ERNESTO DA BUONGIORNO IRPINIA DEL 12 OTTOBRE 2007
Ernesto Donatiello, 24 anni, studente in Progettazione e gestione dei sistemi turistici, di Caposele. Aspirazione: lavorare nel settore turistico, contribuendo allo sviluppo di Caposele.
Ernesto vive a Caposele, un piccolo comune della provincia. I suoi studi universitari sono sostenuti dall’ambizione di operare proprio sul territorio e favorirne lo sviluppo turistico: “L’Irpina è ricca di risorse e dal punto di vista del potenziale turistico non è seconda a nessuno. Reputo che sia questa la strada da percorrere per il futuro della nostra terra. Potremmo agevolmente competere con la Toscana per caratteristiche e qualità dei prodotti, magari ad un prezzo molto più competitivo”.
Le strutture locali, purtroppo, non sono adeguate, sia per numero che per qualità, “mancano spazi per i giovani, ma soprattutto mancano elementi veri che possano permettere uno sviluppo completo ed integrato del territorio sia dal punto di vista sociale che economico”. Inoltre, il tessuto sociale è fortemente condizionato da questa povertà strutturale, per tale motivo, continua il ventiquattrenne, “potrebbe risultare fondamentale il ruolo di organismi aggregativi come i Forum dei Giovani e le Associazioni Giovanili, molto attive, per altro, nel mio paese. Reputo che l’associazionismo e il lavoro di gruppo possano portare a risultati positivi nell’ambito del sociale”. Tanto più che il rapporto col territorio è gravato dalla questione occupazionale: “La mancanza di lavoro è una piaga delle nostre zone. Purtroppo è davvero difficile riuscire a vedere realizzati i propri sogni e le proprie aspirazioni professionali in Irpinia, dove le opportunità sono davvero limitate. Tuttavia credo che la voglia di fare ci debba sostenere al punto da riuscire a realizzare ciò che qui può sembrare impossibile realizzare”. Ernesto chiede alla politica cambiamenti ed è appunto nel rinnovamento generazionale della classe dirigente che indica la possibile svolta: “La politica è lo strumento principe della democrazia. Oggi, però, è piegata sempre più spesso a scopi diversi dal perseguimento del bene comune. Eppure resta l’unico mezzo utilizzabile per rendere possibile i cambiamenti che la nostra terra e l’Italia intera aspettano”. In questo senso risulta primario il contributo della cultura, parte integrante della persona, perché “per sapere come cambiare le cose, prima bisogna conoscerle e quindi studiarle. Senza lo studio si resta immobili dentro se stessi, non si riesce a comprendere quanto ci circonda e soprattutto ciò che è diverso da noi. Tutti dovrebbero poter studiare liberamente”.
Ernesto è molto legato alla famiglia, che considera il vero punto fermo per l’individuo, un approdo sicuro che resta tale per l’intera vita. Ma la famiglia è anche la cellula primitiva della società, è per questo che bisogna “partire da qui per la vera svolta sociale”. Il tempo libero, commenta il giovane irpino, che sia dedicato allo sport, alla lettura, all’amore, ad internet è sempre il luogo dell’incontro con se stessi e con l’altro, perché “ognuno di noi cresce anche e soprattutto nel tempo libero”. L’amore e il suo universo è invece sempre in evoluzione, conosce alti e bassi, “è un po’come la vita, molto dipende da come ci si accosta e dalle esperienze che ognuno ha vissuto. Se ci fosse un modo per descriverlo non si chiamerebbe amore, ma razionalità”. Quando parliamo di droga, Ernesto ci spiega che il suo territorio ha subito molte perdite negli ultimi anni. “La situazione resta allarmante e un’inversione di tendenza è necessaria. Tale fenomeno indebolisce la comunità giovanile ed è la logica conseguenza di una società, di una scuola e a volte di una famiglia che spesso lasciano soli i ragazzi”. Lo strumento di comunicazione più potente che esista è la televisione, per questo “tutto quello che viene trasmesso dovrebbe essere ispirato ai principi della coerenza e della professionalità, oltre e soprattutto a promuovere la diffusione di un’informazione corretta. Oggi, invece, sembra essere completamente l’opposto, la tv è un mezzo guidato prevalentemente dal business, le cui leggi poco si prestano alle esigenze effettive della società”. Quando Ernesto analizza il suo rapporto con la fede, menziona l’atteggiamento controverso che talora la Chiesa tiene “ponendosi in contraddizione con se stessa in merito all’interpretazione dei fatti nella realtà ed esercitando un condizionamento sui fedeli poco rispettoso della libertà di pensiero individuale”.
A CURA DI NADIA ARACE PUBBLICATO DA BUONGIORNO IRPNIA IL 12 OTTOBRE 2007







