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il pay per clic

il pay per clic! — Inviato da micalaca1965 @ 18:14

Google
Mentre la pubblicità online, lo scorso giugno, ha conosciuto un exploit di grandissimo rilievo (+58% di spesa rispetto a giugno 2005) grazie al traino dei mondiali di calcio, Google si è guardato attorno e ha deciso di lanciarsi in un nuovo modello di pubblicità online. Dal pay per click che sottosta al sistema AdSense, il gigante di Mountain View ha deciso di sperimentare quest'estate un nuovo sistema basato sul pay per action. In pratica, gli editori saranno pagati non più sulla base dei click avvenuti sulle inserzioni pubblicitarie, ma sulla base delle action effettivamente compiute dai visitatori.

Che cosa sono le "action"

Per "action" si intende l'effettivo svolgimento dell'azione desiderata e spinta dalla campagna pubblicitaria. In primis, l'acquisto di un prodotto o servizio, ma non solo: una certa campagna può essere finalizzata all'acquisto, ma un'altra può essere finalizzata alla raccolta di dati sensibili, di iscrizioni al sito o di qualsiasi altra "azione", appunto. A deciderlo è l'inserzionista. Il termine action è quello più diffuso e utilizzato - soprattutto in America - per definire queste azioni. Un suo sinonimo altrettanto usato è "conversion" o conversione, in italiano.

Oltre il Pay per click

La decisione di Google era per certi versi attesa. Il modello del pay per action non è nuovo, e anzi è predicato dai guru del marketing già da diversi anni. Grazie alla tracciabilità della transazione elettronica, Internet rende possibile capire non solo se una campagna conduce un utente verso un prodotto, ma addirittura se lo spinge a comprare o comunque a concludere l'azione desiderata. Il modello di pay per click messo in atto da Google era già stato al centro di diverse polemiche per le presunte frodi, cioè i click artificiosi messi in atto intenzionalmente allo scopo di gonfiare i risultati e quindi di far spendere più soldi agli inserzionisti. La controversia (anche legale) non è del tutto chiusa, ma è evidente che il motore di ricerca guardi con interesse a modelli diversi di business pubblicitario.

Non tutto è da buttare

Come ribadito più volte, però, la questione del pay per click non può essere ricondotta esclusivamente a una questione di frode o onestà del sistema stesso. La vera questione riguarda invece il controllo, che deve essere incrociato, sia da parte dell'inserzionista sia da parte del motore di ricerca, sia al limite da parte di una società terza. Infatti, in molti casi i vantaggi delle visite su un sito non sono immediatamente riscontrabili, e anche il pay per action può avere dei risvolti negativi, questa volta per gli editori. Infatti, la modalità d'acquisto online è spesso indiretta: un visitatore visita un sito alla ricerca di un prodotto o servizio, lo valuta, se ne va, effettua confronti e verifiche incrociate (online, su altri siti, ma anche offline in alcuni casi), e solo al termine di un processo decisionale medio o lungo si decide per l'acquisto. Il modello del pay per action risponde a una logica d'acquisto (o di risposta alla proposta) immediata, che non sempre si sposa con i tempi di decisione del cliente.

I modelli misti

Per questo il modello vincente in futuro sarà probabilmente quello di un mix tra i due sistemi. Da una parte, una percentuale sull'action vera e propria condotta dall'utente veicolato dalla pubblicità. Dall'altra, un valore x stabilito a priori per ogni visita fatta registrare dalla pubblicità. Anche perché si trascura l'aumento di valore che può avere un brand grazie alle visite indotte, anche quelle che non conducono all'action vera e propria.

Il busillis

Il vero busillis di tutta la questione, quindi, non è tanto quella del modello (per action o per click), piuttosto quella dell'esattezza dei conteggi. Soltanto sistemi di monitoraggio e statistiche Web indipendenti sono in grado di garantire una visione oggettiva della campagna pubblicitaria. E non si parla soltanto di efficacia o di "return" per l'inserzionista. La stessa agenzia pubblicitaria avrebbe tutto il vantaggio a capire la performance della propria campagna, aldilà della soddisfazione del cliente.

il pay per clic

il pay per clic! — Inviato da micalaca1965 @ 17:38

Termini associati:motori di ricerca] --> -->I vari motori di ricerca hanno introdotto il Pay-Per-Click da tempo, molte realtà usano proficuamente questo strumento e soprattutto molte agenzie pubblicitarie propongono il posizionamento in modalità Pay-Per-Click (nel seguito dell'articolo sarà chiamato PPC) ai loro clienti. Diverse volte mi sono sentito porre la domanda:
Conviene il Pay-Per-Click?Non è meglio puntare solo al posizionamento organico?
La risposta è ovviamente:
Dipende...
Nel resto di questo articolo presento uno schema con alcune considerazioni attraverso cui, senza la pretesa di essere esaustivo, cercherò di evidenziare i limiti ed i punti di forza dei due approcci... -->


Posizionamento PPC
Posizionamento Organico
Tempistica
Attivazione Immediata: si può mettere online la campagna dopo poche ore dall'attivazione. Questo lo rende particolarmente adatto:
nel caso di promozioni, festività o altri eventi che hanno durata limitata nel tempo.
in occasione di lancio di nuovi siti web, nuovi prodotti e/o servizi, avvio attività.
quando occorre raggiungere il target in tempi rapidissimi ad esempio per comunicazioni urgenti, avvisi, ...
Nel caso del posizionamento organico invece i risultati non sono immediati, possono passare anche molti mesi per ottenere una posizione valida poichè occorre ottimizzare il sito, creare/organizzare contenuti adeguati, indicizzare i contenuti, valorizzare la link popularity, ...
Sicurezza dei risultati
Con il PPC ci si mette al sicuro da eventuali stravolgimenti delle serp (Search Engine Result Pages: le pagine dei risultati in seguito ad una ricerca), assicurando una presenza continuativa nei motori di ricerca.
Con il posizionamento organico ci possono essere delle fluttuazioni a causa dei continui miglioramenti agli algoritmi di ranking, e/o a causa delle attività dei concorrenti.
Numero di parole chiave
Possibilità comparire su di un numero molto elevato di parole chiave attinenti all'argomento e con ricerche complesse con le quali puoi non essere presente con il posizionamento organico.
Il numero delle parole chiave può essere alto, ma non con tutte si riesce ad essere in buona posizione, soprattutto quando si opera in settori competitivi.
Visibilità
Il PPC permette anche di far comparire i messaggi su altri siti/portali che trattano di argomenti correlati: la cosiddetta "rete di contenuti" nel caso di AdWords di Google.

Messaggi Mirati
Con il PPC è possibile lanciare messaggi molto più mirati potendo scegliere il testo degli e le "landing page" (pagine di atterraggio) degli utenti, con un effetto comunicativo sicuramente superiore. Questo permette di lanciare molto precisi e di far arrivare gli utenti su delle pagine create ad hoc con testi studiati per raggiungere degli obiettivi precisi, ad esempio il compimento di alcune azioni (tipo compilazione di un modulo, iscrizione ad un forum, chiamata, e perchè no anche vendite...)
La possibilità di indirizzare gli utenti direttamente a pagine specifiche è più difficile ed onerosa con il posizionamento organico.
Costi
Il PPC sul lungo periodo è più costoso, quando finisce il budget gli annunci svaniscono. Semplificando si può affermare che i costi con il PPC sono proporzionali ai risultati.
Con il posizionamento organico i risultati permangono nel tempo e in genere i costi sono fissi.
Settori
Nel caso di settore ad alta concorrenza molto inflazionati può essere più vantaggioso lavorare con il PPC
Nel caso di concorrenza limitata può bastare il solo posizionamento organico per ottenere buoni risultati; con un buon lavoro si riesce ad essere nelle prime posizioni con la maggior parte delle parole chiavi rilevanti,
L'ideale per ottenere visibilità sui motori di ricerca in modo altamente efficace è un giusto mix tra il posizionamento PPC e quello organico.E l'intervento di uno specialista (SEM) è molto importante per aiutare l’azienda nel compiere le scelte più appropriate ed ottimizzare i ritorni dell'investimento (ROI). Questo perchè essere presenti in entrambe le aree di risultati accresce il valore percepito del sito, ottimo per fare Branding.
Varie ricerche (sia italiane sia internazionali) hanno stabilito che in generale si clicca di più nei risultati organici.
Ma in ogni caso il target delle persone che cliccano sui collegamenti sponsorizzati PPC è differente da quelle che invece cliccano sui risultati organici.Quindi se si appare in entrambe le sezioni si aumenta la visibilità, si domina la scena, aumenta la possibilità di essere cliccati e nel frattempo si toglie spazio ai concorrenti.

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