Questa mattina rissa tra laziali e juventini, interviene una pattuglia della stradale, poi un colpo di pistola fatale. La vittima è Gabriele Sandri, un dj romano ventottenne. Colpito da un proiettile al collo, mentre era in auto. Amato: "Sembra trattarsi di un tragico errore". Inter-Lazio rinviata a data da destinarsi, le altre partite cominciate con 10 minuti di ritardo. E il Viminale potrebbe decidere da domani il divieto di tutte le trasferte dei tifosi. Scontri a Bergamo, due agenti feriti e alcuni contusi. A Milano corteo di ultras di Inter e Lazio, sassi contro un commissariato. Sospesa e rinviata Atalanta-Milan. Rinviata Roma-Cagliari, scontri nella capitale

Per fronteggiare gli scontri provocati da gruppi di ultras intorno allo stadio Olimpico e nei quartieri circostanti, riferiscono fonti della questura, sono stati mobilitati tutti gli agenti di polizia di Stato oggi in servizio nella capitale. Nella zone sono stati fatti confluire uomini e mezzi dei diversi commissariati della Capitale. Ancora in questo momento sono presidiati e tenuti sotto controllo tutti i palazzi istituzionali. Tra questi palazzo Chigi, Camera e Senato, Quirinale.

Anche i tifosi della Virtus La Fortezza Bologna e del Montepaschi Siena hanno inscenato una sorta di 'sciopero del tifo', in omaggio a Gabriele Sandri. Nel posticipo serale del campionato di basket le due tifoserie sono rimaste infatti sedute e senza cantare e senza usare i tamburi nelle rispettive curve, con gli striscioni capovolti. Lo 'sciopero' è stato interrotto solo da qualche coro contro le forze dell'ordine.

Nell'assalto condotto da tifosi incappucciati e armati di spranghe allo stadio Olimpico si contano sei vigili urbani feriti in Ospedale, di cui "uno sarebbe grave, sotto Tac". Lo sostiene in una nota un dirigente del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale (Sulpm), Alessandro Marchetti, segnalando che due auto di servizio e una privata di un vigile sono state distrutte.

E' di tre persone arrestate il bilancio della guerriglia scatenata dagli ultrà nella capitale. Dopo il ragazzo e la ragazza arrestati dalla polizia nel corso dell'assalto al reparto volanti di via Guido Reni, una terza persona è stata fermata subito dopo l'assalto al Coni e l'attacco alle forze dell'ordine in via de Bosis. Il fermo è avvenuto vicino a Ponte Milvio, zona di 'guerra' con cassonetti in fiamme, bottiglie in pezzi e migliaia di bulloni scagliati contro polizia e carabinieri. I feriti delle forze dell'ordine sono "decine" secondo fonti di sicurezza. Almeno quattro funzionari addetti all'ordine pubblico sono stati medicati in ospedale.

Ha riportato contusioni giudicate guaribili in sette giorni il cameraman di Mediaset aggredito fuori dallo stadio di San Siro. L'operatore è stato gettato a terra dagli ultras e colpito a calci e a pugni. E' stata anche danneggiata la sua telecamera.

A Ponte Milvio, a Roma, una decina di camionette di polizia e carabinieri hanno messo in fuga un gruppo di ultrà che stazionava sul ponte. Nel piazzale rimangono i segni degli scontri: cassonetti divelti, vetri e mazze abbandonate per terra, pezzi di marciapiedi divelti. "Hanno spaccato tutto - racconta il gestore di un ristorante - erano una cinquantina di ragazzi, tutti vestiti in nero, sono venuti con le mazze e hanno assalito anche alcuni negozi".

Un operatore televisivo freelance che lavora per la Rai, al lavoro a Bergamo durante gli scontri tra gli ultras e le forze dell'ordine avvenuti prima della partita Atalanta-Milan, è stato colpito da un sampietrino lanciato da alcuni tifosi atalantini nella sassaiola contro gli agenti della polizia nei pressi dello stadio Comunale. Il fatto è avvenuto poco prima delle 14 in viale Giulio Cesare. L'operatore colpito alla testa è stato subito soccorso: la prognosi è di dieci giorni.

La Cgil esprime "profondo cordoglio" per la morte del giovane tifoso Gabriele Sandri, ed è "vicina alla famiglia del giovane in questo momento di profondo dolore". Inoltre giudica "incomprensibile che di fronte alla gravità dei fatti e alla perdita di una vita umana ancora una volta le autorità sportive non abbiano ritenuto di dover provvedere alla immediata sospensione dell'intera giornata del Campionato di calcio".

Sei tifosi del Brindisi (serie D, girone H), quattro maggiorenni e due minorenni, sono stati arrestati dalle forze dell'ordine nel pomeriggio a Lavello (Potenza) durante la partita Lavello-Brindisi con le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. I sei hanno rifiutato, all'entrata nello stadio, di sottoporsi al controllo da parte delle forze dell'ordine e hanno spinto alcuni carabinieri provocando leggere ferite a due militari. Durante il primo tempo della partita hanno ripetuto cori contro la polizia I sei (uno dei quali in passato sottoposto ad un "Daspo";) sono stati individuati e arrestati dalle forze dell'ordine.

Una trentina di ultrà a Ponte Milvio hanno lanciato sassi contro i mezzi delle forze dell'ordine in transito. I teppisti si sono poi dispersi nella zona. Sempre nella zona sono stati bruciati cassonetti ed una macchina è stata incendiata davanti la famosa pasticceria 'Mondi'.

Veltroni, da Cracovia, ha risposto ad una domanda chi gli chiede se quanto sta accadendo è paragonabile ai fatti di Genova durante il G8: "Non hanno le dimensioni di Genova quello che sta accadendo. In ogni caso tutta questa vicenda è strana, come è strana la dinamica della morte del ragazzo. La società - ha concluso Veltroni - si deve liberare della violenza che si sta impadronendo di troppe sedi e luoghi della vita".

Dopo l'assalto al Coni gli ultra si sono allontanati a gruppi verso la Cassia e la Flaminia Vecchia dando fuoco a tutti i cassonetti che trovavano sulla loro strada. Nei pressi di piazza dei Giochi Delfici è stata incendiata anche una macchina. Nel frattempo le forze dell'ordine hanno ripreso il controllo della zona dello stadio Olimpico. Tutto il quartiere è isolato e intorno il traffico è letteralmente in tilt.

Il "protrarsi di manifestazioni di violenza" legate al calcio impone per il futuro una "maggiore intransigenza". Il capo della Polizia Antonio Manganelli ribadisce che non ci sarà nessun abbassamento della guardia da parte delle forze dell'ordine.
"E' evidente" sottolinea infatti Manganelli, che ci sarà un "rinnovato e fermo rigore nel difficile cammino che mondo della sicurezza e mondo dello sport hanno intrapreso per restituire al gioco del calcio la sua corretta dimensione".

Alle 20.45, l'arrivo di una quarantina di ultras da uno dei lati del Duomo ha dato il segnale ai 200 che erano raggruppati sotto la statua equestre di Vittorio Emanuele. Tutti si sono schierati nello spazio antistante l'ingresso della cattedrale, occupando gran parte della piazza, sfidando con slogan le forze di polizia attestate all'ingresso della Galleria Vittorio Emanuele. L'impressione è che, a parte gli slogan bellicosi, non ci sia intenzione a dare vita a scontri.

Da un lato una "morte assurda, che i nostri cuori e le nostre menti non riescono ad accettare: un giovane ha perso la vita per mano di un poliziotto giovane come lui che era lì per portare legalità e non certo lutti". E dall'altro "l'amara constatazione che ancora una volta opposte tifoserie si sono affrontate in nome del fanatismo più cieco e becero". Lo dice il capo della Polizia, Antonio Manganelli, sottolineando che "quanto accaduto mi inquieta".

Veltroni ha condannato gli episodi di violenza contro le forze dell'ordine, "le stesse che hanno assicurato alla giustizia capi mafiosi rischiando la loro vita". Il sindaco è in costante contatto con Roma. Al momento, ha detto, non è ancora possibile una stima dei danni.

"Nell'esprimere tanto dolore alla famiglia del giovane ucciso, mi sento di assicurare che la Polizia saprà assumersi le proprie responsabilità e senza reticenze fornirà massima collaborazione alla magistratura incaricata dell'accertamento dei fatti". Lo dice il capo della Polizia Antonio Manganelli in merito alla morte di Gabriele Sandri.

Una trentina di persone vestite in nero che da ore stazionano sul ponte Duca d'Aosta a Roma, hanno aggredito con violenza un cameramen giunto sul posto per alcune riprese. L'uomo è riuscito a scappare accompagnato da una donna a bordo di una macchina. Gli aggressori, probabilmente ultrà coinvolti negli scontri dello stadio Olimpico, precedentemente avevano transennato il ponte dal lato del Coni impedendo l'accesso alle macchine e agli autobus. La viabilità è tuttora impedita.

Cassonetti incendiati, fumogeni. Un lungo corteo di camionette di polizia e carabinieri lungo via Flaminia. Un'automobile incendiata davanti la caserma dei carabinieri di via Flaminia.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appena giunto nella capitale del Qatar, è stato informato sullo svolgimento dei fatti che hanno portato alla morte di un tifoso e ha chiesto di essere continuamente aggiornato sugli accertamenti e sugli sviluppi della situazione.

Una sassaiola contro una caserma dei carabinieri è stata messa in atto da un centinaio di persone nella zona di Ponte Milvio, a Roma. Il gruppo, che ha lanciato sassi ed altri oggetti, specialmente bulloni di ferro, si è diretto di corsa verso il ponte poco distante. Il timore delle forze dell'ordine è che i tifosi possano tentare di assaltare il commissariato di polizia di Ponte Milvio.

Il dirigente del compartimento polizia stradale Toscana, Sergio Tinti, insieme al dirigente della sezione polizia stradale di Arezzo, Carmine Tabarro, hanno reso omaggio alla salma di Gabriele Sandri, presso il centro di medicina legale dell'ospedale di Arezzo. Tinti, attraverso l'avvocato ed il fratello della vittima - rende noto la polizia - ha espresso il cordoglio a tutti i familiari del giovane che nel pomeriggio sono stati accolti presso gli uffici della stradale.

A quanto si apprende, un gruppo di ultras starebbe cercando di raggiungere il commissariato di polizia di Ponte Milvio, a via Orti della Farnesina, danneggiando tutto ciò che trovano sul loro cammino. Sul posto si stanno recando rinforzi della polizia.

Carica di alleggerimento da parte degli agenti di polizia a Ponte Milvio, dove le forze dell'ordine sono rimaste in contatto con un gruppo di tifosi armati di bastoni e spranghe che si stanno dirigendo verso la caserma dei carabinieri.

L'immondizia in alcuni cassonetti brucia davanti al Foro Italico. Nel marciapiede del lungotevere, restano pezzi di pietre, alcuni bastoni, travi di legno chiodate. "Che famo, tornamo freschi?", dice un ragazzo a un altro, a pochi passi dal ponte Duca d'Aosta. Intanto, una serie di ragazzi con il volto coperto sta passeggiando lungo l'argine del Tevere.

Per il momento non ci sono indagati nell'inchiesta sulla morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso stamani sull'area di sosta della A1. Lo ha detto Roberto Sgalla, responsabile per le relazioni esterne della polizia parlando con i giornalisti. Sgalla ha aggiunto che un poliziotto è in questo momento ascoltato dal pm, ma senza l'assistenza di un avvocato.

Il presidente del Consiglio Romano Prodi è in costante contatto con il ministro degli Interni Giuliano Amato, per seguire la situazione degli incidenti provocati dai tifosi soprattutto nella Capitale dopo il "tragico errore" per l'uccisione del tifoso laziale da parte delle forze di polizia. Prodi in giornata ha mandato un messaggio alla famiglia di Gabriele Sandri. Tra il premier e il responsabile del Viminale, ci sarebbe stata una valutazione preoccupata sull'episodio.

È transennato il lungotevere davanti al Foro Italico. Alcuni ragazzi stanno spostando una serie di cassonetti. Gli autobus non riescono a proseguire il loro tragitto, devono girare e tornare indietro. All'interno dell'area si aggirano persone con il volto coperto, armate di spranghe, che continuano a rovesciare cassonetti dei rifiuti. Il tentativo è quello evidente di ostacolare eventuali cariche della polizia, probabilmente in preparazione di nuovi atti di teppismo

I tifosi, tutti col volto coperto, hanno lanciato una bomba carta all'interno dell'atrio della sede Coni, danneggiando i marmi. Completamente distrutto l'orologio con il count down verso le Olimpiadi di Pechino 2008, tutte le vetrate rivolte al lato di Lungotevere e i computer della reception.

Nell'area di servizio in cui è stato colpito a morte Gabriele Sandri gli investigatori avrebbero trovato alcuni oggetti che avrebbero potuto anche essere usati come arma contundente. Tra gli oggetti sequestrati ci sarebbero anche due coltelli e due ombrelli rotti. Gli oggetti sarebbero stati trovati a terra.

Il ponte duca d'Aosta è stato completamente bloccato da transenne messe dai tifosi che si stanno ora spostando verso Ponte Milvio. Un fotografo dell'Ansa è stato picchiato e derubato da un gruppo di ultrà di fronte allo stadio Olimpico a Roma.
Il fotografo è stato inseguito da sei o sette persone che lo hanno colpito con un bastone e lo hanno preso a testate indossando il casco fino a farlo cadere a terra. Nel primo pomeriggio un altro fotografo dell'Ansa è stato aggredito nel corso della manifestazione per Gabriele Sandri a piazza Euclide a Roma.

"Mi hanno tirato addosso un masso di grosse dimensioni". Antonio, un ufficiale di polizia, dall'interno di un'ambulanza davanti alla caserma Giglio di via Guido Reni, racconta così l'aggressione subita durante gli scontri dello stadio Olimpico: "Non sono entrati per un pelo - continua - fortunatamente nessuno si è fatto veramente male, ma qui in un'ora è successo di tutto".

"E' stato un quarto d'ora di battaglia", ha riferito la titolare di una pizzeria al taglio a poca distanza dalla caserma della polizia di Roma in via Guido Reni. Poco dopo le 18, sono arrivati questi giovani che hanno gettato credo petardi, si sentivano esplosioni in successione, poi hanno rovesciato le motociclette e i cassonetti e hanno anche "assaltato un autobus con la gente dentro, cominciando a scrollarlo come se volessero rovesciarlo. Alcuni di loro si sono feriti alle mani, poi c'è stata subito la carica della polizia e ho visto tantissimi di loro caricati sulle camionette e portati via".

Un agente di polizia e tre tifosi sono stati soccorsi questa sera a Roma dal 188 nella zona di via Guido Reni. Nessuno dei feriti è stato trasportato in ospedale e tutti presentavano contusioni conseguenza degli incidenti di questa sera. Lo scontro più duro
è avvenuto attorno allo stadio dove sono stati esplosi petardi e bombe carta. Tra i feriti, sempre secondo la fonte dei Carabinieri, c'è anche il dirigente del commissariato di polizia di zona, che aveva una vistosa fasciatura alla testa.

Di fronte al palazzo H del Foro Italico, sede del Comitato olimpico italiano, ci sono - sul lato di Lungotevere - al momento circa ottocento ultras. Tutto è partito quando un primo gruppo è entrato, dal lato dell'Olimpico, nella sede del Coni per attirare le forze dell'ordine che stazionavano nell'area dello stadio e ingaggiare così una guerriglia organizzata: in pratica un vero e proprio agguato. Quando le forze dell'ordine hanno capito la situazione, hanno evitato di seguire il gruppo di tifosi, che una volta entrati hanno cominciato a devastare gli uffici Coni.

Un gruppo di circa 200 persone è riuscita ad entrare nello stadio Olimpico a Roma. Sono gli stessi che poco prima hanno lanciato oggetti contro le forze dell'ordine schierate in via de Bosis. Il gruppo, molti con il volto coperto, prima di entrare allo stadio ha assaltato la sede del Coni provocando molti danni.

Sarebbero almeno una decina i feriti tra le forze dell'ordine nella zona dello stadio Olimpico secondo quanto ha riferito un carabiniere in servizio presso la vicina caserma assaltata in via Guido Reni. L'esistenza di feriti viene confermata anche da altre fonti.

Un gruppo di tifosi laziali ha nuovamente attaccato un contingente delle forze dell'ordine ancora schierato allo stadio Olimpico a Roma. Il lancio di oggetti si è verificato in via de Bosis, tra lo stadio e la sede del Coni. Verso polizia e carabinieri sono state lanciate bottiglie, bulloni e pezzi di ferro. Una carica ha disperso il gruppo di circa 80 persone.

Centinaia di tifosi hanno assaltato la sede del Coni, nei pressi dello stadio Olimpico: le guardie di sorveglianza, non armate, sono barricate all'interno dell'edificio, mentre gli ultrà devastano le aree interne della sede.

L'autoritá giudiziaria di Arezzo ha nominato un perito balistico ed un medico legale per gli accertamenti di rispettiva competenza nell'indagine che riguarda l'uccisione del tifoso della Lazio avvenuta in un autogrill. E' quanto ha annunciato il questore di Atrezzo, Vincenzo Giacobbe che ha anche espresso "il suo profondo e sincero dolore e rammarico per quanto accaduto".

"Mi hanno tirato una pietra di grossa dimensione sulla costola", ha detto Antonio Soluri, il funzionario di polizia ferito sull'ambulanza del 118 davanti la caserma della polizia di via Guido Reni. "Hanno sfondato un vetro antiproiettile. Hanno lanciato di tutto", ha aggiunto.

"Ci hanno attaccato, erano almeno 400 persone. Non sono riusciti ad entrare per un pelo", racconta così un poliziotto l'incursione tentata dagli ultrà alla caserma di via Guido Reni. E' stato incendiato anche un bus. Fonti di polizia parlando di "danni ingentissimi". Sul posto anche due ambulanze, mentre si stanno compiendo anche danni alle auto in sosta.

Due giovani sono stati arrestati dalla polizia nel corso dell'assalto al reparto volanti di via Guido Reni. Secondo quanto si è appreso si tratta di due giovani ultrà, una ragazzo ed una ragazza. I due avevano i volti coperti da bandane ed erano armati di bastoni.

La polizia ha effettuato una carica di alleggerimento per disperdere il gruppo che ha assaltato la caserma di via Guido Reni a Roma. Sono stati sparati anche alcuni lacrimogeni.

Distrutto e dato alle fiamme il portone, distrutte piante e infranti vetri del commissariato di polizia di Porta del Popolo a Roma. Il presidio di pubblica sicurezza in via Ferdinando Fuga è stato assaltato da una trentina di teppisti con spranghe, tondini di ferro e sanpietrini. E' stato dato alle fiamme anche un pullman della polizia posteggiato nei pressi. I due agenti che si trovavano all'interno del presidio sono riusciti ad evitare la furia devastatrice dei teppisti.

I tifosi hanno dato fuoco a un pullman e ad alcune auto della polizia. Altre volanti sono state prese di mira da una sassaiola. Secondo prime informazioni negli scontri sarebbero rimasti feriti alcuni poliziotti. Il contingente predisposto per l'ordine pubblico è bloccato all'interno dello stadio Olimpico.

Si trova nell'obitorio dell'ospedale San Donato di Arezzo la salma di Gabriele Sandri. In strada, all'esterno delle stanze mortuarie, ci sono anche due carabinieri. All'obitorio nel pomeriggio si sono recati poliziotti della scientifica e sembra anche un magistrato, per ulteriori rilievi. Davanti all'obitorio è passato anche un gruppo di tifosi dell'Arezzo, come segno di solidarietà ai laziali.

Sarebbero stati "motivi di civiltà" e non di ordine pubblico a far decidere il rinvio di Roma-Cagliari. Dopo la riunione dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive, riunito d'urgenza fin dalla mattina, la decisione di spostare l'incontro, è stata presa direttamente dal presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, sentita la Lega Calcio e su richiesta dell'amministratore delegato della Roma Rossella Sensi, che si è sentita più volte con il sindaco Veltroni.

La caserma che ospita il reparto volanti della Polizia di Stato, a Roma, è stata assaltata da un gruppo di circa 200 tifosi, alcuni con il volto coperto, armati di sassi e bastoni. Per entrare nella sede del reparto volanti di via Guido Reni sono state bruciate auto, divelto barriere di protezione e infranto vetri della caserma. In precedenza era stato assaltato il posto di polizia "Porta del popolo" di via Fuga.

Al passaggio sul lungotevere di alcune auto della polizia diversi ragazzi che erano sul marciapiede, armati di bastoni, all'altezza di ponte Duca d'Aosta hanno lanciato pezzi di legno e bottiglie di birra. "Vi voglio svegli", ha gridato uno dei ragazzi agli altri. Le auto della polizia non si sono fermate.

"E' stato un gesto irresponsabile, sia per questioni di ordine pubblico, come hanno dimostrato i fatti avvenuti oggi pomeriggio in alcuni stadi, sia per rispetto verso questo ragazzo morto" Così Paolo Cento, sottosegretario all'Economia, intervenendo sull'uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, commenta la decisione del governo del calcio di andare avanti, nonostante tutto, giocando le partite in calendario.

"E' certamente prematuro dare un giudizio su quanto è accaduto oggi nell'area di servizio vicino Arezzo, ma non possiamo non stigmatizzare il comportamento delle Forze dell'ordine": lo rende noto il presidente dei senatori del Prc, Giovanni Russo Spena: "Noi crediamo che la polizia non dovrebbe sparare mai, ma perché comunque sparare, anche solo in aria, se le due macchine di tifosi si stavano allontanando? E come mai un proiettile sparato in aria finisce nel collo di un ragazzo seduto in macchina?".

Gli scontri tra tifosi e forze dell'ordine si spostano anche dall'altra parte del Tevere, nella zona di viale Tiziano. Qui le forze dell'ordine stanno fronteggiando un gruppo di circa 70-80 tifosi a volto coperto e armati di bastoni e spranghe che hanno raggiunto l'area dello stadio Flaminio nei pressi del commissariato Porta del Popolo di polizia di via Fuga. I tifosi stanno cercando di entrare il commissariato.

Due pattuglie di vigili urbani sono state aggredite da un gruppo di tifosi con spranghe e bastoni nei pressi dello stato Olimpico di Roma. Lo denuncia il segretario della Cisl della polizia municipale di Roma, Gabriele Di Bella. Sei vigili urbani sono rimasti feriti. Uno sarebbe stato portato in ospedale. Distrutte anche alcune automobili della polizia municipale.

Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, ha convocato un vertice delle compenenti federali per domani alle 17, a Roma, dopo la tragica morte del tifoso della Lazio Gabriele Sandri e la giornata di scontri e violenze in diverse città italiane. "La morte di Gabriele Sandri è una situazione incredibile, ma non ha niente a che fare con l'episodio della morte dell'ispettore Filippo Raciti", ha detto Abete.

E' terminato poco dopo le 18 il raduno dei tifosi della Lazio, in piazza Euclide a Roma. A causa della pioggia battente non si è potuta svolgere la prevista fiaccolata. I giovani hanno continuato mestamente a scambiarsi i ricordi di Gabriele Sandri, che era molto conosciuto in vari ambienti, non solo in quelli sportivi, poi hanno gradualmente abbandonato la piazza.

"La tragica improvvisa scomparsa di Gabriele Sandri, sulla cui fatale dinamica ho già disposto ogni accertamento, mi colpisce e addolora profondamente. Desidero esprimere ai familiari tutti a nome del governo e mio personale i più sinceri e commossi sentimenti di partecipazione al loro immenso dolore. Con un abbraccio fraterno". Questo il messaggio che Romano Prodi ha inviato alla famiglia di Gabriele Sandri.

"E' giunta l'ora della tolleranza zero contro i delinquenti". Il Comune e la Provincia di Bergamo si costituiranno parte civile "contro i delinquenti, contro i teppisti che hanno provocato danni ai beni di proprietà pubblica e alla serena convivenza civile". E' quanto annuncia una dichiarazione congiunta di Valerio Bettoni, presidente della Provincia di Bergamo, e di Roberto Bruni, sindaco della città in cui oggi per le violenze degli ultras è stata sospesa la partita Atalanta-Milan.

Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha giudicato "saggia" e condivisibile da tutti la decisione di rinviare la partita prevista per stasera all'Olimpico in segno di lutto per la morte del tifoso laziale.
"Rinviare la partita Roma-Cagliari", ha dichiarato Veltroni, "è stata una decisione saggia e opportuna. Oggi, per tutta la città di Roma, è una giornata di lutto e di condivisione del dolore con la famiglia di Gabriele Sandri".

Non si danno pace gli amici di Gabriele 'Gabbo' Sandri riuniti davanti al negozio che il ragazzo ucciso oggi gestiva a Roma. Ma è un dolore muto, composto, riservato. Non un grido, solo poche frasi di conforto bisbigliate l'uno all'altro. Sulle vetrine spente del negozio su via Friggeri, nel cuore del quartiere Balduina, alcuni mazzi di fiori ricordano la tragedia. Tra i biglietti, uno in particolarfe dice: "Nemici in campo, amici per strada. Ciao Gabriele".

Scontri tra forze dell'ordine e tifosi a Roma. Davanti allo Stadio dei marmi, un gruppo di tifosi che prendeva parte alla fiaccolata in memoria di Gabriele Sandri, il tifoso laziale rimasto ucciso oggi, ha iniziato un lancio di petardi all'indirizzo della polizia che, a sua volta, ha risposto con lancio di lacrimogeni per disperderli.