero a presto
Inviato da elisarocknroll — 27 Mar 2007, 17:06
non so se ringraziare o meledire i preservativi in macchina...
Inviato da aghi — 28 Mar 2007, 15:39
maledici. vale lo stesso discorso di elisa anche per me
Inviato da fede — 31 Mar 2007, 13:14