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mmsupert

CREMONA SICURA

laboris | 17 Settembre, 2007 18:23

 Lettera pubblicata in data  16.09.2007

Egr. sig. Direttore

del giornaleLA PROVINCIA  QUOTIDIANO DI CREMONA E CREMA

CREMONA

"CREMONA SICURA   ANZI NO   !  " 

La lunga  e    defatigante  diatriba sulla sicurezza nella città  di Cremona  mi lascia molto perplesso e provo a spiegarmi:

1) Il tentativo di  spostare l’attenzione   dei cittadini  da problemi   di vera sopravvivenza  a problemi di  vita quotidiana     (ormai diffusi in tutta europa) è abbastanza maldestro;

2) chiunque si trovasse  a gestire  incarichi  nell’ambito  del Comune   potrebbe trovarsi   nella stessa situazione   , non avrebbe  soluzioni miracolose   da proporree si troverebbe  ad essere sottoposto al fuoco di fila  di chiunque ne abbia voglia o vaga intenzione;

3)Il tentativo  di   rilevare  responsabilità    individuali  sarebbe un autogoal   per le eventuali successioni  in cariche di responsabilità , locali o provinciali;

4) mi ha molto colpito  la lettera di  un signore   molto sfortunato( senza  nome e cognome) la cui moglie  conosce cinque lingue e non trova lavoro a Cremona:   conosco persone che con quattro lingue lavorano  al “Forum Europe”  e guadagnano  molto bene ;

5)è evidente  che ci troviamo di fronte   ad un battibecco  di sapore   del tutto provinciale   che non tiene conto  che in tutte le città  le forze dell’ordine  fanno del Loro meglio per arginare  il fenomeno del dilagare di una malavita di varia  provenienza   e natura:  non credo che i nostri  solerti concittadini osino mettere in dubbio il comportamento delle  Forze dell’ordine operanti in città (oppure ho capito male ?);

6) infine   tutto ciò premesso  , per dovere di cronaca ( e mi firmo anche)   riferisco  che  due famiglie  di  miei  cugini provenienti da Milano  e da Varese  , in visita   al sottoscritto ,sono rimasti  molto favorevolmente impressionati dalla  atmosfera tranquilla  percepita sia di giorno che di notte:    mi pare di aver capito che  nelle loro città  non è proprio così.

Cordialmente

 http://www.mariosuperti.it 

 (Continua)

UNO DEI RAGAZZI DEL '99( GUERRA 15-18)

laboris | 06 Giugno, 2007 10:37

lettera gia' pubblicata dal giornale di Cremona "La Provincia"

>>>>>>>>>>> 

Silenzio e lacrime al sacrario di Redipuglia

Egr. sig. direttore,

ho letto con interesse la lettera pubblicata sul Suo giornale in data 7 c.m., e mi associo alle considerazioni dello scrivente e del Suo commento.

Anch’io ogni anno cerco di partecipare alle celebrazioni dell’anniversario del 4 novembre. (...)

Io non ho episodi da raccontare, nemmeno per sentito dire, perché mio padre—Ragazzo del ’99—non mi ha mai, dico mai, riferito nulla al riguardo.

Solo dopo anni ho capito da solo tutto quello che mi avrebbe voluto dire, ma non ne ha mai trovato il coraggio o l’opportunità.

Lui , allora, aveva solo 18anni: nell’unica foto che mi ha lasciato si vede un giovanetto che di militare ha solo le mostrine del corpo di appartenenza.

Nel lontano 1969, mio padre mi chiese se potevo accompagnarlo a Redipuglia.Cosa che feci con grande piacere ed interesse:

durante la sua visita mi tenni con discrezione fuori dalla Cappella. Non mi sentivo degno di avvicinarmi più di tanto alla testimonianza terrena di una immane tragedia.

Mio padre non disse nulla ne’ prima ne’ dopo la visita. Uscì in lacrime e risalì in auto con i segni di una profonda commozione, e io non dimenticherò mai quel giorno di luglio del lontano 1969.Mario Superti(Cremona)

da LA PROVINCIA DEL 9.11.2005

CREMONA E.I.....FUORI CITTA'

laboris | 30 Luglio, 2006 19:02

FUORI STRADA, FUORI CITTÀ

Ebbene si, la civilissima Svizzera ancora una volta ci sta dando lezione di sana convivenza.

Siamo venuti tutti a conoscenza che nelle città svizzere non potranno più entrare

i “FUORI STRADA”.

C’è già chi li chiama “ FUORI CITTÀ “.

Motivo: sono eccessivamente inquinanti, occupano uno spazio superiore alla media,

intasano le vie e le piazze.

Se taluno ha “grossi problemi” da risolvere solo con questi mezzi è chiamato a pagare per avere un permesso di entrata in città di tale costo che al novantanove per cento è portato a rinunciare.

Va anche segnalato che nelle città svizzere esistono già centri di raccolta merci al di fuori delle città: in seguito veicoli elettrici provvedono alla distribuzione.

Nelle nostre città il veicolo sotto accusa è solo esibizione di “status symbol” e spesso è condotto da persone che non hanno molto rispetto di altri che usano bici o motorini: forse dall’alto del loro scanno (spesso protetto da vetri affumicati) si sentono protetti e in grado quindi di condizionare il comportamento ed i diritti altrui.

Credo che nelle nostre città un sano provvedimento potrebbe essere assunto anche dalle amministrazioni locali: o NO ?

Se chi di dovere ha sentito, batta un colpo: farebbe cosa gradita a molte persone, all’aria che respiriamo, al senso di civile convivenza, e a molti bambini che dal basso delle loro carrozzelle sono esattamente all’altezza del tubi di scarico della nafta altrui .

 (Continua)

TOMMASO CI HA LASCIATO

laboris | 14 Aprile, 2006 18:53

nulla sarà più come prima

 (Continua)

GRATIS I PARCHEGGI A CREMONA.....????????????????????????

laboris | 14 Aprile, 2006 17:24

Lettera già pubblicata dal giornale “ La Provincia di Cremona

inizia>>>>>>>>>>>>>>

LETTERA AGLI AMMINISTRATORI DI CREMONA E PROV.

Cari signori ,rappresentanti del popolo, questa volta, nonostante i ripetuti messaggi, palesi o “sub limina” avete perso il treno del buon senso.

Questo treno di solito è gratuito e non è come i parcheggi “ gratis” che vi siete assegnati.

Il treno vi avrebbe portato nel territorio, per voi inesplorato, ove la gente comune, che purtroppo vi ha votato, trova difficoltà a gestire normalmente la giornata,fatta di

sopravvivenza economica e ambientale.

Ne consegue che una folta, foltissima schiera di portoghesi, si è accodata silente alle vostre decisioni(cui prodest ?).

Dicono che questa è una città ricca: io vedo parecchia miseria(quella vera si nasconde e bisogna cercarla con profondo senso civico).

E’ evidente che alcuni “utenti” facenti parte delle categorie esentate svolgono una funzione anche sociale, e si poteva trovare una soluzione di buon senso.

E’ altrettanto evidente che la maggioranza degli esentati approfitta del privilegio per affari propri, e esibisce il “permesso” come uno “status symbol”.

Chi ha dissentito è ormai noto a tutti e non c’è bisogno di fare pubblicità.

Mi aspetto ora una severa vigilanza da parte della” Polizia Locale”.

le mie foto

laboris | 14 Aprile, 2006 08:12

 (Continua)
 
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