PUO’ ESSERE NATALE NEL CUORE DI OGNI UOMO…
Io, come voi, sfogliando le pagine della cronaca di tutti i giorni;
di uomini e famiglie quotidianamente umiliate e straziate perché il lavoro diventa il luogo di delitti annunciati e sistematicamente realizzati;
della disperata solitudine delle nostre famiglie che partorisce più violenza che figli;
parlando con sacerdoti missionari e incontrando i loro occhi a volte ripieni di speranze deluse;
e andando io stesso in carcere a raccogliere quello che resta di vite umane strappate a brandelli;
e raccogliendo lacrime di sofferenza di malati senza una guarigione in vista;
e, senza andare troppo lontano, guardandomi intorno e incontrando i volti dei tanti giovani della mia città, così assonnata, delicata e bisognosa di cure…
Mi chiedo:
“Gesù, ma quale Natale d’Egitto possiamo fare oggi noi?”
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.”
Un storia che inizia con atto umano: il censimento di tutta la terra.
No, al tempo di Cesare Augusto non c’era l’Istat con dei buoni obiettivi sociali…
I censimenti si facevano per contare sudditi da spremere con tasse e per sapere quanta carne da macello si poteva mandare in prossime guerre da pianificare…
Ancora e sempre l’uomo con la sua sete di potere…
e Dio che sceglie di entrare in questa nostra storia,
oggi come allora,
Dio viene come l’Ultimo.
E c’è una famiglia che deve obbedire,
che vive nello stesso mondo,
senza però appartenere a questo mondo!
Mi fermo qui con il commento al Vangelo di questo Natale;
mi fermo con questa frase:
“Senza però appartenere al mondo…”
Mi fermo e lascio la parola a dei miei amici che sono in carcere da tempo perché, lo ammettono loro, hanno sbagliato.
Le righe che seguiranno sono state scritte da loro, senza essere imboccati da alcuno;
ho lasciato anche gli errori nei testi perché in questo Natale, cari fratelli.
io ho bisogno, fra quelle mura, della Vostra compagnia,
ho bisogno di sapere che voi sapete che nel mondo Lui nasce anche oggi in ogni luogo,
anche nel più inopportuno.
“Eccomi Signore Gesù: ogni giorno è una ricchezza;
c’è sempre qualcosa da imparare nella vita!
Ciao!
Sono Emanuele (nome cambiato da me) innanzitutto voglio ringraziare …. (fa il nome di uomini che si sono messi, come servi inutili, nelle mani di Dio per testimoniare il suo Amore):
Nel nostro cammino di fede sono loro i nostri amici che ci accompagnano verso la conoscenza di Dio.
Fin dall’infanzia avevo capito che i miei genitori non andavano d’accordo e con delle piccole cose litigavano.
Quando arrivavano telefonate li sentivo rispondere in maniera non vera e mi nascondevano tutto come se fossi un estraneo.
Questa cosa mi faceva molto soffrire. Sono cresciuto così insicuro, timido e confuso.
Ero un bambino timido e mi mascheravo facendo casino, picchiavo gli altri, ero aggressivo, rubavo e facevo tante altre piccole cose che disturbavano.
Ho incominciato a frequentare persone più adulte di me e ho imparato da loro tanto male non adatto a un ragazzino.
Rubavo tutto quello che potevo prendere solo per attirare l’attenzione su di me e vivere in modo diverso dai “buoni”.
Anche se in realtà non avevo bisogno di soldi perché i miei genitori non mi facevano mancare nulla.
Dopo qualche anno ho smesso la scuola per andare a lavorare, per essere indipendente.
Ero alla ricerca della felicità che avevo riposto nei soldi, nel sesso nelle droghe.
A quattordici anni ho cominciato a fumare le canne fino ad arrivare alle droghe.
Quando ho iniziato con le droghe mi sentivo “in pace” con il mondo.
Tutte le insicurezze sembravano svanire nei momenti in cui vivevo l’illusione dell’effetto delle droghe . ma dopo qualche anno sono rimasto solo, con un vuoto profondo dentro e attorno a me ed è arrivato perfino il carcere.
Ho incontrato degli angeli che mi hanno aiutato e ho cominciato a scegliere la preghiera personale cosa che prima non avevo mai fatto.
Ora è diventato un appuntamento con il Signore perché ogni volta vado a trovarlo.
Il Signore mi aiuta non soltanto a vedere le mie mancanze e povertà, ma mi fa scoprire i doni e le cose belle che porto dentro da condividere per vivere la gioia.
Più passa il tempo e più mi sento in pace, alcune volte il sentirmi povero e piccolo mi fa sperimentare ancora più fortemente la grandezza dell’amore di Dio.
Ma il sentirmi accolto e voluto bene per quello che ero, con i miei peccati e i miei limiti, mi ha dato la voglia di non mollare di continuare questo cammino di guarigione.
La preghiera, l’amicizia vera, l’amore verso il prossimo e molti altri valori che il Signore mi propone attraverso la sua conoscenza, la voglio scegliere ogni giorno di più e desidero custodirli profondamente per la vita futura.
Ringrazio il Signore che ho riscoperto la voglia di vivere e la gioia di rimettermi di nuovo sulla strada giusta.
Buon Natale amici miei.”
Questo ragazzo che ha scritto questa lettera ha passato più della metà della sua vita in carcere;
Sapete, “Nulla è impossibile a Dio”.
Termino questo commento di Natale dicendovi e dicendomi…
Sai è Natale nei cuori che accolgono Gesù…
Buona accoglienza di Gesù a tutti coloro che vogliono accogliere davvero Gesù;
Buona accoglienza di Gesù alle guardie penitenziarie che hanno tanta pazienza (anche con me);
Buona accoglienza di Gesù ai sofferenti che pregano per chi non capisce il soffrire;
Buona accoglienza di Gesù al mio Vescovo che mi stringe la mano e non mi fa sentire mai solo;
Buona accoglienza di Gesù a tutti quelli che dicono che devo fare il bravo e restare in parrocchia invece che frequentare posti così malsani…
Buona accoglienza di Gesù dal vostro servo che cerca Gesù nei luoghi che Lui ci ha indicato.







