GIUSEPPE S. DA BUONGIORNO IRPINIA DEL 19 OTTOBRE 2007
Giuseppe Sarno, 26 anni, Musicista, di Avellino. Aspirazione: Vivere facendo musica.
Giuseppe è un musicista, e sogna di “vivere di sola musica”. Per questo ha accantonato la brillante carriera universitaria di fisico e adesso suona il pianoforte in giro per il mondo. “Il lavoro è qualcosa che ti consente di realizzarti completamente. Purtroppo in Italia, e soprattutto qui al Sud, non sempre ci è permesso di scegliere il lavoro che soddisfa le nostre aspirazione e valorizza le attitudini personali”. Secondo il giovane ventiseienne la politica è innanzitutto uno scambio di idee, un terreno su cui confrontarsi. Molto legato alla sua famiglia d’origine, Giuseppe ritiene che qualsiasi persona riesca a dare amore, a far sentire “calore” è già un pezzo di famiglia. Non dispone di molto tempo libero, e nei ritagli che ha il musicista si divide tra amici, teatro, cinema, palestra, e chiaramente concerti. “La cultura è il bagaglio che ti permettere di affrontare la vita, ma non si acquisisce soltanto dalla carta polverosa. La cultura è venire a conoscenza di cose a noi ignote in precedenza, è aprirsi al nuovo e può venire da qualsiasi contesto. Andare in giro per il mondo, accogliere altre culture e apprendere da tutti e da tutto significa studiare”. Il suo rapporto con l’amore è maturo: “Sono la persona che si butta a capofitto in una relazione, ma le esperienze mi hanno insegnato ad essere più cauto. Questo, purtroppo, ha una controindicazione. Potrebbe capitarti di incontrare la persona che si merita il tuo “capofitto”, ma ha il solo “difetto” di essere capitata dopo quella sbagliata”. Il territorio locale, ci spiega Giuseppe, offre poco, molto poco. “Le strutture sono di medio livello, funzionanti ed efficienti solo in parte. Inoltre sono poche e se le rapportiamo a quelle che molte altre cittadine italiane offrono il quadro non è davvero incoraggiante”. Il tessuto sociale avellinese è decisamente borghese, tra le sue maglie si fanno spazio fenomeni come il bullismo. “Specialmente in questi ultimi anni la violenza nelle scuole, le risse nei bar e nei locali ad opera di adolescenti ha assunto proporzioni preoccupanti. Penso che la responsabilità sia innanzitutto dei modelli con i quali questi ragazzi crescono. E quindi è da ricercare in famiglia, nella cultura dominante e non per ultimo nella scuola”. La televisione è il media che propone stereotipi, quindi, sostiene Giuseppe, “il problema viene anche da lì. Se il bullismo è un fenomeno specifico dell’universo maschile, la traduzione al femminile è l’anoressia, conseguenza del modello catodico di modelle magrissime. In entrambi i casi è la depressione di chi non riesce a raggiungere il modello stesso a rappresentare il fattore costante”. Lapidaria la sua posizione in merito alla droga. Prescindendo dal fatto che chi vuole fare uso di droga riesce comunque a procurarsela, il giovane musicista ritiene sarebbe importante legalizzare ogni tipo di stupefacente: “Penso che in questo modo si potrebbe effettivamente stroncare la criminalità organizzata che gestisce il narcotraffico e allo stesso tempo si assicurerebbe al tossicodipendente un prodotto più sicuro. E ad affermarlo è uno che non fuma nemmeno sigarette”. Da fisico quale è, Giuseppe non crede in un universo soprannaturale molto articolato: “Credo in Dio, quale Ente Superiore e incipit delle cose. Mi sforzo, invece, di credere in Gesù, che accetto come dogma. La necessità di credere in qualcosa nasce dall’impotenza dell’uomo di conoscere tutto, e dove la scienza si arresta, perché incapace di offrire spiegazioni, entra in gioco Dio”.
a cura di Nadia Arace pubblicato da buongiorno irpnia del 19 ottobre 2007








30/01/2008, 16:48
Ho appena letto entrambe le interviste e devo dire che Giuseppe B č pių bello e le sue risposte sono pių intelligenti.
Ciao a tutti, irpini e non!
30/01/2008, 16:50
Ho appena letto entrambe le interviste e devo dire che Giuseppe B č pių bello e le sue risposte sono pių intelligenti.
Ciao a tutti, irpini e non!